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La bellezza del calcio. Ugento c’è ancora!

Verrebbe da dire alla faccia dei gufi! Che, ahimè, non sono pochi. Contrariamente a quanti ci davano per spacciati, nella gara disputata contro la blasonata Fidelis Andria, l’Ugento Calcio non solo ha brillato per la bellezza di quanto espresso in campo, ma ha anche conquistato una vittoria schiacciante. Costruita con merito, segnando un passo importante verso la salvezza, sebbene, occorre dirlo, la terna arbitrale non sia stata all’altezza della situazione. Accade però che il bel giuoco vinca e venga premiato.

In altre occasioni ebbi a definire Juanito Sanchez il Caravaggio del goal, perché, con il suo “ataque de la cobra”, ha eseguito un calcio di punizione magistrale! Rapido come il colpo del cobra. Bello come i tratteggi di Caravaggio. Un goal dedicato ad un bambino che vede in lui l’idolo di un calcio che ci piace. 

Ciò che contraddistingue la tecnica pittorica del grande artista milanese è la forma tridimensionale che con lo sfruttamento dell’illuminazione riesce a conferire alle sue opere. Osservandole, non possono non cogliersi i volumi dei corpi che improvvisamente emergono dal buio della scena. Solitari protagonisti della sua opera, anche rispetto allo sfondo, spesso lasciato indistinto. Per la realizzazione dei suoi dipinti, Caravaggio era solito posizionare le lanterne in modo che i modelli fossero illuminati solo in parte ed a luce radente: con questo artificio, faceva aggettare, cioè sporgere, dall’oscurità solo specifiche porzioni della scena dipinta, che acquistano in tal modo un rilievo quasi scultoreo. È la luce che plasma le figure. Determina ambienti e situazioni, ed è concepita o come apparizione o come fatto drammatico nell’intensità dei gesti dei personaggi. Se lo spartito è stato scritto con maestria da mister Oliva, tutta la squadra l’ha interpretato magnificamente come a voler dare forma e luce ai sogni, alle speranze, alle emozioni ed alle passioni degli ugentini presenti al comunale di via Taurisano. Giocate di altissimo livello. Sia individuali, in ogni zona del campo giuoco, sia collettive perché non deve mai dimenticarsi che il calcio è uno sport collettivo, inventato dagli inglesi con l’idea di offrire al pubblico uno spettacolo. Ed in effetti, ieri si è assistito ad uno vero e proprio spettacolo sportivo, di quelli che vanno ad aggiungersi alla storia di una realtà sportiva che con enormi sacrifici non molla, va avanti, lotta, non si scoraggia, non si lascia atterrire da comportamenti che nulla hanno a che vedere con la convivialità, lo stare insieme, il voler bene alla propria città.

I soliti detrattori diranno che siamo quintultimi e che non si è ancora fatto nulla. Vero. Altri ancora, che sono poi i peggiori, si travestono con mille maschere per nascondere il disprezzo per la propria città, stando sull’uscio della porta pronti a ridere e a deridere al primo inciampo. I peggiori “indifferenti” per citare qualche glorioso pensatore del passato. Per costoro, non c’è che da provare un’umana pietà.  

Ieri, l’Ugento Calcio ha sonoramente battuto una squadra di alto livello, sia per storia, sia per disponibilità di risorse. L’ha fatto con stile, con il bel giuoco, con la forza dell’impegno e del sacrificio di tutti i giorni. L’ha fatto con l’umiltà di chi ha rispetto dell’avversario. L’ha fatto con la preghiera, perché il Don Benji è sempre al suo, al nostro fianco. La sua parola, il suo sorriso e la sua presenza, sono fondamentali anche nello sport. Il calcio deve unire la nostra comunità, perché è un mezzo fondamentale per la crescita, lo sviluppo sociale ed economico. Godiamoci questo quadro vittorioso. Riviviamo quelle emozioni. Sentiamo nel cuore di appartenere ad una terra straordinaria. Sentiamoci ugentini e geminiani fino in fondo. Anzi fino in cima, direbbe Don Tonino Bello! 

