Home Blog Pagina 212

Nuovi Ausiliari: il decreto del Comune di Ugento

Nuovi Ausiliari: il decreto del Comune di Ugento.

Con DECRETO N. 54 DEL 29/06/2022, il Comune di Ugento nomina ufficialmente i gli ausiliari del traffico per il territorio di Ugento relativi alla stagione 2022.

Gli ausiliari del traffico sono delle figure che hanno dei compiti ben precisi e che forse non tutti conoscono: approfondiamoli insieme

Temuti dagli automobilisti, queste particolari figure, sono preziose nell’ecosistema del traffico urbano. Impariamo a conoscere il loro ruolo e come si diventa ausiliare del traffico.

Innanzitutto il loro ruolo è di “aiuto”, come dice il nome stesso. Non sono infatti agenti di polizia, ma persone che li aiutano nel loro operato. La figura nasce nel 1997.

Ausiliari del traffico: tre tipologie

Non esiste un’unica tipologia di ausiliario del traffico, ma si distinguono in base all’attività svolta:

  • “classico”, è quello assunto dal Comune, con un apposito bando concorsuale. Si tratta di professionisti che dipendono quindi dal Comune, dalla Regione o dalla Polizia Municipale;
  • quelli assunti dalle aziende per il trasporto pubblico;
  • quelli assunti da aziende che gestiscono parcheggi a pagamento.

Non ci sono dei veri e propri requisiti stringenti e particolari per ricoprire questo ruolo. Anche se è importante sottolineare che l’ausiliario, mentre espleta le sue funzioni, è un pubblico ufficiale. Per questo motivo, per ricoprire questo ruolo:

  • è necessario aver terminato la scuola dell’obbligo;
  • avere la cittadinanza italiana;
  • essere maggiorenni;
  • avere la patente B, senza carichi pendenti o misure di prevenzione.

Quali multe possono fare?

I compiti degli ausiliari sono ben delimitati e ridotti, loro infatti possono solo aiutare i vigili, non sostituirli. Per questo motivo non possono fare multe relative alla circolazione dei veicoli ma soltanto controllare i mezzi in sosta e fermata. Solo in questi casi, quando non viene rispettato il Codice della Strada, possono emettere sanzioni. Ecco perché lavorano prevalentemente nei parcheggi a pagamento con strisce blu e in quelli riservati, con strisce gialle.

Le multe che possono fare gli ausiliari sono:

  • quelle che puniscono chi non espone il ticket in un parcheggio a pagamento;
  • quelle per il ticket scaduto;
  • quelle fatte a chi parcheggia in una zona di sosta o in una corsia riservata ai mezzi pubblici.

Gli ausiliari del traffico assunti dal Comune hanno più potere rispetto a quelli che lavorano per le aziende private, che possono svolgere il loro ruolo solo negli spazi di concessione. 

Attenzione: anche gli ausiliari possono chiedere patente e documento di identità agli automobilisti, rientra nelle loro capacità, anche se non sono degli agenti di Polizia.

Alleghiamo il decreto completo

nuovi-ausiliari

ISTAT, Aspetti della vita quotidiana: Ugento si impegna

ISTAT, Aspetti della vita quotidiana (AVQ): Ugento si impegna.

Il Comune di Ugento, con deliberazione N°. 264 Registro Generale DEL 14/04/2022 e N°154 Registro del Settore DEL 22/06/2022 avente per oggetto: INDAGINE MULTISCOPO SULLE FAMIGLIE ‘ASPETTI DELLA VITA QUOTIDIANA – 2022 (AVQ)’ – ACCERTAMENTO E IMPEGNO DI SPESA.

