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Torre San Giovanni, auto sfonda il dehors dell’hotel Il Veliero

Nella notte appena trascorsa a Torre San Giovanni si è sfiorata la tragedia. Intorno alle 2.30, un’auto, molto probabilmente una BMW di colore scuro, è piombata a forte velocità contro il dehors dell’hotel Il Veliero, abbattendo la staccionata che delimita l’area esterna e distruggendo quattro grossi vasi in cemento.

Fortunatamente non si registrano feriti: i danni sono esclusivamente materiali e, secondo quanto riferito, facilmente riparabili. Ma l’impatto avrebbe potuto trasformarsi in un dramma, se solo in quel momento qualcuno si fosse trovato seduto nei pressi del dehors.

Dopo aver travolto la struttura, l’auto ha continuato la sua corsa, trascinando uno dei vasi distrutti per decine di metri fino all’incrocio successivo, in direzione del bacino Suddenna.

L’intervento dei Carabinieri

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Ugento, che hanno effettuato i rilievi di rito e raccolto le immagini delle telecamere di sicurezza installate nella zona, al fine di risalire all’identità del conducente.

Quello che si è verificato questa notte non sarebbe un episodio isolato. I residenti della zona raccontano di una situazione di pericolo segnalata più volte alla Polizia Municipale: la curva che collega il porto di Torre San Giovanni a via Re Arta viene spesso affrontata a velocità elevata da auto e moto, trasformata di fatto in una sorta di “curva del tamburello” dell’autodromo di Imola.
Testa-coda, frenate improvvise e manovre pericolose non sarebbero rari, con motociclisti che affrontano la curva piegando come se fossero in pista e automobilisti che, tirando il freno a mano, mettono in pericolo sé stessi e gli altri.

Gli appelli rimasti inascoltati

Più volte i cittadini avrebbero chiesto l’installazione di dossi dissuasori, cartelli di pericolo e telecamere di sorveglianza pubblica. Tuttavia, denunciano i residenti, gli appelli sarebbero caduti nel vuoto: la pubblica amministrazione non avrebbe adottato alcuna misura preventiva.

Questo episodio rappresenta l’ennesima conferma di ciò che questo giornale denuncia da tempo: un’area in cui regna una totale anarchia, che si respira non solo a Ugento ma ancor di più nelle sue marine. La totale assenza di controlli sta portando al ripetersi di fenomeni estremi, dettati non soltanto dalla delinquenza, ma anche da una preoccupante mancanza di rispetto per i luoghi e per chi in queste zone ci vive e lavora.

Quello della scorsa notte è dunque l’ennesimo campanello d’allarme di una situazione che rischia di trasformarsi, prima o poi, in tragedia.
La speranza della comunità è che l’episodio convinca finalmente i vigili urbani di Ugento e l’amministrazione comunale a intervenire con urgenza, ponendo rimedio a una criticità che, come dimostra quanto accaduto, non può più essere ignorata.

GRAZIE LAURA

Oggi per Ozanews si apre un nuovo capitolo. Con la comunicazione ufficiale al Tribunale di Lecce, assumo io, Riccardo Primiceri, la direzione responsabile della nostra testata giornalistica, raccogliendo il testimone da mia sorella Laura, che in questi anni ha reso possibile il salto di qualità più importante della nostra storia. È grazie a lei se oggi Ozanews non è più solo una pagina social, ma una testata giornalistica registrata, riconosciuta come fonte di informazione libera, autonoma e credibile.

Sono passati più di tredici anni dal 9 maggio 2012, quando decisi di aprire quella pagina Facebook, con un nome ideato proprio da mia sorella Laura, che voleva essere semplicemente uno spazio di voce e verità per la nostra comunità. Da allora, Ozanews ha attraversato trasformazioni, battaglie, critiche e conquiste. Abbiamo scelto di raccontare i fatti senza piegarci ai silenzi comodi e senza fermarci davanti ai muri di gomma. Abbiamo scelto di denunciare ciò che non andava, di dare spazio a chi altrimenti sarebbe rimasto invisibile, di parlare con coraggio di tutto ciò che riguarda il nostro territorio.

