Surano, truffa telefonica con falso numero della Questura: donna raggirata per 3.900 euro
Una signora residente a Surano è stata vittima, nella mattinata di ieri, di una sofisticata truffa telefonica che ha coinvolto la finta identità di un funzionario di Polizia e un messaggio SMS apparentemente inviato da Nexi.
Lunedì 10 ottobre 2025, intorno alle 9 del mattino, la donna ha ricevuto sul proprio cellulare un messaggio da una presunta società di servizi di pagamento digitale, Nexi, che la informava di una fantomatica operazione di pagamento già eseguita dal suo conto bancario per la somma di 1.490,03 euro. Sorpresa dall’avviso, la signora – sicura di non aver autorizzato alcun trasferimento – ha subito chiamato il numero riportato nell’SMS.
Dall’altro capo del telefono le ha risposto un uomo che la ha rassicurata: se non era stata lei a dare l’autorizzazione al pagamento, non avrebbe dovuto convalidare l’operazione, aggiungendo che a breve sarebbe stata contattata dalla Polizia di Stato.
Effettivamente, alle 10:30, la donna ha ricevuto la chiamata di un sedicente Vice Commissario di Polizia, che, presentandosi con un nome di fantasia, ha spiegato che erano in corso indagini di polizia giudiziaria per identificare il truffatore. Secondo la procedura suggerita dal falso funzionario, la vittima avrebbe dovuto effettuare una ricarica Postepay di 3.900 euro sul numero di carta fornito dal fantomatico poliziotto, rassicurandola che avrebbe dovuto poi recarsi in Questura a Lecce per gli adempimenti di rito.
Prima di eseguire il pagamento, la signora ha verificato il numero da cui proveniva la chiamata: si trattava effettivamente dello 0832/691111, ovvero il recapito della Questura di Lecce, ottenuto tramite sistemi di mascheramento del numero (spoofing). Convinta, si è recata a effettuare la ricarica. Solo una volta arrivata in Questura per consegnare la ricevuta ha scoperto la verità: era stata vittima di una truffa.
L’episodio è stato denunciato e sono ora in corso le indagini della Polizia di Stato, che invita i cittadini a prestare la massima attenzione e a non intrattenere mai rapporti telefonici con chiunque chieda ricariche, credendosi un rappresentante delle forze dell’ordine. Chiunque riceva richieste simili è invitato a rivolgersi immediatamente alle autorità competenti.
Il caso evidenzia ancora una volta l’importanza della prevenzione contro le frodi telefoniche e la necessità di sensibilizzare tutta la comunità locale su questi rischi sempre più frequenti.


























































