Home Blog Pagina 107

Successo per il 1° Memorial Salvatore Negro: in pista la passione per le auto d’epoca

Una giornata all’insegna della passione, del rombo dei motori e del ricordo. Domenica 18 maggio 2025 si è tenuto con grande successo il 1° Memorial Salvatore Negro, un raduno di auto d’epoca organizzato dal Messapia Automotoclub Storico, che ha visto la partecipazione di una cinquantina di equipaggi provenienti da tutta la regione.

La manifestazione ha preso il via presso la Pista Salentina, dove alcune delle vetture partecipanti si sono cimentate in una coinvolgente gara di regolarità, regalando emozioni e spettacolo agli appassionati presenti e al pubblico collegato in diretta streaming su Ozanews.

Dopo l’attività in pista, gli equipaggi si sono spostati a Lido Marini per un aperitivo presso il Lido Mamirè, momento conviviale e di relax, prima di concludere la giornata con il pranzo presso il Ristorante Teti di Torre Mozza.

Proprio al Teti si è tenuta l’intervista conclusiva a Tonino Benincasa, speaker d’eccezione della giornata e voce ufficiale anche della nostra diretta. Nel corso dell’intervento, Benincasa ha sottolineato l’importanza di eventi come questo, capaci di coniugare passione, memoria e territorio.

Il Memorial Salvatore Negro ha segnato anche la nascita ufficiale di un nuovo club di auto d’epoca a Ugento, intitolato proprio alla memoria di Salvatore Negro. A guidarlo è Pierluigi Negro, figlio di Salvatore, che ha assunto la carica di presidente della nuova associazione, con l’obiettivo di promuovere la cultura motoristica e organizzare eventi di grande richiamo.

Una prima edizione che ha saputo lasciare il segno, tra motori, emozioni e memoria. Il miglior punto di partenza per un futuro fatto di nuove storie su quattro ruote.

Discarica di Ugento, la minoranza del Comune contro la Regione: “Ci chiamano sito strategico, ma è una condanna”

A Ugento la pazienza è finita. Dopo anni di battaglie, promesse disattese e silenzi istituzionali, la minoranza consiliare del Comune ha deciso di alzare la voce con un comunicato che non lascia spazio ai fraintendimenti: la Regione Puglia va avanti come se nulla fosse, incurante delle proteste dei cittadini e dei territori.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la determina AGER del 9 maggio 2025, che non solo conferma la prosecuzione dell’attività della discarica Burgesi, ma la inserisce anche tra i siti “strategici” della programmazione regionale per la gestione dei rifiuti. Parola che, per la comunità, ha il sapore amaro di una condanna.

“Strategico significa che questo sito, nato come discarica di soccorso, rischia di non chiudere mai”, scrivono i consiglieri Ezio Garzia, Giulio Lisi, Fabiola Musarò, Laura De Nuzzo e Tiziano Esposito. “E con esso resteranno anche tutte le conseguenze sanitarie, ambientali e sociali che da anni stiamo denunciando”.


Un ampliamento che il territorio non voleva

La vicenda è nota: la Regione, con la delibera di febbraio 2025, ha deciso di ampliare la discarica di 190.000 metri cubi, giustificando la scelta con la necessità di far fronte alla saturazione del sito di Autigno, a Brindisi. In sostanza, si è scelto di spostare il problema da una parte all’altra della Puglia, senza risolverlo.

Ma per i cittadini di Ugento e dei comuni vicini, questa non è solo una questione tecnica. È la storia di un territorio che da decenni vive all’ombra di una discarica e che vede ogni giorno le proprie richieste di tutela rimanere inascoltate.

“Le proteste, i cortei, gli articoli, gli striscioni sembrano essere stati ignorati. Mentre la popolazione chiede chiusura e bonifica, le istituzioni programmano l’esatto contrario”, si legge nel comunicato della minoranza.


Un tema che brucia è quello della “narrativa dell’emergenza”, usata – secondo la minoranza – per giustificare decisioni prese senza reale confronto con i territori. La discarica di Ugento, nata come “di soccorso”, avrebbe dovuto avere un ruolo temporaneo. E invece, a ogni passo, la prospettiva della chiusura si allontana.

