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Cultura

Ugento, ‘Arthas’ porta la storia delle mura messapiche nelle scuole

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Ugento, un libro sulle mura messapiche ai bambini. Ma la spesa di 4 mila euro era già finita sotto i riflettori

Il Comune annuncia la distribuzione gratuita del volume nelle scuole di Ugento e Gemini. Ozanews aveva già raccontato la spesa di 4 mila euro per la stampa. Tra gli autori Giuseppe Scardozzi, premiato quest’anno con il Premio Zeus organizzato dalla cooperativa Imago di Lecce. E l’iniziativa arriva nel pieno della campagna elettorale.

Ugento riscopre le proprie radici messapiche e lo fa attraverso un libro destinato ai più piccoli. Un’iniziativa culturale che, almeno nelle intenzioni dichiarate, punta a trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza della storia locale e a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Ma c’è un elemento che merita di essere ricordato: Ozanews aveva già acceso i riflettori sulla spesa di 4 mila euro destinata alla stampa del volume.

Il libro si intitola ARTHAS DI UGENTO: Viaggio nel tempo tra le mura messapiche, è stato realizzato da Fabio Fortinguerra e Giuseppe Scardozzi e pubblicato da Edizioni Esperidi. Il Comune annuncia ora la distribuzione gratuita agli alunni delle scuole di Ugento e Gemini, con l’obiettivo di avvicinare i bambini alla storia delle antiche fortificazioni messapiche.

Il racconto accompagna i giovani lettori in un viaggio nel passato, dalla costruzione delle mura a metà del IV secolo avanti Cristo fino alla loro distruzione alla fine del III secolo avanti Cristo. Tra gli episodi narrati figura l’assedio dell’antica Ozan, con gli abitanti schierati al fianco di Annibale contro le forze romane guidate da Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore.

Un progetto divulgativo che può certamente contribuire alla conoscenza del patrimonio archeologico cittadino. Il punto, tuttavia, non è contestare il valore della divulgazione culturale, ma interrogarsi sui tempi, sulle modalità e sull’opportunità politica con cui queste iniziative vengono promosse.

Quattromila euro per la stampa: una spesa già raccontata da Ozanews

La cifra di 4 mila euro per la stampa del volume era già stata oggetto di attenzione da parte del nostro giornale. Oggi, con l’annuncio della distribuzione nelle scuole, quella spesa torna al centro della discussione pubblica.

Quando si utilizzano risorse pubbliche per realizzare prodotti editoriali destinati alla comunità, è legittimo chiedere trasparenza sugli atti amministrativi, sui costi sostenuti, sulle quantità stampate e sulle modalità di distribuzione. Sono informazioni che permettono ai cittadini di valutare l’iniziativa sulla base di dati concreti, senza fermarsi alla sola comunicazione istituzionale.

La cultura è un investimento importante, soprattutto quando si rivolge ai bambini. Proprio per questo, però, la comunicazione delle amministrazioni deve distinguere con chiarezza il valore educativo di un progetto dalla sua possibile spendibilità politica.

Giuseppe Scardozzi e il Premio Zeus

Tra gli autori del volume figura Giuseppe Scardozzi, ricercatore legato allo studio e alla valorizzazione del patrimonio archeologico. Il suo nome è tornato recentemente alla ribalta anche per il Premio Zeus di quest’anno, organizzato dalla cooperativa Imago di Lecce.

La coincidenza merita di essere segnalata nel quadro più ampio delle iniziative culturali che coinvolgono Ugento, i suoi studiosi e i soggetti che operano nella gestione e nella promozione del patrimonio locale. È opportuno, tuttavia, tenere distinti i diversi ruoli: la partecipazione di un autore a un progetto editoriale e il conferimento di un premio sono fatti differenti e, da soli, non dimostrano l’esistenza di irregolarità o di collegamenti impropri.

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Resta legittimo chiedere alle istituzioni di rendere pienamente trasparenti le scelte, le procedure e le risorse impiegate nelle iniziative culturali finanziate o promosse con il coinvolgimento pubblico.

La scuola nel pieno della campagna elettorale

È soprattutto il momento in cui arriva l’iniziativa a sollevare interrogativi. La distribuzione del libro viene annunciata nel pieno della campagna elettorale, quando ogni attività dell’amministrazione rischia di assumere anche una valenza comunicativa e politica.

Le scuole non devono diventare il terreno sul quale costruire consenso per chi governa. Portare la storia di Ugento ai bambini è un obiettivo condivisibile; diverso è il rischio che un progetto educativo venga inserito in una narrazione celebrativa dell’azione amministrativa proprio quando i cittadini sono chiamati a valutare chi dovrà guidare la città.

Non basta, naturalmente, la coincidenza temporale per dimostrare che vi sia stata propaganda elettorale all’interno degli istituti scolastici. Ma è proprio per evitare qualsiasi ambiguità che sarebbe opportuno conoscere le modalità concrete della distribuzione: chi presenterà il volume, con quali comunicazioni, attraverso quali canali e con quale coinvolgimento degli istituti.

Sono domande legittime, soprattutto quando i destinatari sono bambini e le risorse impiegate sono pubbliche.

L’amministrazione comunale ha il dovere di valorizzare la storia di Ugento, ma anche quello di garantire che le iniziative istituzionali siano gestite con imparzialità e senza sovrapposizioni con la comunicazione elettorale.

La storia messapica appartiene a tutta la comunità, non a una maggioranza politica. E proprio perché il patrimonio culturale è un bene comune, ogni iniziativa che lo riguarda deve essere accompagnata dalla massima trasparenza, soprattutto quando viene promossa a ridosso di un appuntamento elettorale.

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