Colacem Galatina: Sinistra Italiana lancia allarme salute nel Salento
GALATINA (LE) – Le attività industriali dello stabilimento Colacem di Galatina tornano prepotentemente al centro del dibattito per le gravi ripercussioni di carattere sanitario sulle popolazioni residenti nei comuni limitrofi al cementificio. Un rischio cancerogeno elevato, legato alla presenza di metalli pesanti, spinge le associazioni e la politica a chiedere interventi urgenti e non più rinviabili a tutela del diritto alla salute pubblica.
La segnalazione di Sinistra Italiana Salento riaccende i riflettori su una questione annosa che riguarda il territorio salentino. Il rischio cancerogeno, in particolare per l’arsenico e il cromo esavalente, risulterebbe superiore alla soglia di accettabilità. Ulteriori elementi di preoccupazione derivano da analisi indipendenti effettuate su campioni di cemento, che avrebbero evidenziato la presenza di metalli pesanti e sostanze note per la loro tossicità. L’esposizione prolungata a elementi come arsenico, cadmio, nichel, cromo, mercurio e rame può determinare effetti sanitari rilevanti, non solo per malattie oncologiche ma anche per patologie non-oncologiche, coinvolgendo apparato cardiovascolare, endocrino, neurologico e respiratorio.
Un dato particolarmente preoccupante per le comunità del Salento è la particolare vulnerabilità delle fasce pediatriche. A ciò si aggiunge la presenza, in un territorio del circondario Colacem, di un cluster tumorale già segnalato dall’Istituto Superiore di Sanità. Già in passato Sinistra Italiana Salento aveva segnalato la pericolosità dell’impianto e la storia dello stesso, con le battaglie che associazioni e comunità locali, supportate da dati scientifici, hanno sostenuto, testimonia la sottovalutazione della situazione e la necessità di adottare misure urgenti a tutela della salute pubblica.
Per questi motivi, Sinistra Italiana Salento non può che sostenere l’azione del Coordinamento Civico Ambiente e Salute Salento e di ISDE Lecce. Tali associazioni hanno presentato una diffida e contestuale istanza di sospensione cautelare e precauzionale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e del procedimento VIS – Stabilimento Colacem S.p.A.. Secondo i dati emersi, si renderebbe non più rinviabile l’adozione di un provvedimento di fermo dell’impianto. La presenza di un rischio sanitario cancerogeno superiore alla soglia di accettabilità renderebbe infatti necessario l’esercizio dei poteri previsti dalla normativa vigente, con conseguente sospensione in applicazione del principio di precauzione. In tal senso, anche la ASL Lecce ha evidenziato la presenza di un rischio sanitario che deve essere considerato ai fini di un eventuale riesame dell’AIA, richiamando la responsabilità di assumere decisioni autorizzative coerenti con il quadro sanitario emerso.
Sinistra Italiana Salento chiede la convocazione urgente di un tavolo che riunisca tutti gli enti interessati: il Prefetto, la Regione Puglia, la Provincia di Lecce, i Comuni del Salento coinvolti, la ASL Lecce e le Associazioni. L’obiettivo è individuare un percorso comune a salvaguardia del diritto fondamentale alla salute, un diritto che non può essere mai messo in discussione.
La diffida delle associazioni, suffragata da dati scientifici e tecnici, non può e non deve essere solo un atto demandato all’azione giuridica. Deve rappresentare un impegno concreto della politica, in un quadro sempre più allarmante di inquinamento ambientale e di devastazione del territorio salentino, che presenta già i connotati dell’irreversibilità, con gravi e diffuse responsabilità. La difesa dell’ambiente e della salute ha assoluta priorità rispetto a qualsiasi attività e a qualsiasi logica di profitto.

























































