Un’innovativa ricerca condotta dall’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISPA), con sedi a Bari e Lecce, ha dimostrato che una maggiore esposizione alla luce durante la coltivazione degli ortaggi può migliorare significativamente il loro profilo nutrizionale. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Scientia Horticulturae, rivela un aumento del contenuto di vitamina B9 (folati) e una contemporanea riduzione dei nitrati nelle verdure a foglia.
Questo approccio, definito biofortificazione tramite modulazione dell’intensità luminosa, si propone come una soluzione economica e sostenibile per l’agricoltura moderna. I risultati sono particolarmente rilevanti in un contesto globale dove la carenza di vitamina B9 è ancora diffusa e dove un Regolamento UE del 2023 impone una riduzione dei limiti di utilizzo dei nitrati negli alimenti, in linea con il Piano europeo di lotta contro il cancro.
I dettagli della ricerca e i benefici nutrizionali
La ricerca ha analizzato la risposta a diversi livelli di illuminazione su foglie giovani e piccioli (baby-leaf) di ortaggi come mizuna, cicoria e tatsoi, spesso usati nelle insalate di IV gamma. Il dottor Francesco Serio del CNR-ISPA ha spiegato che i risultati evidenziano un maggiore accumulo di B9, un micronutriente essenziale per la sintesi del DNA e la divisione cellulare, fondamentale durante la gravidanza e le fasi di crescita.
Secondo lo studio, una porzione da 100 grammi di mizuna e tatsoi coltivate con questa tecnica può soddisfare circa il 45% della razione giornaliera raccomandata di folati per un adulto e il 30% di quella raccomandata in gravidanza. Oltre all’aumento della vitamina B9, l’incremento di luce ha portato a una marcata riduzione dell’accumulo di nitrati nelle foglie. Questo duplice effetto migliora il profilo nutrizionale del prodotto senza compromettere la produttività delle colture, rendendo la strategia particolarmente interessante per i moderni sistemi di produzione orticola in ambiente protetto e per l’agricoltura verticale.
Implicazioni per l’agricoltura sostenibile nel Salento
La scoperta del CNR-ISPA di Lecce e Bari offre nuove prospettive per un’agricoltura più sana e sostenibile, un tema di crescente interesse per il territorio salentino. La capacità di aumentare la qualità nutrizionale degli ortaggi attraverso tecniche semplici e a basso impatto ambientale si allinea con le sfide attuali del settore. Per approfondire l’impegno del territorio nella ricerca agricola, è possibile consultare articoli precedenti come “Lecce, CIA e Unisalento: ricerca e cooperazione per agricoltura futura”.
Lo studio, che ha visto la collaborazione di coautori come Massimiliano D’Imperio, Lucia Bonelli, Francesco Milano, Miriana Durante, Angela Boari, Maria Gonnella e Angelo Parente, prosegue con l’obiettivo di ottimizzare ulteriormente il processo, bilanciando l’intensità luminosa per massimizzare i benefici senza aumentare eccessivamente i consumi energetici o la sostanza secca.


