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Cosa pensano i turisti del nostro paese?

turisti feedback ugento

Oggi abbiamo provato a fare un’interessante esperimento: siamo andati a cercare in giro per la rete un po’ di feedback dei turisti che ogni anno affollano il nostro paese. Ci siamo fermati subito sulla pagina istituzionale del Comune di Ugento, dove ci si è presentato uno spettacolo sconcertante. Turisti, e non solo, che segnalano problemi nel completo disinteresse delle istituzioni, mute difronte a quelle che sono le esigenze di cittadini come tutti gli altri.

La classica lamentela (e quella più diffusa su vari portali) è sul museo ed il castello. In tanti si lamentano della loro chiusura, ma ancor di più quelli che si lamentano dell’assenza di informazioni e del fatto che questi servizi siano regolarmente sponsorizzati su tutti i portali turistici. Insomma, sono tanti a sentirsi presi in giro dal Comune di Ugento. Chi pagherà questo danno d’immagine?

Altra nota dolente è il trattamento che viene riservato “esclusivamente” ai turisti. Non sono pochi, infatti, ad aver notato una differenza di trattamento tra turisti e paesani, non solo da parte delle forze di Polizia Municipale, come evidenziato nel post pubblicato, ma anche da parte degli operatori turistici.

Altra nota dolente è il Parco regionale Litorale di Ugento.

Oltre le lamentele dei turisti, non possono mancare le segnalazioni da parte di cittadini del luogo, in questo caso da Lido Marini.

Il problema è che, nel mondo digitale, i disservizi statali possono anche influire direttamente sulla reputazione delle strutture ricettive. Non sono pochi i casi, infatti, di feedback negativi lasciati su vari portali direttamente sui profili dei vari lidi e hotel (quelli più colpiti da questo fenomeno).

Proprio per tutelare le attività commerciali abbiamo preferito pubblicare integralmente solo questi feedback, già pubblici sulla pagina Facebook di Ugento, ma possiamo assicurarvi che è facile imbattersi in recensioni imbestialite soprattutto se si parla di pulizia del mare, odori e servizi, soprattutto su Google Business.

Il problema fatale è che Google business è attualmente la piattaforma più visitata dagli utenti in cerca di una qualsiasi attività.

Nuovo incendio nella notte. Indagano i carabinieri

Al momento non si conoscono le cause del rogo scatenatosi alcune notti fa (tra il 29 e il 30 ottobre) ad Ugento. Non è esclusa al momento l’origine dolosa.

Ancora fiamme nella notte nel Salento. Erano circa le 2.00, quando, in un deposito edile in Via Palermo a Ugento, per cause ancora da chiarire, ha preso fuoco un furgone, un Fiat Iveco, di proprietà di un 60enne imprenditore del luogo.

Sul luogo sono giunti i Vigli del Fuoco del Distaccamento di Gallipoli, che hanno domato il rogo e con loro anche i militari dell’Arma dei Carabinieri della Stazione locale.

Una volta terminate le operazioni di spegnimenti, gli agenti si sono messi all’opera per compiere tutti i rilievi del caso e stabilire le cause che hanno portato all’incendio.

Utili alle investigazioni potrà essere la visioni dei filmati di eventuali videocamere di sicurezza, non solo quelle private, posizionate in zona.

Le immagini satellitari del deposito dove si è scatenato l’incendio

Prima sconfitta per Ugento Calcio

2-1 è il risultato finale del match tra Ostuni 1945 e Ugento Calcio, valevole per l’8^ giornata del campionato di Eccellenza 2021/2022, girone B.

Ugento è stato meritatamente protagonista di una serie di vittorie lunga 7 giornate che hanno fruttato ai ragazzi un bottino di ventuno punti, trovandosi a punteggio pieno prima della gara e il primo posto in classifica. Ostuni è fermo a 4 punti, terzultima in campionato, che stenta a decollare in questa stagione. Ad arbitrare la gara è il signor Raimondo Giammarco della sezione di Taranto, assistenti Latini e Pareparca della sezione di Foggia.

La partita ha visto prima un’occasione per parte sino al primo gol dei padroni di casa firmata da Marzio, numero 7, dopo una serie di buoni dribling e una conclusione d fuori area che sorprende il numero 1 ugentino alla mezz’ora del primo tempo, che termina con l’Ugento in attacco.

Il secondo tempo si apre con due buone occasioni per i giallorossi che colpiscono anche una traversa, ma il calcio è strano e l’Ostuni colpisce con un’azione profonda sulla sinistra, che vede Marzio sul secondo palo, libero di firmare il 2 a 0 con un tapin a porta vuota, firmando la sua doppietta personale.

Nell’ultimo quarto di partita Ugento ha un colpo d’orgoglio e segna il gol del 2 a 1 dopo una ribattuta del portiere avversario.

Sempre nei minuti finali un episodio che ha fatto discutere, da un calcio d’angolo battuto lungo, sul secondo palo, a seguito di un colpo di testa gli ugentini reclamano un fallo di mano, non concesso dal direttore di gara. La partita si conclude poco dopo con lo stesso risultato.

