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A Taurisano assegnazione gratuita di piante tolleranti alla Xylella

Il Comune di Taurisano lancia una concreta iniziativa per il rilancio dell’agricoltura locale e il recupero del paesaggio olivicolo devastato dalla Xylella fastidiosa. È stato infatti pubblicato un avviso pubblico per l’assegnazione gratuita di piante di olivo certificate, resistenti al batterio che ha stravolto l’identità agricola del Salento.

L’obiettivo è duplice: da un lato promuovere il ripristino produttivo dei fondi agricoli colpiti, dall’altro stimolare una nuova stagione di sviluppo sostenibile legata all’olivicoltura.

Le piante distribuite

Le cultivar messe a disposizione – Leccino, FS17 (Favolosa), Lecciana e Leccio del Corno – sono attualmente considerate le più tolleranti alla Xylella. Ogni pianta, con altezza minima di un metro, sarà accompagnata da un cartellino-sigillo che attesta certificazione genetica, sanitaria e tracciabilità.

A chi è rivolto l’avviso

Possono presentare domanda i proprietari o conduttori di fondi agricoli situati nel territorio comunale e in possesso di fascicolo aziendale. L’iniziativa è a titolo gratuito, ma i beneficiari dovranno impegnarsi a mettere a dimora le piante, curarle e mantenerle secondo le buone pratiche agronomiche.

L’assegnazione prevede un minimo di 20 e un massimo di 150 piante per beneficiario, con criteri di selezione basati su età del richiedente, tipologia del titolo di possesso e superficie agricola disponibile.

Scadenze e modalità

Le domande devono essere presentate entro l’11 luglio 2025, consegnandole a mano presso il protocollo comunale oppure inviandole via PEC all’indirizzo:
📧 comune.taurisano.le@pec.rupar.puglia.it

Alla richiesta andranno allegati:

  • copia del documento d’identità,
  • documentazione attestante il possesso o uso dei terreni (valida almeno 6 anni),
  • fascicolo aziendale,
  • eventuale nulla osta del proprietario per terreni non in proprietà.

Corsi e controlli

L’iniziativa prevede anche momenti formativi per i beneficiari, al fine di garantire il corretto attecchimento delle piante. Il Comune si riserva la facoltà di effettuare controlli e sopralluoghi per verificare l’effettiva realizzazione degli impianti e il rispetto degli obblighi assunti.

Questa misura, in linea con quanto richiesto da agricoltori e cittadini colpiti duramente in questi anni dalla crisi olivicola, rappresenta un’opportunità concreta per ripartire, nel segno della biodiversità, dell’agricoltura sostenibile e della rigenerazione del paesaggio rurale.


📥Qui è possibile scaricare il modulo di partecipazione all’avviso pubblico:

Delli Noci si dimette. Raone prende il suo posto

BARI – 11 giugno 2025 Con un lungo post pubblicato questa mattina, Alessandro Delli Noci ha annunciato le sue dimissioni irrevocabili sia da assessore allo sviluppo economico sia da consigliere regionale della Puglia, poco prima di affrontare il primo interrogatorio di garanzia, a seguito della richiesta di misure cautelari avanzata dalla Procura nei suoi confronti.

Una decisione forte, accompagnata da parole cariche di emozione e dolore:

“Lo devo alla serenità della mia famiglia, ai miei figli, alla mia comunità politica e al Presidente Emiliano. Aspetto che la giustizia faccia il suo corso con fiducia, certo della correttezza del mio operato”, ha scritto.

Delli Noci ha motivato la sua scelta come un atto di responsabilità e di rispetto nei confronti delle istituzioni e dei cittadini che lo hanno sostenuto. “Ruoli che ho svolto quotidianamente con passione, impegno, serietà”, ha ricordato nel suo commiato, esprimendo rammarico per non poter completare progetti strategici come le comunità energetiche, le misure per i giovani e la legge sui talenti. Tutti tasselli fondamentali di quella “strategia di controesodo” che aveva fatto della sua azione politica un punto di riferimento per il mondo produttivo pugliese.

Il Presidente Michele Emiliano, nel commentare la scelta, ha parlato di un “atto di dignità e lealtà” e ha rinnovato la sua fiducia personale verso Delli Noci.

