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Guendalina Club, l’ultimo bacio ad un sogno lungo 28 anni

Dal 1997 il cielo del Salento ha avuto una sua colonna sonora. Era fatta di battiti potenti, di luci che si riflettevano negli occhi della gente, di abbracci sudati sotto la luna. Era la colonna sonora del Guendalina Club, un nome che per quasi trent’anni ha significato estate, libertà, appartenenza.

Lì dove le notti non finivano mai, generazioni intere hanno imparato a ballare, a perdersi e a ritrovarsi. Migliaia di ragazzi e ragazze sono entrati in quel cancello con la leggerezza di chi vuole solo vivere, e ne sono usciti con il cuore più pieno, con un ricordo che non li avrebbe mai lasciati.

Il Guendalina non è stato solo un locale: è stato un tempio della musica elettronica, un luogo di pellegrinaggio per clubber e amanti della notte che arrivavano da ogni parte d’Italia e d’Europa. Dj internazionali, serate leggendarie, l’energia di un dancefloor che sapeva diventare famiglia. Ogni estate aveva il suo inno, ogni alba il suo applauso.

E ora, dopo 28 anni, arriva la notizia che nessuno avrebbe voluto leggere: il 30 agosto 2025 si spegneranno le luci, e quel palco che ha visto passare la storia della nightlife salentina darà il suo ultimo bacio.

Non sarà un addio semplice. Perché il Guendalina è stato il primo bacio per tanti amori estivi, la colonna sonora di viaggi indimenticabili, il rifugio di chi aveva bisogno di sentirsi parte di qualcosa di più grande. È stato un mito, un marchio di fabbrica delle estati salentine, sinonimo di emozioni allo stato puro.

Si dice che presto diventerà un “villaggio della musica”, un nuovo progetto con un’immagine e uno stile diversi, frutto di una visione artistica che guarda avanti. Ma chi ha vissuto il Guendalina così com’era, chi ha visto nascere il sole dietro quel palco con la pelle d’oca e le lacrime agli occhi, sa che nulla potrà mai cancellare la magia di quelle notti.

Il Guendalina non chiude davvero. Resterà inciso nella memoria collettiva come uno dei simboli più luminosi del Salento, un luogo che ha fatto ballare, innamorare, sognare.
E quando il 30 agosto si spegneranno le ultime casse, rimarrà un’unica certezza: il cuore del Guendalina continuerà a battere dentro chi lo ha amato.

Perché certi amori non finiscono.

A Torre San Giovanni nasce Sport & Music Fest 2025

Dal 2 al 7 settembre 2025 Torre San Giovanni ospiterà la prima edizione di Sport & Music Fest, un nuovo format ideato da Spunderati Event e Bros Sport Family che promette di diventare uno degli appuntamenti più attesi dell’estate salentina. Cinque giorni che metteranno insieme sport, musica, arte e cultura in una cornice mozzafiato, quella delle spiagge dorate del Salento.

Il programma sarà ricco e variegato: si partirà con i demo play di beach volley, con la partecipazione di campioni italiani e mondiali sia della nuova che della vecchia scuola. Non mancheranno lezioni aperte di sport, rese accessibili grazie ai pacchetti Open Day, con tariffe agevolate pensate per permettere a tutti di avvicinarsi a queste discipline. Accanto al beach volley ci saranno tante attività multisportive, dal SUP al wakeboard, dalla barca a vela allo slackline, fino al wing foil, electric foil, yoga e yoga SUP, per un’esperienza che mescola adrenalina, divertimento e benessere.

La musica sarà il filo conduttore dell’evento, con artisti regionali, nazionali e internazionali pronti a proporre live set, concerti e jam session. Non si tratterà solo di intrattenimento, ma di un vero e proprio viaggio tra generi e stili musicali, pensato per valorizzare cultura e qualità. A completare il quadro, non mancheranno aree relax, wood camp zone, laboratori artigianali e workshop artistici, per dare spazio alla creatività e alla condivisione.

