Patù si prepara ad accogliere un importante appuntamento dedicato all’archeologia e alla memoria storica del territorio. Martedì 29 settembre 2026, alle ore 18:00, il Palazzo Romano ospiterà la conferenza “Nella ‘Pompei’ di Puglia: collezionismo e collezioni di Ruvo dall’Ottocento a oggi”. L’evento mira a esplorare il profondo legame tra le celebri collezioni archeologiche di Ruvo di Puglia e il Capo di Leuca.
La conferenza sarà tenuta da Daniela Ventrelli, archeologa, direttrice scientifica del programma internazionale Rubi antiqua e co-ideatrice del progetto Leucantica. Il suo intervento ripercorrerà la storia delle scoperte archeologiche di Ruvo nella prima metà del XIX secolo, focalizzandosi sulla Collezione Jatta e la figura di Michele Arditi, marchese di Presicce e direttore del Real Museo Borbonico. Un’occasione per approfondire le origini della tutela del patrimonio e del collezionismo archeologico nel Mezzogiorno.
L’iniziativa vede la partecipazione di una delegazione da Ruvo di Puglia, che include Andrea Jatta e Marco Jatta (amministratore unico e Consiglio di amministrazione di Palazzo Jatta Srl Benefit), Maria Stragapede (restauratrice e membro del Comitato scientifico di Palazzo Jatta Srl Benefit), Rocco Lauciello (Presidente regionale UNPLI Puglia) e Santi Zizzo (medico e Presidente del Comitato Nazionale di Studi su Domenico Cotugno).
I saluti istituzionali saranno a cura di Gabriele Abaterusso, Sindaco di Patù. Introdurranno l’incontro Mariangela Sammarco, direttrice scientifica del Museo Archeologico di Vereto, e Santi Zizzo. L’evento sottolinea il rinnovato incontro tra Ruvo e Patù, già unitesi in occasioni come l’Infiorata e la collaborazione tra le rispettive Pro Loco, diventando protagoniste di alcune linee progettuali di Leucantica, che saranno presentate per la prima volta durante la serata.
La conferenza è promossa dal Museo Archeologico Vereto, in collaborazione con il Comune di Patù, l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale – DAAM e l’Associazione Culturale NarrAZIONI. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto “La costa ionica tra greci e indigeni: Torre San Gregorio, Approdo di Vereto”, finanziato da Coesione Italia 21-27 Puglia, FSC Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e Regione Puglia.