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Volontari ugentini a Roma: l’esperienza di Luigi Licchello e Stefano D’Amato alle esequie di Papa Francesco

Emozione, fratellanza e spirito di servizio: sono queste le parole che meglio raccontano l’esperienza vissuta da Luigi Licchello, vicepresidente della Protezione Civile di Ugento, e Stefano D’Amato, imprenditore agricolo e volontario, durante la loro partecipazione alle esequie di Papa Francesco a Roma.

Ospiti del campo base di Centocelle da mercoledì a sabato scorso, Licchello e D’Amato hanno fatto parte della squadra di volontari incaricati dell’assistenza alla popolazione accorsa in massa per rendere omaggio al Pontefice.

“Il nostro compito principale era offrire assistenza alla popolazione. Siamo stati colpiti dall’affluenza enorme di fedeli e dalla commozione che si respirava nell’aria,” raccontano. “Il momento più toccante è stato quando il Papa è uscito dalla Basilica: è stato impossibile trattenere le lacrime. Vedere la gente piangere ha emozionato anche noi.”

Gestire la folla è stata una delle sfide principali, ma — come spiegano i volontari — è stata superata grazie a un’organizzazione precisa ed efficace. “Nei giorni precedenti eravamo dislocati lungo le strade limitrofe, mentre durante le esequie eravamo in prima linea.”

Un aspetto particolarmente significativo è stato lo spirito di fratellanza che si è instaurato tra i volontari provenienti da tutta Italia. “Con la divisa siamo tutti fratelli, come nei Carabinieri,” spiega Licchello, maresciallo in pensione. “Abbiamo collaborato con associazioni dalla Sicilia al Piemonte, condividendo non solo il servizio ma anche momenti di quotidianità.”

Il riconoscimento più gratificante è arrivato direttamente dal pubblico: “Gli applausi spontanei della gente ci hanno riempito il cuore. In alcuni momenti è stata una soddisfazione enorme.”

L’esperienza romana ha lasciato un segno profondo nei due volontari, che porteranno con sé importanti insegnamenti. “Collaborare in situazioni di emergenza rafforza il senso di solidarietà e ci ricorda l’importanza di aiutare il prossimo a tutti i livelli,” sottolineano.

Per Licchello a differenza di D’Amato non era la prima volta in prima linea durante emergenze importanti. “Abbiamo partecipato anche agli interventi durante l’alluvione di Firenze,” racconta.

La loro dedizione è testimonianza di un impegno che non si esaurisce nelle grandi occasioni, ma che continua giorno dopo giorno a servizio della comunità.

Che fine ha fatto l’Ostello Diffuso di Ugento?

Nel 2018 veniva annunciato con entusiasmo: “Ugento, un mare di esperienze per 365 giorni all’anno”, prometteva il progetto Ostello Diffuso Ugento. Un’iniziativa innovativa, frutto di un protocollo d’intesa siglato tra il Comune di Ugento e il Comitato Regionale AIG, con l’obiettivo di trasformare la città in una destinazione internazionale per giovani viaggiatori, destagionalizzando il turismo e facendo vivere il territorio anche nei mesi invernali.

L’Ostello Diffuso, sostenuto dall’Assessorato alle Politiche Giovanili, si presentava come il primo progetto in Italia approvato formalmente da un’amministrazione comunale con grande orgoglio, come dichiarava all’epoca l’assessore Graziano Greco. Si parlava di laboratori artistici, percorsi esperienziali tra botteghe, oleifici, cantine, attività sportive, turismo culturale e religioso, esperienze da vivere 365 giorni all’anno.

Le promesse

Con la Delibera di Giunta n. 280 del 19 dicembre 2017, il Comune approvava formalmente l’avvio del progetto. L’idea era semplice quanto ambiziosa: trasformare il centro storico di Ugento in un “ostello diffuso”, ovvero una rete di alloggi, attività e servizi capaci di ospitare e intrattenere giovani turisti, favorendo l’incontro culturale e la crescita economica del territorio.

Un progetto che, sulla carta, aveva tutte le caratteristiche per diventare un fiore all’occhiello. Le aspettative erano altissime: creare rete tra imprenditori, associazioni, Pro Loco, commercianti e strutture ricettive.

La realtà oggi

Sei anni dopo, l’Ostello Diffuso Ugento è chiuso — come segnala Google — e, di fatto, nonè mai esistito. Nessuna attività stabile, nessun circuito di ospitalità diffusa attivo, nessun vero progetto di destagionalizzazione compiuto.
Quella che doveva essere la mossa vincente per “un’esperienza 365 giorni all’anno”, si è trasformata in un’altra occasione mancata.