Polemiche e animi tesi hanno seguito il fischio finale con l’espulsione di Caruso dell’Ostuni e qualche parola di troppo. Resta quello che è un risultato, forse un po’ bugiardo ma che segna la prima sconfitta stagionale.

Highlights prodotta da Salento Television e condivisi dalla pagina ufficiale Ugento Calcio
Classifica aggiornata Eccellenza – Girone B

Una prestazione non all’altezza, queste le parole del tecnico Andrea Salvatore, dove l’Ostuni ha vinto meritatamente con le proprie armi a disposizione, ci sono stati errori individuali che ci sono costati cari ma soprattutto siamo stati deboli mentalmente e siamo caduti nel loro tranello, con le armi a loro disposizione e che fanno parte del gioco del calcio.

I ragazzi di Andrea ci hanno messo il cuore ma non la testa, tanta voglia ma poca serenità, derivata dal fatto che Ugento è una squadra molto giovane con ottime prospettive ma che manca di esperienza.

Questa partita ci serve per crescere, le partite si vincono da quadra e non da singolo, ho visto la voglia di recuperare la gara ma troppo spesso non si giocava da gruppo affidandosi a iniziative personali. É necessario fare un bagno di umiltà

Il tecnico poi si sbilancia nel post gara:

se abbiamo fatto 7 vittorie consecutive un motivo ci sarà, vogliamo giocarcela, se vogliamo dare fastidio al Martina abbiamo bisogno di umiltà e di alzare l’asticella a livello mentale
Video Intervista prodotta da Salento Television e condivisa sulla pagina ufficiale Ugento Calcio.

Un errore discutibile nel finale è stato accettato e la squadra non cerca alibi, resta una grande fiducia da parte del mister verso i suoi ragazzi, consci del fatto di poter migliorare e recuperare quell’esperienza che manca a questo gruppo, necessaria per arrivare in vetta a fine campionato.

Una sconfitta che sarebbe arrivata prima o poi, un passo falso inevitabile, adesso testa alla coppa Italia, umiltà le lavoro le parole d’ordine.

Liberate 60 tartarughe a largo di Torre San Giovanni

liberate 60 tartarughe

Salgono a sessanta le tartarughe nate da un nido trovato a Pescoluse. Merito dei volontari dell’associazione SEATURTLE Watcher in collaborazione con dei tirocinanti dell’Università del Salento.

Lavoro minuzioso e paziente il loro, scaturito da un’operazione durata 80 giorni. È, infatti, di quasi tre mesi fa il ritrovamento di un nido a Posto vecchio, Salve. Monitorate e tenute sotto controllo hanno fatto finalmente capolino lo scorso 26 ottobre e tutta l’operazione è durata ben 72 ore sino all’emersione dell’ultima tartaruga. Necessario l’intervento dei volontari che, consci delle possibili difficoltà delle neonate di raggiungere la libertà, hanno supervisionato l’evento per poterle aiutare nel caso fosse andato storto qualcosa e per massimizzare l’immersione di più tartarughe possibili.

Profondi conoscitori degli ambienti marini e in particolare delle testuggini, il centro di recupero Tartarughe Marine del Museo di Storia Naturale del Salento di Calimera, rappresenta ad oggi una realtà di riferimento per lo studio, la conservazione, ed il monitoraggio delle tartarughe marine dei mari Salentini.

La decisione presa è stata quella di liberare le piccole al largo, poiché le condizioni meteo non risultavano ottimali per una schiusa naturale. La buona riuscita è stata coadiuvata dalla Lega navale di Torre San Giovanni, fornitrice di un gommone che ha permesso ai volontari di raggiungere un luogo consono alla liberazione.

Senza esitazione alcuna le piccole tartarughine hanno preso il largo in cerca della loro strada.

Oltre alla buona notizia bisogna segnalare la presenza di altre uova, l’ultimo nido in attesa, nella zona di Torre San Giovanni. Embrioni vitali ma forse un po’ pigri, dato che ancora non vogliono saperne di schiudersi, ma si sa, le tartarughe sono animali longevi e la sanno lunga su come si passa il tempo.

Eventi come questi sono tutt’altro che rari sulle nostre spiagge e sono importantissimi per la fauna mediterranea.

La tartaruga marina comune è la specie maggiormente presente nella nostra zona ma può capitare che qualche altra faccia un giro in queste acque miti. Da considerarsi il fatto che tutte e sette le specie esistenti nel mondo sono considerate a rischio estinzione, minacciate dalla cattura accidentale e dalla distruzione dei siti riproduttivi.

Per questo motivo il lavoro di questi volontari è lodevole e prezioso allo stesso tempo.

https://youtu.be/tV0VoorbQ-I

Il centro di recupero Tartarughe Marine del Museo di Storia Naturale del Salento di Calimera è raggiungibile su Facebook cliccando sul seguente link: https://www.facebook.com/centrorecuperotartarughemarine.

L’equilibrio marino è a rischio a causa della mano dell’uomo, tuttavia è magnifico sapere che esistono giovani che hanno a cuore il futuro del mondo e di tutti i suoi abitanti, nessuno escluso.