DI DARE AVVIO, quale Comune campione, all’espletamento dei compiti attribuiti dall’ISTAT per l’effettuazione dell’indagine statistica “Aspetti della vita quotidiana 2022 (AVQ)”, di cui alla circolare protocollo n. 0611073/22 del 11/03/2022 assunta agli atti di questo Comune con prot. n. 7914 del 18/03/2022;

DI AFFIDARE l’incarico di rilevatrice ISTAT per l’indagine statistica “Aspetti della vita quotidiana” 2022 (AVQ)” alla Sig.ra Carlucci Valeria, posizionata al primo posto della graduatoria approvata con determinazione n. 636/2021 e in possesso di tutti i requisiti minimi di cui alla citata circolare;

DI DARE ATTO CHE la quota del contributo destinata al Comune sarà liquidata dall’ISTAT al termine della rilevazione, calcolata in base al numero di questionari ritenuti validi e conteggiati dal citato Istituto, e che la somma del contributo spettante al rilevatore sarà quindi retribuita dal Responsabile del Servizio sulla base della nota di liquidazione trasmessa dall’Istat; dando atto che a completamento delle attività di indagine e quantificata con esattezza la relativa spesa, si procederà conseguentemente alla rettifica del su disposto accertamento di entrata;

estratto deliberazione

L’Indagine Aspetti della vita quotidiana, realizzata a cadenza annuale, è condotta su un campione di circa 20.000 famiglie e 50.000 individui.

L’indagine AVQ ISTAT, infatti, fa parte di un sistema integrato di indagini sociali.

Indagini Multiscopo sulle famiglie: queste rilevano le informazioni fondamentali relative alla vita quotidiana degli individui e delle famiglie. Le informazioni raccolte consentono, perciò, di conoscere le abitudini dei cittadini e i problemi che essi affrontano ogni giorno.

Aree tematiche su aspetti sociali diversi si susseguono nei questionari, permettendo di capire come vivono gli individui e quanto sono soddisfatti delle loro condizioni, della situazione economica, della zona in cui vivono, del funzionamento dei servizi di pubblica utilità che dovrebbero contribuire al miglioramento della qualità della vita.

Scuola, lavoro, vita familiare e di relazione, tempo libero, partecipazione politica e sociale, salute, stili di vita, accesso ai servizi. Indagini in un’ottica in cui oggettività dei comportamenti e soggettività delle aspettative, delle motivazioni, dei giudizi contribuiscono, infine, a definire l’informazione sociale.

L’indagine rientra, pertanto, tra quelle comprese nel Programma statistico nazionale, che raccoglie l’insieme delle rilevazioni statistiche necessarie al Paese.

L’Istituto nazionale di statistica, ente pubblico di ricerca, è il principale produttore di statistica ufficiale. Opera in piena autonomia, in continua interazione con il mondo accademico e scientifico. Fondato nel 1926, l’Istituto ha costantemente seguito, misurato e analizzato i fenomeni collettivi e le tappe fondamentali che hanno trasformato l’Italia.

Dal 1989, infatti, l’Istat svolge un ruolo di coordinamento all’interno del Sistema statistico nazionale (Sistan).

Alleghiamo deliberazione completa:

Istat

Rifiuti urbani, sprechi pubblici e common goods

Rifiuti urbani, sprechi pubblici e common goods

Ad oggi non si può certo dire che il servizio di igiene urbana nel Salento e nel nostro territorio in particolare, goda di buona salute. Forse sarebbe più realistico parlare di “stato comatoso” se si considerano i periodi del commissariamento e poi gli anni in cui sul piano politico – istituzionale ci si è limitati a mere battaglie ideologiche, prive di utilità per l’ambiente e soprattutto per i cittadini. Basterebbe sfogliare i quotidiani locali per prendere atto del fallimento del sistema gestionale che ha visto protagoniste tutte le compagini politiche. Contrariamente a quanto titolato nel suo libro sulla storia ambientale del Novecento dal prof. McNeill della Georgetown University, è il caso di dire: “nulla di nuovo sotto il sole”. 

