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SUMMARY:Lecce\, UniSalento ospita l'AKIS HUB: innovazione per l'agricoltura salentina
DESCRIPTION:📍 Luogo dell’evento: Lecce\nQuesta mattina\, a partire dalle 9.30\, l’edificio “Aldo Romano” dell’Università del Salento a Lecce è il cuore pulsante del seminario “AKIS Lecce HUB | CSR Puglia 2023–2027 – Innovazione e filiere agricole”. Un evento che accende i riflettori sul futuro del settore primario\, promosso nell’ambito del progetto SRH06 Back Office AKIS – CSR Puglia 2023–2027. \nL’iniziativa si concentra sugli strumenti\, i bandi e le opportunità concrete per gli operatori agricoli. Momenti chiave saranno i focus group dedicati alle diverse filiere agricole\, pensati per raccogliere idee\, proposte e i reali fabbisogni di innovazione direttamente dal territorio. Un dialogo aperto e costruttivo per dare voce a chi ogni giorno lavora la terra. \nIl seminario è parte integrante delle attività del progetto coordinato dalla Regione Puglia – Sezione Competitività delle Filiere Agroalimentari. L’obiettivo è chiaro: rafforzare il Sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura (AKIS). Come? Attraverso servizi di supporto mirati\, l’implementazione di strumenti digitali all’avanguardia\, e una fitta rete di networking per la condivisione delle conoscenze. \nPer chi non potesse essere presente di persona\, è possibile seguire l’evento online su Google Meet: https://shorturl.at/z2hUC \nUn’occasione imperdibile per gli attori del comparto agricolo salentino\, per connettersi\, crescere e tracciare insieme nuove rotte verso un’agricoltura sempre più sostenibile e competitiva. Il futuro del Salento passa anche da qui\, dalle sue radici e dalla sua capacità di innovare.
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SUMMARY:Morciano di Leuca\, al via il modulo finale di Social Gardening: cibo e biodiversità protagonisti
DESCRIPTION:📍 Luogo dell’evento: Castiglione d’Otranto\nIl progetto Social Gardening entra nel vivo con il suo terzo e ultimo modulo! Promosso dal Comune di Morciano di Leuca e curato da Casa delle Agriculture\, questo weekend si accendono i riflettori a Castiglione d’Otranto con un doppio appuntamento imperdibile dedicato alla panificazione e ai grani tradizionali. Un’occasione unica per riscoprire il valore del cibo e della biodiversità salentina\, con un focus sulla trasformazione e valorizzazione dei prodotti del nostro territorio. \nIl percorso\, nato nell’ambito del progetto Morciano Social Community – Welfare leggero ed inclusione\, ha formato 15 residenti in condizioni economicamente svantaggiate e ha aperto le porte anche a 10 partecipanti esterni. Dopo aver esplorato i temi dell’agroecologia e della cura degli spazi comuni\, ora si passa al ‘cibo giusto’\, quello che racconta i territori e le loro tradizioni. \nUn weekend di saperi e sapori a Castiglione d’Otranto\nIl modulo prende il via con due giornate intense e ricche di pratica al Vivaio dell’Inclusione di Castiglione d’Otranto: \n\nSabato 13 giugno: dalle 15:30 alle 19:00\, un coinvolgente Laboratorio di panificazione con il docente Andrea Cirolla del Forno Settecroste di Galatina. Si esploreranno la selezione delle materie prime\, la preparazione del lievito madre e le tecniche di fermentazione. Alle 19:00\, un incontro pubblico sui Grani Antichi / Tradizionali\, con la dottoressa Roberta Tundo (dietista nutrizionista) e la dottoressa Anna Maria Calzavara (medico broncopneumologo e olistico\, Presidente Associazione Fiori di Luce)\, seguito da un gustoso aperitivo contadino.\nDomenica 14 giugno: dalle 9:30 alle 12:30\, si prosegue con il Laboratorio di panificazione\, culminando nella preparazione e cottura del pane. Alle 13:00\, una meritata degustazione dei pani appena sfornati\, accompagnati dai prodotti da agricoltura rigenerativa di Casa delle Agriculture.