Un terremoto politico: entra Antonio Raone

Le dimissioni di Delli Noci, però, non hanno solo un impatto personale e amministrativo. Hanno aperto un vero e proprio cratere politico in seno alla maggioranza che sostiene Emiliano. A subentrare in Consiglio Regionale sarà Antonio Raone, ex esponente civico, oggi passato ufficialmente in Forza Italia, e quindi all’opposizione della giunta.

Con questo cambio, il centrosinistra perde numericamente un altro tassello, assottigliando ulteriormente una maggioranza già fragile, e costretta ora a contare ogni voto in aula con una precisione millimetrica.

Verso una fine legislatura ad alta tensione

La maggioranza guidata da Emiliano si ritrova così a pochi mesi dalle elezioni regionali d’autunno in un equilibrio instabile, dove ogni provvedimento – anche il più ordinario – potrebbe essere messo in discussione dalla mancanza di numeri sicuri. La sostituzione di un assessore politico con un consigliere d’opposizione segna un punto di svolta nella legislatura, che arriva però quasi alla sua fine naturale.

L’ingresso di Raone in Consiglio non sarà solo simbolico: potrebbe diventare un fattore di freno politico, soprattutto se decidesse di giocare un ruolo attivo nel dialogo (o scontro) con le forze civiche e progressiste dell’attuale governo regionale, preparando al meglio la sua candidatura al prossimo consiglio regionale.

Tra le polemiche siamo già in crisi ambientale

L’estate non è ancora iniziata nel pieno della sua forza, ma a Ugento è già esplosa una vera e propria emergenza rifiuti. Le immagini dei cestini pubblici colmi fino all’orlo e dei sacchi di spazzatura abbandonati ovunque parlano da sole: la città, una delle principali mete turistiche del Salento, si trova in una situazione imbarazzante, tanto prevedibile quanto evitabile.

Non lo dice solo l’opposizione. Lo ammette, seppur con toni accorati, anche parte della maggioranza: lo ha fatto nei giorni scorsi il consigliere Vincenzo Scorrano, attraverso un post social in cui ha denunciato l’inciviltà di molti cittadini. Nel suo accorato post, il consigliere comunale ha scelto di puntare il dito esclusivamente contro l’inciviltà dei cittadini. “È il gesto di chi ha scelto la strada più comoda”, ha scritto, parlando di “indifferenza” e appellandosi al senso civico di ognuno. Ma in queste parole, che pure hanno un fondo di verità, manca completamente ogni assunzione di responsabilità da parte dell’amministrazione comunale.

Un dettaglio non di poco conto: da quando questa amministrazione è in carica, non risulta essere stato elevato alcun verbale per abbandono di rifiuti, né ai danni dei cittadini incivili né, tantomeno, nei confronti della ditta appaltatrice inadempiente. Una tolleranza totale, che ha di fatto lasciato campo libero a comportamenti illeciti, senza alcuna forma di deterrenza concreta.

Il risultato? L’amministrazione, pur sapendo, non ha agito. E adesso, anziché affrontare il problema alla radice, si limita ad accusare i cittadini, scaricando ogni responsabilità. Un tentativo di autoassoluzione che, alla prova dei fatti, non regge più.

Il nodo centrale: l’appalto

Dietro il problema, però, c’è molto più di una semplice questione di senso civico. C’è un sistema, quello della gestione rifiuti, che a Ugento si è inceppato da tempo. La nuova ditta incaricata del servizio di igiene urbana – secondo gli stessi operatori ecologici – sarebbe entrata in servizio con personale ridotto e mezzi insufficienti. Una carenza strutturale che non poteva non deflagrare con l’avvicinarsi della stagione turistica e l’impennata di presenze.

A tutto questo si aggiunge, come ricordano alcuni ex amministratori e osservatori attenti, un problema sistemico e storico: il mancato rispetto del contratto d’appalto. Innumerevoli obblighi sarebbero stati ignorati, tra cui:

  • la consegna di contenitori specifici per tutte le utenze (domestiche e non);
  • il corretto e regolare servizio di spazzamento meccanico e manuale;
  • la raccolta e bonifica delle piccole discariche;
  • il rispetto dei tempi di svuotamento degli ecocentri (dove alcuni rifiuti giacciono da oltre due anni, contravvenendo al limite massimo di 90 giorni);
  • la pulizia delle spiagge libere e delle scogliere non in concessione;
  • l’effettivo controllo da parte del RUP, del DEC e degli uffici comunali competenti.