Presi mentre rubavano olive: un arresto e una denuncia ad Ugento

rubavano olive

I carabinieri della stazione di Ugento hanno individuato e bloccato un giovane con alcuni sacchi di juta nella periferia del paese.

In seguito al controllo del 30 enne si è potuto appurare che il contenuto di quei sacchi erano frutto di un furto. Si tratta di 3 quintali di olive, dal valore commerciale di circa 300€. Per l’uomo sono scattati gli arresti domiciliari.

Guai anche per un 56 enne, ritenuto complice del reato, per il quale è scatta la denuncia a piede libero.

E’ stato appurato come i due rubavano olive in località Tursi ad Ugento. La refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario,

I bacini di Ugento in emergenza. Ennesima moria di pesci

moria di pesci
https://youtu.be/4KJNt9MswdA

La segnalazione della moria di pesci giunge dalla pagina Facebook “Monitoraggio bacino Torre San Giovanni” che quotidianamente pubblica foto sullo stato dei bacini di Ugento,

Un fenomeno diventato tristemente periodico, dovuto nella maggior parte dei casi alla mancanza di ossigeno dovuta al ricambio d’acqua nel delicato ecossitema dei bacini, messi in pericolo dalle dighe di poseidonia che, naturalmente, si formano ogni anno lungo i canali di sbocco.

Un problema, quello della moria dei pesci, che provoca enormi disagi anche all’uomo, soprattutto per l’odore nauseabondo che la putrefazione delle alghe emettono. Un’odore poco salubre derivante dall’azoto che si sprigiona nel processo di decomposizione naturale della poseidonia.

Un problema che da anni provoca le lamentele dei residenti oltre a quelle dei turisti e degli operatori turistici, i più colpiti da un fenomeno, che soprattutto nelle calde sere d’estate, impedisce a chiunque di poter godere anche solo di una semplice cena all’aperto in tutto Torre San Giovanni.

Il sistema dei bacini di Ugento è stato un tema affrontato anche in campagna elettorale, con Massimo Lecci impegnato nell’annunciare i lavori che renderanno parte dei canali navigabili. Purtroppo, però, nessuno ha parlato dello stato di salute di questi canali.

Eppure solo 3 anni fa ci fu un fenomeno simile ma con proporzioni ben più imponenti, fatto che costrinse il consorzio di Bonifica Ugento e Li Foggi ad interventi straordinari, per scongiurare un’emergenza che quella volta coinvolse i canali di Torre Pali, con l’intervento di Legambiente, di cui riportiamo la dichiarazione di allora di Giovanni Potenza (al tempo direttore del circolo di Legambiente di Salve)

Non è la prima volta che capita questo grave inconveniente dovuto probabilmente all’occlusione del canale a causa della sabbia accumulatasi nella foce sud.  Il colore verde particolarmente brillante delle acque che si osserva è dovuto alla eccessiva crescita algale, la quale sottrae ulteriore ossigeno e ostruisce meccanicamente le branchie dei pesci. Molti di loro avrebbero cercato la via di salvezza verso il mare e, giunti alla foce occlusa, sarebbero morti. Tuttavia non è escluso che altri batteri dovuti a versamenti illegali abbiano provocato tutto questo

Come si nota il fenomeno sta diventando ciclico e si presenta sempre con i medesimi sintomi.

Che fine ha fatto il centro di aggregazione di Ugento?

ex_consorzio_bonifica_uneto

Sono passati 7 anni ormai da quando l’allora sindaco Massimo Lecci annunciava la realizzazione di un centro di aggregazione presso l’immobile che ospitava il consorzio di bonifica in via Mare.

ecco le sue parole di allora

Aver concluso con successo una procedura così articolata ci consentirà di portare avanti progetti ambiziosi per lo sviluppo sociale ed economico del paese. Per questo sento il dovere di ringraziare sentitamente il direttore dell’Agenzia del Demanio di Puglia e Basilicata, dottoressa Giuliana Dionisio, i suoi collaboratori, dottoressa Roberta Deliddo, geometra Fedele Gentile e per il Comune di Ugento gli ingegneri Leonardo Lieviello, Simona Bramato e Luca Casciaro”.

L’amministrazione spiegò in una nota di aver avviato la procedura per perseguire una serie di opere di pubblico interesse, cioè riqualificare, dal punto di vista urbanistico, un intero quartiere attraverso il recupero della sede dell’ex Consorzio di bonifica e realizzare, all’interno della struttura, un centro di aggregazione. (fonte lecceprima)

Tutto molto bello, peccato che ad oggi, dopo quasi 10 anni dall’avvio della pratica che ha portato il comune di Ugento ad acquisire la proprietà dell’immobile di via Mare, nulla sia cambiato. Anzi no, perchè a ben vedere qualcosa è cambiato, cioè le condizioni dell’immobile stesso, murato per evitare il reiterarsi di occupazioni abusive e diventato ormai un rudere, con il pericolo di crolli potenzialmente pericolosi.

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