I dati in termini di efficacia, efficienza, economicità e soprattutto trasparenza dell’attuale sistema di gestione dei rifiuti urbani dimostrano che le politiche regionali oltre a non aver risposto alle attese, sono state palesemente difformi alle direttive nazionali ed europee in materia di rifiuti urbani. Tuttavia, pur essendo le Regioni le principali artefici dell’insuccesso gestionale, le soppresse Provincie ed in primo luogo i Comuni hanno con le loro inefficienze ed eccessi di burocratizzazione fornito un apporto non di poco conto. Proprio il Comune continua ad essere ancora oggi una sorta di longa manus nel rafforzamento delle male-bestie sturziane. Su tutte, lo sperpero di denaro pubblico. I numerosi Soloni ambientali a cui la politica locale si è negli anni affidata, talvolta facendogli indossare la doppia veste di “controllore” e “controllato”, oltre a non aver pur a fronte di laute consulenze sortito alcun beneficio per i salentini, hanno determinato un esorbitante aggravamento dei costi di funzionamento, di gestione amministrativa con tutto ciò che nel tempo ne è conseguito sul piano dei contenziosi giudiziari. Il fenomeno della polverizzazione della pubblica amministrazione non fa altro che contornare un sistema di per sé malato, addirittura giunto ormai in uno stadio di irreversibilità. Ed i rifiuti che rimangono nelle nostre case e quelli che vengono vergognosamente abbandonati nei terreni e sulle strade, costituiscono la prova di un fallimento totale.

Il governo dei beni collettivi introdotto dal premio Nobel Elinor Ostrom fornisce utili, se non fondamentali spunti di riflessione, meritevoli di attenzione tanto dai cittadini, quanto soprattutto da parte di coloro che costituirebbero quell’expertise che negli ultimi venti anni ha operato in stretta sinergia con i policy maker. Tanto vincolati ad esigenze pre e post-elettorali, espressione più di mercimonio politico che di una politica al servizio dei cittadini; quanto lontani da visioni strategiche improntate sullo sviluppo sostenibile, sulla crescita eco – solidale ed uguaglianza nel riconoscimento dei diritti sociali, soprattutto dei lavoratori operanti nel settore dei servizi igienico ambientali. 

Un insieme di politiche pubbliche disegnato sull’orizzonte strategico del bene collettivo, dell’interesse generale delle piccole come delle grandi comunità locali, che abbia al centro la persona (consumatore/lavoratore). Di quelle realtà, o come direbbe il prof. Giulio Sapelli, di “quel popolo degli abissi” che con la crisi economica del 2007 sembra non solo incattivirsi, il che è di per sé il segnale di un decadimento psico – sociale ed antropologico, oltrechè etico – morale, ma anche acquisire ulteriore consistenza a causa delle enormi diseguaglianze generate dal capitalismo finanziario. 

A livello comunale prevalgono gli interessi dei pochi, siano essi amministratori locali spesso furbescamente conniventi di un sistema economicamente inceppato, che imprenditori privi di qualsiasi indirizzo etico – morale di matrice olivettiana, interessati esclusivamente al profitto a danno della collettività.

La TARI è una “imposta” che dovrebbe essere elargita dal cittadino sulla base di ciò che egli produce in termini di rifiuto, stimolandolo, all’applicazione dei principi di gestione dei rifiuti: prevenzione, preparazione al riutilizzo, riciclaggio, recupero e smaltimento. Al suo fianco occorrono istituzioni coscienziose e responsabili ed Enti gestionali di beni e servizi collettivi nella forma del “not for profit” (non per profitto!). Nuove forme di politiche pubbliche che si occupino di common goods (beni comuni!). Una strada condivisibile per iniziare a porre le basi del superamento di quel capitalismo finanziario di tal dottrina ordo-liberista dimostratosi disastroso per l’uomo contemporaneo, che ha reso i poveri sempre più poveri ed i ricchi sempre più ricchi. E credo che forse non abbiamo visto ancora abbastanza. L’inflazione galoppante di oggi è solo un segnale di ciò che verrà. 

Ripartiamo da zero. Ripartiamo dall’essere cittadini responsabili. Avremmo risolto metà dei problemi. Il che non è poco. 

C’è anche il mare violato.