Il nodo cruciale, sottolinea l’opposizione, è che “l’appaltatore di turno non rispetta nulla, d’accordo con chi governa”. Una frase pesante, che chiama in causa non solo la ditta, ma anche l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Chiga e, in precedenza, da Massimo Lecci, che in più di un decennio non sarebbero riusciti (o non avrebbero voluto) far rispettare appieno il contratto. Un fallimento politico prima che amministrativo.

Le proposte (rimaste inascoltate)

L’opposizione consiliare non si è limitata alla denuncia. Ha avanzato diverse proposte pratiche, come:

  • l’istituzione di isole ecologiche mobili ogni sabato nelle marine;
  • giornate straordinarie “svuota tutto” per gli ingombranti;
  • il potenziamento del servizio domiciliare di raccolta nei periodi di picco stagionale.

Proposte rimaste però senza risposta, mentre la stagione turistica si avvicina e i primi disagi si moltiplicano.

Con i mesi più caldi alle porte, Ugento rischia l’ennesima estate segnata da cumuli di rifiuti, polemiche e disservizi. Una débâcle annunciata, che pesa come un macigno sull’immagine della città e sulle speranze di riscatto del territorio.

Servono decisioni forti e immediate. Serve trasparenza sui rapporti tra Comune e appaltatore. Ma soprattutto, servono controlli reali e puntuali. Perché, come ha scritto lo stesso consigliere Scorrano, “una città non la cambia un’ordinanza. La cambia la cura. E l’esempio”. E oggi, quell’esempio, a Ugento, sembra mancare proprio da chi dovrebbe darlo.

Perché Ugento è di nuovo tra i rifiuti?

Le immagini sono ormai ricorrenti: sacchi abbandonati lungo le strade, rifiuti ammassati nei pressi delle villette turistiche, cartoni accatastati vicino a bidoni stracolmi e odori nauseanti che accompagnano le serate estive. Succede puntualmente ogni anno, nelle marine di Ugento, da Torre San Giovanni a Lido Marini, passando per Torre Mozza. Eppure, il Comune continua a puntare su un sistema che – nei fatti – non regge l’urto delle presenze turistiche: la raccolta porta a porta.

Ma perché, nonostante le evidenze, si continua su questa strada? E, soprattutto, qual è la vera natura del problema?


Quando il modello non regge

Il sistema porta a porta, pensato per una popolazione residente stabile e organizzata, si dimostra inadeguato nei contesti stagionali e ad alta densità turistica, come quello delle marine ugentine.

Durante i mesi estivi, la popolazione effettiva del territorio triplica o quadruplica: seconde case, B&B, case vacanza, campeggi, resort e flussi di turisti giornalieri modificano radicalmente la realtà urbana e la quantità di rifiuti prodotta.

In questo scenario:

  • Il calendario di raccolta non è compatibile con i tempi dei turisti, che arrivano e partono in giorni non previsti dal servizio.
  • I rifiuti vengono abbandonati fuori orario o fuori zona, generando degrado visivo e problemi igienico-sanitari.
  • Mancano informazioni chiare e in lingua per gli ospiti occasionali.
  • Il sistema, pensato per le famiglie residenti, non tiene conto delle esigenze delle utenze temporanee, né dei flussi intensivi dei weekend.

Un modello superato, una visione arretrata

L’adozione ostinata di questo modello, ormai superato in molte località turistiche italiane ed europee, dimostra la scarsa cultura ambientale di chi lo ha ideato e voluto, e una preoccupante incapacità di visione da parte dell’assessorato all’ambiente del Comune di Ugento.

Un assessorato che appare più impegnato a intercettare fondi e occuparsi di progetti su carta piuttosto che a risolvere i problemi reali dei cittadini. Problemi che, negli ultimi vent’anni, si sono moltiplicati diventando endemici, segnando il territorio con inefficienze croniche e una crescente sfiducia nella politica locale.


