A Ugento, il progetto di riqualificazione del bacino Suddenna, parte dei Paesaggi costieri avviato nel 2016, mostra già segni di degrado pur non essendo ancora ufficialmente completato. A quasi dieci anni dall’inizio dei lavori, l’opera appare in uno stato di abbandono, sollevando interrogativi sulla gestione e manutenzione di un investimento pubblico di quasi 4,9 milioni di euro.
Le immagini documentano una situazione paradossale: strutture, superfici e aree del nuovo intervento presentano i segni del tempo e della mancata manutenzione, tipici di un’opera vecchia o dimenticata. Il dettaglio cruciale è che il progetto dovrebbe essere ancora in fase di completamento.
Un progetto incompiuto per quasi un decennio
La storia dei Paesaggi costieri di Ugento ha inizio nel 2015, con l’aggiudicazione dell’appalto e la firma del contratto nel 2016. Nonostante siano trascorsi quasi dieci anni, gli atti più recenti indicano che la vicenda non è ancora conclusa: nel 2025 risultano ancora una perizia di variante, attività di collaudo e procedure relative alle aree interessate dall’intervento. La banca dati nazionale OpenCoesione classifica il progetto come “in corso”.
Questo solleva un interrogativo centrale: come è possibile che un’opera ancora da completare sembri già abbandonata? Le fotografie, infatti, non lasciano spazio a interpretazioni.





























Il progetto originario immaginava per il bacino Suddenna un vero sistema di valorizzazione ambientale e paesaggistica. Non solo cemento, ma un parco urbano acquatico, aree verdi, percorsi pedonali, pontili, passerelle, aree di sosta, aree gioco e rinaturalizzazione. L’obiettivo era trasformare il bacino in uno degli elementi qualificanti della costa di Torre San Giovanni, promettendo un “Giardino dell’Eden”.
La realtà attuale, come mostrano le immagini, è ben diversa. Le fotografie evidenziano un’opera che, prima della sua conclusione definitiva, presenta elementi già deteriorati. La questione non riguarda l’estetica del progetto, ma lo stato di conservazione di quanto già realizzato e la responsabilità della manutenzione.
Il paradosso dell’abbandono anticipato
Il ciclo normale di un’opera pubblica prevede: progetto → lavori → collaudo → inaugurazione → manutenzione. Nel caso del Suddenna, la sequenza sembra essere: progetto → lavori → anni di attesa → opere realizzate → deterioramento → ancora lavori da completare.
Questo cortocircuito evidenzia un rischio concreto: alla fine dei lavori, potrebbe essere necessario intervenire nuovamente su ciò che è stato appena realizzato. Una situazione che impatta direttamente sulla gestione del denaro pubblico.
L’intervento complessivo dei Paesaggi costieri di Ugento ammonta a 4.884.403,54 euro. Sebbene questa somma non sia destinata esclusivamente al Suddenna, il deterioramento precoce delle opere non può essere ignorato. Una riqualificazione dovrebbe garantire uno spazio pubblico duraturo, non uno che, prima ancora di essere consegnato alla comunità, dia l’impressione di essere già stato dimenticato.
Il confronto tra i rendering iniziali e le fotografie attuali mostra un divario significativo, un “effetto Wish” che trasforma il “Giardino dell’Eden” promesso in un’opera che, nel 2026, non è ancora conclusa e già mostra segnali di declino. Un’opera appena realizzata dovrebbe essere all’inizio della sua vita utile, non già in fase di abbandono.
Le domande di Ozanews
Per questi motivi, Ozanews rivolge le seguenti domande all’amministrazione comunale di Ugento:
- Chi è oggi responsabile della manutenzione del bacino Suddenna?
- Con quale frequenza viene effettuata?
- Qual è lo stato ufficiale di avanzamento dell’opera?
- Qual è la data prevista per la conclusione definitiva dei lavori?
- Sono già stati effettuati interventi di manutenzione o ripristino sulle strutture realizzate?
- Sono previste nuove spese per ripristinare ciò che appare già deteriorato?
E soprattutto: perché un’opera non ancora ufficialmente conclusa sembra già in fase di abbandono? Il rischio maggiore è che un’opera costata milioni di euro necessiti di ulteriori interventi di recupero proprio mentre dovrebbe essere consegnata alla comunità. Ozanews continuerà a seguire la vicenda, documenti e fotografie alla mano.



























