La legalità come leva di sviluppo turistico e di tutela del territorio. È questo il principio alla base del cosiddetto “Modello Salento”, il protocollo sperimentale sulle locazioni turistiche e sugli affitti brevi, il cui primo bilancio è stato tracciato lo scorso 6 febbraio in Prefettura a Lecce dal Prefetto Natalino Manno. Un percorso virtuoso che vede Ugento tra i Comuni protagonisti, accanto a Lecce, Gallipoli, Otranto e Porto Cesareo.
Il progetto, avviato nel maggio 2025 grazie alla sinergia tra Prefettura, Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate e Comuni, punta al contrasto dell’evasione fiscale e della ricettività abusiva, attraverso un sistema strutturato di condivisione e incrocio dei dati. Dopo otto mesi di sperimentazione, i risultati confermano la validità dell’approccio.
Il caso Ugento: emersione del sommerso e recupero dell’imposta di soggiorno
Per quanto riguarda Ugento, il Comune ha avviato accertamenti relativi all’annualità 2020 nei confronti di 70 strutture ricettive. Di queste, 30 risultavano completamente sconosciute agli uffici comunali, mentre 25 erano censite ma non avevano dichiarato alcun reddito. L’importo complessivo presunto oggetto di recupero ammonta a 39.335 euro, un dato che fotografa con chiarezza l’impatto del fenomeno sul territorio.
L’attività svolta rientra in una più ampia azione di intelligence amministrativa, basata sull’incrocio tra:
- i dati delle comunicazioni obbligatorie degli ospiti trasmesse alla Questura tramite il sistema “AlloggiatiWeb”;
- le informazioni in possesso degli uffici comunali ai fini dell’applicazione dell’imposta di soggiorno.
Un modello fondato su norme chiare e cooperazione istituzionale
Il “Modello Salento” si fonda su un quadro normativo preciso. Le locazioni turistiche sono disciplinate dal Codice Civile e dalla normativa sulle locazioni urbane, mentre il D.L. 50/2017 ha introdotto una disciplina fiscale specifica per le cosiddette locazioni brevi (contratti inferiori ai 30 giorni). A livello regionale, la Legge Puglia 57/2018 ha introdotto il Codice Identificativo di Struttura (CIS), successivamente affiancato dal Codice Identificativo Nazionale (CIN) previsto dalla Legge di Bilancio 2023.
Elemento centrale del sistema è anche l’obbligo, previsto dal T.U.L.P.S., di comunicare le generalità degli ospiti alle Forze di Polizia. Tali dati, forniti in forma anonima e aggregata all’Agenzia delle Entrate, diventano fondamentali per i controlli fiscali e per il recupero dell’imposta di soggiorno.
I numeri del Salento e il ruolo strategico di Ugento
Nella sola provincia di Lecce risultano oggi censiti nel DMS regionale 28.599 operatori turistici e culturali, di cui oltre 22mila relativi ad alloggi privati. Un dato che evidenzia quanto il fenomeno delle locazioni turistiche sia ormai strutturale e richieda strumenti di governo efficaci.
In questo contesto, Ugento – Comune a forte vocazione turistica – assume un ruolo strategico. La partecipazione attiva al protocollo e la collaborazione con Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate rappresentano un segnale chiaro di attenzione verso un turismo più trasparente, equo e sostenibile.
Non solo sanzioni, ma tutela degli operatori onesti
L’obiettivo del protocollo non è esclusivamente repressivo. Come sottolineato dal Prefetto Manno, contrastare l’evasione significa tutelare gli operatori regolari dalla concorrenza sleale e garantire che le risorse generate dal turismo possano essere reinvestite nel miglioramento dei servizi locali.
«Il “Modello Salento” dimostra che la cultura della legalità economica è un volano di sviluppo, non un ostacolo. Pagare tutti significa garantire servizi migliori a cittadini e turisti», ha dichiarato il Prefetto, annunciando l’estensione del protocollo a tutti i Comuni costieri e a vocazione turistica.
Per Ugento, il percorso intrapreso segna un passo decisivo verso una gestione più moderna e responsabile dell’accoglienza turistica, capace di coniugare sviluppo economico, legalità e qualità dell’offerta.
























