\n\nUn progetto che guarda al futuro del Salento\nTra giugno e luglio\, il percorso toccherà anche Morciano di Leuca e Andrano\, offrendo approfondimenti su fermentazioni\, cucina da filiera etica\, conservazione degli alimenti\, erbe spontanee e aromatiche\, fino alla preparazione di infusi e liquori della macchia mediterranea. A guidare i partecipanti un team di esperti come Giulia Baglivo\, Sara Pellegrini (Madame Cadec)\, Sabrina Puzzovio\, Luigi Musarò\, Elia Calò\, l’Auser Ponte Andrano-Castiglione e Luigi Coppola\, che cura la direzione pedagogica insieme a Casa delle Agriculture. \n“Questo modulo nasce da una domanda semplice: cosa accade dopo la coltivazione? Come possiamo trasformare i prodotti della terra senza perdere il legame con chi li produce e con le comunità che li custodiscono?” spiegano da Casa delle Agriculture. Un approccio che vede il cibo non solo come nutrimento\, ma come cultura\, salute\, memoria e una concreta possibilità di futuro per il Salento. \nL’Amministrazione comunale di Morciano di Leuca\, guidata dal sindaco Lorenzo Ricchiuti\, sottolinea l’importanza del progetto: «Con questo terzo modulo si completa un percorso che abbiamo voluto sostenere perché capace di mettere insieme formazione\, inclusione sociale e valorizzazione delle risorse locali. Il cibo\, le competenze agricole e le relazioni di comunità rappresentano un patrimonio prezioso per il futuro del nostro territorio». \nLe iscrizioni\, aperte fino al 10 giugno\, hanno permesso a numerosi cittadini di partecipare a questa iniziativa formativa e inclusiva. Il programma completo e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito www.casadelleagriculture.com.
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SUMMARY:Bari\, flash-mob per il grano duro: la CIA mobilita il Centro-Sud
DESCRIPTION:📍 Luogo dell’evento: Porto di Bari\nA Bari si accendono i riflettori sulla crisi del settore cerealicolo: venerdì 12 giugno 2026\, alle ore 10.30\, il Porto di Bari\, presso il “Varco della Vittoria”\, sarà il cuore pulsante di un grande flash-mob. Organizzato da CIA Agricoltori Italiani di Puglia\, in sinergia con la direzione nazionale\, l’evento vedrà confluire produttori non solo da tutte le province pugliesi\, ma anche da Marche\, Basilicata\, Molise e da tutto il Centro-Sud Italia. L’obiettivo è chiaro: difendere il grano duro italiano e chiedere un’inversione di rotta per un comparto strategico. \nLa mobilitazione\, che si intensifica dal 2023\, nasce da una crisi profonda\, segnata dal crollo dei prezzi al produttore\, dall’aumento dei costi di produzione e da importazioni estere sempre più massicce. A ciò si aggiunge il decremento delle superfici coltivate a grano in Puglia e l’incidenza negativa dei cambiamenti climatici. \nAlla manifestazione sono stati invitati parlamentari\, sindaci pugliesi\, il presidente Antonio Decaro\, l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli e l’intero consiglio regionale pugliese. Presenti anche le associazioni dei consumatori\, tra cui Konsumer Italia\, rappresentata dal presidente Fabrizio Premuti. \n“Chiamiamo a raccolta non solo i produttori e le istituzioni\, ma anche i consumatori”\, ha dichiarato Gennaro Sicolo\, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani. “Nei nostri porti continuano ad arrivare tonnellate di grano duro dall’estero\, spesso è difficile anche risalire alla reale origine di quei carichi e non sempre si è in grado di valutare la sicurezza alimentare e i parametri qualitativi e di salubrità di quanto arriva”. \nLa questione\, secondo Sicolo\, è cruciale per tre motivi: il crollo del settore con la scomparsa di centinaia di aziende cerealicole\, il rischio di perdere la sovranità alimentare in un comparto chiave del Made in Italy\, e la tutela della salute dei consumatori\, che meritano informazioni chiare sull’origine del grano in pane e pasta. \nNegli scorsi mesi\, la CIA ha già raccolto circa 100mila firme con una petizione nazionale e ha ottenuto il supporto di 45 amministrazioni comunali pugliesi per le sue proposte. Mobilitazioni significative si sono tenute a Foggia\, Bari e Roma\, coinvolgendo migliaia di agricoltori. \nLe 6 proposte della CIA per il rilancio\nAl Porto di Bari\, la CIA presenterà alle istituzioni un piano di tutela e rilancio basato su sei punti fondamentali: \n\nPiena attuazione della legge sulle pratiche sleali\, che vieti prezzi al produttore inferiori ai costi di produzione.