“Ci stanno prendendo in giro da anni. Con parole come ‘emergenza’, ‘soccorso’, ‘necessità’. Ma l’emergenza vera è nella salute di chi vive qui, nella dignità calpestata, nell’arroganza politica che ci tratta come numeri”, denunciano i consiglieri.

Una denuncia che non è solo simbolica: nel Salento, i dati sulle patologie tumorali legate a inquinamento e contaminazioni ambientali sono tra i più preoccupanti della regione. Per questo, la questione della discarica non viene percepita come un semplice problema di gestione rifiuti, ma come una ferita aperta sulla pelle della comunità.


“Ci resta solo la via dei ricorsi”

Nel comunicato, la minoranza esprime anche la delusione per l’assenza di risposte concrete e lancia un appello: l’unica speranza rimasta sono i ricorsi presentati dalle amministrazioni e dai comitati locali.

“Qui non è solo una discarica. È la dignità di una comunità che chiede aiuto”.

Le parole dei consiglieri arrivano dopo settimane di tensioni crescenti. Prima le audizioni in Commissione Ambiente, poi le dichiarazioni del consigliere regionale Paolo Pagliaro che ha accusato la Regione di usare Ugento come merce di scambio per compensare le perdite economiche del gestore. Ora, anche la minoranza prende posizione, a dimostrazione che la questione non è solo tecnica o politica, ma profondamente sociale.

LA NOTA COMPLETA PERVENUTA IN REDAZIONE

DISCARICA DI UGENTO: LA  REGIONE PUGLIA TIRA DRITTO, I CITTADINI  E I TERRITORI RESTANO INASCOLTATI

Mentre i cittadini continuano a opporsi alla discarica e alla sua sopraelevazione, la Regione Puglia procede indisturbata con atti ufficiali che autorizzano non solo un ampliamento di 190.000 mc di rifiuti, ma addirittura dichiarano il sito “strategico”.

Una parola che pesa come una condanna: “strategico” significa che questo sito, nato come discarica di soccorso, rischia di non chiudere mai, trasformandosi in un impianto perenne, con le relative conseguenze sanitarie, ambientali e sociali.

Tutto avviene in silenzio. Le proteste, i cortei, gli articoli, gli striscioni sembrano essere stati ignorati. Mentre la popolazione chiede chiusura e bonifica, le istituzioni programmano l’esatto contrario, lavorando nei documenti alla riconversione dell’impianto e al prolungamento della concessione.

A febbraio Hanno  approvato altri 190.000 metri cubi di rifiuti, una montagna in più.

E nel frattempo? Silenzio. Totale.

I rumori delle proteste, i cortei, le audizioni, gli articoli, gli striscioni ecc.. sono serviti solo a spegnere per un po’ la vergogna, a dare l’illusione che qualcuno ci ascoltasse.

Ci stanno prendendo in giro. Da anni.
Con parole come “emergenza”, “soccorso”, “necessità”. Ma l’emergenza non è nei rifiuti: è nella salute di chi vive qui, nella dignità calpestata, nell’arroganza politica che ci tratta come numeri.
Eppure siamo persone. Famiglie. Bambini.
Siamo quelli che ogni giorno respirano quell’aria e si chiedono se sarà l’ultima senza diagnosi.

Ci viene detto che il sito resterà attivo fino al 2026, ma tutti sappiamo cosa vuol dire “discarica di soccorso”: non finirà mai.

Le speranze sono tutte nei vari ricorsi istruiti dalle varie amministrazioni e dal comitato.

Perché qui non è solo una discarica. È la dignità di una comunità che chiede aiuto.

       I consiglieri comunali di
Minoranza del
Comune di UGENTO

Ezio Garzia, Giulio Lisi, Fabiola Musarò , Laura De Nuzzo , Tiziano Esposito

Il destino di Burgesi: interviene Pagliaro

Non si placano le polemiche attorno alla decisione della Regione Puglia di ampliare la discarica Burgesi di Ugento. Dopo la pubblicazione su Ozanews dell’approfondimento sulla determina n. 122 del 9 maggio 2025 dell’Agenzia Territoriale Ager, arriva secca la reazione del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo de La Puglia Domani e voce storica delle battaglie ambientali del Salento.

