Crescita dei Ricci di Mare nel Salento - Ozanews
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sabato, 8 Agosto 2026
Ambiente

Crescita dei Ricci di Mare nel Salento

Monitoraggio del 2025 evidenzia la crescita dei ricci di mare nel Salento, segno di una biodiversità in ripresa.

Quasi 5.000 ricci di mare sono stati censiti lungo le coste salentine, un dato che segna un importante passo avanti nella tutela della biodiversità marina. Il monitoraggio del 2025, condotto dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali (DiSTeBA) dell’Università del Salento, ha evidenziato una crescita nella taglia media dei ricci, segno che la popolazione sta lentamente riprendendosi. Questo risultato evidenzia l’efficacia delle misure adottate per la protezione delle nostre coste, un patrimonio che continua a essere al centro dell’attenzione degli studiosi e delle istituzioni locali.

Questi risultati sono un segnale incoraggiante: il fermo pesca sta finalmente mostrando i suoi effetti positivi. Tuttavia, gli scienziati avvertono che è necessaria cautela. Il Paracentrotus lividus, la specie di ricci di mare monitorata, è nota per la sua crescita lenta e la pesca di frodo continua a rappresentare una minaccia significativa, persino all’interno delle Aree Marine Protette. La bellezza delle acque cristalline del Salento rischia di essere compromessa da queste attività illecite che sottraggono ricchezze preziose al nostro ecosistema.

In risposta a questa situazione, il DiSTeBA e l’ARPA Puglia propongono di prorogare la moratoria sulla pesca dei ricci fino al 31 marzo 2027. Questa misura mira a consolidare la ripresa della popolazione dei ricci di mare e a costruire un sistema di monitoraggio stabile lungo tutta la costa pugliese. Un elemento chiave di questa proposta è il coinvolgimento dei pescatori professionisti, che potrebbero diventare le vere “sentinelle del mare”, garantendo un controllo costante e capillare della situazione.

La ricerca e la scienza si pongono dunque al servizio del mare e del futuro di chi lavora in questo settore. L’iniziativa dell’Università del Salento rappresenta un esempio virtuoso di come la collaborazione tra scienza e comunità locale possa portare a risultati concreti per la tutela dell’ambiente. “Abbiamo bisogno del supporto di tutti, solo così potremo veramente fare la differenza”, ha dichiarato un ricercatore del DiSTeBA, sottolineando l’importanza della partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti.

Il sostegno della comunità è fondamentale per garantire il successo di queste iniziative. La partecipazione attiva dei cittadini, dei pescatori e delle istituzioni locali può fare la differenza nella preservazione di un ecosistema così prezioso. È un momento cruciale per il Salento: preservare la sua bellezza naturale significa garantire un futuro sostenibile per le generazioni a venire. Ciò che si cerca di proteggere non è solo un bene ambientale, ma un pezzo della nostra identità salentina.

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