Sport & Music Fest non nasce solo per intrattenere, ma anche con l’ambizione di diffondere cultura musicale di qualità, promuovere consapevolezza collettiva su temi sociali e diritti e, soprattutto, creare connessione e partecipazione tra le persone. Per partecipare sarà sufficiente acquistare la tessera associativa e approfittare dei pacchetti Open Day dedicati alle attività sportive. Gli organizzatori invitano inoltre a condividere l’iniziativa sui social per contribuire a far crescere una comunità che mette al centro sport, musica e cultura.

Con Sport & Music Fest 2025 il Salento inaugura un nuovo grande appuntamento estivo: sei giorni intensi in cui energia, mare e spettacolo si fonderanno in un’unica esperienza. La prima edizione promette davvero di lasciare il segno.

Il professor Zecca protagonista alla Conferenza Mondiale sui Robot

La World Robot Conference 2025 (WRC), svoltasi a Pechino nel distretto di Yizhuang dall’8 al 12 agosto 2025, ha richiamato l’attenzione del mondo intero sulla robotica e sull’intelligenza artificiale. L’evento ha visto la partecipazione di oltre 2.240 ospiti, 1.555 giornalisti, 1.240 espositori e più di 1,3 milioni di visitatori, confermandosi come una delle piattaforme più influenti a livello internazionale.

Tra i relatori di spicco, accanto a nomi come Rodney Brooks (fondatore di Rethink Robotics), Paolo Dario (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Guang-Zhong Yang (Hamlyn Centre for Robotic Surgery, UK) e accademici di fama mondiale, c’era anche un volto che rende orgogliosa la comunità ugentina: il professor Massimiliano Zecca, docente alla Loughborough University e figlio del dottor Sandro Zecca.

Il professore ha presentato una relazione dal titolo “Il ruolo e le sfide dei robot umanoidi in una società che invecchia”, incentrata su uno dei temi più delicati del nostro tempo: l’invecchiamento della popolazione. Zecca ha evidenziato come il mondo stia affrontando una tendenza demografica senza precedenti, segnata da carenza di manodopera e aumento dei costi sanitari, che rischiano di creare un circolo vizioso fatto di calo della qualità della vita e crescita delle pressioni economiche.

In questo quadro, i robot umanoidi possono rappresentare una soluzione innovativa: strumenti capaci di offrire supporto nella gestione della salute, compagnia interattiva e stimoli per gli anziani. I progressi in AI, hardware e interfacce cervello-corpo hanno già posto le basi per la loro introduzione nelle strutture di assistenza.

Zecca ha però sottolineato che la strada verso una diffusione su larga scala non è priva di ostacoli: restano da affrontare sfide cruciali legate alla fattibilità tecnica, all’accettazione sociale e alla sostenibilità economica. Solo attraverso una collaborazione tra ricercatori, istituzioni e imprese sarà possibile fare dei robot umanoidi un vero sostegno per una società che invecchia.

L’intervento, seguito con grande interesse e applausi, ha confermato il professor Zecca come una voce autorevole nel panorama internazionale della robotica, portando al tempo stesso lustro alla comunità di Ugento, che vede un suo concittadino distinguersi in una delle conferenze più prestigiose del settore.

Tutto pronto a Gemini per la terza edizione di GEMinART il 21 agosto

Tutto pronto per la terza edizione di GeminArt, il festival che il prossimo giovedì 21 agosto trasformerà Gemini, frazione di Ugento, in un palcoscenico a cielo aperto con musica, artisti di strada, teatro e stand gastronomici. Un evento che, edizione dopo edizione, si conferma come uno degli appuntamenti più attesi dell’estate salentina.