Altri Comuni hanno già cambiato strada

In altre città italiane, il porta a porta è stato superato o integrato con sistemi più moderni, efficaci e compatibili con il turismo. Alcuni esempi virtuosi:

  • Jesolo (VE) ha introdotto isole ecologiche interrate intelligenti, aperte h24 con accesso tramite tessera, affiancate da eco-informatori stagionali.
  • Rimini (RN) ha adottato cassonetti smart con calotta, accessibili solo tramite tessera magnetica, e un sistema flessibile di raccolta differenziata adattato ai flussi turistici.
  • Lignano Sabbiadoro (UD) ha sviluppato una raccolta mista con isole mobili, app in più lingue e servizi dedicati agli alloggi turistici.
  • Ischia (NA), nonostante le difficoltà logistiche, ha introdotto punti di conferimento temporanei vigilati, evitando il caos estivo.
  • Trento (TN), modello nazionale, utilizza cassonetti intelligenti e tariffazione puntuale, dimostrando che l’efficienza è possibile anche nei centri storici complessi.

Queste esperienze mostrano che esistono soluzioni migliori, già collaudate, sostenibili e adattabili anche al contesto di Ugento. Serve solo la volontà politica.


Dietro la scelta del Comune di Ugento di mantenere il porta a porta, c’è una logica più politica che tecnica: il sistema consente infatti di impiegare un numero maggiore di operatori ecologici, garantendo così posti di lavoro.

Una scelta che, sul piano occupazionale, può apparire lodevole, ma che sul piano ambientale e gestionale si rivela fallimentare. Il risultato è un circolo vizioso: più operatori, ma meno efficienza; più costi per i cittadini, ma peggioramento del decoro urbano.

Quella dei rifiuti non è solo una crisi ambientale: è una crisi politica e culturale, che interroga direttamente chi governa da troppo tempo con logiche vecchie, incapaci di rinnovarsi. È sempre più evidente che la generazione che comanda a Ugento non riesca a sintonizzarsi con i problemi e la sensibilità dei giovani, i veri protagonisti del futuro.

I ragazzi e le ragazze del territorio chiedono risposte concrete, rispetto per l’ambiente, modernità e partecipazione. Esigenze ben diverse da quelle dei loro genitori, legate spesso a logiche di gestione conservativa del potere. È tempo di voltare pagina.

Serve un cambiamento non solo nel modello di raccolta, ma nella governance di un paese che continua a zoppicare, frenato da una zavorra generazionale che non riesce più a interpretare il presente, figuriamoci il futuro.

Il futuro di Ugento – città a forte vocazione turistica – passa da scelte nuove, responsabili e lungimiranti. Continuare a ignorare l’inefficacia del porta a porta nelle marine significa danneggiare l’immagine del territorio, peggiorare la qualità della vita e allontanare le nuove generazioni dalla politica.

Chi governa oggi ha una responsabilità storica: o cambia passo, o sarà ricordato come parte del problema. Il tempo degli slogan è finito. Ora servono visione, coraggio e un vero ascolto del territorio.

Referendum: Scorrano chiede a Garzia di scusarsi

È bastato un post su Facebook per riportare alla luce una delle piaghe più preoccupanti della nostra epoca: l’incapacità del discorso pubblico, anche a livello locale, di affrontare con rispetto e maturità i grandi temi della convivenza civile. Ma questa volta il caso è ancora più grave, perché a scrivere quelle parole – a mio vedere incompatibili con il ruolo che ricopre – è stato un consigliere comunale in carica.

Ezio Garzia, consigliere comunale del Comune di Ugento, ha pubblicamente attaccato chi sostiene il diritto alla cittadinanza per gli stranieri con toni inaccettabili: “a cani e porci” li ha definiti. E ancora: “sfrattati”, “fuori dall’Italia”, “andate nel Magreb”, in un crescendo di parole che possono sapere di xenofobia, di odio istituzionalizzato, di disprezzo per chiunque sia diverso, o anche solo pensi diversamente.

