È il momento di reagire, di essere Ugento!

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Come in tutte le vicende della vita ed ancor di più nello sport, nel calcio in particolare, ci sono momenti, anche stagioni in cui le difficoltà economiche prim’ancora che gestionali e tecniche affievoliscano la fiamma dell’emozione e della passione per il gioco più bello del mondo. Non giriamoci attorno! I problemi ci sono e vanno affrontati per completare un’annata calcistica molto complicata. Obiettivamente deludente sotto il piano dei risultati. Dopo la gloriosa galoppata che ci ha visti protagonisti nel campionato di serie D, dove per un soffio ci è sfuggita una salvezza che sarebbe stata meritatissima, conquistata sul campo, ci troviamo ora nel campionato di eccellenza a dover lottare per non retrocedere. Un percorso, quello fino al termine della stagione, che si presenta quindi più difficile del solito, ma non impossibile da portare a termine viste le ottime prestazioni dei nostri ragazzi e dello staff tecnico. Non c’è dubbio che qualche punto in più per i ragazzi di mister Manco avrebbe rispecchiato il merito di aver lottato alla grande in gare il cui risultato non è stato evidentemente quello conquistato sul campo. Tuttavia, non è il momento di puntare il dito contro qualcuno! Non è il momento di cercare ed addebitare responsabilità! Ora è il momento di stare uniti, di tirare fuori il meglio possibile, cercando di dare ciò che è necessario per aiutare l’equipaggio ad arrivare in tranquillità ad un approdo sicuro. Ora è il momento della reazione e della responsabilità. Di remare tutti nella stesa direzione! Saranno altre le occasioni in cui dovranno tirarsi le somme, ragionare e capire chi, come e perché abbia sbagliato. Adesso è fondamentale riappropriarsi della passione sportiva smarrita in questi mesi. Tornare la domenica a sostenere i nostri ragazzi, per far risorgere il senso di appartenenza, l’identità sportiva, lo spirito di una comunità che vuole tornare a sognare e ad emozionarsi. La squadra appartiene ad ogni ugentino perché è il simbolo fuori dalle nostre mura di ciò che nel bene e nel male, noi siamo. Rappresenta la nostra città ed esprime la nostra storia ed identità. Ecco perché appartiene a tutti. E tutti dovremmo aiutarla, ognuno secondo le proprie possibilità e disponibilità, ad essere forte, coesa, rappresentativa. In grado di emozionarsi e di emozionare. Di appassionarsi e di appassionare. Non cadiamo nel tranello della critica a prescindere. Del puntare il fucile ora che le cose non vanno bene. È troppo facile salire sul carro dei vincitori e rimanere fermi sull’uscio della porta ad attendere l’errore altrui per attaccarlo senza conoscere e soprattutto a giudicarlo senza averne titolo e diritto, mancando di rispetto a chi con mille difficoltà cerca di mantenere a galla la barca.

Come detto, intanto torniamo al campo la domenica. Portiamo con noi i bambini, un genitore, un nonno od uno zio. Facciamo ritornare magari quell’amico che l’anno scorso era sempre con noi durante le gare del campionato di serie D. Non si possono dimenticare facilmente quelle emozioni adrenaliniche che abbiamo provato scontrandoci con squadre blasonate e molto più forti. Dobbiamo seminare tutti insieme un nuovo orto di passione e di speranza, perché solo chi ci crede vince.

Ecco una nuova “chiamata alle armi”. Ed ora, più di prima, voglio rivolgerla a tutta Ugento. Ad ogni appassionato di calcio. Ad ogni tifoso giallorosso. Ad ognuno che senta nel proprio animo il fervore e l’orgoglio di essere parte di una squadra, il cuore della nostra città. Non possiamo lasciare in bianco le pagine di una storia che abbiamo il dovere sportivo di continuare a scrivere con l’inchiostro dell’appartenenza a questa nostra terra. È un momento complicatissimo? Delicato? Certo che lo è! Solo un pazzo lo metterebbe in dubbio! Ma è nei momenti difficili che una famiglia si aggrega, si unisce, mette da parte rancori ed orgoglio personali e cerca di tracciare un nuovo solco per affrontare il futuro. Dobbiamo fare gruppo! Dobbiamo essere “popolo”! Dobbiamo compiere tutti insieme questo sforzo! È indispensabile e serve l’aiuto di tutti.

Mister Manco e il suo staff, i dirigenti ed i calciatori meritano un altro e diverso supporto perché devono essere sostenuti fuori e dentro il campo. Nelle prossime gare interne dobbiamo essere accanto ad ognuno di loro. Sostenerli. Combattere insieme a loro su ogni pallone, su ogni centimetro di campo per non lasciare spazio e tempo all’avversario. La domenica devono esserci i nostri straordinari ultrà che con il loro ardore e impegno animano le partite rendendo il tutto straordinariamente indimenticabile. Cantano: e tutta Ugento vuole vincere! vincere! Manca quel canto ed a me si stringe il cuore quando vedo quelle gradinate vuote, perché amo la mia Ugento. Amici e tifosi che amate la nostra città, abbiamo il compito di spingerci e spingerli a rialzarsi, per continuare a lottare con la determinazione e il coraggio che abbiamo sempre dimostrato nelle occasioni importanti. In quei momenti in cui si deve decidere se si è dentro o se si è fuori. Dobbiamo farlo! Vi dico che possiamo farlo! Si vince con le risorse economiche, non bisogna essere ipocriti dal negarlo, ma bisogna metterci il cuore, la forza dell’impegno, il sacrificio, il sudore e la capacità di non arrendersi mai perché dobbiamo tornare ad essere noi. Dobbiamo tornare ad essere Ugento!

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