C’è anche il mare violato

Nei giorni scorsi è stato presentato il rapporto “Mare monstrum 2022” di Legambiente. Sulla scorta dei dati forniti dal Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, dall’Arma dei carabinieri (in particolare i Comandi Unità forestali, ambientali e agroforestali, Tutela ambientale e transizione ecologica, Tutela del lavoro e Tutela della salute), dalla Guardia di Finanza e dai Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, la prestigiosa associazione ambientalista ha elaborato l’edizione 2022 del rapporto “Mare monstrum, scaricabile sul seguente link: https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/11/Rapporto-Mare-Monstrum-2022.pdf

Il documento prende in considerazione quattro macrocategorie: ciclo illegale del cemento (abusivismo edilizio), inquinamento e rifiuti, pesca di frodo, violazione delle norme sulla navigazione e sul diporto nautico anche nelle aree marine protette. Tale distinzione è importante perché dà la possibilità a tutti di comprendere le tipologie di violazioni ed i danni arrecati al “mare”, che oltre ad essere di tipo amministrativo, il classico “verbale”, riguardano purtroppo quelle azioni e quei comportamenti illegali particolarmente gravi che arrivano a vere e proprie forme di disastro e inquinamento ambientale. La vasta gamma di illeciti amministrativi, meno gravi sicuramente dei delitti ambientali inseriti nel Codice penale, spesso, come accade contro la pesca di frodo, sono l’unica “arma”, assai spuntata, su cui possono contare le donne e gli uomini impegnati nei controlli di legalità in mare e lungo le coste. La constatazione è che non esistono giuridicamente forme di reati tali da poter contrastare tali condotte. In tale contesto si insinuano quelle “forme di neutralizzazione” elaborate da un noto criminologo come David Matza. Sostanzialmente ad ognuno è capitato di dire: “ma non ho fatto male a nessuno lasciando le sdraio e l’ombrellone sulla spiaggia libera!”. Invece è un’occupazione abusiva di area demaniale. Od ancora: “In fondo, che danno ho arrecato al mare anche se ho superato il quantitativo massimo consentito ad un pescatore sportivo?”. Invece è una grave violazione della disciplina sulla pesca sportiva che viene ancor più ad essere aggravata quando il pescato viene venduto in nero ad una pescheria che lo rivende triplicando il prezzo. Ciò che emerge dal rapporto è che la Puglia è terza nella classifica delle regioni italiane per illeciti su mare e coste, con 6.032 infrazioni accertate. Nella nostra regione si commettono sette infrazioni per ogni chilometro di costa. Nella classifica dell’illegalità sul ciclo del cemento (abusivismo edilizio lungo le coste!), la Puglia figura al quarto posto con 2.712 infrazioni accertate, il 9,8% sul dato nazionale, con 10.670 persone denunciate e arrestate e 320 sequestri effettuati. È sconcertante che nel Salento, come noto vanta diverse bandiere blu, vi siano le coste predilette dai paladini del cemento illegale. Un risultato che trova conforto anche nell’ultima relazione annuale sull’abusivismo edilizio della Regione. Il Comune con il maggior numero di pratiche aperte nel 2021 risulta quello di Nardò, con 65 fascicoli. In provincia di Lecce, in un anno, i casi registrati sono saliti del 52%. Nel Gargano, invece, c’è uno degli ecomostri diffusi più devastanti del Paese: il villaggio abusivo di Torre Mileto a Lesina, fatto da migliaia di seconde case senza fondamenta e allacci su una lingua di sabbia che divide il mare dal lago. 

La Puglia si colloca poi al quinto posto per reati legati al ciclo di rifiuti e in genere a fenomeni di inquinamento marino: 1.182 i reati contestati nel 2021, l’8,5% del totale. Per quanto riguarda i reati legati alla pesca illegale, la Puglia guida la classifica generale con 223 tonnellate di prodotti ittici sequestrati (circa 124 tonnellate tra pesce, caviale, salmone, pesce spada e tonno rosso; più di 96 tonnellate di datteri, crostacei e molluschi; 1,8 tonnellate di novellame.

Che fare quindi? Cosa può fare il singolo cittadino? Cosa possono fare le istituzioni? 

