Si è tenuta oggi, presso i saloni di rappresentanza della Prefettura di Lecce, una riunione di debriefing focalizzata sulla gestione dell’accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali. L’incontro ha visto la partecipazione del Prefetto Natalino Manno, dei vertici delle Forze dell’Ordine, degli uffici competenti della Regione Puglia, della Provincia, del Comune di Nardò e di ARPAL, oltre ai rappresentanti delle Associazioni datoriali, delle Organizzazioni Sindacali, dell’Ente bilaterale Cassa A.M.I.C.A. e del Volontariato.
La riunione è stata l’occasione per analizzare i progressi compiuti negli anni nel sistema di accoglienza, a partire dalla costituzione, nel 2017, del Tavolo permanente di coordinamento provinciale sul lavoro dei migranti stagionali nel territorio di Nardò e comuni limitrofi. Un punto centrale è stato l’allestimento della Foresteria Boncuri, un progetto riconosciuto nel 2020 dal Ministero dell’Interno come buona pratica. Questo modello virtuoso mira a favorire l’inclusione sociale e l’uscita dal ghetto, garantendo assistenza integrata sotto il profilo linguistico, culturale, legale e sanitario. Il modello è stato apprezzato e replicato a livello regionale e nazionale.

Il Prefetto Natalino Manno ha espresso apprezzamento per il lavoro sinergico del Tavolo Provinciale Permanente, che ha consolidato i risultati ottenuti lo scorso anno con l’adozione del nuovo modello sperimentale di governance della Foresteria, basato sul partenariato pubblico-privato. L’obiettivo è elevare gli standard di vita personale e professionale dei lavoratori stagionali ospitati. Il Prefetto ha ringraziato gli uffici comunali e regionali, la Caritas Diocesana di Nardò per l’assistenza materiale e spirituale, e le Forze di Polizia per l’impegno quotidiano nella sicurezza e nel contrasto al caporalato. Non sono state riscontrate problematiche di grave entità sul fronte dell’ordine e della sicurezza pubblica, come evidenziato dagli interventi del Commissariato di Polizia di Nardò e del Comando Provinciale dei Carabinieri.
Particolare attenzione è stata dedicata al benessere dei lavoratori ospiti della Foresteria grazie alle attività del Polo Sociale, finanziate con fondi europei e coordinate dal CIR come Ente capofila. Questi servizi includono supporto socio-assistenziale, orientamento legale, mediazione linguistica e trasporto. Anche per l’annualità 2026, il sistema ha funzionato efficacemente nella lotta al lavoro nero e al caporalato, come confermato dai dati raccolti dalla Guardia di Finanza, dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro e da ARPAL, il cui Sportello Anticaporalato ha presentato una relazione sui risultati della stagione.
Il rapporto ha delineato un quadro complesso del mercato del lavoro agricolo stagionale nel Salento, caratterizzato da un pendolarismo abitativo infrastagionale ed extra provinciale. Molti utenti della foresteria sono risultati regolarmente assunti in territori limitrofi, in particolare nelle province di Brindisi, Taranto, Bari e Foggia. Sono stati rilevati, seppur in casi residuali, lavoratori privi di copertura contrattuale o non censiti sulle piattaforme regionali.
L’applicativo gestionale della Foresteria ha permesso al Comune di Nardò di monitorare le presenze e la fruizione dei servizi, fornendo dati utili per la programmazione degli interventi futuri. Si prevede già di destinare risorse finanziarie e azioni correttive per posticipare la chiusura della foresteria al 30 settembre 2027. I lavoratori stagionali hanno contribuito con 19.000 Euro alle spese, mentre le aziende, tenute a garantire l’alloggio, risultano in ritardo con pagamenti per circa 60.000 Euro. La Prefettura pianificherà un’azione di sensibilizzazione per le aziende fuori provincia.
A breve si terrà un tavolo tecnico presso il Comune di Nardò, con la partecipazione delle aziende locali, per sbloccare i ritardi nei versamenti e concordare modalità di pagamento più flessibili. Sarà inoltre implementato un sistema strutturato di trasporti con rimborso delle spese di viaggio, considerato uno strumento strategico per prevenire e contrastare il caporalato.