Un post grave, che ha immediatamente suscitato indignazione. La risposta più significativa è arrivata da Vincenzo Scorrano, presidente del Consiglio comunale di Ugento, che ha preso le distanze da quelle parole, rivendicando il valore dell’umanità, del rispetto e della responsabilità che ogni rappresentante pubblico è tenuto a incarnare. “Quando l’odio si veste da opinione – ha scritto – la democrazia si ammala”.

Una posizione umanamente condivisibile. Perché in una società sempre più polarizzata, parole come quelle scritte da Garzia non sono semplici “uscite infelici”, ma detonatori di divisione, benzina su un fuoco che brucia ogni giorno il senso di comunità. Parole che normalizzano la violenza, che seminano paura e rancore. Che parlano ai piani bassi dell’anima, mentre il dovere della politica dovrebbe essere quello di elevarci, non di trascinarci nel fango.

La replica di Garzia non ha aiutato a smorzare i toni, anzi: in un commento ha ribadito le sue posizioni, rafforzando l’idea che “questa gente” – come ha scritto – “non deve entrare in casa mia”, vantando il presunto consenso della “maggioranza degli italiani”. Un ragionamento semplicistico, divisivo e fuori dal tempo. Ma soprattutto: pericoloso.

E mentre si consuma l’ennesimo scontro verbale sulle piattaforme social, resta un dato inquietante: la politica ugentina sembra ormai più incline a colpire gli ultimi che a difendere i propri cittadini. Dove sono gli stessi toni duri quando si parla di Burgesi e del disastro ambientale? Dove sono le prese di posizione nette quando si tratta di denunciare la cattiva gestione dei servizi, le opportunità mancate, il disagio crescente delle nuove generazioni? Dove sono gli scatti di dignità politica quando si tratta di combattere le ingiustizie locali che costringono tanti giovani a fuggire da questa terra?

La verità è che spesso si preferisce il bersaglio facile. L’immigrato. Lo straniero. L’altro. Perché è più comodo demonizzarlo che ammettere le proprie responsabilità politiche. È più facile urlare contro chi non ha voce che affrontare le domande scomode di chi chiede giustizia, servizi, lavoro, opportunità. È più semplice invocare lo “sfratto” degli altri che confrontarsi col disagio crescente dei propri concittadini.

E così, nel 2025, assistiamo ancora a scene indegne, a parole che feriscono e dividono, a un clima di tensione costruito ad arte, mentre i veri problemi restano sullo sfondo. Inascoltati. Non affrontati.

La speranza è che questo episodio possa essere un campanello d’allarme e che il consigliere Garzia possa rendersi conto della brutta caduta di stile se non nel concetto, sicuramente nelle parole che ha usato per esprimerlo.

Perché Ugento merita di meglio. Merita rispetto. E soprattutto: merita una politica che guardi al futuro, non che resti imprigionata nei fantasmi del passato.

Taviano celebra Cristiano Tricarico con una giornata all’insegna dello sport, della solidarietà e della gioia

Domenica 8 giugno il Parco Ricchello di Taviano ospiterà “Io… ci metto il cuore”, una giornata speciale dedicata alla memoria di Cristiano Tricarico, organizzata dall’APS a lui intitolata. L’evento, a ingresso libero, rappresenta un’occasione per ricordare Cristiano attraverso ciò che più lo rappresentava: entusiasmo, altruismo e amore per la comunità.

La manifestazione inizierà alle ore 17:00 con le prime attività sportive, tra cui calcetto e atletica. A partire dalle 18:00 il programma si arricchirà con pallavolo, karate e una vasta gamma di attività pensate per coinvolgere persone di tutte le età: spettacoli di giocoleria, magia, musica, danza, artisti di strada, truccabimbi, DJ set e tanto altro.

Tra gli appuntamenti più attesi ci saranno lo spettacolo di Robertino Magic Show, il gioco dell’oca vivente, l’esibizione della squadra di serie A di ginnastica ritmica Iris – Giovinazzo, le coreografie dei DS Colibrì e il concerto finale con Vittorio Ciurlia e gli Indiavolati. Non mancherà la tradizionale lotteria solidale con estrazione di numerosi premi.

