Otranto è stata al centro dell’attenzione alla Festa del Cinema di Roma 2026 con la première internazionale di “L’ora di tutti”, il debutto alla regia cinematografica di Stefania Rocca. L’evento, presentato nella sezione Grand Public, ha visto la partecipazione del sindaco di Otranto, Francesco Bruni, che ha presenziato alla proiezione svoltasi ieri sera.
Il film, liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Maria Corti, è stato scritto da Stefania Rocca e Federico Calamante. La produzione è a cura di Ora One Production e Louis Nero Film, con il sostegno del Comune di Otranto e la collaborazione di M74 e Rai Cinema. Tra i protagonisti del cast figurano nomi come Alice Pagani, Alessio Boni, Simone Coppo, Giulia Petrungaro, Ignazio Oliva e l’étoile salentina Nicoletta Manni.
Il sindaco Bruni ha espresso soddisfazione per il riscontro positivo del pubblico, congratulandosi con Stefania Rocca. «La nostra città protagonista alla Festa del Cinema di Roma con la proiezione del film L’ora di tutti», ha commentato il sindaco. «Ieri sera, assistendo alla presentazione, ho registrato il grande riscontro positivo del pubblico presente e mi sono congratulato con Stefania Rocca non solo per il suo debutto da regista, ma soprattutto per aver voluto fortemente la realizzazione dell’intero progetto certamente ispirato dall’amore per Otranto. Ho visto con interesse e apprezzato la riproposizione e l’attualizzazione della storia di Idrusa, raffigurata come il punto fermo di una comunità di donne e uomini chiamata a decidere come resistere».
Stefania Rocca ha spiegato che il film nasce dal desiderio di raccontare il Sacco di Otranto del 1480 non come una mera ricostruzione storica, ma come una vicenda capace di attraversare il tempo. «Abbiamo dedicato il film alle martiri mancanti. Idrusa rappresenta le donne mai state ricordate, mi sembrava doveroso farlo. Abbiamo incentrato la storia su cosa significa essere donna oggi», ha dichiarato la regista. Ha aggiunto che «L’ora di tutti è per me l’istante in cui non è più possibile rimandare una scelta. È il momento in cui, scegliendo, definiamo chi siamo».
Nel film, Otranto viene rappresentata come una «città sospesa, insieme reale e simbolica», un luogo che ha accolto Stefania Rocca come concittadina e che continua a supportare i suoi progetti culturali.