Le domande che i cittadini si pongono sono semplici ma fondamentali:

  • Dove sono finiti i programmi e gli investimenti annunciati?
  • Perché l’Ostello è oggi inattivo?
  • Che fine hanno fatto le collaborazioni istituzionali celebrate nel 2018?
  • Quanti fondi sono stati spesi per un progetto mai decollato?

Il caso dell’Ostello Diffuso non è isolato: si inserisce in un quadro più ampio di progetti annunciati e mai veramente portati a termine che, in questi ultimi trent’anni di governo locale, hanno caratterizzato la gestione della cosa pubblica a Ugento, con milioni di euro spesi in opere mai veramente entratrate in funzione. Ricordiamo solo le più clamorose come la Velostazione, il parco “Cavaleonte”, il campo di Padel del palazzetto dello sport di Ugento senza parlare del pallone tensostatico di Torre San Giovanni, passando per l’impianto di selezione dei rifiuti di Gemini e l’impianto di compostaggio domestico di Torre San Giovanni. Tutto abbandonato.

Un progetto partito con la retorica del “fare rete” e della destagionalizzazione si è perso nei meandri della burocrazia e, forse, della mancanza di un vero piano di gestione imprenditoriale, con misure che puntano essenzialmente a distribuire risorse pubbliche attraverso regalie concesse ad amici ed associazioni complici.
Un’altra cattedrale nel deserto che oggi si aggiunge alla lunga lista delle promesse non mantenute.

Oggi, l’indirizzo ufficiale dell’Ostello Diffuso di Ugento è Piazza Adolfo Colosso, 5, in pieno centro storico. Ma le sue porte sono chiuse. E insieme a quelle porte, sembra chiusa anche una speranza di rilancio che poteva, davvero, segnare una svolta per il turismo giovanile nel cuore del Salento.

Per ora, resta solo l’amarezza per un’altra grande occasione persa.

180 minuti che valgono un campionato!

L’Ugento si gioca tutto in due gare: salvezza diretta o playout. Ecco scenari, regolamento e probabilità

È il momento decisivo. Il campionato di Serie D, girone H, ha raggiunto il suo punto culminante, e per l’Ugento Calcio i prossimi 180 minuti rappresentano la linea sottile tra gioia e amarezza, tra permanenza diretta nella categoria o la lotteria dei playout. A due sole giornate dal termine, la tensione è alle stelle e ogni singolo dettaglio potrebbe risultare decisivo.

La squadra di mister Mimmo Oliva si trova attualmente al 13° posto con 36 punti, in piena lotta salvezza, inserita in una classifica corta e molto rischiosa. Nessuno può sbagliare nulla, e ogni partita da qui in avanti sarà una vera e propria finale.

Ecco la classifica aggiornata, fotografando perfettamente la situazione a 180 minuti dal termine:

PosizioneSquadraPunti
11Gravina39
12Francavilla37
13Ugento36
14Acerrana35
15Manfredonia34
16Brindisi25
17Angri23
18Costa d’Amalfi20 (già retrocesso)

Un equilibrio delicato, con l’Ugento stretto fra squadre che si distanziano appena di qualche punto. Un passo falso potrebbe spostare drasticamente gli equilibri, rendendo inevitabile lo spettro dei playout.

Regolamento: chi rischia di più

Il regolamento della Serie D parla chiaro:

  • Le ultime due squadre retrocedono direttamente in Eccellenza.
  • Le squadre classificate dalla 13ª alla 16ª posizione disputano un playout in gara unica, ma solo se il distacco tra le contendenti è inferiore agli 8 punti. In caso contrario, retrocessione diretta della squadra peggio piazzata senza spareggi.

L’Ugento rischia dunque il playout nei seguenti casi:

  • Se il Brindisi (attualmente 16° a 25 punti) dovesse avvicinarsi a meno di 8 punti di distanza.
  • Se Acerrana o Manfredonia superassero in classifica l’Ugento, relegandolo alla 14ª o 15ª posizione.