\nDivieto per la CUN Commissione Unica sul grano duro di quotare prezzi inferiori ai costi di produzione.\nUna nuova legge per una contrattazione interprofessionale basata sui costi di produzione e un giusto reddito per i cerealicoltori.\nUna svolta nei controlli portuali: tutte le navi che scaricano grano duro devono essere controllate da NAS\, Guardia di Finanza\, Sanità Marittima e Osservatorio Fitosanitario regionale.\nRispetto rigoroso degli standard sanitari\, ambientali e merceologici per il grano duro importato e la pasta prodotta.\nCorretta applicazione del “perfezionamento attivo”\, ovvero l’esenzione della tassa doganale agevolata sul grano duro importato.\n\n“Gli agricoltori non possono continuare a essere l’anello debole della filiera”\, ha ribadito Sicolo. “Rinnoviamo l’appello ai consumatori italiani: scegliete solo e soltanto la pasta fatta con il 100% di grano italiano: per il benessere e la salute\, da una parte\, e per la salvaguardia di una concreta sovranità alimentare e sostenibilità economica della cerealicoltura italiana”. Un messaggio forte che risuonerà dal porto di Bari\, per un futuro più giusto e sostenibile per l’agricoltura del nostro Salento e di tutta l’Italia. \n\nBari\, flash mob CIA: Difesa agricoltura e cucina italiana a rischio\nL’allarme è forte e risuona dal cuore dell’agricoltura pugliese: la Cucina Italiana\, riconosciuta come Patrimonio UNESCO\, è sotto attacco. La CIA Agricoltori Italiani\, con il suo vicepresidente nazionale e presidente regionale Gennaro Sicolo\, lancia una mobilitazione senza precedenti per difendere le nostre eccellenze\, dal campo alla tavola. \nIl primo appuntamento è un flash mob imponente a Bari\, venerdì 12 giugno alle 10.30\, proprio davanti al Varco della Vittoria del porto\, simbolo dell’ingresso di prodotti esteri. Un momento cruciale per accendere i riflettori su una battaglia che coinvolge il futuro del nostro cibo e dell’identità territoriale. \nLa battaglia per la Sovranità Alimentare\nL’obiettivo è chiaro: tutelare il grano italiano\, l’olio extravergine d’oliva\, gli orticoli\, la frutta\, il latte e la carne\, tutte eccellenze che rischiano di soccombere sotto il peso di regole diseguali e una concorrenza sleale. Gennaro Sicolo sottolinea: “Senza un’agricoltura forte\, al centro dell’economia sociale e dell’export del nostro paese\, si mette a rischio tutta la cucina italiana\, tutto quell’immenso patrimonio di valore\, cultura\, reddito e occupazione che va dal campo alla tavola”. \nLa mobilitazione della CIA Agricoltori Italiani non è solo rivendicazione\, ma anche un invito a rafforzare la cultura della cooperazione tra produttori e consumatori. Dalle Marche\, regione cerealicola di grande importanza\, arriva la voce di Alessandro Taddei\, presidente di CIA Marche: “Noi chiediamo ai nostri rappresentanti all’interno della CUN di riportare al centro il vero obiettivo: creare un prezzo minimo che consenta almeno di coprire le spese di produzione\, perché oggi il prezzo del grano è insufficiente”. \nLa denuncia è chiara: nei porti italiani\, come quello di Bari e Ancona\, arrivano tonnellate di prodotti agricoli da tutto il mondo con standard di sicurezza alimentare e fitosanitari molto più bassi rispetto a quelli rigorosi imposti in Italia e in Europa. Questa “asimmetria evidente” crea un vantaggio competitivo sleale per i Paesi extra-europei\, mettendo a rischio non solo la redditività dei nostri agricoltori\, ma anche la salute dei cittadini-consumatori. \n“La Sovranità Alimentare deve diventare qualcosa di più che un’espressione sulla targa di un Ministero”\, ribadisce Sicolo. Serve una “poderosa campagna culturale\, di promozione e diffusione dei prodotti italiani” nelle istituzioni\, nelle scuole\, nelle mense e negli ospedali\, per favorire una scelta consapevole. Fondamentale anche un maggiore sforzo tecnologico per rendere le etichette immediatamente leggibili\, distinguendo chiaramente il “PRODOTTO 100% ITALIANO”. \nDa questa battaglia\, che porterà delegazioni da tutto il Centro-Sud al porto di Bari\, dipende il futuro della nostra agricoltura e\, in definitiva\, del nostro stesso Paese.
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