Il consigliere di Fratelli d’Italia non le manda a dire e punta il dito contro la Regione e il presidente Michele Emiliano, accusandoli di “svendere il territorio come merce di scambio per compensare le perdite del gestore”.


La dichiarazione di Paolo Pagliaro:

“La Regione Puglia come una pressa compattatrice: schiaccia le proteste dei cittadini come rifiuti, costringendoli a subire la sopraelevazione della discarica Burgesi. Altri 190mila metri cubi di rifiuti da accogliere, nel sito che era stato chiuso perché saturo, sono un pugno non solo per i cittadini di Ugento e dei comuni vicini ma per l’intero Salento, trattato dalla Regione come pattumiera della Puglia.

Lo abbiamo denunciato subito, all’indomani della sciagurata delibera della Giunta Emiliano del febbraio scorso, che ha modificato il Piano regionale dei rifiuti prevedendo la riapertura e l’ampliamento della discarica di Ugento per far posto alla spazzatura indifferenziata che non può più essere conferita nel sito di Autigno al collasso.

Ma c’è di più: la determina del 9 maggio scorso, a firma del direttore generale Ager Pansini, dispone che il gestore presenti all’agenzia regionale rifiuti, entro quindici giorni dalla notifica del provvedimento, una proposta di riequilibrio economico e finanziario della concessione. Il sospetto è lecito: la discarica Burgesi deve riaprire ed essere ampliata perché siamo in pre-emergenza rifiuti o per compensare le perdite finanziarie del gestore, evitando che chieda i danni alla Regione? Su questo chiediamo una risposta chiara e rapida al presidente Emiliano.”


Lo scontro politico e la “pre-emergenza” rifiuti

Pagliaro contesta duramente la narrazione della Regione, secondo cui l’ampliamento della discarica è una misura necessaria per far fronte alla saturazione del sito di Autigno (Brindisi). “Siamo di fronte a una gestione emergenziale cronica, che condanna il Salento a subire sempre i costi ambientali delle inefficienze programmatiche della Regione”, ha ribadito il consigliere, ricordando come nelle due audizioni in Commissione Ambiente sia emersa tutta la contraddittorietà della posizione della giunta regionale.

“Nella precedente audizione, solo due settimane prima, il direttore del Dipartimento Ambiente della Regione aveva negato che la Puglia fosse in emergenza rifiuti. Poi, messa alle strette, l’assessora Triggiani ha dovuto ammettere la verità. Intanto, si va avanti con le decisioni sulla testa dei cittadini”, denuncia Pagliaro.


La questione del riequilibrio economico: compensazione o necessità?

Al centro della contestazione anche il tema del riequilibrio economico-finanziario della concessione, previsto nella determina Ager. Il sospetto avanzato dal consigliere è chiaro: “L’ampliamento della discarica sarebbe una sorta di compensazione per le perdite del gestore, che altrimenti potrebbe rivalersi sulla Regione con richieste di risarcimento”.

Un’accusa pesante che chiama direttamente in causa il presidente Michele Emiliano, al quale viene chiesto un chiarimento urgente.

Un “errore” alla base della riapertura di Burgesi?

Ugento torna al centro del dibattito regionale e territoriale sulla gestione dei rifiuti. La recente determina n. 122 del 9 maggio 2025 dell’Agenzia Territoriale AGER ha di fatto riaperto uno dei dossier più controversi degli ultimi anni: la gestione del centro di selezione e della discarica di servizio/soccorso di Ugento (LE), travolta da errori formali, istanze di riequilibrio economico-finanziario e, ora, anche da un nuovo progetto di riconversione industriale che potrebbe trasformare radicalmente l’impianto.

Ma andiamo con ordine.


