La Giunta comunale di Ugento approva le tariffe per la velostazione per l’annualità 2027, ma c’è un particolare che rende questo provvedimento difficile da accettare: la struttura non è mai entrata realmente in funzione, nemmeno per un minuto, ed è stata abbandonata subito dopo la sua realizzazione. Una vicenda che Ozanews ha già documentato ampiamente, raccontando lo stato di abbandono di un’opera pubblica nata per promuovere la mobilità sostenibile e rimasta, nei fatti, inutilizzata.
La deliberazione numero 238, adottata il 12 ottobre 2026, stabilisce il costo dei servizi che dovrebbero essere offerti agli utenti: posteggio custodito delle biciclette, noleggio di mezzi tradizionali e a pedalata assistita, oltre a manutenzione, riparazione e pulizia. Un tariffario dettagliato, valido per il 2027, che sembra presupporre l’esistenza di un servizio pronto a funzionare e a essere utilizzato dai cittadini.
Ma come si possono approvare le tariffe di una struttura che, secondo quanto documentato dalla nostra testata, non è mai stata aperta al pubblico?
Il tariffario c’è, il servizio no
Il provvedimento prevede un costo di 2 euro per il posteggio custodito giornaliero delle biciclette, 5 euro per l’abbonamento settimanale e 20 euro per quello mensile. Per il noleggio, una bicicletta tradizionale costerà 5 euro al giorno o 30 euro a settimana, mentre per una bicicletta a pedalata assistita si arriverà a 8 euro al giorno e 50 euro a settimana. Il servizio di manutenzione, riparazione e pulizia è fissato a 10 euro.
Sulla carta, dunque, tutto sembra pronto. Nella realtà, però, resta il nodo principale: dove sono i servizi che i cittadini dovrebbero pagare? E soprattutto, quando potranno finalmente usufruirne?
Perché approvare un tariffario non significa rendere operativa una struttura. Prima di stabilire quanto debba pagare un utente, sarebbe lecito aspettarsi che il servizio sia effettivamente disponibile, accessibile e funzionante.
È proprio questa contraddizione a rendere la deliberazione una decisione che rischia di suonare come una vera e propria presa in giro nei confronti dei cittadini. Non perché sia illegittimo stabilire le tariffe di un servizio comunale, ma perché farlo senza che il servizio sia mai stato concretamente attivato alimenta interrogativi legittimi sull’efficienza dell’azione amministrativa e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
Un’opera pubblica rimasta inutilizzata
La velostazione affonda le proprie origini nella deliberazione di Giunta comunale numero 35 del 13 dicembre 2018, nell’ambito del programma P.O.R. Puglia FESR 2014-2020. L’obiettivo era favorire la mobilità sostenibile, offrendo un punto di riferimento per chi volesse utilizzare la bicicletta, anche in collegamento con la stazione ferroviaria di Ugento.
Un progetto che, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto rappresentare un’opportunità per residenti e visitatori. Eppure, a distanza di anni dalla sua realizzazione, il problema centrale rimane quello dell’effettiva apertura della struttura e della sua mancata fruibilità.
Ozanews ha già mostrato e raccontato le condizioni di abbandono della velostazione. Adesso, con l’approvazione delle tariffe per il 2027, la vicenda torna inevitabilmente al centro dell’attenzione: si programma economicamente un servizio che, fino a oggi, non è mai stato messo a disposizione della comunità.
La seduta del 12 ottobre, presieduta dal sindaco Salvatore Chiga, si è svolta in videoconferenza, con la partecipazione del vicesindaco Massimo Lecci e degli assessori Anna Chiara Congedi, Alessio Meli, Vincenzo Ozza e Venere Grasso. La deliberazione ha ricevuto i pareri favorevoli di regolarità tecnica e contabile previsti dal procedimento.
Resta, tuttavia, una domanda alla quale i cittadini meritano una risposta chiara: quando aprirà finalmente la velostazione di Ugento? Quali sono le ragioni che ne hanno impedito l’attivazione fino a oggi? E quali iniziative concrete intende assumere l’amministrazione per evitare che una struttura pubblica continui a rimanere inutilizzata?
Sono interrogativi tutt’altro che secondari. Perché le opere pubbliche non si realizzano per essere abbandonate, né i servizi comunali si attivano semplicemente approvando un elenco di prezzi.
Prima di stabilire quanto dovranno pagare i cittadini, sarebbe opportuno mettere i cittadini nelle condizioni di poter utilizzare il servizio. Il resto, senza un’apertura concreta, rischia di restare soltanto carta amministrativa.
Documento Ufficiale Allegato
4248554 ATT 000057981 46825