I Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 56 anni, residente a Cutrofiano. L’arresto, avvenuto oggi 26 ottobre 2026, riguarda il reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e dall’appartenenza a un’associazione di tipo mafioso, con collegamenti alla Sacra Corona Unita. La vittima è un imprenditore operante nel Salento.
L’operazione è il risultato di un’articolata indagine condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Lecce, che ha permesso di ricostruire la vicenda estorsiva. Secondo le risultanze investigative, il 56enne, già con condanne definitive per associazione di tipo mafioso (risalenti al 2008 e al 2023), avrebbe tentato di imporre all’imprenditore il pagamento di una somma di denaro compresa tra i 5.000 e i 15.000 euro annui.
La richiesta sarebbe stata avanzata durante un incontro facilitato da una persona conosciuta dall’imprenditore. In quell’occasione, l’arrestato avrebbe prospettato una più ampia attività estorsiva nella zona, richiamando esplicitamente il contesto mafioso egemone sul territorio. L’imprenditore, tuttavia, ha rifiutato di cedere alle intimidazioni e si è rivolto prontamente ai Carabinieri, denunciando l’accaduto. La posizione del soggetto che ha agevolato il contatto è stata approfondita e risulta tuttora coinvolta nella vicenda per concorso nel medesimo reato, ma senza l’applicazione di alcuna misura cautelare.
La denuncia ha innescato le successive attività investigative, che hanno incluso l’utilizzo di strumenti tecnici. Questi hanno permesso di acquisire ulteriori riscontri e di delineare il contesto economico locale in cui la condotta si sarebbe inserita. La gravità della vicenda è sottolineata dalla duplice connotazione mafiosa riconosciuta dal G.I.P. nell’ordinanza cautelare: la condotta sarebbe stata realizzata avvalendosi della forza intimidatrice del contesto criminale di riferimento e commessa da un soggetto appartenente a un’associazione di tipo mafioso.
Questa operazione testimonia il costante impegno dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alla criminalità organizzata e alle pressioni illecite sul tessuto imprenditoriale salentino. La vicenda evidenzia l’importanza cruciale di denunciare tempestivamente ogni tentativo di intimidazione o richiesta estorsiva, affidandosi con fiducia alle Forze dell’ordine e alle Istituzioni. La collaborazione di cittadini e imprenditori è uno strumento fondamentale per far emergere tali fenomeni e consentire un intervento efficace. Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, per gli indagati vige la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.