Questa nuova fase sarà ancora più attenta e determinata. Vogliamo affrontare i temi più scottanti del nostro territorio senza paura, con un giornalismo che sappia essere pungente e incalzante nei confronti della politica locale. L’obiettivo è quello di contribuire alla nascita di una vera opinione pubblica consapevole, capace finalmente di voltare pagina dopo vent’anni di oscurantismo, in cui un sistema chiuso ha mortificato le speranze e le competenze di un’intera generazione. Abbiamo visto i nostri coetanei, i migliori talenti di questa terra, partire ed emigrare. Ozanews non può restare in silenzio di fronte a tutto questo: continueremo a raccontare, a denunciare, a proporre alternative.

E i dati ci dicono che non siamo soli in questa battaglia. Nell’ultimo mese i nostri contenuti hanno raggiunto oltre 3 milioni di visualizzazioni e generato 260mila interazioni, pur con una community di appena 15mila follower. Numeri che certificano un tasso di coinvolgimento superiore a quello di molte testate nazionali e che dimostrano quanto la nostra voce sia radicata nel tessuto sociale di Ugento, ma anche sempre più capace di travalicare i confini locali.

Ozanews è e resterà un progetto dal basso. Non abbiamo mai ricevuto un solo euro di finanziamento pubblico, né alcun riscontro o sostegno dal Comune di Ugento. Siamo liberi da ogni condizionamento perché siamo autofinanziati. E lo siamo grazie al contributo prezioso dei nostri sponsor, dei nostri lettori, di chi ci sostiene con donazioni volontarie, di chi ogni giorno legge e condivide i nostri articoli. È questo il nostro vero motore: una comunità che crede nell’informazione libera.

Un grazie speciale va anche a chi, nel corso degli anni, ha collaborato con la nostra testata, portando idee, tempo e competenze. Un grazie sincero a chi collabora oggi con passione e impegno quotidiano. E un invito a chi vorrà farlo in futuro: la nostra redazione è sempre aperta a nuove collaborazioni, contributi e opinioni. Ozanews è una casa collettiva, e continua a vivere e crescere solo se arricchita dalle voci di tutti.

Per questo oggi dico con forza: grazie Laura, per averci portato fin qui.
Grazie a voi, lettori, che siete la nostra vera forza.
E avanti tutta, perché Ozanews è qui per restare, per raccontare e per contribuire a cambiare.

Come sempre: forza Ugento e forza Ozanews.

Riccardo Primiceri

Raccolta solidale di materiale scolastico a Ugento

Raccolta solidale di materiale scolastico

La Protezione Civile di Ugento ha avviato una raccolta solidale di materiale scolastico con l’obiettivo di sostenere le famiglie in difficoltà e garantire ai più piccoli la possibilità di iniziare il nuovo anno scolastico con tutto il necessario.

L’iniziativa nasce dalla volontà di offrire un aiuto concreto e, allo stesso tempo, un segnale di vicinanza verso i veri protagonisti: bambini e bambine, che meritano di affrontare il percorso di studi senza sentirsi esclusi per mancanza di strumenti.

“Ogni quaderno donato, ogni zaino riempito, è una speranza in più per chi sogna un futuro migliore” – ricordano i volontari della Protezione Civile.

Come partecipare alla raccolta

I cittadini potranno donare quaderni, penne, colori, zaini e tutto il materiale scolastico di base recandosi presso la sede della Protezione Civile in Via Monsignor De Razza 15, Ugento.

📅 Periodo di raccolta: dal 30 agosto al 10 settembre
🕔 Orario: dalle 17.00 alle 18.30

La distribuzione del materiale avverrà in collaborazione con i servizi sociali del Comune di Ugento, così da assicurare che l’aiuto arrivi alle famiglie che ne hanno più bisogno.

Un invito alla comunità

La Protezione Civile lancia un appello alla generosità di tutti: “Aiutaci ad aiutare. Nessun bambino deve rinunciare a imparare per mancanza di strumenti. Insieme possiamo riempire gli zaini di opportunità e regalare sorrisi”.