«Il format è nato qualche anno fa con altre denominazioni, ma si è sviluppato nella forma attuale due anni fa», commenta il presidente dell’Associazione Culturale Gemini, Massimo Seclì. Un festival che punta sull’arte di strada, ma che «al suo interno sviluppa altre attrattive, dalle postazioni musicali nelle corti al mercato dell’artigianato locale, passando per il museo delle vespe e per il concertone del Canzoniere Grecanico Salentino che festeggia i 50 anni con uno spettacolo speciale». Un’offerta arricchita dagli stand gastronomici e da un percorso di degustazione che «quest’anno si allargherà grazie all’adesione di ben 30 cantine provenienti da tutto il Salento».

«Già dalla prima edizione il festival ha avuto un successone di pubblico e non si riusciva quasi a camminare. Per questo ci siamo allargati sempre di più: quest’anno avremo tantissimi spettacoli con artisti nazionali e internazionali che porteranno discipline come circo, teatro di strada, teatro di figura, acrobatica aerea, teatro fisico e clown», aggiungono Gianluca Marra e Roberto Schiavone, artisti di strada che curano la direzione artistica della manifestazione. Un lavoro reso possibile anche grazie alla collaborazione dei residenti: «Ringraziamo i cittadini di Gemini che ci hanno aperto le loro corti durante i sopralluoghi. Vi aspettiamo numerosi, ma arrivate presto: gli spettacoli iniziano alle 20.30 e i posti sono davvero pochi».

Per il sindaco di Ugento, Salvatore Chiga, GeminArt è soprattutto un’occasione di comunità e di promozione del territorio: «È anche un ritrovarci attorno alle enogastronomie locali. Devo ringraziare l’associazione culturale per l’impegno, ma anche l’amministrazione comunale che quest’anno ha dato un contributo importante. Gemini è una piccola realtà e una manifestazione di questo calibro fa sì che turisti e cittadini siano super contenti».

Il borgo, dunque, è pronto ad accogliere migliaia di visitatori che potranno vivere una notte di spettacoli, musica e sapori tipici nel cuore del Salento.

Il promontorio di Pazze si sta sgretolando sotto il peso dell’incuria

La piccola spiaggia ai piedi del promontorio di zona Pazze, a Torre San Giovanni, non esiste più. La costa arretra, la falesia si sgretola e sotto l’erosione inarrestabile si nascondono pericoli reali per chiunque decida di avvicinarsi, ignaro del rischio. È questo il quadro drammatico che Ozanews denuncia da anni, e che oggi torna tragicamente attuale.

Già tre anni fa ci eravamo occupati della zona di Fontanelle, tra Torre San Giovanni e Torre Mozza, quando le spiagge sembravano ancora integre. All’epoca il fenomeno dell’erosione costiera era sotto gli occhi di pochi: oggi quelle stesse spiagge sono ridotte a lembi di sabbia, incapaci di garantire sicurezza o attrattiva turistica. Il caso di Pazze rappresenta un esempio lampante di ciò che potrebbe accadere altrove se non si interviene subito.

Il promontorio, parte del Parco Litorale di Ugento e sottoposto a vincoli ambientali, appare oggi trascurato e vulnerabile. I vincoli, pur essendo chiari, non vengono rispettati né vigilati con continuità, e questo favorisce un degrado rapido e pericoloso. L’erosione ha già cancellato la spiaggia e continua a scavare nella costa, con crolli che rappresentano un rischio concreto per turisti e bagnanti.

A peggiorare la situazione, ci sono arrivate numerose segnalazioni sull’uso scellerato che si fa del promontorio nella totale assenza di controlli. Turisti sempre più maleducati e irrispettosi dell’ambiente hanno occupato la falesia con comportamenti rischiosi, arrivando persino a installare gazebo su lastre delicate di roccia, come documentato in video condivisi sui social. Queste pratiche non solo accelerano l’erosione, ma rappresentano un pericolo reale per chi frequenta la zona.


Non si tratta di un problema isolato. Anche in altre marine salentine, da Porto Cesareo a Torre Lapillo, da Gallipoli al litorale di Baia Verde, la costa arretra e le dune naturali spariscono. Interventi concreti sono possibili: ripascimento delle spiagge, frangiflutti e barriere sommerse, rinaturalizzazione delle dune con vegetazione autoctona. Ma ogni sforzo rischia di essere vano senza un controllo costante e capillare del territorio.

