Oliveti sradicati e agricoltori ridotti alla fame: l’allarme di Italia Olivicola e CIA sulle violenze in Palestina

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La distruzione degli oliveti palestinesi e le continue aggressioni ai danni degli agricoltori in Palestina e in Cisgiordania stanno generando una drammatica emergenza umanitaria ed economica. A denunciarlo con forza sono Italia Olivicola e CIA Agricoltori Italiani, che lanciano un appello affinché la comunità internazionale intervenga per fermare quello che definiscono “uno scempio intollerabile”.

Secondo le testimonianze raccolte nelle ultime settimane, i coloni avrebbero distrutto sistematicamente centinaia di ettari di oliveti, una delle principali risorse di sostentamento per le famiglie palestinesi. Molte piante sono state estirpate durante la guerra; altre, miracolosamente sopravvissute, hanno comunque prodotto olive, ma agli olivicoltori viene oggi impedito di commercializzarle liberamente.

Una situazione confermata anche dall’imprenditore Ziad Anabtawi, intervenuto in audizione presso la Commissione Esteri e Difesa del Senato italiano, che ha descritto in modo lucido e drammatico le difficoltà e le violenze subite dagli agricoltori locali.

Gli olivicoltori italiani sono vicini a quelli palestinesi”, afferma Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola e vicepresidente nazionale di CIA. “Ai nostri colleghi di Palestina e Cisgiordania esprimiamo piena e sincera solidarietà. Chiediamo al Governo italiano, all’Unione Europea e alle democrazie del mondo di intervenire per porre fine a questa immane ingiustizia che affama un popolo intero, distruggendo anche quel poco di speranza economica che deriva dall’agricoltura”.

Sicolo ha rivolto un pensiero particolare al presidente degli olivicoltori palestinesi, Fayyadd Abdul Kareem Fayyadd, membro del Comitato Consultivo del Consiglio Oleicolo Internazionale: “Gli siamo vicini non solo professionalmente, ma anche umanamente”.

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L’appello di Italia Olivicola e CIA si aggiunge alle numerose denunce delle organizzazioni internazionali, che segnalano un peggioramento continuo delle condizioni nei territori agricoli palestinesi. L’olivo, simbolo di pace e radice economica millenaria di queste terre, rischia di scomparire sotto il peso delle violenze e delle restrizioni.

Un dramma agricolo che è, prima di tutto, un dramma umano.

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