Ieri è stato un pomeriggio di fuoco nel Parco Litorale di Ugento. Prima le fiamme in zona Campolisio, poi in serata un nuovo incendio in località Torre Mozza. Vigili del Fuoco e volontari della Protezione Civile di Ugento hanno intervenuto con prontezza e grande senso di responsabilità, e a loro va un sincero ringraziamento.
La Direzione del Parco ha seguito l’emergenza da vicino, mantenendo costante contatto con i volontari. Domani sarà il momento di contare i danni, ma per ora è fondamentale sottolineare alcune criticità. Già in precedenza, il Parco aveva avvertito il Prefetto riguardo a queste problematiche: le aree protette regionali non possono affrontare sole una stagione incendi che, ogni anno, si presenta più secca e difficile da gestire.
Le immagini di incendi provenienti da Andrano, Gallipoli e altri territori del Salento parlano chiaro: non è solo un problema di un Comune o di un Parco, è un problema di territorio, di prevenzione e sicurezza. Questa sera, il Parco ha risposto anche a una richiesta formale della Regione, indicando le squadre antincendio e i mezzi disponibili per la lotta al fuoco.
Tuttavia, è importante chiarire che un Parco regionale non è una struttura antincendio. Non dispone di autobotti o personale dedicato allo spegnimento. Conosce il territorio, segnala criticità e supporta la pianificazione per difendere habitat preziosi. Ma questa conoscenza da sola non basta.
Servono controlli reali sui terreni agricoli e sulle aree private, interventi preventivi per evitare che l’erba alta diventi combustibile e un coinvolgimento tempestivo del volontariato di Protezione Civile. Quest’anno, le forti piogge primaverili hanno generato una vegetazione abbondante, ma con l’arrivo del caldo e del vento, questa può trasformarsi in fuoco in pochi minuti.
Non possiamo accorgerci del pericolo solo quando vediamo il fumo. Ogni incendio non brucia solo piante, ma distrugge paesaggio, biodiversità, sicurezza, lavoro e futuro. Il fuoco si combatte prima; dopo, resta solo il danno.


















