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SUMMARY:Bari\, flash-mob per il grano duro: la CIA mobilita il Centro-Sud
DESCRIPTION:📍 Luogo dell’evento: Porto di Bari\nA Bari si accendono i riflettori sulla crisi del settore cerealicolo: venerdì 12 giugno 2026\, alle ore 10.30\, il Porto di Bari\, presso il “Varco della Vittoria”\, sarà il cuore pulsante di un grande flash-mob. Organizzato da CIA Agricoltori Italiani di Puglia\, in sinergia con la direzione nazionale\, l’evento vedrà confluire produttori non solo da tutte le province pugliesi\, ma anche da Marche\, Basilicata\, Molise e da tutto il Centro-Sud Italia. L’obiettivo è chiaro: difendere il grano duro italiano e chiedere un’inversione di rotta per un comparto strategico. \nLa mobilitazione\, che si intensifica dal 2023\, nasce da una crisi profonda\, segnata dal crollo dei prezzi al produttore\, dall’aumento dei costi di produzione e da importazioni estere sempre più massicce. A ciò si aggiunge il decremento delle superfici coltivate a grano in Puglia e l’incidenza negativa dei cambiamenti climatici. \nAlla manifestazione sono stati invitati parlamentari\, sindaci pugliesi\, il presidente Antonio Decaro\, l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli e l’intero consiglio regionale pugliese. Presenti anche le associazioni dei consumatori\, tra cui Konsumer Italia\, rappresentata dal presidente Fabrizio Premuti. \n“Chiamiamo a raccolta non solo i produttori e le istituzioni\, ma anche i consumatori”\, ha dichiarato Gennaro Sicolo\, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani. “Nei nostri porti continuano ad arrivare tonnellate di grano duro dall’estero\, spesso è difficile anche risalire alla reale origine di quei carichi e non sempre si è in grado di valutare la sicurezza alimentare e i parametri qualitativi e di salubrità di quanto arriva”. \nLa questione\, secondo Sicolo\, è cruciale per tre motivi: il crollo del settore con la scomparsa di centinaia di aziende cerealicole\, il rischio di perdere la sovranità alimentare in un comparto chiave del Made in Italy\, e la tutela della salute dei consumatori\, che meritano informazioni chiare sull’origine del grano in pane e pasta. \nNegli scorsi mesi\, la CIA ha già raccolto circa 100mila firme con una petizione nazionale e ha ottenuto il supporto di 45 amministrazioni comunali pugliesi per le sue proposte. Mobilitazioni significative si sono tenute a Foggia\, Bari e Roma\, coinvolgendo migliaia di agricoltori. \nLe 6 proposte della CIA per il rilancio\nAl Porto di Bari\, la CIA presenterà alle istituzioni un piano di tutela e rilancio basato su sei punti fondamentali: \n\nPiena attuazione della legge sulle pratiche sleali\, che vieti prezzi al produttore inferiori ai costi di produzione.\nDivieto per la CUN Commissione Unica sul grano duro di quotare prezzi inferiori ai costi di produzione.\nUna nuova legge per una contrattazione interprofessionale basata sui costi di produzione e un giusto reddito per i cerealicoltori.\nUna svolta nei controlli portuali: tutte le navi che scaricano grano duro devono essere controllate da NAS\, Guardia di Finanza\, Sanità Marittima e Osservatorio Fitosanitario regionale.\nRispetto rigoroso degli standard sanitari\, ambientali e merceologici per il grano duro importato e la pasta prodotta.\nCorretta applicazione del “perfezionamento attivo”\, ovvero l’esenzione della tassa doganale agevolata sul grano duro importato.\n\n“Gli agricoltori non possono continuare a essere l’anello debole della filiera”\, ha ribadito Sicolo. “Rinnoviamo l’appello ai consumatori italiani: scegliete solo e soltanto la pasta fatta con il 100% di grano italiano: per il benessere e la salute\, da una parte\, e per la salvaguardia di una concreta sovranità alimentare e sostenibilità economica della cerealicoltura italiana”. Un messaggio forte che risuonerà dal porto di Bari\, per un futuro più giusto e sostenibile per l’agricoltura del nostro Salento e di tutta l’Italia.
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