L’errore sulla scadenza: un pasticcio amministrativo durato anni

Tutto ruota attorno a un errore materiale protratto nel tempo. Secondo le comunicazioni ufficiali del gestore, la società Progetto Ambiente Bacino Lecce Tre s.u.r.l., la concessione per la gestione dell’impianto era destinata a scadere il 30 ottobre 2024. Una data riportata in tutte le interlocuzioni formali fino a gennaio 2025. Ma, come accertato poi dalla stessa società e verificato da AGER, si trattava di un errore.

La reale scadenza del contratto è fissata al 2 maggio 2026, perché l’atto di collaudo finale dell’impianto è stato emesso il 17 febbraio 2011, e l’esercizio ordinario è ufficialmente partito il 2 maggio 2011, come sancito dal Commissario Delegato per l’emergenza ambientale in Puglia.

La svista è stata comunicata solo il 15 gennaio 2025, insieme alla richiesta urgente di avvio di una procedura di riequilibrio economico-finanziario, sostenendo che l’impianto è stato penalizzato nel corso degli anni da minori quantitativi di rifiuti conferiti rispetto a quelli previsti nel piano economico originario.


L’aggiornamento del PRGRU e la contestata riapertura della discarica

Parallelamente, la Regione Puglia, con la D.G.R. n. 130 dell’11 febbraio 2025, ha approvato un aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani (PRGRU), che riconosce per la discarica di Ugento ulteriori 190.000 mc di volumetrie di abbancamento.

La decisione regionale nasce dall’impossibilità di utilizzare parte delle volumetrie precedentemente previste per la discarica di Brindisi (C.da Autigno), con la conseguente necessità di delocalizzare i flussi verso Ugento, considerato ancora strategico nel sistema regionale per il trattamento dei rifiuti indifferenziati.

La Regione ha quindi programmato la cessazione dei conferimenti al 31 dicembre 2026, ma solo dopo aver utilizzato le nuove volumetrie assegnate.


La proposta di riconversione da TMB a FORSU

In questo contesto, il gestore ha presentato una istanza formale di riequilibrio economico-finanziario che include:

  • Il riconoscimento delle nuove volumetrie come parte integrante del nuovo piano industriale.
  • La proposta di riconversione dell’impianto da TMB (Trattamento Meccanico Biologico) a impianto FORSU (trattamento dell’organico da raccolta differenziata).
  • La richiesta di applicazione dell’art. 13 della L.R. 24/2012 per l’eventuale proroga della concessione, così da ammortizzare i nuovi investimenti.

La riconversione, tuttavia, non è a costo zero. Secondo stime di settore, un intervento del genere, per un impianto delle dimensioni di Ugento, può costare tra 25 e 35 milioni di euro, che il gestore punta a recuperare attraverso un nuovo piano finanziario, contributi pubblici (PNRR, FER, GSE) e una revisione della tariffa al cancello.

AGER, con la determina n. 122, ha formalmente avviato il procedimento, imponendo al gestore la presentazione entro 15 giorni di una proposta dettagliata che tenga conto di questi elementi.


Uno scontro aperto tra programmazione regionale e territorio

La vicenda di Ugento si configura dunque come uno scontro tra la pianificazione regionale e le rivendicazioni di un territorio stanco di subire decisioni calate dall’alto.

Da un lato, la Regione e AGER sostengono la necessità di garantire la continuità del servizio pubblico essenziale di trattamento e smaltimento dei rifiuti, in un contesto emergenziale aggravato dalla ridotta disponibilità di impianti e volumetrie autorizzate.

Dall’altro, il territorio chiede risposte chiare, trasparenza, sostenibilità ambientale e soprattutto una pianificazione condivisa che tenga conto dei diritti delle comunità locali.

La partita è tutt’altro che chiusa. E potrebbe presto arrivare sui tavoli del Tribunale Amministrativo Regionale, dove già si preannunciano ricorsi contro gli atti della Regione e di AGER, con la prospettiva ormai palesata di vedere la discarica di soccorso di Ugento convertita in un impianto di Bio digestione, con la sua chiusura effettiva che inevitabilmente slitterà di almeno altri 20 anni.