Ci sarebbe molto da scrivere per dare delle risposte utili a quesiti così complessi. Personalmente ritengo che occorra comprendere che ognuno deve fare la propria parte. Non chiedere ciò che non gli è dovuto. E soprattutto non pretendere che siano sempre gli altri a dover fare. Forse ha ragione Kennedy nel dire: “Non chiedete cosa può fare il vostro Paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese». Credo che i tempi siano ormai maturi per chiederci, come ugentini in particolare, che cosa ognuno di noi può fare per il nostro straordinario ma martoriato territorio. Bisogna rimboccarsi le maniche per costruire un senso di comunità, riacquistare dignità civica e soprattutto imparare a voler bene a tutto ciò che ci circonda, perché è nostro, ma l’abbiamo preso in prestito.

POSTE ITALIANE NELLE LOCALITA’ BANDIERA BLU DI UGENTO

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa da parte di Poste Italiane.

Le fotografie pubblicate sul profilo ufficiale Instagram dell’Azienda

Ugento, 30 giugno 2022 – Poste Italiane è presente anche nei comuni “Bandiera Blu” della provincia di Lecce. Nelle fotografie pubblicate sul canale ufficiale di Instagram dell’Azienda guidata da Matteo Del Fante, un portalettere viene ritratto mentre consegna la corrispondenza in località Torre San Giovanni; uno dei tre litorali di Ugento che quest’anno sono new entry “Bandiera Blu” insieme a Castro, oltre agli altri comuni salentini premiati: Nardò, Melendugno e Salve.

Il prestigioso riconoscimento viene attribuito ogni anno dalla Fee, (Foundation for Environmental Education) alle località turistiche e alle località costiere europee che soddisfano criteri di qualità relativi a parametri delle acque di balneazione e al servizio offerto, tenendo in considerazione ad esempio la pulizia delle spiagge e gli approdi turistici.

“Ugento è una meta importante per il turismo balneare – commenta Giorgio, portalettere del Centro Distribuzione di Casarano – grazie alla qualità delle acque smeraldine del mare ed ai servizi offerti ai visitatori”.

Insieme al portalettere di Ugento, nei prossimi giorni verranno pubblicati nuovi scatti dagli altri comuni che hanno ricevuto il riconoscimento di Bandiera Blu 2022.

Bandiera Blu di Ugento ma quanto mi costi?

spese bandiera blu

Non si fermano le polemiche sulla recente assegnazione della Bandiera Blu al Comune di Ugento e su quello che questo provvedimento comporta. Abbiamo fatto un po’ di conti per capire il costo effettivo di questa operazione, arrivato a 62 355 euro

Ai 24 mila euro occorsi per la redazione dei moduli atti all’assegnazione della bandiera, vanno infatti aggiunte altre somme di denaro, iniziando dai 10 mila euro per l’incarico tecnico di supporto al RUP per consentire il monitoraggio di tutte le attività e gli adempimenti, compresa la raccolta dati e la redazione degli atti per la candidatura bandiera blu 2023, assegnato al dott. Daniele Arcuri.

Un fatto davvero strano se si considera che lo stesso Daniele Arcuri è protagonista del calendario, con l’organizzazione di due eventi di birdwatching che si svolgeranno il 30 e il 31 agosto. Possiamo solo sperare si tratti di un caso di omonimia, altrimenti ci troveremo di fronte ad uno dei casi di conflitto di interesse più clamorosi di sempre nel nostro comune, con un professionista che si trova ad essere pagato due volte: per organizzare l’evento e per sorvegliare sull’organizzatore dell’evento stesso, in una sorta di sdoppiamento della personalità degno dello studio del miglior allievo di Sigmund Freud.

1960690_ATT_000046732_33828-rup-bandiera-blu-daniele-arcuri

Ma siamo solo all’inizio, perché come già scritto in un precedente articolo, tutti gli eventi inseriti solo in questo calendario costeranno 22 mila euro, anche se nessuno ha ancora ben capito come verranno divisi tra i vari eventi. Bisognerà aspettare di volta in volta le determine di spesa che assegneranno i fondi ai soggetti organizzanti, tra i quali figura ancora una volta la Coop Sociale “indisciplinati” di Racale, con 4 eventi teatrali il 24 e il 29 agosto oltre che il 5 e 7 settembre a Torre San Giovanni.

