Il comitato nazionale Orgoglio Olivicolo ha annunciato l’avvio di una vasta mobilitazione di protesta che interesserà le piazze di Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise e Campania. L’iniziativa nasce dalla crescente esasperazione dei produttori olivicoli, cooperative e frantoiani, che denunciano una situazione al collasso per il settore e il «silenzio assordante» di Governo e Regioni di fronte alla crisi dell’olio.
La protesta, che partirà dalla Puglia – la principale regione produttrice di olive e olio in Italia – si preannuncia diffusa e determinata. Orgoglio Olivicolo, che rappresenta l’intera filiera dal campo al frantoio, ha dichiarato che la mobilitazione non si fermerà «fino a quando non sarà riconosciuto lo Stato di Crisi per l’olivicoltura e attivate azioni concrete per evitare il tracollo definitivo del settore».
Le ragioni della protesta e l’impatto sul Salento
Secondo il comitato, il Governo e le Amministrazioni regionali avrebbero «preso tempo» e «fatto sprecare oltre ogni limite» la pazienza degli operatori, dimostrando «totale disinteresse» per lo stato di disperazione che sta colpendo migliaia di imprenditori agricoli. La crisi è percepita come una minaccia esistenziale per l’intero comparto, con conseguenze dirette anche sul tessuto economico e sociale del Salento, territorio fortemente vocato all’olivicoltura.
I rappresentanti di Orgoglio Olivicolo lamentano di aver partecipato a tavoli di crisi regionali e ministeriali, presentando proposte che non sarebbero state ascoltate. «Non chiediamo la luna», si legge nella nota, ma condizioni e regole certe per competere sui mercati, con controlli di qualità e salubrità che impediscano l’ingresso e la vendita di «miscele» a basso costo provenienti dall’estero. La mobilitazione mira anche a sensibilizzare i consumatori sui rischi e sulle dinamiche che stanno minacciando la produzione olearia nazionale.
Le richieste urgenti al Governo
Il comitato Orgoglio Olivicolo ha formalizzato una serie di richieste urgenti, che saranno portate nelle piazze e che rappresentano il fulcro della mobilitazione:
- Il riconoscimento immediato da parte del Governo dello Stato di Crisi del settore olivicolo e dell’intero comparto agricolo, per l’attivazione dei provvedimenti conseguenziali.
- L’introduzione con decorrenza immediata del documento di trasporto in formato elettronico, già promesso per il settore vitivinicolo ma non ancora attivato per l’olio.
- Un piano straordinario di controlli anti-frode, reale e verificabile, su scala nazionale.
- Misure specifiche per il ritiro e lo stoccaggio del nuovo olio, volte a sostenere il prezzo alla produzione, in linea con la normativa comunitaria, e un sostegno finanziario per i frantoi.
Le manifestazioni, che si preannunciano come un momento di confronto diretto con la cittadinanza, mirano a sollecitare risposte concrete e immediate da parte delle istituzioni, per scongiurare il «tracollo definitivo» di un settore chiave per l’economia di gran parte del Sud Italia e, in particolare, della Puglia e del Salento.