Squinzano, partita a porte chiuse: stop ai tifosi dopo i disordini

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Un duro colpo per i tifosi di Squinzano e non solo. Dopo i gravissimi disordini scoppiati durante l’incontro di calcio tra ASD Squinzano 1913 e Leverano F.C. dello scorso 3 maggio, il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, riunitosi il 5 maggio 2026 sotto la guida del Prefetto di Lecce, Natalino Manno, ha preso decisioni drastiche. La partita in programma il 17 maggio tra ASD Squinzano 1913 e Mesagne Calcio 2020, presso lo stadio di Squinzano, si giocherà a porte chiuse. Una misura necessaria per garantire la sicurezza, come sottolineato anche dal Questore di Lecce.

Il Comitato, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti provinciali delle Forze di Polizia, del Comune di Lecce e della Provincia, ha analizzato quanto accaduto pochi giorni fa. Gli scontri durante la gara contro il Leverano F.C. hanno lasciato un segno profondo, tanto da spingere le autorità a vietare alle tifoserie di entrambe le squadre la partecipazione alle trasferte. Non solo: anche le partite casalinghe delle due società sportive dovranno disputarsi senza pubblico, almeno fino a nuove disposizioni.

Una decisione che pesa come un macigno sull’ambiente sportivo locale. Lo stadio di Squinzano, solitamente animato dal calore dei tifosi, si prepara a vivere un silenzio surreale il prossimo 17 maggio. “È una misura che tutela l’ordine pubblico, ma che dispiace a chi vive il calcio come passione e aggregazione”, si legge tra i commenti raccolti in città. Il Prefetto Manno, con un provvedimento ad hoc, ha voluto mandare un segnale chiaro: la sicurezza viene prima di tutto.

Questo stop forzato ai tifosi arriva in un momento delicato per il calcio salentino, che negli ultimi anni ha spesso dovuto fare i conti con episodi di violenza fuori e dentro gli stadi. La speranza è che misure come questa possano servire da monito, riportando il focus sullo sport e sul rispetto reciproco. Intanto, la comunità di Squinzano si interroga: quanto durerà questo isolamento dagli spalti? E soprattutto, come si può evitare che simili disordini si ripetano?

Restiamo in attesa di aggiornamenti, con l’auspicio che il calcio nel Salento torni presto a essere solo sinonimo di festa e competizione sana. Perché il territorio merita di celebrare le sue passioni senza ombre, ma con la grinta e il cuore che lo contraddistinguono.

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