Un piccolo gesto, come donare un pacco di quaderni o un astuccio, può trasformarsi in un grande segno di solidarietà e speranza.

Gemini vive una notte storica: pienone per Antonio Castrignanò

Gemini ha vissuto una serata che resterà a lungo nella memoria collettiva. La festa in onore di Santo Oronzo si è chiusa infatti con un concerto travolgente di Antonio Castrignanò, capace di trasformare Piazza Regina Elena in un palcoscenico vivo e pulsante, stracolmo di persone come forse mai prima d’ora nella storia della frazione di Ugento.

L’artista salentino, reduce dal grande successo alla Notte della Taranta, ha regalato al pubblico un viaggio musicale intenso e autentico, mescolando le sonorità tradizionali della pizzica a arrangiamenti moderni, senza mai snaturarne l’anima. Brani come Nina hanno scatenato un coro collettivo che ha unito centinaia – se non migliaia – di voci, a testimonianza di quanto il repertorio di Castrignanò sia ormai entrato nel cuore di un pubblico vastissimo.

L’atmosfera era quella delle grandi occasioni: piazza gremita fino all’ultimo angolo, strade circostanti affollate, tamburelli che risuonavano tra la gente e soprattutto tantissimi giovani che ballavano e cantavano sulle note della band. Un segnale importante che dimostra come Castrignanò riesca a parlare a più generazioni, rinnovando il fascino della tradizione salentina e rendendola contemporanea e coinvolgente.

La serata conclusiva della festa di San Oronzo, organizzata dalla Pro Loco Beach di Gemini grazie al patrocinio del Comune di Ugento, della Provincia di Lecce e della Regione Puglia, non è stata solo un evento musicale, ma un momento di comunità e identità: un abbraccio collettivo attorno a un artista che ha saputo esaltare le radici del territorio, trasformando Gemini in un epicentro di musica ed energia.

Un successo che, senza timore di esagerare, si candida a essere l’evento dal vivo più partecipato di sempre a Gemini.

A Torre San Giovanni solo il mare

C’è stato un tempo in cui Torre San Giovanni, marina di Ugento, era sinonimo di estate viva e vibrante. Un tempo in cui il suo corso si riempiva di famiglie in passeggiata, i locali faticavano a tenere il passo con le richieste e le serate erano animate da eventi, musica, spettacoli, sagre e iniziative di richiamo che attiravano turisti da tutta la provincia. Oggi, purtroppo, quella immagine appartiene più ai ricordi che alla realtà.

Quest’estate, come mai prima d’ora, la marina ugentina ha mostrato un vuoto evidente. A Torre San Giovanni non ci sono stati eventi, se non un’unica eccezione: il 30 luglio, in Piazza del Porto, si è tenuto l’incontro dal titolo “Il mito dell’italianità all’estero”, organizzato dall’assessorato ai Lavori Pubblici e da quello allo Spettacolo. Un evento interessante, ben strutturato nei contenuti e nella logistica, che avrebbe potuto rappresentare un fiore all’occhiello della programmazione estiva. Peccato, però, che non sia stato promosso con la stessa forza comunicativa riservata ad altre iniziative dell’entroterra, per le quali un consigliere comunale è arrivato perfino a investire risorse personali nella sponsorizzazione di post su Facebook.

Tolto questo episodio, il nulla. Nessun concerto, nessuna rassegna culturale, nessuna sagra capace di richiamare pubblico. Il risultato è stato un’estate spenta, quasi immobile, in una marina che sembra vivere di rendita sulla sua unica, indiscutibile attrattiva: il mare.

Il mare non basta più

Il turismo moderno non è fatto solo di spiagge e acque cristalline. I viaggiatori cercano esperienze, emozioni, momenti di comunità. Vogliono trascorrere le giornate al mare, certo, ma desiderano anche vivere la sera: assistere a concerti, scoprire tradizioni locali, partecipare a feste popolari, lasciarsi sorprendere da un borgo animato. Se questo manca, la destinazione perde appeal, scivola nell’anonimato e smette di essere competitiva rispetto a tante altre località che, al mare, aggiungono una programmazione ricca e continuativa.

