Una vasta operazione condotta dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Lecce si è conclusa con la scoperta di tre depositi clandestini di merce contraffatta e la denuncia di 31 soggetti. L’attività, intensificata durante l’ultima stagione estiva, ha mirato a contrastare la commercializzazione illecita di prodotti potenzialmente dannosi per la salute pubblica e privi dei necessari requisiti di sicurezza.
[GALLERY]
L’intervento, frutto di un’articolata analisi di rischio, ha visto impegnati il Gruppo di Lecce e la dipendente Tenenza di Porto Cesareo. Sono stati eseguiti oltre 50 controlli lungo il tratto litorale salentino e nei principali luoghi di aggregazione del capoluogo. Complessivamente, sono stati sottoposti a sequestro più di 67.000 prodotti, tra cui alimentari, estetici, elettronici e capi di abbigliamento, di cui 7.000 recanti marchi contraffatti.
Nel corso delle indagini, nell’hinterland di Lecce, sono stati individuati i tre depositi clandestini, gestiti da soggetti extracomunitari. Da questi magazzini, la merce contraffatta veniva prelevata dai venditori ambulanti e immessa sul mercato, principalmente lungo le coste salentine. Le perquisizioni locali hanno permesso di sequestrare circa 1.100 prodotti, tra capi di abbigliamento, borse e accessori, che riportavano false riproduzioni di note griffe come Moncler, Stone Island, Dior, Pinko, Nike, Prada, Gucci e Adidas.
I 31 soggetti denunciati alla Procura della Repubblica di Lecce dovranno rispondere delle ipotesi di reato di introduzione e commercio nello Stato di prodotti industriali con marchi o segni distintivi falsi, oltre che di ricettazione. Sono state inoltre comminate sanzioni amministrative per un valore superiore ai 5.000 euro nei confronti di 5 soggetti segnalati alle autorità competenti per il controllo sulla sicurezza dei prodotti.
Le indagini della Guardia di Finanza proseguono con l’obiettivo di disarticolare l’intera catena logistica, organizzativa e strutturale della filiera della contraffazione. Questo fenomeno, infatti, alimenta circuiti illegali come il lavoro nero, l’evasione fiscale, il riciclaggio e la criminalità organizzata, rappresentando anche una potenziale fonte di finanziamento per organizzazioni terroristiche.