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Galatina, il rito della Taranta rivive nella memoria cittadina per San Paolo

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Oggi, 30 giugno, in occasione del giorno di San Paolo, Galatina ricorda l’antico rito della guarigione dalla Taranta. Una tradizione profonda che si fonde con la preghiera e che ha storicamente reso la città una destinazione terapeutica cruciale per chi cercava sollievo dal morso.

Il rituale, intriso di devozione e mito, prevedeva che il pozzo fosse la meta principale per bere l’acqua e, simbolicamente, espellere il veleno. Seguivano le “zagareddhe”, nastri colorati, e la danza ininterrotta fino all’esaurimento delle energie. Prima ancora, la cura iniziava in ambito domestico, dove si manifestava il malessere, con bagni d’acqua e palliativi per contenere le reazioni isteriche.

Il violino, suonato dagli uomini, scandiva il ritmo che accompagnava l’evoluzione della malattia, in un connubio tra musica e processo di guarigione. Galatina ha sempre rappresentato il fulcro di questa pratica, un punto di riferimento per la comunità colpita dal “tarantismo”.

Questa storia continua a vivere nella memoria collettiva della città, simbolo di un patrimonio culturale e identitario che unisce devozione, mito e tradizione popolare, mantenendo viva la sua rilevanza nel tessuto sociale e culturale salentino.

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