Si è conclusa in via definitiva la vicenda giudiziaria relativa alla discarica di Cavallino, località Masseria Guarini. Dopo tre gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha confermato le condanne per inquinamento ambientale e emissione di miasmi, riconoscendo il diritto al risarcimento dei danni per la Provincia di Lecce, il Comune di Cavallino e Legambiente Onlus.
La Terza sezione Penale della Corte di Cassazione, competente per i reati ambientali, nell’udienza dello scorso 22 ottobre, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro la sentenza della Corte d’Appello di Lecce. Quest’ultima aveva condannato il legale rappresentante della società “Ambiente e Sviluppo Scarl” e il direttore operativo e referente Ippc della piattaforma di trattamento rifiuti e discarica in fase di post-gestione.
Le accuse riguardavano l’inquinamento ambientale e l’emissione di miasmi, riconducibili a una cattiva manutenzione dei biofiltri. La vicenda aveva preso il via da un esposto presentato dal “Comitato Libero per la salvaguardia del territorio per la salute dei cittadini”. A seguito di ciò, il Pubblico Ministero aveva incaricato il Corpo della Polizia Provinciale di condurre indagini, dalle quali erano emerse infiltrazioni di percolato che avevano compromesso e deteriorato le acque sotterranee, interessando la prima e la seconda falda acquifera.
Alla Provincia di Lecce, che si era costituita parte civile con la propria Avvocatura, è stato riconosciuto il risarcimento dei danni, la cui quantificazione avverrà in separata sede civile, oltre al pagamento delle spese legali per i vari gradi di giudizio. L’Avvocatura provinciale avvierà ora l’azione risarcitoria davanti al giudice civile.
“La Provincia di Lecce ha scelto di costituirsi parte civile per tutelare gli interessi dell’Ente e della comunità che rappresenta”, ha dichiarato il presidente Fabio Tarantino. “È una scelta di responsabilità istituzionale, che nasce dalla consapevolezza che vicende come quella della discarica di Cavallino possono produrre conseguenze sui luoghi direttamente interessati, sull’intero territorio e sugli interessi collettivi. Abbiamo ritenuto doveroso far valere le ragioni della Provincia nelle sedi competenti, nella convinzione che la tutela dell’interesse pubblico richieda atti concreti e un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni”.
La sentenza della Corte d’Appello di Lecce aveva inoltre disposto il recupero e il ripristino dello stato dei luoghi della discarica in post-gestione “Masseria Guarini”, a carico del legale rappresentante della società.