Ed è qui che entra in gioco la Polizia Municipale di Ugento. La tutela e il monitoraggio della costa spetterebbero alle autorità locali: senza vigilanza, i rischi diventano reali. Un crollo può avere conseguenze gravissime per le persone, generando responsabilità legali e danni all’immagine del territorio, che vive quasi esclusivamente di turismo. Ogni incidente rappresenterebbe una perdita economica diretta e una ferita difficile da rimarginare per il comune. Una tragedia annunciata che avrebbe precise responsabilità, con nomi e cognomi di dirigenti chiamati a rispondere dei danni.

Agire subito è indispensabile. Non solo per proteggere vite umane, ma anche per preservare un patrimonio naturale e turistico che rischia di scomparire. Il promontorio di Pazze si sgretola, e con esso potrebbe scomparire un angolo di Salento unico al mondo. L’azione delle istituzioni non può più aspettare: sicurezza, tutela ambientale e interventi concreti devono partire ora, prima che sia troppo tardi.

Otranto, la Guardia Costiera libera porzioni di spiaggia occupate abusivamente

Intervento deciso della Guardia Costiera di Otranto per restituire ai cittadini e ai turisti tratti di spiaggia libera occupati senza autorizzazione.
Durante un’operazione mirata alla repressione di abusi demaniali, i militari hanno individuato un’azienda autorizzata al noleggio di attrezzature balneari che, in violazione delle norme, aveva collocato ombrelloni e lettini su un’area di spiaggia libera senza la richiesta preventiva da parte dei bagnanti.

Al momento del controllo, il titolare aveva già predisposto le attrezzature, nonostante l’assenza di clienti, occupando arbitrariamente lo spazio destinato alla pubblica fruizione. L’area è stata immediatamente sgomberata e le attrezzature sottoposte a sequestro preventivo. L’uomo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per occupazione abusiva di area demaniale marittima.

La Guardia Costiera ricorda che, come stabilito dal Servizio Demanio e Patrimonio della Regione Puglia, nessun esercente può occupare porzioni di spiaggia libera con le proprie attrezzature prima dell’effettivo utilizzo e della consegna al cliente. Qualsiasi collocazione preventiva, se non autorizzata, è da considerarsi abusiva.

L’operazione rientra nella campagna nazionale “Mari e Laghi Sicuri 2025”, che impegna le Capitanerie di porto nella tutela della sicurezza dei bagnanti e nel rispetto della legalità sulle spiagge italiane.

Turismo canino: un’altra occasione persa per Ugento

Una lettrice ci ha scritto su Instagram raccontando la sua esperienza alla Bau Beach di Torre Mozza: un tratto di appena 150 metri, stretto, non pianeggiante e difficile da raggiungere, dove i proprietari di cani devono arrangiarsi per trovare spazio senza disturbare altri animali o bagnanti.
«Ho un cane considerato razza pericolosa, ma è dolcissimo. Lo gestisco con attenzione, porto sempre i sacchetti e non lo lascio avvicinare a nessuno senza consenso. Eppure — racconta — devo fare i conti con l’idea che, in un territorio ricco di spiagge, chi viaggia con il proprio amico a quattro zampe abbia solo questo piccolo angolo poco accogliente».

Questa testimonianza non è isolata. E apre un tema che riguarda non solo la vivibilità delle nostre spiagge, ma anche l’economia turistica di Ugento.


Il turismo cinofilo: un mercato che non è più una nicchia

Secondo i dati più recenti, il turismo “pet-friendly” in Italia vale circa 360 milioni di euro l’anno solo per la parte legata alle vacanze. Se allarghiamo lo sguardo alla pet economy nel complesso — prodotti, alimentazione, cure, servizi — si superano i 6,8 miliardi di euro di spesa annuale.
Il comparto è in forte crescita: tra il 2023 e il 2030, il fatturato dei servizi per animali in Italia passerà da 628 milioni a oltre 1,1 miliardi di euro, con tassi annui vicini al 9%. Anche il segmento dei viaggi con animali è in espansione: +9,4% previsto nei prossimi cinque anni.

