Entrambe le “Torri Mozze” sono a rischio: mentre a Piombino partono i lavori, a Ugento l’emergenza resta irrisolta

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Torre Mozza: non è soltanto un nome di spiaggia, ma un monito sulla fragilità dei nostri litorali. A centinaia di chilometri di distanza lungo la costa tirrenica, a Piombino è finalmente prossimo l’avvio di importanti lavori anti-erosione sulla spiaggia di Torre Mozza, dopo anni di attesa e rinvii che avevano fatto temere la perdita definitiva dell’arenile letteralmente divorato dal mare. Il progetto – che prevede barriere soffolte sommerse per ridurre l’azione delle correnti e un successivo ripascimento con circa 10mila metri cubi di sabbia – dovrebbe partire in primavera con l’obiettivo di consegnare una spiaggia più stabile alla stagione balneare in arrivo. Le opere sono affidate a una ditta specializzata e rappresentano un passo concreto nel contrasto a un fenomeno che negli ultimi decenni aveva progressivamente cancellato metri di costa, trasformando una spiaggia un tempo ampia in una sottile lingua di sabbia.

Torre Mozza località marina di Piombino

Eppure, sullo stesso nome – Torre Mozza – cala un ombra di impotenza a sud, lungo la costa ugentina. Qui il fenomeno dell’erosione costiera non è meno serio, ma la risposta istituzionale resta in larga parte ancora sulla carta. Secondo il Piano Comunale delle Coste del Comune di Ugento, il tratto sabbioso tra Torre San Giovanni e Torre Mozza è classificato tra quelli con maggiore criticità di erosione, con arretramenti tali da spingere la linea di demanio marittimo in mare e mettere a rischio l’assetto geomorfologico e ambientale dell’area.

Nei mesi scorsi l’Amministrazione comunale ha approvato un documento di fattibilità per un primo stralcio di interventi, per un importo complessivo di circa 5 milioni di euro, mirati a mitigare il fenomeno erosivo tra Torre San Giovanni e Torre Mozza; un passo importante ma che, ad oggi, non si è tradotto ancora nell’apertura di cantieri effettivi.

Nel frattempo, associazioni locali e comitati civici hanno chiesto la convocazione di un tavolo tecnico con il Comune e gli enti competenti per fare il punto sullo stato del progetto di contrasto all’erosione e valutare eventuali stralci funzionali di intervento che possano intervenire immediatamente sul litorale, evitando che la perdita di spiaggia e di funzioni ambientali e turistiche diventi irreversibile. L’erosione costiera qui non è un fenomeno nuovo o episodico, ma un processo che, secondo studi e dati paesaggistici, procede da anni e coinvolge anche altre porzioni di litorale salentino.

Il contrasto all’erosione costiera è un problema che accomuna molte realtà italiane e mediterranee, come dimostrano altri progetti e iniziative in diverse regioni. Ma la differenza tra Piombino e Ugento in questo momento è netta: sulla costa tirrenica si guarda con fiducia all’inizio dei lavori, mentre nel Salento la costa di Torre Mozza aspetta risposte concrete e tempi chiari.

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In entrambe le località, tuttavia, il mare non attende: continua a modellare la linea di costa, erodendo sabbia, compromettendo ambienti naturali e mettendo sotto pressione territori ed economie locali. E su questo fronte – tra cantieri avviati, progetti da finanziare e richieste di confronto tecnico – si gioca la partita decisiva per preservare questi territori prima che sia troppo tardi.

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