La Puglia sta affrontando un “effetto domino” nel settore agroalimentare a causa della mobilitazione degli autotrasportatori, in protesta contro l’aumento dei costi del carburante. La situazione, denunciata da Coldiretti Puglia, mette a rischio l’approvvigionamento alimentare dei cittadini e la tenuta delle imprese agricole locali.
Secondo quanto riportato da Coldiretti Puglia, i prodotti deperibili come ortofrutta, funghi e fiori rimangono bloccati nelle aziende agricole. Le difficoltà nelle consegne e lo stop delle piattaforme della grande distribuzione organizzata (GDO), ferme a causa del blocco dei trasporti, impediscono che queste merci raggiungano i mercati. Le celle frigorifere delle aziende sono sature, e il protrarsi della mobilitazione aumenta il rischio che ingenti quantità di cibo vadano irrimediabilmente sprecate.
L’impatto del rincaro del carburante non si limita solo ai trasporti. Anche le attività agricole sono fortemente colpite. Coldiretti Puglia evidenzia che per arare un campo di 11 ettari, dimensione media di un’azienda agricola, un agricoltore spende oggi circa 600 euro in più rispetto a febbraio scorso. Questo rappresenta una “stangata” per le imprese, in un periodo cruciale per la lavorazione dei terreni e la raccolta di olive, verdura e cereali, oltre al funzionamento degli impianti.
L’intera filiera agroalimentare pugliese, dai campi all’industria di trasformazione, fino alla conservazione e alla distribuzione, sta subendo gli effetti di questi rincari. Senza “adeguate ed urgenti misure per calmierare il costo del carburante”, come sottolinea Coldiretti Puglia, gli autoarticolati rischiano di fermarsi definitivamente, compromettendo ulteriormente le consegne dei prodotti essenziali per la tavola dei pugliesi.