Ugento – L’ipotesi di ampliamento e riapertura del corpo discarica di servizio in località Burgesi, nel territorio di Ugento, riceve un netto stop dagli atti tecnici e istruttori emessi dalla Regione Puglia. Il Comitato Tecnico di Valutazione di Impatto Ambientale (CTVIA) ha espresso un parere formalmente negativo, mentre la Relazione Istruttoria del Servizio Autorizzazioni Ambientali (A.I.A.), presentata a seguito della conferenza dei servizi del 15 ottobre 2026, ha evidenziato una progettualità insostenibile sotto il profilo ambientale e priva dei requisiti minimi di sicurezza.
I tecnici regionali hanno valutato gli impatti ambientali del progetto di rimodellamento e sopralzo come «significativi e negativi», confermando le preoccupazioni espresse dalle comunità locali e dagli amministratori del territorio. L’insistenza politica e gestionale nel voler riattivare ed estendere un sito già inserito in un contesto ambientale fragile e storicamente compromesso è stata giudicata inadeguata e priva di fondamento scientifico.
Le criticità evidenziate nei pareri tecnici
Tra i principali punti di bocciatura emersi dal parere della CTVIA e dettagliati nella Relazione Istruttoria del Servizio AIA figurano diverse carenze:
- Gestione del percolato e rischio idrogeologico: Permangono gravi incertezze sulla stima della produzione di percolato. La capacità di stoccaggio prevista (352m³) è ritenuta insufficiente rispetto ai 1.477m³ associati a un evento meteorico critico, rendendo il sistema dipendente dalla continuità dei trasporti con autobotti. Non sono stati esclusi impatti significativi sulla falda acquifera sottostante.
- Incertezze su emissioni: Mancano modelli previsionali attendibili e dati fondamentali sulla composizione dei rifiuti. Il progetto è privo dello studio di impatto odorigeno ai sensi della L.R. 32/2018 e non definisce procedure operative per il contenimento delle emissioni diffuse.
- Carenze costruttive e geotecniche: Non sono definite le caratteristiche prestazionali dei materiali per la copertura provvisoria e definitiva, le modalità di compattazione, i sistemi di ancoraggio delle geomembrane e la verifica della portanza del fondo secondo le norme vigenti.
- Assenza del Piano Economico-Finanziario: Il Gestore non ha fornito un Piano Economico-Finanziario idoneo a garantire i costi di realizzazione, esercizio, post-gestione e copertura delle garanzie finanziarie per almeno 30 anni, in violazione della normativa di settore.
Il cortocircuito con la strategia regionale “Puglia 2030”
La situazione evidenzia una contraddizione politica con la strategia ambientale “Puglia 2030” promossa dal Presidente Antonio Decaro, che punta su transizione ecologica, economia circolare e superamento dello smaltimento in discarica. La Deliberazione n. 130 dell’11 febbraio 2025, che dispone la riapertura e l’incremento volumetrico dei siti di soccorso, si pone in aperto contrasto sia con le linee programmatiche regionali sia con la pianificazione climatica locale (PAESC) approvata dai Comuni del territorio.
L’Associazione Comitato “No Burgesi” ODV, tramite il suo Presidente, il dott. Antonio Nuzzo, ha sollevato un interrogativo diretto alla Regione Puglia: intende continuare a ignorare le richieste dei cittadini e delle amministrazioni del Salento, difendendo un provvedimento in contrasto con i propri programmi e un progetto tecnicamente fallimentare, o ascolterà la comunità e cancellerà definitivamente la sopraelevazione della discarica di Burgesi e la Delibera 130/2025?