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Bari, flash mob CIA: Difesa agricoltura e cucina italiana a rischio

12 Giugno @ 10:30 - 23:59
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📍 Luogo dell’evento: Varco della Vittoria, porto di Bari

L’allarme è forte e risuona dal cuore dell’agricoltura pugliese: la Cucina Italiana, riconosciuta come Patrimonio UNESCO, è sotto attacco. La CIA Agricoltori Italiani, con il suo vicepresidente nazionale e presidente regionale Gennaro Sicolo, lancia una mobilitazione senza precedenti per difendere le nostre eccellenze, dal campo alla tavola.

Il primo appuntamento è un flash mob imponente a Bari, venerdì 12 giugno alle 10.30, proprio davanti al Varco della Vittoria del porto, simbolo dell’ingresso di prodotti esteri. Un momento cruciale per accendere i riflettori su una battaglia che coinvolge il futuro del nostro cibo e dell’identità territoriale.

La battaglia per la Sovranità Alimentare

L’obiettivo è chiaro: tutelare il grano italiano, l’olio extravergine d’oliva, gli orticoli, la frutta, il latte e la carne, tutte eccellenze che rischiano di soccombere sotto il peso di regole diseguali e una concorrenza sleale. Gennaro Sicolo sottolinea: “Senza un’agricoltura forte, al centro dell’economia sociale e dell’export del nostro paese, si mette a rischio tutta la cucina italiana, tutto quell’immenso patrimonio di valore, cultura, reddito e occupazione che va dal campo alla tavola”.

La mobilitazione della CIA Agricoltori Italiani non è solo rivendicazione, ma anche un invito a rafforzare la cultura della cooperazione tra produttori e consumatori. Dalle Marche, regione cerealicola di grande importanza, arriva la voce di Alessandro Taddei, presidente di CIA Marche: “Noi chiediamo ai nostri rappresentanti all’interno della CUN di riportare al centro il vero obiettivo: creare un prezzo minimo che consenta almeno di coprire le spese di produzione, perché oggi il prezzo del grano è insufficiente”.

La denuncia è chiara: nei porti italiani, come quello di Bari e Ancona, arrivano tonnellate di prodotti agricoli da tutto il mondo con standard di sicurezza alimentare e fitosanitari molto più bassi rispetto a quelli rigorosi imposti in Italia e in Europa. Questa “asimmetria evidente” crea un vantaggio competitivo sleale per i Paesi extra-europei, mettendo a rischio non solo la redditività dei nostri agricoltori, ma anche la salute dei cittadini-consumatori.

“La Sovranità Alimentare deve diventare qualcosa di più che un’espressione sulla targa di un Ministero”, ribadisce Sicolo. Serve una “poderosa campagna culturale, di promozione e diffusione dei prodotti italiani” nelle istituzioni, nelle scuole, nelle mense e negli ospedali, per favorire una scelta consapevole. Fondamentale anche un maggiore sforzo tecnologico per rendere le etichette immediatamente leggibili, distinguendo chiaramente il “PRODOTTO 100% ITALIANO”.

Da questa battaglia, che porterà delegazioni da tutto il Centro-Sud al porto di Bari, dipende il futuro della nostra agricoltura e, in definitiva, del nostro stesso Paese.

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Luogo

  • Varco della Vittoria, porto di Bari