Naturalmente la bandiera blu ha bisogno di essere esposta e per questo il Comune di Ugento ha provveduto a spendere 1355 euro per l’acquisto di un imprecisato numero di vessilli proprio da FEE ITALIA ONLUS, lo stesso organismo che assegna le bandiere blu. Vessilli che poi, oltre ad essere consegnati ai lidi e alle strutture ricettive, sono stati molto sobriamente appesi ai pali della luce sulle principali rotatorie della litoranea.

1959667_ATT_000046703_33794-acquisto-bandiere-blu

A tutto questo si aggiunge la spesa di 5000 euro per la redazione di un articolo sul tema sulla rivista specializzata “borghi e città magazine”, una rivista così settoriale che purtroppo non siamo mai riusciti a trovare a Ugento.

1959672_ATT_000046704_33795-redazionale-bandiera-blu-su-borghi-ditalia

Il tutto per un totale di 62 355 euro iva compresa.

Sindaco e minoranza: botta e risposta

botta e risposta tra sindaco e lisi

Questa volta non si è fatta aspettare la risposta del sindaco di Ugento alla nota pubblicata ieri da parte della minoranza guidata da Giulio Lisi.

A dimostrazione di come le risposte possano arrivare a stretto giro e a mezzo del tanto vituperato Facebook (ma allora servono i social?!?).

Dalla sua pagina Facebook il Sindaco controbatte a quanto sollevato dalla minoranza scaricando le responsabilità di quanto avvenuto sulla protezione civile e sui vigili urbani. Pubblichiamo per correttezza il testo intero riportando il post originale.

L’iniziativa oggetto di interesse da parte del gruppo consiliare di minoranza “Uniti verso il futuro” e denominata “Alla scoperta del Salento con “Il Giro dei Venti”, conclusasi nella giornata di ieri, nasceva quale competizione amatoriale internazionale finalizzata alla promozione turistica del territorio, nonché sportiva, attraverso lo svolgimento di una gara ciclistica svoltasi tra il 27 Giugno ed il primo luglio 2022 veleggiata con imbarcazioni da diporto.

In sinergia con altri enti locali, la diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca, l’Università del Salento, gli Istituti Superiori quali il Liceo Scientifico Banzi Bazoli di Lecce, il De Pace di Lecce, il Don Tonino Bello di Tricase, il Vespucci di Gallipoli, il Morvillo Falcone di Brindisi, l’istituto Tecnologico Enrico Fermi di Lecce, l’associazione di promozione sportiva ACSI e la Lega Navale, si rendeva possibile far godere a tutti i concorrenti provenienti da più parti, le suggestive bellezze storico – naturalistiche del territorio unitamente ad una traversata tra le acque del Mar Ionio ed Adriatico per raggiungere l’isola di Korfù in Grecia anche con la prospettiva futura di un possibile gemellaggio.

Come corollario all’iniziativa medesima, si prevedeva l’allestimento, nei pressi del Santuario di Santa Maria di Leuca di un villaggio quale punto di attrazione promozionale anche di tutti i comuni partecipanti attraverso la predisposizione di uno stand dedicato.

Proprio per la portata sovra comunale ed internazionale della manifestazione in argomento, la Giunta Comunale riteneva necessario concorrere alla realizzazione dell’ambizioso progetto attraverso la concessione del patrocinio ed il riconoscimento del contributo economico richiesto pari ad euro 10.000,00.

L’iniziativa ha avuto un ritorno mediatico molto significativo, con notizie rese note da riviste specializzate ciclo – velistiche, riprese anche da numerosi emittenti televisive regionale e nazionali.

Per quanto concerne gli aspetti organizzativi afferenti il transito dei ciclisti da Ugento, si evidenzia che, con apposita ordinanza sindacale, era stato attivato il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile con il compito di assicurare il corretto svolgimento dell’iniziativa a tutela della pubblica e privata incolumità e non certo con l’intento di creare disagi alla popolazione che, qualora verificatasi, non abbiamo alcuna difficoltà a chiedere scusa.