Un numero che parla da solo: quasi una famiglia italiana su due possiede un cane e una quota significativa sceglie le vacanze in base alla possibilità di portarlo con sé. Non si tratta più di una “nicchia”, ma di un target turistico a pieno titolo.


Gli altri paesi investono e promuovono, Ugento resta indietro

In Puglia esistono lidi e stabilimenti che hanno fatto del turismo cinofilo un punto di forza. Eden Salento Agri Beach, SoleLuna Lido Bau Beach, Lido Coiba e Santos Bau Beach sono solo alcuni esempi di strutture che, oltre ad offrire spazi ampi e ben curati, hanno costruito attorno a sé un’immagine riconoscibile, facendo promozione sui social, partecipando a fiere del settore e inserendosi nei circuiti nazionali delle destinazioni pet-friendly.

Ugento, al contrario, pur avendo coste tra le più belle del Salento, sembra non voler sfruttare questa opportunità.
La Bau Beach di Torre Mozza non solo è ridotta e poco accessibile, ma non è adeguatamente segnalata né pubblicizzata. Non esiste un piano di marketing turistico che punti su questa risorsa, così come manca una strategia complessiva di promozione del territorio — un problema che si ripete in altre aree: dalle attività culturali alle manifestazioni sportive, passando per le eccellenze gastronomiche.

Quest’estate a Ugento non sta andando bene. I numeri sono impietosi: per la prima volta in vent’anni, i dati turistici segnano un calo netto, in contrasto con le parole di soddisfazione espresse dalla politica e dalla propaganda dell’amministrazione comunale.
Già lo scorso anno si preferì presentare dati evidentemente fallati piuttosto che affrontare con serietà la dura realtà dei fatti.
Il problema è strutturale: Ugento ha sempre più difficoltà ad attirare turisti, e il calo di quest’anno lo conferma.

In questo contesto, la pet economy sarebbe potuta essere un’ottima leva per mitigare l’impatto della crisi: un settore in crescita, capace di intercettare un target specifico e fidelizzato. Un’occasione, però, lasciata cadere nel vuoto dalla politica ugentina, che continua a mostrarsi forte solo nella propaganda e nella poesia, debole nella programmazione e nei risultati concreti.


Un’occasione per il turismo, il decoro e l’immagine della città

Estendere e attrezzare adeguatamente le spiagge per cani significherebbe:

  • intercettare un flusso turistico disposto a spendere di più per servizi dedicati;
  • migliorare il decoro urbano e la gestione degli spazi pubblici;
  • dare un’immagine moderna, accogliente e al passo con le tendenze del mercato;
  • fidelizzare visitatori che, trovandosi bene, tornerebbero ogni anno.

Le spese di realizzazione sarebbero contenute rispetto al ritorno economico e di immagine. Basterebbero aree ombreggiate, punti d’acqua, docce per cani, cestini e cartellonistica multilingue, oltre a una campagna di promozione mirata.

Il problema non è solo “quanto” spazio dare ai cani e ai loro padroni, ma come si pianifica lo sviluppo turistico. Ugento paga una cronica mancanza di programmazione e di comunicazione: mentre i comuni vicini puntano su brand forti e iniziative mirate, qui le risorse restano frammentate e sottoutilizzate, se non per i soliti affidamenti diretti destinati sempre e solo alle solite associazioni.

In un contesto in cui il turismo è sempre più segmentato e specializzato, ignorare il pubblico pet-friendly significa rinunciare a una fetta importante di presenze e di fatturato.

E la domanda finale è inevitabile: quanto tempo dovrà ancora passare prima che Ugento inizi a valorizzare davvero ciò che ha, invece di lasciare che siano altri a farlo?

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