Il calcio è bellezza. Ad essa contribuirebbe un impianto sportivo adeguato ad una serie nazionale, perché Ugento lo merita. Appassioniamoci a questa bellezza. Proteggiamola come bene prezioso perché Ugento c’è ancora e sempre ci sarà! 

Nasce il comitato contro la riapertura della discarica

Nel Basso Salento sta prendendo forma un nuovo fronte di mobilitazione civica contro la riapertura della discarica di Burgesi. Un gruppo di associazioni locali, in particolare della zona di Presicce-Acquarica con la collaborazione di alcune APS di Ugento, sta lavorando alla costituzione del comitato “No Burgesi”, che avrà il compito di organizzare e coordinare la protesta contro il progetto di riattivazione del sito di smaltimento rifiuti.

Nei prossimi giorni è attesa una comunicazione ufficiale che darà il via all’iter formale per la nascita del comitato. L’obiettivo è quello di coinvolgere tutte le associazioni del territorio in un incontro ufficiale, durante il quale si farà il punto della situazione e si stabiliranno le linee guida della battaglia per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

Il modello di lotta che si vuole riproporre è lo stesso adottato nella recente mobilitazione contro il progetto del forno crematorio, un’iniziativa che ha visto cittadini e associazioni unire le forze per difendere il proprio territorio da decisioni calate dall’alto e ritenute dannose per la comunità. Anche questa volta, il comitato intende farsi promotore di una resistenza attiva, che vada oltre le mere dichiarazioni di dissenso, per trasformarsi in un vero e proprio baluardo di difesa contro una scelta politica giudicata inaccettabile.

Le discariche di Burgesi, situate nel comune di Ugento, sono da anni al centro di polemiche per il loro impatto ambientale e per le preoccupazioni legate alla contaminazione del suolo e delle falde acquifere. La politica cittadina, secondo i promotori del comitato, non è stata in grado di garantire una gestione trasparente ed efficace della questione, lasciando spazio a decisioni che vanno a discapito della popolazione e della qualità della vita nel territorio.

“Non possiamo permettere che la salute dei cittadini venga messa in pericolo per logiche economiche e politiche che nulla hanno a che fare con il benessere della collettività”, affermano alcuni attivisti coinvolti nell’iniziativa. “La nostra battaglia è una battaglia di tutti: per questo invitiamo chiunque abbia a cuore il nostro futuro a partecipare attivamente al comitato e a far sentire la propria voce”.

L’appuntamento per l’incontro ufficiale verrà reso noto a breve e rappresenterà il primo passo concreto verso una mobilitazione che si preannuncia intensa e determinata. Il messaggio del comitato è chiaro: “Nessuna sopraelevazione, nessun compromesso! No alla riapertura di Burgesi! La salute non è in vendita”. Un grido d’allarme che il territorio è pronto a far risuonare forte e chiaro

Apre il centro del riuso a Taurisano

Mentre a Taurisano fervono i preparativi per l’inaugurazione del nuovo Centro del Riuso, fissata per sabato 22 febbraio 2025 presso l’Ecocentro di via Miggiano, a pochi chilometri di distanza, Ugento resta ancora fermo al palo. Il centro di riuso presente nell’ecocentro ugentino, che avrebbe dovuto rappresentare un’opportunità di economia circolare e sostenibilità ambientale, continua a versare in uno stato di abbandono e inutilizzo.

L’iniziativa della città di Taurisano, sostenuta da fondi europei e regionali, si propone di offrire ai cittadini un’alternativa concreta allo spreco, consentendo di donare e ritirare oggetti ancora utilizzabili, dai mobili agli elettrodomestici di piccole dimensioni, dai vestiti ai giocattoli. Il Centro del Riuso di Taurisano diventerà così un punto di riferimento per il riutilizzo di beni destinati altrimenti allo smaltimento, promuovendo la cultura della sostenibilità e del riciclo.

