A Lecce, presso Palazzo Adorno, è stato presentato oggi il progetto “Le donne invisibili – Riscrivere la storia dell’arte per educare alla parità“. L’iniziativa, promossa dall’Istituto Comprensivo “Armando Diaz” di Vernole e Castri di Lecce con il patrocinio della Provincia di Lecce, intende stimolare la riflessione e l’azione sulla rappresentazione femminile nella storia dell’arte e sulla promozione della parità di genere.
Alla presentazione hanno partecipato diverse figure istituzionali e accademiche. Sono intervenuti il presidente della Provincia Fabio Tarantino, il prefetto Domenico Natalino Manno, la consigliera nazionale di Parità Filomena D’Antini, il vicesindaco del Comune di Lecce Roberto Giordano Anguilla e la consigliera giuridica del ministro dell’Istruzione e del Merito Simona Manca. Presenti anche la docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università del Salento Sarah Siciliano, il dirigente scolastico dell’Istituto “Diaz” Pantaleo Antonio Conte e la docente ideatrice e responsabile scientifica del progetto Giuseppina Greco. Erano presenti inoltre i sindaci di Vernole e Castri di Lecce, Mauro De Carlo e Andrea De Pascali.
Il presidente della Provincia Fabio Tarantino ha sottolineato come “Le donne invisibili affronta l’assenza del contributo delle donne dalla storia che hanno contribuito a costruire e affida un compito fondamentale ai ragazzi e alle ragazze, che avranno il compito di verificare, attraverso la ricerca e l’analisi dei libri di testo, ciò che manca e perché manca, e integrare le pagine di storia”. Tarantino ha evidenziato che “la parità passa anche dalla conoscenza e dai modelli che offriamo alle nuove generazioni”, collegando l’iniziativa al progetto provinciale “I Luoghi delle Donne”, volto a recuperare e rendere visibili storie e figure femminili del territorio.
Il progetto “Le donne invisibili” si configura come un percorso triennale culturale ed educativo. Gli studenti dell’Istituto Diaz assumeranno il ruolo di ricercatori e osservatori critici della narrazione storica. Analizzeranno i manuali scolastici per rilevare la presenza e la rappresentazione delle artiste, il linguaggio utilizzato e le figure significative eventualmente assenti. L’obiettivo è recuperare il contributo delle artiste marginalizzate dalla narrazione tradizionale, producendo nuovi contenuti e portando i risultati della ricerca al confronto con l’editoria scolastica, con l’intento di contribuire alla costruzione dei futuri libri di testo.
La metodologia del progetto, attiva e laboratoriale, ha ricevuto una valutazione positiva dalla consigliera nazionale di Parità Filomena D’Antini, che ha già avviato un dialogo con l’AIE – Associazione Italiana Editori. L’iniziativa si inserisce nel percorso di POLITE – Pari Opportunità nei Libri di Testo, promosso da AIE e dal Ministero per favorire una rappresentazione scevra da stereotipi di genere nella manualistica. Sono previsti momenti pubblici di presentazione, mostre ed eventi per la disseminazione dei risultati nelle comunità territoriali.


