L’amministrazione comunale di Cursi, guidata dal sindaco William Marco Santoro e dalla vicesindaca Elisa Mele, ha lanciato un appello alla Regione Puglia. L’obiettivo è avviare una nuova fase per le cave del territorio, trasformandole da luoghi di lavoro e fatica in un patrimonio culturale, paesaggistico, scientifico e turistico di rilevanza per il Salento e l’intera regione.
«Presidente Decaro, Cursi ha una storia che non può essere lasciata sotto terra», hanno dichiarato gli amministratori, sottolineando l’importanza di valorizzare un’eredità che per generazioni ha rappresentato il cuore pulsante della comunità.
L’iniziativa si inserisce in un momento cruciale, mentre la Regione è impegnata nell’aggiornamento dei Piani Particolareggiati dei comprensori estrattivi storici, inclusi quelli di Cursi-Melpignano. Un esempio concreto del potenziale delle cave è stata la seconda edizione della «Cena in Cava», svoltasi a fine agosto 2026. Per una sera, le pareti di pietra hanno ospitato un evento di incontro, cultura e gastronomia, mostrando come questi luoghi possano rinascere.
Un patrimonio tra storia e futuro
«Come le persone, anche i luoghi meritano una seconda possibilità – ha affermato la vicesindaca Elisa Mele –. La cava resta cava, la pietra resta pietra, ma cambia lo sguardo di chi la attraversa. Le cave di Cursi, che per generazioni sono state fatica e lavoro, possono rinascere come luoghi di meraviglia e bellezza. La valorizzazione del territorio vive solo se abbiamo ancora la capacità di meravigliarci e di creare, di immaginare ciò che non si vede».
Il territorio di Cursi, noto come “Terra delle Cave”, custodisce anche tracce di un antico mare, con fossili di conchiglie e altri organismi marini. Tra i reperti più affascinanti, i denti del megalodonte, ancora conservati nelle case di alcune famiglie di cavatori. Questa memoria geologica e paleontologica apre alla prospettiva di un museo archeologico e paleontologico, un potenziale punto di accesso alla storia profonda del Salento.
La visione dell’amministrazione e il supporto normativo
La visione dell’amministrazione non si limita a una semplice riqualificazione di singoli siti, ma punta a un progetto territoriale integrato. Questo progetto prevede la creazione di un circuito di luoghi, esperienze e conoscenze che includano percorsi geologici e naturalistici, archeologia industriale, memoria del lavoro, paleontologia, cultura, spettacolo, enogastronomia e turismo esperienziale. Un approccio che trasformi le cave da luoghi di memoria a luoghi di futuro, senza dimenticare i sacrifici di chi vi ha lavorato.
Il sindaco William Marco Santoro ha ribadito: «Lanciamo una sfida chiara alla Regione Puglia: trasformare le cave di Cursi da luoghi di memoria a luoghi di futuro. Non chiediamo di cancellare il passato, ma di valorizzarlo. Vogliamo custodirne la memoria e trasformarla in consapevolezza, cultura e nuova vita per il nostro territorio».
Un quadro normativo di riferimento è offerto dalla Legge regionale Puglia 5 luglio 2019, n. 22, sulla disciplina delle attività estrattive, che include tra le sue finalità il recupero paesaggistico e ambientale delle aree di escavazione dismesse e la valorizzazione del patrimonio minerario. L’articolo 27 della stessa legge prevede il censimento delle cave dismesse e l’individuazione di strategie per il loro recupero.
Cursi chiede che le proprie cave siano pienamente inserite in una strategia regionale di valorizzazione, recupero e fruizione. Un progetto che potrebbe trovare nel percorso dei Piani Particolareggiati del comprensorio Cursi-Melpignano un’occasione concreta per essere discusso e trasformato in una visione condivisa. Per approfondimenti su questa iniziativa, è possibile consultare un progetto di valorizzazione già discusso in passato.
Da Palazzo di Città, l’impegno è assoluto per trasformare questa promessa in una sfida concreta, con la speranza che la pietra di Cursi possa raccontare una storia che, dal mare preistorico e dal megalodonte, arrivi a un nuovo modello di turismo culturale per il Salento.