L’evento inaugurale, che si terrà alle ore 10:30, segna l’inizio di un percorso virtuoso che potrebbe ridurre sensibilmente la quantità di rifiuti conferiti nelle discariche, in linea con le direttive europee e regionali in materia di gestione sostenibile dei rifiuti.

Di contro, la situazione a Ugento continua a rimanere irrisolta. Il Centro del Riuso locale, progettato dallo studio sigma nel 2018 dopo aver curato la progettazione dell’intero ecocentro, che avrebbe dovuto svolgere una funzione analoga a quello di Taurisano e che invece giace in stato di abbandono nonostante la struttura sia già esistente. Già in passato si è parlato di questa criticità, con numerose segnalazioni da parte dei cittadini e delle associazioni ambientaliste locali, ma ad oggi nulla sembra essere cambiato.

Le motivazioni di questo stallo sono molteplici: dalla mancanza di una gestione chiara, a eventuali problemi burocratici, fino a una scarsa volontà politica nel rendere operativo un servizio che potrebbe apportare benefici concreti alla comunità.

Il confronto tra le due realtà, Taurisano e Ugento, appare dunque impietoso. Da una parte, un’amministrazione che punta sulla sostenibilità e sull’economia circolare; dall’altra, un’infrastruttura lasciata nell’oblio nonostante il potenziale valore per la cittadinanza.

L’auspicio è che l’esempio di Taurisano possa servire da stimolo per rimettere in moto il progetto ugentino, evitando che rimanga solo un’incompiuta tra le tante. Un Centro del Riuso funzionante non è solo una questione ambientale, ma anche un’opportunità sociale ed economica per tutto il territorio. Sarà la volta buona per un cambio di rotta a Ugento?

Ugento celebra Titta Viva: nasce il club “Ugento Giallorossa” a lui intitolato

Ugento si prepara a vivere un evento significativo per la comunità sportiva locale e per tutti gli appassionati di calcio salentino. Il 24 febbraio 2025, alle ore 18:30, si terrà una doppia cerimonia che rafforzerà il legame tra Ugento e il Lecce: l’inaugurazione ufficiale del Club Lecce intitolato a Saverio Sticchi Damiani e, contestualmente, l’intitolazione del già attivo Club Ugento Giallorossa alla memoria di Giambattista “Titta” Viva.

La serata vedrà la partecipazione d’eccezione del presidente dell’U.S. Lecce, Saverio Sticchi Damiani, che sarà presente per il taglio del nastro del club a lui dedicato e per affiancare la famiglia Viva nell’omaggio a una delle figure più iconiche dello sport ugentino.

Il Club Ugento Giallorossa, già operativo da tempo, verrà ufficialmente intitolato a Giambattista “Titta” Viva, ex calciatore del Lecce e simbolo della storia calcistica locale. Viva ha rappresentato una generazione di sportivi cresciuti con la passione per il calcio autentico, distinguendosi anche per il suo impegno nella comunità. Tra i momenti più significativi della sua carriera si ricorda la storica amichevole del 24 giugno 1968 contro il Santos di Pelé, in cui ebbe l’onore di affrontare il leggendario fuoriclasse brasiliano.

L’inaugurazione del Lecce Club Saverio Sticchi Damiani rappresenta un punto di riferimento per tutti i tifosi giallorossi di Ugento, mentre l’intitolazione del Club Ugento Giallorossa a Titta Viva è un tributo al valore sportivo e umano di un uomo che ha lasciato un segno indelebile nel territorio. Inoltre, si discute già della possibilità di dedicare un luogo pubblico alla memoria di Titta Viva, un ulteriore riconoscimento per un concittadino che ha dato tanto allo sport e alla comunità.

Con questa doppia celebrazione, Ugento non solo onora il passato, ma si proietta verso il futuro con entusiasmo, consolidando il legame con il Lecce e con i suoi tifosi in un’annata calcistica ricca di emozioni.

Ora FDI Ugento deve decidere: quale futuro per l’amministrazione comunale?