Il calendario delle ultime due giornate non concede margini di errore. Per l’Ugento due partite estremamente impegnative contro squadre ancora in corsa playoff:

  • 33ª giornata: Ugento-Matera (in casa)
  • 34ª giornata: Virtus Francavilla-Ugento (in trasferta)

Uno sguardo anche alle dirette concorrenti:

  • Gravina (39 punti): Gravina-Casarano, Acerrana-Gravina
  • Francavilla (37 punti): Francavilla-Fasano, Brindisi-Francavilla
  • Acerrana (35 punti): Costa d’Amalfi-Acerrana, Acerrana-Gravina
  • Manfredonia (34 punti): Manfredonia-Brindisi, Martina-Manfredonia
  • Brindisi (25 punti): Manfredonia-Brindisi, Brindisi-Francavilla

È evidente come il calendario proponga molti incroci decisivi e pochissimi incontri facili. Solo il Costa d’Amalfi, già retrocesso, non ha più nulla da chiedere al campionato. Per tutte le altre compagini, saranno 180 minuti di battaglia sportiva vera.

Analisi e probabilità: servono almeno 3 punti

Un’approfondita analisi di oltre 700 combinazioni realistiche ha definito con chiarezza il quadro probabilistico per l’Ugento:

  • Salvezza diretta: 60-65%
  • Playout da 13ª posizione: 5-7%
  • Playout da 14ª posizione: 20-25%
  • Playout da 15ª posizione: 5-8%

In sintesi, l’Ugento non è ancora salvo. La squadra di Oliva deve puntare almeno ai 40 punti per avere una sicurezza accettabile. Servirà almeno una vittoria, o comunque conquistare almeno tre punti, confidando anche nei risultati dagli altri campi.

I prossimi 180 minuti rappresentano una vera e propria finale per l’Ugento Calcio. Sarà fondamentale scendere in campo con attenzione, concentrazione e lucidità massima, soprattutto nei momenti chiave delle partite. L’obiettivo della permanenza diretta in Serie D, tanto ambito e sudato durante tutta la stagione, è ancora saldamente nelle mani dei ragazzi giallorossi.

Niente sarà facile, nulla è scontato, ma l’impresa è tutt’altro che impossibile. È il momento di combattere con il cuore, di lottare per un’intera città che merita di continuare a sognare in Serie D.

Per l’Ugento, adesso, è davvero vietato sbagliare: in gioco ci sono i prossimi 180 minuti che valgono un intero campionato.

Se ne va a 44 anni donato metallo

Donato Metallo se ne è andato oggi all’età di 44 anni dopo una lunga malattia, con la consapevolezza di essere stato una figura significativa nella politica pugliese. Nato a Gallipoli il 13 febbraio 1981, si è laureato in Beni Culturali presso l’Università del Salento. Fin da giovane, ha mostrato un forte impegno nel volontariato e nell’associazionismo, esperienze che hanno influenzato il suo approccio alla politica.

La sua carriera politica è iniziata nel 2010 come consigliere comunale di minoranza a Racale. Nel 2012, a 31 anni, è stato eletto sindaco della stessa città, ottenendo l’82% dei voti nella rielezione del 2017.

Nel 2020, Metallo si è dimesso da sindaco per candidarsi alle elezioni regionali, venendo eletto consigliere regionale con 16.847 preferenze nella circoscrizione di Lecce . In Consiglio Regionale, ha presieduto la VI Commissione Cultura e ha promosso leggi contro l’omolesbobitransfobia, per la valorizzazione delle bande musicali pugliesi e per il sostegno alle donne malate di cancro attraverso la fornitura di parrucche e caschi refrigeranti .

Nel gennaio 2024, a causa delle sue condizioni di salute, ha lasciato la presidenza della commissione, continuando comunque a contribuire all’attività legislativa da casa. La sua scomparsa, avvenuta poche ore fa a Racale, ha suscitato cordoglio tra colleghi e cittadini, che ricordano il suo impegno costante per i diritti civili e il benessere della comunità.

La redazione di Ozanews e Officine Multimediali ETS esprime le più sentite condoglianze alla famiglia e alla comunità di Racale per la perdita di Donato Metallo.

Ugento è emozione

In occasione della Via Crucis del 2023 ebbi modo di scrivere sul nostro giornale che “Ugento sa essere grande”.

Per motivi di lavoro che mi vedono impegnato all’estero, quest’anno non ho potuto essere presente alla sua preparazione come “attore dilettante”, quindi di viverla in prima persona insieme a tanti amici e concittadini che da sempre offrono il proprio impegno e la propria disponibilità per un evento divenuto storico, di cui non si riesce ormai a fare a meno. Mi sono mancati tutti i momenti che animano i preparativi delle scene, il loro montaggio fino alle prove definitive, con le indicazioni e i suggerimenti del regista che devono collimare con le esigenze degli organizzatori. Non è facile progettare un momento così importante! Mi sono mancate tutte le fasi dell’allestimento dei palcoscenici e del successivo smontaggio, tra sguardi di viva partecipazione, di felicità, di sorrisi e di goliardia. Finanche il panino finale, con salsiccia piccante, patatine, funghi e formaggio! Sono attimi che scrivono lo spartito di una musica bellissima, che è quella di riuscire ad emozionare, emozionandosi. 