Basta una passeggiata sul corso di Torre San Giovanni per rendersene conto. Le luci ci sono, ma la vita manca. Pochi i passanti, ancora meno i consumatori nei bar e nei ristoranti. I commercianti parlano di un calo tangibile, di una crisi che non è più solo percezione, ma realtà quotidiana.

La differenza rispetto a dieci anni fa è abissale. Torre San Giovanni non è più quel polo attrattivo capace di riempire le serate di turisti e residenti. Anzi, quest’anno si è registrata un’ulteriore battuta d’arresto con la cancellazione della tradizionale Fiera della Madonna dell’Aiuto, venuta meno per l’assenza di un comitato organizzatore. Una tradizione che non è stata sostituita, lasciando un vuoto ancora più marcato.

È come se si fosse scelta una strada minimalista, quasi rassegnata: “c’è il mare, e quello basta”. Una convinzione che forse funzionava vent’anni fa, ma che oggi si traduce in un errore strategico gravissimo.

Serve una visione

La questione non è solo di intrattenimento. È una questione di economia, di sviluppo e di sopravvivenza per l’intero territorio. Dopo la xylella, che ha cancellato gran parte dell’olivicoltura e del comparto agricolo salentino, le marine sono rimaste l’unica vera fonte di ricchezza. Senza un turismo solido, capace di attrarre e trattenere visitatori, Ugento rischia di perdere la sua linfa vitale.

Non si può continuare a improvvisare o a pensare che siano le singole associazioni a dover tamponare le lacune della programmazione pubblica. Serve un intervento serio, organico, coordinato dall’alto. Serve un progetto che rimetta al centro Torre San Giovanni e, più in generale, le marine ugentine.

Oggi la sensazione diffusa è che la marina stia lentamente spegnendosi. Ogni estate più silenziosa della precedente, ogni corso più vuoto, ogni fiera saltata lascia cicatrici profonde. L’inversione di rotta non è più un’opzione rimandabile: è una necessità urgente.

Se Torre San Giovanni vuole tornare a essere ciò che è stata, deve recuperare la sua vocazione di luogo vivo, capace di unire mare e cultura, turismo balneare e attrattiva serale. Perché senza eventi, senza vita, senza comunità, il rischio è che resti davvero “solo il mare”. E il mare, da solo, non basta più.

Un incontro casuale che ci insegna tanto: l’esempio di Sant’Angelo per Ugento

Durante una vacanza in Maremma Toscana, con tappa finale nella provincia di Viterbo, ho avuto l’occasione di visitare Sant’Angelo, noto come il Paese delle Fiabe. Un borgo trasformato da un progetto artistico e culturale unico, interamente finanziato con fondi privati e donazioni, senza alcun contributo pubblico. Qui, tra le vie decorate da murales ispirati ai grandi classici delle fiabe, è avvenuto un incontro casuale quanto significativo con Alessandro Chiovelli, uno dei creatori del progetto.

Alessandro ha raccontato una storia toccante, quella di sua sorella Laura, figura centrale e fonte d’ispirazione. Il desiderio di ricordarla per sempre ha spinto lui e la famiglia a sviluppare Sant’Angelo il Paese delle Fiabe, coinvolgendo artisti e street artist da tutto il mondo, in gran parte donne, per celebrare l’arte, la memoria e l’impegno femminile. Ogni murale diventa così non solo un’opera visiva, ma un tributo emozionale che rende immortale la memoria di Laura, trasformando il borgo in un vero e proprio museo a cielo aperto.

La cosa più significativa è che tutto questo è stato realizzato senza alcun finanziamento pubblico, autofinanziandosi grazie a donazioni e contributi privati, dimostrando come la passione e l’iniziativa possano trasformare interi territori e creare esempi concreti di rinascita culturale e sociale.