C’è qualcosa di paradossale nella politica ugentina. Se altrove Fratelli d’Italia rappresenta il partito di governo per eccellenza, qui il suo ruolo appare più ambiguo e contraddittorio. Con l’annessione del Movimento Regione Salento nelle fila del partito di Giorgia Meloni, la pattuglia azzurra si ingrandisce, vantando ora due assessori e due consiglieri comunali. Il problema? Sono consiglieri di minoranza.

In un panorama politico lineare, chi governa è in maggioranza, chi critica sta all’opposizione. A Ugento, invece, Fratelli d’Italia sembra avere un piede in entrambi i campi. Da un lato, con i suoi assessori Enzo Ozza e Alessio Meli, partecipa attivamente alla gestione della città; dall’altro, con i suoi consiglieri Tiziano Esposito ed Ezio Garzia, recentemente confluito dal Movimento Regione Salento, si oppone alla stessa amministrazione di cui fa parte. Un cortocircuito politico che rischia di disorientare elettori e militanti.

Il vero ago della bilancia, tuttavia, resta il Partito Democratico. Il consigliere Vincenzo Scorrano regna sotto l’egida di Massimo Lecci, il grande manovratore che, dietro le quinte, tira le fila della giunta. Un assetto che lascia Fratelli d’Italia sospesa tra il ruolo di scendiletto del PD e la tentazione di un’opposizione più netta.

La questione ora è chiara: Fratelli d’Italia deve decidere. O conferma la sua partecipazione alla giunta, accettandone pienamente le dinamiche, oppure ne esce, ponendosi come forza di alternativa. Continuare a restare in bilico rischia di trasformare il partito in una sigla senza identità, incapace di incidere realmente sulla politica locale.

Ma questa scelta non è solo una questione di coerenza politica, è anche una decisione che potrebbe cambiare gli equilibri del governo cittadino. Se Fratelli d’Italia dovesse uscire dalla maggioranza, l’amministrazione Chiga-Lecci, già fragile e segnata da una gestione traballante, potrebbe subire un colpo decisivo. La perdita di due assessori sarebbe un segnale di sfiducia pesante, tale da minare la stabilità della giunta e aprire scenari di crisi politica, dopo l’addio dello scorso anno dell’ex assessore Venneri e la costante crisi di nervi dell’assessore Chiara Congedi.

Ugento si troverebbe di fronte a un bivio: mantenere uno status quo instabile, dove il partito di Giorgia Meloni partecipa al governo con una presenza contraddittoria, o vedere cadere un’amministrazione che appare sempre più in bilico.

Se la coerenza ha ancora un valore, Fratelli d’Italia deve chiarire il suo futuro a Ugento. Perché governare e contestare allo stesso tempo non solo è incoerente, ma soprattutto inefficace. La scelta che si profila non riguarda solo il destino del partito locale, ma potrebbe segnare la fine dell’attuale amministrazione, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero per la città e i suoi cittadini.

L’Ugento Calcio si prepara ad affrontare la Fidelis Andria

L’Ugento Calcio si prepara ad affrontare la Fidelis Andria nella 25ª giornata del Girone H della Serie D italiana. Il match si disputerà domenica 23 febbraio 2025 allo Stadio Comunale di Ugento, con fischio d’inizio previsto per le 14:30.

Dopo la sconfitta nella difficile trasferta contro l’Ischia Calcio (3-0), la squadra di Mimmo Oliva vuole tornare a far punti e sfruttare il fattore campo per risalire la classifica. La Fidelis Andria, invece, arriva a questo incontro forte di tre vittorie consecutive, compresa l’ultima netta affermazione contro il Nardò.

Per l’Ugento, sarà fondamentale l’apporto dei tifosi di casa, gli unici a poter fare la differenza. L’obiettivo sarà contenere il prolifico attacco avversario e provare a conquistare punti preziosi per allontanarsi dalla zona calda della classifica.

