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SUMMARY:CIA Puglia\, confronto internazionale online sulla tracciabilità dell'olio EVO
DESCRIPTION:📍 Luogo dell’evento: Online sulla piattaforma Zoom\nCIA Puglia organizza un Digital Peer-Learning Event online\, dedicato alla tracciabilità dell’olio extravergine di oliva. L’incontro\, parte del progetto europeo OliveOilMedNet\, si terrà venerdì 17 luglio 2026\, dalle ore 10:00 alle 13:30\, sulla piattaforma Zoom e mira a promuovere trasparenza e qualità nel mercato europeo. \nL’evento\, intitolato “Traceability of extra virgin olive oils as a tool for ensuring transparency in the European market”\, sarà condotto in lingua inglese e vedrà la partecipazione di esperti\, professionisti e rappresentanti dei partner internazionali del progetto. L’iniziativa di CIA Puglia ha l’obiettivo di facilitare lo scambio di conoscenze e buone pratiche sui sistemi di certificazione\, differenziazione e controllo\, fondamentali per rafforzare la fiducia nella filiera e garantire una corretta informazione ai consumatori. \nDopo i saluti introduttivi di CIA Puglia e una breve presentazione dei partecipanti\, il programma prevede l’illustrazione del progetto OliveOilMedNet a cura di Eirini Sylleli\, agronoma ed esperta di Euricon Consultants. Seguirà l’intervento di Pasquale Costantino\, esperto di sistemi di certificazione\, che approfondirà il mercato dell’olio di oliva e l’importanza della differenziazione delle produzioni. La sessione includerà anche domande e risposte\, brevi interventi dei partecipanti e un momento conclusivo con i relatori principali. La metodologia del “peer learning” favorirà la condivisione di esperienze e soluzioni operative tra i diversi attori coinvolti. \nAttraverso questo appuntamento\, CIA Puglia intende contribuire al dibattito europeo sulla qualità\, l’autenticità e la sostenibilità dell’olio extravergine di oliva. L’obiettivo è supportare strumenti che rendano la filiera più trasparente e riconoscibile\, contrastando fenomeni di scarsa informazione e concorrenza scorretta. Per gli iscritti all’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali è previsto il riconoscimento di crediti formativi professionali.
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SUMMARY:Bari\, flash-mob per il grano duro: la CIA mobilita il Centro-Sud
DESCRIPTION:📍 Luogo dell’evento: Porto di Bari\nA Bari si accendono i riflettori sulla crisi del settore cerealicolo: venerdì 12 giugno 2026\, alle ore 10.30\, il Porto di Bari\, presso il “Varco della Vittoria”\, sarà il cuore pulsante di un grande flash-mob. Organizzato da CIA Agricoltori Italiani di Puglia\, in sinergia con la direzione nazionale\, l’evento vedrà confluire produttori non solo da tutte le province pugliesi\, ma anche da Marche\, Basilicata\, Molise e da tutto il Centro-Sud Italia. L’obiettivo è chiaro: difendere il grano duro italiano e chiedere un’inversione di rotta per un comparto strategico. \nLa mobilitazione\, che si intensifica dal 2023\, nasce da una crisi profonda\, segnata dal crollo dei prezzi al produttore\, dall’aumento dei costi di produzione e da importazioni estere sempre più massicce. A ciò si aggiunge il decremento delle superfici coltivate a grano in Puglia e l’incidenza negativa dei cambiamenti climatici. \nAlla manifestazione sono stati invitati parlamentari\, sindaci pugliesi\, il presidente Antonio Decaro\, l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli e l’intero consiglio regionale pugliese. Presenti anche le associazioni dei consumatori\, tra cui Konsumer Italia\, rappresentata dal presidente Fabrizio Premuti. \n“Chiamiamo a raccolta non solo i produttori e le istituzioni\, ma anche i consumatori”\, ha dichiarato Gennaro Sicolo\, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani. “Nei nostri porti continuano ad arrivare tonnellate di grano duro dall’estero\, spesso è difficile anche risalire alla reale origine di quei carichi e non sempre si è in grado di valutare la sicurezza alimentare e i parametri qualitativi e di salubrità di quanto arriva”. \nLa questione\, secondo Sicolo\, è cruciale per tre motivi: il crollo del settore con la scomparsa di centinaia di aziende cerealicole\, il rischio di perdere la sovranità alimentare in un comparto chiave del Made in Italy\, e la tutela della salute dei consumatori\, che meritano informazioni chiare sull’origine del grano in pane e pasta. \nNegli scorsi mesi\, la CIA ha già raccolto circa 100mila firme con una petizione nazionale e ha ottenuto il supporto di 45 amministrazioni comunali pugliesi per le sue proposte. Mobilitazioni significative si sono tenute a Foggia\, Bari e Roma\, coinvolgendo migliaia di agricoltori. \nLe 6 proposte della CIA per il rilancio\nAl Porto di Bari\, la CIA presenterà alle istituzioni un piano di tutela e rilancio basato su sei punti fondamentali: \n\nPiena attuazione della legge sulle pratiche sleali\, che vieti prezzi al produttore inferiori ai costi di produzione.