Tuttavia, mentre a Sant’Angelo si respirava arte e bellezza, a Ugento una semplice richiesta di trasparenza sui fondi pubblici ha scatenato una vera e propria shitstorm nei miei confronti sui social. È importante sottolineare che il sottoscritto non ha mai discusso né messo in dubbio la bontà dell’investimento, né la correttezza con cui i soldi sono stati spesi, né tantomeno la qualità della manifestazione, che anzi è stata definita bellissima.

Al contrario, è sempre stato auspicato che ancora più risorse pubbliche vengano destinate a eventi culturali di questo livello, perché sono occasioni preziose di crescita e valorizzazione del territorio. L’unica domanda posta è stata: quale cifra sia stata stanziata dal Comune per l’evento. Nulla più. Ho voluto poi astenermi dal porre altri quesiti – pur legittimi – su perché i fondi siano stati affidati a quella specifica associazione e con quali criteri sia stata individuata.

Questo perché la questione del finanziamento pubblico è da sempre al centro della mia azione giornalistica. Da anni chiedo maggiore trasparenza sui contributi pubblici concessi con incarico diretto alle associazioni locali, ricordando episodi di cronaca che dimostrano quanto il tema sia delicato. Non ultimo, il caso che ha recentemente coinvolto anche l’ex assessore regionale Alessandro Delli Noci, dove al centro delle contestazioni vi sono proprio determinati finanziamenti ad APS (associazioni di promozione sociale).

Nonostante la chiarezza della mia posizione, numerosi commenti hanno volutamente travisato le parole, attribuendomi concetti mai espressi e tentando di screditare chi aveva semplicemente posto una domanda di trasparenza.

In un mondo dove nulla accade per caso, l’incontro con Alessandro e la scoperta del Paese delle Fiabe, realizzato con passione e donazioni private, diventa un simbolo di ispirazione e credo che non sia un caso che nelle stesse ore a Ugento tirasse una bufera che oggi suona come un monito: la trasparenza nell’uso dei fondi pubblici è un diritto dei cittadini e non deve mai essere percepita come un attacco personale.

Naturalmente, come sempre accade nel nostro paese, il consigliere comunale in questione non ha voluto rispondere alla mia domanda, espressa come cittadino, evidentemente di serie b.

Sciopero degli operatori ecologici dell’Aro Lecce 10

Gli operatori ecologici dell’Aro Lecce 10 incroceranno le braccia il prossimo 2 settembre, dando vita a una giornata di sciopero proclamata congiuntamente da FIADEL, CGIL, CISL e UIL. La decisione arriva dopo settimane di tensioni e segnalazioni inoltrate alle autorità competenti, sia all’azienda Sangalli, che gestisce il servizio, sia ai vertici politici e tecnici dell’Aro.

Le sigle sindacali, in una missiva congiunta, hanno denunciato le condizioni di lavoro “al limite” sotto il profilo igienico-sanitario, una denuncia che era già stata fatta con fotografie che mostrano lo stato dei mezzi e del piazzale utilizzato per il loro parcheggio.

Ma le criticità non si fermano qui: i sindacati contestano anche il mancato pagamento dei buoni pasto relativi ai mesi di aprile, maggio, giugno e luglio, evidenziando come diversi degli impegni presi dall’azienda non siano stati rispettati.

Il malcontento era già emerso chiaramente lo scorso 26 giugno, in occasione di una riunione presso il centro servizi sulla strada Taurisano-Casarano. In quell’occasione, i lavoratori avevano esposto apertamente dubbi e problematiche, chiedendo garanzie sul futuro del servizio e sul rispetto dei loro diritti contrattuali.

Non avendo ricevuto risposte concrete, le sigle sindacali hanno scelto la strada della mobilitazione. Il 2 settembre non solo si terrà lo sciopero, ma i lavoratori daranno vita anche a una manifestazione nei pressi del Comune di Ugento, per rendere visibile alla cittadinanza e alle istituzioni la difficile situazione che stanno vivendo.

Con l’astensione dal lavoro, i sindacati intendono richiamare l’attenzione sulla necessità di garantire condizioni dignitose e sicure, oltre al rispetto degli impegni economici e contrattuali.

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