Il Salento si mobilita contro quella che un comitato di associazioni definisce una vera e propria “catastrofe ambientale da mega fotovoltaico, agrivoltaico e mega eolico”. Un appello è stato lanciato per denunciare un “crimine contro l’ambiente” e la “speculazione predatoria” di grandi investitori finanziari che, secondo le associazioni, minacciano l’economia e la dignità delle comunità salentine.
Le associazioni ambientaliste e i comitati civici, tra cui il Coordinamento Civico Ambiente e Salute della provincia di Lecce e l’associazione NoiAmbiente e Beni Culturali di Noha e Galatina, con il referente Marcello D’Acquarica, denunciano una visione “neocoloniale ed estrattivista” che trasformerebbe il territorio in un “hub energetico” e un’ “area di sacrificio”, paragonabile a quanto accaduto a Taranto.
L’allarme sulla pianificazione e le responsabilità
La provincia di Lecce e la Puglia si trovano ai primi posti in Italia per potenza installata, produzione di energia e consumo di suolo, a causa di numerosi progetti di mega impianti. Le associazioni evidenziano una grave assenza di pianificazione, aggravata da leggi di “semplificazione”, l’uso del “silenzio-assenso” e la centralizzazione ministeriale delle autorizzazioni, oltre alle scorciatoie del PNRR che bypassano i pareri degli enti locali e di tutela ambientale e culturale.
Vengono attribuite responsabilità alla Regione Puglia per aver approvato un Piano Energetico Regionale con “maglie larghe” e per aver aperto una corsia preferenziale agli impianti fotovoltaici inferiori a 1 MW con la Legge Regionale n. 37/2023, in assenza di un quadro di pianificazione generale. Anche Province e Comuni sono chiamati in causa per non essersi dotati di una pianificazione complementare e regolamentazioni efficaci.
Finta green economy e progetti devastanti
Le associazioni firmatarie denunciano anche la “finta green economy” promossa dagli impianti agrivoltaici, considerati un “grimaldello” per l’invasione delle zone agricole da parte di mega impianti industriali e speculativi. Ribadiscono che i pannelli fotovoltaici dovrebbero essere ubicati sulle coperture degli edifici per l’autoconsumo, non su superfici naturali, agricole, marine o costiere.
L’appello cita esempi specifici di devastazione: nell’Arneo (nel feudo di Nardò, nell’entroterra di Porto Cesareo), presso Masseria Maramonti, è previsto un impianto da 67 Megawatt su 92 ettari, in un sito con un villaggio neolitico e gli “Anelli concentrici di Arneo”, oltre a interessare la messapica e romana Via Sallentina. Un altro progetto riguarda un mega impianto da 54 Megawatt su 117 ettari tra Corigliano d’Otranto e Cutrofiano, che coinvolgerebbe la storica Masseria Appidè.
Le richieste delle associazioni
Di fronte a questa situazione, le 17 associazioni firmatarie (tra cui Forum Amici del Territorio E.T.S., ISDE-Medici per l’Ambiente sezione di Lecce, Zero Waste Italy, WWF Salento) chiedono agli enti una moratoria su tutti i mega impianti in progetto, in attesa della definizione di un quadro normativo e procedurale adeguato. Richiedono inoltre la costituzione di una task force tecnico-legale, la revisione del piano energetico ambientale regionale e una chiara definizione delle aree idonee da parte dei comuni. L’obiettivo è “ritornare ad essere protagonisti del futuro e della dignità delle nostre comunità”.
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