Sono riuscito solo ieri sera a vedere questo ennesimo, magnifico spettacolo popolare, magnificamente ripreso dal lavoro di Riccardo Primiceri e Ozanews. Mentre lo guardavo con grande piacere, pur lontano da mia moglie, dalla mia famiglia, non sono riuscito a trattenere qualche lacrima, spinta dalla nostalgia della mia casa, della mia terra, della mia Ugento, della mia Patria. Mi è piaciuto il tema sul quale con la solita e riconosciuta maestria, Alberto Dambrosio è riuscito a innestare la realtà quotidiana, con i suoi problemi e le sue sfide, alla verità, non solo teologica, della passione e crocifissione di Cristo. 

La partecipazione cittadina è stata evidentemente ed ancora una volta al di sopra di ogni aspettativa. A riprova che l’evento, oltre ad essere particolarmente sentito sul piano religioso, costituisce un’occasione di riflessione e direi di “unione” per tutti, credenti e non credenti. Aspetto peraltro ben sottolineato dal regista nella dissertazione iniziale dell’evento. 

Mi sono emozionato! Mi sono commosso! Mi ha fatto enormemente piacere la voglia di mettersi in discussione, dei più grandi come dei più giovani e dei bambini. La disponibilità di donare un po’ del proprio tempo alla propria comunità, alla nostra amata Ugento. 

Un ringraziamento va ad ogni volontario che ha avuto una parte nella rappresentazione, a tutti coloro che hanno collaborato e lavorato per la splendida riuscita. Al Presidente, al Vice – Presidente ed al Consiglio direttivo dell’Associazione “Via Crucis”; all’Amministrazione comunale e a sua eccellenza Mons. Vito Angiuli, sempre attento a cogliere i momenti di profonda spiritualità e necessaria socialità, essenziali per la guida del gregge affidatogli; a tutti quelli che hanno dato il proprio sostegno ed alla Protezione civile. 

La distanza non mi ha impedito di cogliere ancora una volta i tanti aspetti positivi che caratterizzano la nostra comunità, che sa di sapere e di voler essere “popolo”. 

Il tema affrontato in questa edizione mi tocca particolarmente e deve costituire per tutti un impulso a riflettere sul nostro essere, su ciò che siamo e su cosa dovrebbe essere improntata la famiglia. Un pezzo di legno da curare ogni giorno con l’impegno ed il sacrificio. Con l’amore ed il rispetto verso il prossimo. Essere famiglia è anche essere comunità. Sentirsi parte attiva all’interno di un territorio che non è secondo a nessuno per tradizione, per storia, per bellezza, per cultura, per valori insiti nell’essere ugentini, immersi in una bellezza travolgente e illuminante. Per il presente come per il futuro. 

Un gioco di squadra. Un gioco di unione e di fedeltà di intenti che può essere leva di sollevamento dall’inquietudine e dalla turbolenza della quotidianità che può aiutare ad essere altro rispetto alla monotonia del nostro tempo. Una monotonia che chiudendoci ci impedisce talvolta di essere quella vita da vivere fatta di coesione sociale, di leale amicizia, di partecipazione, magari anche di scontro politico, di interesse per il bene pubblico, di spirito di fratellanza. Ugento può e deve essere anche questo! 

Un grazie a tutti. Un grazie alla mia amata Ugento, con l’augurio di Buona Pasqua è possibile convincersi che Ugento è emozione. 

Il ritorno dei partiti a Ugento

Dopo anni di dominio delle liste civiche e di leader locali, a Ugento tornano a soffiare i simboli dei partiti nazionali. In questi giorni Forza Italia e Fratelli d’Italia – i due principali partiti del centrodestra – stanno ricostituendo i loro circoli cittadini con congressi e nuovi coordinatori. Il paradosso è che ciò avviene mentre il Partito Democratico, storica forza di centrosinistra, risulta “latitante” a livello organizzativo: niente congresso cittadino né una sezione attiva, se si eccettuano le figure di Massimo Lecci e Vincenzo Scorrano come riferimenti isolati. Il panorama politico locale si sta dunque riconfigurando, in vista delle prossime sfide amministrative, con uno scenario inedito per Ugento.