DD.-n.-122-del-09.05.2025

Cultura & Catrame per decidere il prossimo sindaco di Ugento

La campagna elettorale prende forma tra vecchi schemi, nuove asfaltature e la ricerca di un cambiamento che tarda ad arrivare

Se dovessimo sintetizzare con due sole parole il clima che si respira a Ugento alla vigilia della lunga e logorante campagna elettorale (inaugurata dalla stessa maggioranza con la pubblicazione dell’opuscolo elettorale Ausentum) queste sarebbero senza dubbio Cultura e Catrame. Due simboli, due strategie, due facce della stessa moneta politica con cui si tenterà di conquistare le chiavi del palazzo di città (che a proposito continua a rimanere chiuso con le 4 frecce).

Al momento, l’unico ad aver ufficializzato la sua discesa in campo è il sindaco uscente, Salvatore Chiga. Una candidatura che più che un annuncio sembra la naturale prosecuzione di un progetto di continuità targato PD e consolidato dal sostegno ormai esplicito di figure come Vincenzo Scorrano e Chiara Congedi. Sarà loro il compito di sventolare la bandiera della Culturaquella cultura finanziata a colpi di contributi pubblici elargiti in modalità diretta e senza gare, sempre agli stessi noti. Una politica clientelare che, se a parole arricchisce il tessuto sociale, nei fatti sembra aver alimentato solo piccole e rumorose enclave di potere, come quelle che a Gemini stanno già facendo intravedere crepe sociali sempre più profonde.

Ma nel teatro politico ugentino c’è un altro protagonista, non ancora ufficializzato, che si prepara a giocare la carta del Catrame. Con tempismo chirurgico, proprio nei prossimi mesi – guarda caso in concomitanza con l’avvicinarsi delle urne – prenderanno il via i lavori di rifacimento del sistema idrico appaltati dall’Acquedotto Pugliese. Migliaia di metri cubi di asfalto fresco pronti a ricoprire strade dimenticate da decenni. Un’operazione di restyling urbano che si preannuncia come la colonna portante della campagna elettorale di chi vorrà presentarsi come il candidato del “fare” e del “sistemare”, tentando di archiviare (abiurandoli) 20 anni di immobilismo targato Massimo Lecci con il profumo – pungente ma sempre efficace – del bitume appena steso.

E poi c’è il terzo incomodo. Quello che ancora non si è svelato, ma che tutti sussurrano nei bar e nei social, pronto a raccogliere le istanze di una cittadinanza stanca, frustrata, marginalizzata da due decenni di politiche di palazzo. Sarà il candidato del cambiamento radicale, il volto della rivalsa di chi è rimasto fuori dall’harem elettorale che, a suon di favori e posti di lavoro, ha governato Ugento più come un feudo che come una moderna democrazia da 30 anni a questa parte.

In tutto questo, però, quello che ancora latita sono le proposte vere, quelle che parlano al cuore e alla testa di una comunità ferita, impoverita, sempre più divisa. La città continua a lamentarsi, le imprese arrancano, il tessuto sociale si sfalda e le periferie restano sbiadite cartoline di abbandono. E mentre si preparano le liste e si scaldano i motori delle promesse, Ugento resta lì, intrappolata nel suo limbo: tra una cultura elitaria che non parla più alla gente e un catrame steso a tappare buche che, forse, sono ben più profonde delle strade che percorriamo ogni giorno.

Forse è tempo che qualcuno cominci a parlare di futuro vero, di visioni condivise, di comunità che si riappropria del suo destino. Ma per ora, il rumore assordante è ancora quello del solito carosello elettorale. Fatto di cultura di facciata, catrame elettorale e la solita lotta per mantenere il piccolo regno degli amici degli amici.

Riccardo Fogli in concerto a Ugento per la festa dei Santi Medici 2025: il comitato punta ancora in alto

Dopo il successo delle edizioni precedenti, che hanno visto esibirsi sul palco dell’Area Mercatale di Ugento artisti del calibro di Noemi, Alex Britti, Umberto Tozzi, Marco Masini, Le vibrazioni, PFM e Michele Zarrillo, la festa dei Santi Medici 2025 conferma ancora una volta la volontà di mantenere altissimo il livello degli eventi musicali gratuiti, annunciando la presenza di Riccardo Fogli.