Intanto, nel Girone H non mancano le novità fuori dal campo. La Virtus Francavilla ha ufficializzato un’importante modifica nella propria area tecnica. Gilberto Niccoli, già responsabile del settore giovanile, è stato promosso a nuovo Responsabile dell’Area Tecnica della prima squadra. Niccoli lavorerà in stretta sinergia con il Direttore Generale Orlando e il Vice Presidente Donatiello per gestire la rosa fino al termine della stagione. Questa decisione rientra in una più ampia strategia della società per riorganizzarsi e puntare a un finale di campionato più competitivo.

Al momento, non sono state segnalate altre variazioni nelle panchine delle squadre del Girone H, ma la fase cruciale della stagione potrebbe riservare ulteriori sorprese.

I sostenitori dell’Ugento sono chiamati a sostenere la squadra in questa sfida delicata. L’incontro contro la Fidelis Andria rappresenta un bivio importante per il cammino dei giallorossi in questa stagione. Per chi non potrà essere presente sugli spalti, il match sarà trasmesso in diretta streaming su Tele Sveva.

Sarà una gara da vivere intensamente, con l’Ugento determinato a tornare alla vittoria e la Fidelis Andria pronta a consolidare la propria posizione ai vertici della classifica. Il Girone H continua a regalare emozioni e colpi di scena, dentro e fuori dal campo.

Maxi operazione della polizia: 9 arresti

LECCE – Blitz all’alba della Polizia di Stato di Lecce, che ha eseguito un’operazione di grande rilievo nel contrasto al traffico di droga. Nove persone sono state arrestate in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare: otto sono finite in carcere, mentre una è stata posta agli arresti domiciliari. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di ingenti quantitativi di stupefacenti, detenzione di armi e materiale esplosivo.

L’operazione, che ha visto l’impiego di 60 uomini della Polizia di Stato, ha coinvolto anche esponenti della criminalità organizzata già condannati per affiliazione alla Sacra Corona Unita, storicamente radicata nel capoluogo salentino e con ramificazioni in diversi comuni della provincia.

Le indagini preliminari hanno permesso di accertare l’esistenza di un gruppo criminale operante a Lecce, con una precisa catena di comando. A capo dell’organizzazione figurano M.F. (classe 1969), promotore del sodalizio, e F.M. (classe 1974), considerato l’organizzatore. Secondo gli inquirenti, il gruppo era dedito al traffico e al commercio di ingenti quantitativi di droga, prevalentemente eroina.

L’attività investigativa ha preso il via dall’arresto di un piccolo spacciatore, che ha portato a scoprire una rete ben strutturata. Gli investigatori hanno accertato che il gruppo utilizzava come base operativa un piccolo panificio in città, dove venivano prese le decisioni strategiche. La banda operava con una suddivisione chiara di ruoli, impiegava telefoni criptati e disponeva di depositi sicuri per occultare la droga e le armi.

Nel corso delle indagini, gli agenti hanno sequestrato oltre 60 kg di sostanze stupefacenti. Uno degli episodi chiave dell’inchiesta risale al 20 maggio 2021, quando, durante una perquisizione domiciliare a Lecce, è stato scoperto un deposito di armi e droga. In quell’occasione, la polizia ha sequestrato oltre 54 kg di eroina, diverse armi da fuoco – tra cui un fucile d’assalto AK-47 Kalashnikov – e materiale esplosivo, compreso tritolo, una bomba a mano e ordigni rudimentali completi di inneschi e detonatori. Sono state inoltre rinvenute numerose pistole e passamontagna.

L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Lecce, è stata portata avanti attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, nonché riprese video e pedinamenti. Un lavoro meticoloso, che ha consentito di raccogliere prove schiaccianti a carico degli indagati.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce. L’operazione ha coinvolto gli uomini della Squadra Mobile di Lecce e del Reparto Prevenzione Crimine, con il supporto di unità cinofile e un elicottero del Reparto Volo.

Il contesto investigativo in questione si colloca nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Polizia di Stato sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Lecce volte al contrasto della criminalità organizzata.

È doveroso sottolineare che le misure cautelari sono state disposte nella fase delle indagini preliminari e allo stato delle attuali acquisizioni probatorie e in attesa di giudizio definitivo, le persone oggi ristrette sono da ritenersi presunti innocenti.

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