Questo però, non può comportare la criminalizzazione di un evento a cui Ugento, quale seconda città turistica della Puglia, non poteva non prendervi parte.

La risposta dell’opposizione non si è fatta attendere, sottolineando come il responsabile del Centro Operativo Comunale sia proprio il sindaco stesso e rilanciando il commento di un comune turista.

BUONGIORNO CONCITTADINI,

IN QUESTA CALDA DOMENICA DI LUGLIO ABBIAMO FATTO COLAZIONE LEGGENDO UN LUNGHISSIMO POST DEL NOSTRO CARO SINDACO, INTITOLATO “COMUNICATO STAMPA”, IN RISPOSTA ALLE NOSTRE PERPLESSITA’ SULLA MANIFESTAZIONE CICLISTICA CHE HA INTERESSATO VENERDI’ IL NOSTRO PAESE.

CITIAMO: “CON APPOSITA ORDINANZA SINDACALE, ERA STATO ATTIVATO IL CENTRO OPERATIVO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE CON IL COMPITO DI ASSICURARE IL CORRETTO SVOLGIMENTO DELL’INIZIATIVA A TUTELA DELLA PUBBLICA E PRIVATA INCOLUMITA’ “ CHI E’ L’AUTORITA’ MASSIMA DI PROTEZIONE CIVILE IN UN COMUNE? IL SINDACO. CHI PRESIEDE IL COC? IL SINDACO.

COME AL SOLITO CAMBIA IL LUPO MA IL VIZIO RIMANE!

EBBENE SI’ PERCHE’ SCARICARE LE RESPONSABILITA’ DELLE PROPRIE AZIONI SU TERZI È UN VECCHIO GIOCO ORMAI CONOSCIUTO E CHE FORSE HA ANCHE UN PO’ STANCATO!

ERA COMPITO DEL PRIMO CITTADINO, QUELLO DI COMUNICARE ALLA POPOLAZIONE L’INTERRUZIONE DEL TRAFFICO, IN DETERMINATE FASCE ORARIE.

VI CHIEDIAMO CARI CITTADINI, COME QUESTA MATTINA IL SINDACO SI È SCOMODATO A SCRIVERE UNA PAPPARDELLA GIUSTIFICATIVA, POTEVA FORSE SCOMODARSI PER SCRIVERE UN MESSAGGIO PUBBLICO CHE CHIAMA “COMUNICATO STAMPA” PER AVVISARE LA POPOLAZIONE DEL DISAGIO AL QUALE SAREBBE STATA SOTTOPOSTA IL GIORNO 1° LUGLIO 2022?

FORSE NON È IMPORTANTE LA VOSTRA VITA QUOTIDIANA COSI’ QUANTO LA SUA FACCIA!

COME PUO’ UN PRIMO CITTADINO DIRE “QUALORA SI FOSSERO VERIFICATI DISAGI” DOVE VIVI SINDACO? COME FAI A NON SAPERE CHE CI SONO STATI DISAGI E LITIGI LUNGO IL PERCORSO? QUALE PAESE AMMINISTRI?

VENIAMO AI 10. 000 EURO.

A QUESTO PUNTO RISPONDEREMO METTENDO UNA FOTO DEL COMMENTO LASCIATO DA UN TURISTA SOTTO IL POST DEL CARO PRIMO CITTADINO, NON SIAMO NOI A PARLARE, NON SONO I CONCITTADINI MA I TURISTI!

QUESTO ABBIAMO CHIESTO, PERCHE’ NON UTILIZZARE LE SOMME DELLA TASSA DI SOGGIORNO PER MIGLIORARE IN PRIMIS L’OFFERTA TERRITORIALE TURISTICA?

PRIMA DI FARE PUBBLICITA’ INTERNAZIONALE, DOVREMMO SISTEMARE IL NOSTRO PAESE PER I CITTADINI CHE CI ABITANO E POI PER I TURISTI, NON SI INVITANO OSPITI IN UNA CASA SPORCA E SENZA SEDIE!

BUONA DOMENICA A TUTTI!

Ricevi i nuovi articoli via mail, ogni lunedì.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.