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Otranto, blitz Carabinieri: 23 persone in “casa pollaio” abusiva. Proprietario denunciato

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Otranto – Un’operazione dei Carabinieri della Stazione di Otranto, supportati dal personale dell’ASL di Lecce, ha portato al sequestro di un immobile abusivo e alla denuncia di un 75enne del posto. All’interno della struttura, definita una “casa pollaio”, vivevano 23 persone in gravi condizioni igienico-sanitarie gravemente precarie.

L’intervento, avvenuto nella tarda mattinata di ieri (1° luglio 2026), rientra nell’ambito delle strategie di contrasto al fenomeno delle “case pollaio” messe in atto dal Comando Provinciale Carabinieri di Lecce, in accordo con il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Tali immobili sono spesso luoghi di degrado abitativo e locazioni irregolari.

Il 75enne è stato deferito alla Procura della Repubblica di Lecce per abuso edilizio e omessa comunicazione all’Autorità di Pubblica Sicurezza della cessione di fabbricato. L’immobile è stato posto sotto sequestro preventivo d’urgenza.

Durante il controllo, i militari hanno accertato la presenza di 21 adulti (dieci pakistani, otto bengalesi e tre indiani) e due minori pakistani. Tutti i presenti risultavano regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale. Le condizioni abitative riscontrate erano allarmanti: locali angusti e insalubri, presenza diffusa di umidità e muffa, assenza di acqua potabile e standard di sicurezza e salubrità non conformi.

È emerso inoltre che gli occupanti corrispondevano un canone mensile in contanti, in totale assenza di regolari contratti di locazione. Parallelamente, non erano state comunicate le generalità degli alloggiati all’Autorità di Pubblica Sicurezza, come previsto dalla normativa vigente.

A seguito dell’operazione, sono stati informati i Servizi Sociali comunali per le opportune valutazioni e interventi. Ulteriori verifiche saranno condotte con l’Agenzia delle Entrate per accertare eventuali profili di natura fiscale legati agli affitti irregolari.

L’Arma dei Carabinieri sottolinea come questa operazione sia un’ulteriore conferma dell’impegno nel contrasto a tutte le forme di illegalità che compromettono l’assetto urbanistico, la salute pubblica, la dignità delle persone e la sicurezza delle comunità locali. Si precisa che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale responsabilità dell’indagato sarà accertata solo all’esito del processo, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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