\nDivieto per la CUN Commissione Unica sul grano duro di quotare prezzi inferiori ai costi di produzione.\nUna nuova legge per una contrattazione interprofessionale basata sui costi di produzione e un giusto reddito per i cerealicoltori.\nUna svolta nei controlli portuali: tutte le navi che scaricano grano duro devono essere controllate da NAS\, Guardia di Finanza\, Sanità Marittima e Osservatorio Fitosanitario regionale.\nRispetto rigoroso degli standard sanitari\, ambientali e merceologici per il grano duro importato e la pasta prodotta.\nCorretta applicazione del “perfezionamento attivo”\, ovvero l’esenzione della tassa doganale agevolata sul grano duro importato.\n\n“Gli agricoltori non possono continuare a essere l’anello debole della filiera”\, ha ribadito Sicolo. “Rinnoviamo l’appello ai consumatori italiani: scegliete solo e soltanto la pasta fatta con il 100% di grano italiano: per il benessere e la salute\, da una parte\, e per la salvaguardia di una concreta sovranità alimentare e sostenibilità economica della cerealicoltura italiana”. Un messaggio forte che risuonerà dal porto di Bari\, per un futuro più giusto e sostenibile per l’agricoltura del nostro Salento e di tutta l’Italia. \n\nBari\, flash mob CIA: Difesa agricoltura e cucina italiana a rischio\nL’allarme è forte e risuona dal cuore dell’agricoltura pugliese: la Cucina Italiana\, riconosciuta come Patrimonio UNESCO\, è sotto attacco. La CIA Agricoltori Italiani\, con il suo vicepresidente nazionale e presidente regionale Gennaro Sicolo\, lancia una mobilitazione senza precedenti per difendere le nostre eccellenze\, dal campo alla tavola. \nIl primo appuntamento è un flash mob imponente a Bari\, venerdì 12 giugno alle 10.30\, proprio davanti al Varco della Vittoria del porto\, simbolo dell’ingresso di prodotti esteri. Un momento cruciale per accendere i riflettori su una battaglia che coinvolge il futuro del nostro cibo e dell’identità territoriale. \nLa battaglia per la Sovranità Alimentare\nL’obiettivo è chiaro: tutelare il grano italiano\, l’olio extravergine d’oliva\, gli orticoli\, la frutta\, il latte e la carne\, tutte eccellenze che rischiano di soccombere sotto il peso di regole diseguali e una concorrenza sleale. Gennaro Sicolo sottolinea: “Senza un’agricoltura forte\, al centro dell’economia sociale e dell’export del nostro paese\, si mette a rischio tutta la cucina italiana\, tutto quell’immenso patrimonio di valore\, cultura\, reddito e occupazione che va dal campo alla tavola”. \nLa mobilitazione della CIA Agricoltori Italiani non è solo rivendicazione\, ma anche un invito a rafforzare la cultura della cooperazione tra produttori e consumatori. Dalle Marche\, regione cerealicola di grande importanza\, arriva la voce di Alessandro Taddei\, presidente di CIA Marche: “Noi chiediamo ai nostri rappresentanti all’interno della CUN di riportare al centro il vero obiettivo: creare un prezzo minimo che consenta almeno di coprire le spese di produzione\, perché oggi il prezzo del grano è insufficiente”. \nLa denuncia è chiara: nei porti italiani\, come quello di Bari e Ancona\, arrivano tonnellate di prodotti agricoli da tutto il mondo con standard di sicurezza alimentare e fitosanitari molto più bassi rispetto a quelli rigorosi imposti in Italia e in Europa. Questa “asimmetria evidente” crea un vantaggio competitivo sleale per i Paesi extra-europei\, mettendo a rischio non solo la redditività dei nostri agricoltori\, ma anche la salute dei cittadini-consumatori. \n“La Sovranità Alimentare deve diventare qualcosa di più che un’espressione sulla targa di un Ministero”\, ribadisce Sicolo. Serve una “poderosa campagna culturale\, di promozione e diffusione dei prodotti italiani” nelle istituzioni\, nelle scuole\, nelle mense e negli ospedali\, per favorire una scelta consapevole. Fondamentale anche un maggiore sforzo tecnologico per rendere le etichette immediatamente leggibili\, distinguendo chiaramente il “PRODOTTO 100% ITALIANO”. \nDa questa battaglia\, che porterà delegazioni da tutto il Centro-Sud al porto di Bari\, dipende il futuro della nostra agricoltura e\, in definitiva\, del nostro stesso Paese.
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