La produzione di pasta in Italia sta affrontando una fase critica a causa della carenza di materia prima, la semola, bloccata dallo sciopero degli autotrasportatori. La situazione sta costringendo diverse aziende del settore a ridimensionare drasticamente le proprie attività, con ripercussioni significative sull’intera filiera del Made in Italy.
Tra le imprese più colpite, il pastificio La Molisana ha annunciato una «drastica riduzione» della produzione, pur non avendola ancora sospesa del tutto. L’azienda sta attualmente utilizzando le scorte di magazzino, ma la loro disponibilità non è illimitata. Anche Garofalo ha dovuto fermare l’attività e mandare a casa i dipendenti, non disponendo di molini di proprietà e dipendendo totalmente da fornitori esterni per l’approvvigionamento della semola.
L’emergenza è scaturita dallo sciopero degli autotrasportatori del Sud, che protestano contro il caro gasolio. Questo blocco sta impedendo il regolare trasporto del grano duro trasformato in semola, essenziale per la produzione di pasta. Già giorni fa, Cosimo Rummo, amministratore delegato di Rummo, aveva lanciato un allarme sulle «conseguenze non più sostenibili per l’attività produttiva», sollecitando interventi governativi urgenti per ripristinare il flusso delle materie prime dalla Puglia.
La Puglia riveste un ruolo centrale in questa crisi, essendo la regione in cui si concentra la maggior parte dei terreni coltivati a grano duro e degli impianti di molinatura. Il centro nevralgico del settore è Corato, nel Barese, sede della Casillo group, un gigante che fornisce semola per il 70% dei pacchi di pasta nei supermercati italiani. Il blocco stradale degli autotrasportatori pugliesi lungo snodi strategici come Foggia, Andria, Cerignola e Corato ha di fatto interrotto l’arrivo della semola agli stabilimenti.
La crisi dei trasporti sta rivelando la vulnerabilità del Paese in un settore chiave. Senza una soluzione concreta, i problemi sono destinati a peggiorare, dato che i pastifici non hanno alternative a breve termine alla semola pugliese. Il blocco si estende anche alla Campania, stringendo il Mezzogiorno in una chiusura ermetica che impedisce il passaggio di materie prime e prodotti finiti. Finora, Palazzo Chigi non ha fornito risposte efficaci a questa emergenza che sta mettendo in ginocchio l’industria della pasta italiana.