Forza Italia: congresso e nuovo circolo locale. Il 2025 segna il ritorno ufficiale di Forza Italia sulla scena ugentina. Il deputato Mauro D’Attis, coordinatore regionale azzurro, ha annunciato a febbraio una fase di forte crescita del partito in Puglia, con “copiosi frutti del lavoro sul territorio” e l’arrivo di nuovi circoli comunali​. Tra le città interessate figura proprio Ugento: è in programma l’apertura di una sede locale di FI, che verrà coordinata dal responsabile regionale tesseramenti Antonio Raone​. La notizia è stata confermata durante l’assemblea nazionale Enti Locali a Roma, dove D’Attis ha evidenziato il rafforzamento territoriale in Salento. Il circolo di Ugento – atteso entro la primavera – sarà una “tappa importante” per consolidare la rete forzista in vista delle prossime elezioni. Il congresso cittadino di Forza Italia sta per eleggere il direttivo locale, in linea con il calendario regionale dei congressi azzurri. Questo ritorno di FI è significativo: da almeno un decennio il partito di Berlusconi non aveva un’organizzazione stabile a Ugento, lasciando spazio alle civiche. Ora invece molti amministratori locali guardano con interesse al nuovo corso forzista – si parla di possibili adesioni di consiglieri comunali uscenti e di ex assessori in cerca di nuove collocazioni.

Fratelli d’Italia: un circolo tra maggioranza e opposizione. Già dall’autunno 2023 Fratelli d’Italia ha avviato la sua riorganizzazione a Ugento. Il 15 settembre 2023 si è tenuta la riunione costitutiva del circolo FdI ugentino, alla presenza dell’on. Erio Congedo e del consigliere regionale Antonio Gabellone, figure di spicco del partito meloniano in Salento​. Promotori locali dell’iniziativa sono stati Alberto Ghezzi ed Eugenio Ozza, che via social avevano invitato simpatizzanti e cittadini a partecipare all’assemblea costitutiva. In quella sede è emerso che ben due assessori comunali in carica hanno preso la tessera di Fratelli d’Italia​. Ciò significa che nell’attuale giunta Chiga siedono amministratori ufficialmente aderenti al partito della premier Giorgia Meloni, spostando dichiaratamente a destra l’asse politico della maggioranza​. A dicembre 2023, FdI Lecce ha annunciato il nuovo coordinatore del circolo di Ugento: si tratta di Graziano Greco, già assessore comunale allo Sport (lo stesso che nel 2020 apparteneva alla giunta Lecci)​. La nomina di Greco è stata salutata con entusiasmo dagli esponenti provinciali di Fratelli d’Italia, convinti che Ugento possa diventare un loro baluardo locale.

Gli sviluppi in casa FdI hanno però del paradossale. La presenza di due assessori meloniani nella giunta ugentina – la quale, come visto, è appoggiata anche dal PD attraverso il consigliere Scorrano – crea una maggioranza anomala PD-FdI, forse unica in Italia​. Da un lato, l’amministrazione si era “accostata al PD di Loredana Capone” tramite Scorrano; dall’altro, ora ufficialmente ospita tesserati di Fratelli d’Italia, partito tradizionalmente avversario del PD. Il risultato è un “inguacchio politico di proporzioni bibliche”, con due forze ideologicamente opposte costrette a convivere al governo della città​. Non solo: FdI si trova di fatto contemporaneamente in maggioranza e in opposizione. Infatti esistono membri dello stesso partito sia tra chi governa sia tra chi controlla in minoranza. Questa “schizofrenia del sistema politico ugentino” – come è stata definita – rischia di confondere ulteriormente gli elettori e di minare la tenuta della giunta Chiga​(Lecci). Non a caso, subito dopo la nascita del circolo FdI, si è temuto per un possibile rimpasto o addirittura per la caduta anticipata dell’amministrazione: due assessori schierati apertamente con Meloni sono difficili da digerire per l’ala “rosa” della maggioranza.