Il celebre artista, ex voce storica dei Pooh e interprete di successi indimenticabili della musica italiana, si esibirà in concerto gratuito a Ugento domenica 28 settembre 2025, regalando al pubblico una serata di emozioni, grandi melodie e ricordi senza tempo.

L’arrivo di Riccardo Fogli rappresenta l’ennesima dimostrazione dell’impegno concreto e costante del comitato organizzatore, che negli anni ha saputo costruire una proposta artistica variegata, capace di abbracciare target differenti e soddisfare gusti musicali eterogenei. Un equilibrio intelligente tra artisti pop, cantautori, rock band e interpreti iconici della musica leggera italiana, con l’obiettivo di valorizzare la festa non solo come momento religioso e di comunità, ma anche come importante appuntamento culturale e di richiamo turistico per tutto il territorio.

La scelta di alternare artisti contemporanei, come Noemi o Alex Britti, a mostri sacri della musica italiana come Riccardo Fogli o Umberto Tozzi, conferma la sensibilità del comitato nel creare ogni anno una proposta artistica inclusiva e di grande prestigio, contribuendo a rendere Ugento un punto di riferimento nel panorama degli eventi estivi del Salento.

Una scelta vincente, che merita di essere riconosciuta e applaudita, per una festa che continua a crescere e a farsi amare, nel segno della qualità, dell’accoglienza e della tradizione.

Ugento perde i Campionati Italiani di Danze Latino Americane

Una figuraccia nazionale che rischia di avere strascichi pesanti sul piano dell’immagine e delle relazioni istituzionali. I Campionati Italiani di Danze Latino Americane 2025, già assegnati ufficialmente ad Ugento, con tanto di patrocinio comunale e delibera di Giunta, sono stati clamorosamente spostati a Lecce a meno di venti giorni dall’evento.

A comunicarlo, con toni di evidente amarezza e disappunto, è stata direttamente l’Associazione Nazionale Maestri di Ballo (ANMB), che ha denunciato pubblicamente la causa dello spostamento: un incredibile errore organizzativo degli uffici comunali di Ugento che, nonostante gli accordi formali, avevano già dato via libera ad un’altra manifestazione nelle stesse giornate.

Uno scivolone che ha costretto l’ANMB a ripiegare rapidamente su una nuova location, trovata nel prestigioso Grand Hotel Tiziano e dei Congressi di Lecce, struttura già collaudata per eventi internazionali di alto livello. Le date, l’1 e 2 giugno, rimangono invariate, ma a cambiare è la città ospitante, con Ugento che perde così una delle più importanti manifestazioni sportive e culturali del 2025, sia in termini di prestigio che di ricaduta economica sul territorio.

Nel mirino ancora una volta l’assessorato allo Sport, guidato da Enzo Ozza, già da mesi al centro di critiche e contestazioni da parte di numerose realtà sportive locali, che lamentano una gestione approssimativa e poco attenta alle esigenze delle associazioni. A queste voci, da oggi, si aggiunge anche la ferma presa di posizione di una federazione nazionale come l’ANMB e di tanti amministratori di comuni limitrofi e della Provincia, che si sono subito attivati per risolvere l’ennesimo pasticcio ugentino.

Oltre al danno organizzativo, resta la beffa di vedere una manifestazione di caratura nazionale sfilare via dalla città per colpa, come dichiarato dalla stessa ANMB, di una “negligenza grave e inaccettabile”.

Ugento, che avrebbe potuto ospitare centinaia di atleti e famiglie da tutta Italia, mostrando le proprie bellezze e promuovendo l’accoglienza turistica, perde così una vetrina preziosa e si ritrova isolata anche nel rapporto con le istituzioni sportive regionali e provinciali.

La domanda che molti ora si pongono è semplice: chi pagherà per questo scivolone?

Ricevi i nuovi articoli via mail, ogni lunedì.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.