La serata ha anche una forte vocazione solidale: il ricavato sarà destinato all’Associazione Angela Serra – sede di Lecce, impegnata nella lotta contro il cancro.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Taviano, vede la collaborazione di numerose associazioni del territorio, tra cui Taviano Aps, Asih Taviano, Flyanimation, Centro Anziani, Iride, L’Arcobaleno, Il Cammino di Thiago, il Centro Studi Iris e molte altre realtà che hanno deciso di “metterci il cuore”.

“In ricordo di Cristiano” – si legge in chiusura della locandina – “una serata per celebrare i valori che lo hanno contraddistinto: gioia di vivere, empatia, generosità, sensibilità, entusiasmo. Un’occasione per fare del bene e mantenere vivo il suo ricordo”.

Un appuntamento da non perdere, che unisce sport, cultura, musica e solidarietà, nel segno di un ragazzo speciale che continua a ispirare chi lo ha conosciuto.

UGENTO APPROVA IL PROGETTO “TUTTI AL MARE”: UN’OPPORTUNITÀ PER L’INCLUSIONE CHE ARRIVA IN RITARDO

Dopo settimane di polemiche e un lungo silenzio istituzionale, l’amministrazione comunale di Ugento ha finalmente deliberato l’adesione al progetto “Tutti al Mare”, un’iniziativa sociale che permetterà ad anziani e persone con disabilità di accedere gratuitamente agli stabilimenti balneari della costa ugentina durante i mesi estivi. Il progetto è stato formalizzato con la delibera di Giunta n. 137 del 30 maggio 2025, e sancito da un protocollo d’intesa tra il Comune e la Federazione Imprese Demaniali aderente a Confimprese Demaniali Italia.

Un’iniziativa lodevole, ma arrivata tardi. Lo sottolinea, senza mezzi termini, l’opposizione consiliare, che ha rivendicato con forza questa vittoria come frutto delle sue pressioni. Già da marzo, infatti, i consiglieri di minoranza avevano presentato un’interrogazione chiedendo chiarimenti sulle intenzioni dell’amministrazione rispetto al progetto, senza ricevere risposta per mesi. È stato necessario coinvolgere pubblicamente il prefetto per ottenere una reazione concreta. Solo dopo questo sollecito, e con un tempismo che sa di riparazione più che di programmazione, è arrivata l’approvazione.

Il progetto “Tutti al Mare” – già adottato con successo in numerosi comuni italiani – prevede l’assegnazione gratuita di postazioni (un ombrellone e due lettini) nei giorni feriali dal lunedì al venerdì, nei mesi di giugno e luglio, in 18 lidi del litorale ugentino. Le categorie beneficiarie sono due: le persone con disabilità riconosciute ai sensi della Legge 104/1992 e gli anziani over 75 con un ISEE non superiore ai 10.000 euro.

L’accesso al servizio avverrà su prenotazione e in base all’ordine cronologico delle domande pervenute, nel limite di 5 ombrelloni per stabilimento. Gli stabilimenti balneari aderenti saranno valorizzati sul sito istituzionale del Comune e attraverso i canali di informazione locale.

“Siamo felici che questa proposta abbia visto la luce, ma resta la delusione per la mancanza di visione e tempestività dell’amministrazione”, commentano i consiglieri di opposizione. “Parliamo di una misura concreta di inclusione, a costo zero per l’ente, ma ignorata per mesi fino a quando non siamo stati costretti a rendere pubblica la questione. Il silenzio del sindaco e l’inerzia della maggioranza non sono più giustificabili”.

Non è la prima volta che l’amministrazione Chiga viene accusata di immobilismo su temi sociali e di agire solo sotto pressione. In un contesto in cui si fa spesso retorica sulla centralità delle persone fragili, l’opposizione denuncia l’assenza di politiche strutturate e la gestione a singhiozzo degli interventi, sottolineando come l’inclusione non debba essere un’opzione, ma una priorità costante.

Ora che il protocollo è stato firmato e il progetto è attivo, la sfida sarà quella dell’effettiva attuazione. L’opposizione promette di monitorare con attenzione che tutte le fasi del progetto vengano portate avanti con trasparenza ed efficienza, affinché nessun cittadino avente diritto venga escluso.

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