Il Partito Democratico: influente ma senza sezione. In questo quadro, il grande assente organizzativo è il PD. Il partito di centrosinistra, pur avendo in Capone un riferimento importante per Ugento e nel consigliere comunale Vincenzo Scorrano un iscritto influente, di fatto assessore alla cultura e lo spettacolo facente le funzioni della commissariata Chiara Congedi, anch’essa di aria democratica e che da mesi risulta essere ridotta ad un ruolo ancillare nell’attuale maggioranza. Già al momento delle elezioni comunali 2021 si parlò di “ininfluenza cittadina” del PD, che non presentò un proprio simbolo e preferì appoggiare candidati in liste civiche altrui. Oggi la situazione non è cambiata: manca un coordinatore locale e non si registrano iniziative pubbliche targate PD. Di fatto, Massimo Lecci – pur non essendo tesserato – e Scorrano sono considerati i riferimenti ufficiosi dell’area progressista ugentina, complici i loro rapporti con la dirigenza regionale. Ma questa “latitanza organizzativa” pesa sull’elettorato di centrosinistra, che non ha un punto di riferimento partitico sul territorio. L’ultima volta che si è visto un simbolo PD in città è stata la campagna per le regionali 2020, mentre a livello comunale il partito non celebra un congresso da anni. La stessa alleanza innaturale con esponenti di destra in maggioranza ha creato fratture: come riportato, diversi sostenitori storici del centrodestra hanno accusato Lecci e Chiga di aver “messo il Comune sotto l’ombrello del PD”, pur senza ammetterlo apertamente. D’altro canto, alcuni elettori di sinistra faticano a riconoscersi in un’amministrazione dove siedono esponenti di estrema destra.

Riassumendo gli eventi recenti: il circolo di Fratelli d’Italia a Ugento nasce ufficialmente a settembre 2023, con coordinatore Graziano Greco e con due assessori comunali (Alessio Meli e Vincenzo Ozza) passati nelle file meloniane​. Forza Italia sta lanciando il circolo cittadino che vedrà la luce proprio oggi. Il Partito Democratico, invece, non ha convocato alcun congresso locale negli ultimi anni; la sua presenza è limitata all’appoggio esterno fornito da Loredana Capone all’amministrazione e all’attività individuale di Scorrano (consigliere comunale iscritto PD). In vista delle elezioni amministrative future questa situazione potrebbe evolvere: i rumors parlano di un tentativo, da parte di esponenti provinciali del PD, di ricostituire un direttivo cittadino a Ugento per evitare di lasciare campo libero alle destre. Tuttavia, al momento, la scena politica locale vede una curiosa convergenza tra PD e FdI al potere, l’attivismo di Forza Italia (che sarà all’opposizione di questa amministrazione comunale?) che vuole riconquistare i delusi di centrodestra, e un elettorato confuso. Come ha scritto un commentatore locale, Ugento sembra aver perso la bussola” dal punto di vista politico: solo i prossimi mesi diranno se i partiti ritrovati sapranno dare una direzione chiara o se prevarranno ancora personalismi e alleanze trasversali.

Taviano ospita Giampietro Ghedini: una giornata di sensibilizzazione sulle dipendenze giovanili

L’Associazione Cristiano Tricarico APS organizza venerdì 11 aprile 2025 una giornata speciale dedicata alla prevenzione delle dipendenze giovanili e dell’abuso di sostanze, tema sempre più delicato e urgente. Ospite d’eccezione sarà Giampietro Ghedini, fondatore dell’Associazione Ema PesciolinoRosso, nota figura nazionale per il suo costante impegno nella sensibilizzazione e prevenzione delle dipendenze tra i giovani.

La giornata sarà strutturata in due appuntamenti significativi:

Alle ore 10:00, presso l’auditorium della scuola secondaria di primo grado di Taviano, Ghedini incontrerà gli studenti. Il dialogo, diretto e coinvolgente, vedrà protagonista la testimonianza personale di Ghedini, che attraverso il racconto della propria esperienza trasmetterà ai ragazzi un forte messaggio educativo e motivazionale sulla pericolosità delle dipendenze.

L’appuntamento serale, aperto a tutta la cittadinanza, si terrà alle ore 19:00 presso il Centro Polivalente Sociale “Luigi e Roberto Fasano” (nei pressi del mercato ortofrutticolo). Questo evento è indirizzato in particolare a genitori, insegnanti, educatori e operatori sociali, offrendo loro strumenti e spunti di riflessione sulle fragilità giovanili e su come affrontarle con consapevolezza e attenzione.

L’iniziativa, fortemente voluta dall’Associazione Cristiano Tricarico APS, rappresenta un importante momento di confronto e sensibilizzazione comunitaria, finalizzato alla promozione del benessere delle nuove generazioni e alla costruzione di reti efficaci per contrastare i fenomeni di dipendenza.

Un appuntamento di grande valore sociale, in grado di lasciare un segno profondo nella comunità tavianese e nei giovani coinvolti.

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