È di ieri la notizia della scomparsa di Remo Girone, attore di straordinario talento e icona del cinema e della televisione italiana. Aveva 76 anni. Una carriera lunga, costellata di interpretazioni intense e memorabili, ma per molti resterà per sempre Tano Cariddi, il potente e spietato banchiere colluso con mafia e massoneria nella fiction La Piovra, prodotta dalla Rai e diventata un successo mondiale, amatissima soprattutto in Russia e nei Paesi dell’ex Unione Sovietica.
Girone entrò nel cast nella terza serie della fiction, ma fu nella quarta che il suo personaggio divenne protagonista assoluto, trasformandosi in uno dei volti più emblematici della criminalità televisiva italiana.
Ma non tutti sanno che una parte importante della storia de La Piovra ha un legame profondo con il Salento.
Infatti, durante la seconda serie, alcune scene furono girate proprio nel nostro territorio, sfruttando gli scorci barocchi che rendono uniche le città di Gallipoli e Lecce.
A Gallipoli vennero realizzate diverse scene d’inseguimento e sequenze in auto della polizia, mentre a Lecce la produzione scelse come set il maestoso Palazzo dei Celestini, trasformato per l’occasione nel palazzo di giustizia della fiction.
Altre riprese furono effettuate in un appartamento situato in Piazza del Duomo, che nella finzione scenica divenne la casa di uno dei collaboratori più fidati del commissario Cattani, interpretato da Michele Placido.
La decisione di girare in Salento fu dettata da motivi logistici e produttivi: alcune scene risultavano difficili da realizzare in Sicilia, e la produzione optò per il nostro territorio, che offriva non solo praticità ma anche un patrimonio architettonico perfettamente coerente con l’estetica della serie.
Fu così che il barocco leccese entrò, quasi per caso, nella storia della televisione italiana, e con La Piovra viaggiò in tutto il mondo, contribuendo a diffondere l’immagine artistica e paesaggistica del Salento ben prima dell’esplosione turistica degli anni Duemila.
Oggi, nel ricordare Remo Girone e la sua straordinaria interpretazione, vale la pena sottolineare anche questo piccolo ma significativo capitolo di storia televisiva che lega il nostro territorio a una delle fiction più amate e iconiche della Rai.
















