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Sale la febbre a Casarano: biglietti ospiti esauriti in 9 minuti

L’atmosfera a Ugento e Casarano è incandescente. A pochi giorni dalla sfida che vedrà le due squadre affrontarsi al Comunale di Ugento, il fermento tra i tifosi ha già raggiunto livelli altissimi, segnando un record storico: i 350 biglietti destinati ai tifosi ospiti sono stati polverizzati in appena nove minuti. Un dato che racconta molto più di qualsiasi dichiarazione ufficiale, testimoniando l’attesa spasmodica che avvolge la cittadina messapica in vista di questa partita fondamentale.

Un Derby Carico di Significati

Domenica prossima, alle ore 16, il Comunale di Ugento sarà il teatro di una delle sfide più sentite della stagione. Una partita che mette di fronte due squadre con ambizioni completamente diverse ma unite da una rivalità che affonda le radici nella storia calcistica locale. Da un lato, il Casarano, squadra costruita per dominare e lanciata verso la promozione diretta, con un organico di assoluto valore e un cammino in campionato che conferma le aspettative di inizio stagione. Dall’altro, l’Ugento, squadra giovane e determinata, impegnata nella lotta per una salvezza diretta che avrebbe il sapore dell’impresa, nel suo primo anno di serie D.

Le strade di Ugento sono già animate da cori, bandiere e discussioni che riguardano esclusivamente il match di domenica. I tifosi giallorossi stanno vivendo l’attesa con un’energia travolgente, consapevoli dell’importanza della partita sia per la classifica che per l’orgoglio cittadino. Anche a Casarano la febbre da derby è altissima, con una tifoseria che ha risposto in maniera impressionante, accaparrandosi in tempo record tutti i biglietti disponibili per il settore ospiti.

Il dato dei nove minuti per il sold out del settore ospiti è un record che pochi club a livello dilettantistico possono vantare, e dimostra come il calcio locale sia ancora capace di muovere emozioni e passione in maniera viscerale.

Sul terreno di gioco, le due squadre arriveranno con stati d’animo differenti ma con la stessa voglia di lasciare il segno. Il Casarano, forte di una rosa di spessore e con l’obiettivo di consolidare la propria leadership in classifica, punterà a ottenere i tre punti per avvicinarsi alla promozione diretta. L’Ugento, invece, consapevole del valore dell’avversario, giocherà con il cuore, cercando quell’impresa che darebbe ossigeno alla corsa per la salvezza.

Gli allenatori stanno preparando la gara nei minimi dettagli, consapevoli che a decidere l’incontro potrebbero essere non solo i valori tecnici, ma anche il carattere e la determinazione. In un derby come questo, l’aspetto emotivo giocherà un ruolo fondamentale e sarà interessante vedere come le due squadre riusciranno a gestire la tensione della partita.

L’attesa è ormai agli sgoccioli e domenica, alle 16, il Comunale di Ugento sarà un’autentica bolgia. La sfida tra Ugento e Casarano non sarà soltanto una partita di calcio, ma un evento che coinvolge due intere comunità, pronte a vivere novanta minuti di pura passione. Con un record di biglietti venduti e un’atmosfera già rovente, tutto è pronto per un derby che si preannuncia indimenticabile.

Fiaccolata No Burgesi: c’è chi si sfila

La fiaccolata di protesta organizzata dalle associazioni e dai cittadini di Ugento contro l’ipotesi di ampliamento della discarica Burgesi ha acceso il dibattito politico locale. L’iniziativa, che vedrà la partecipazione di numerosi cittadini preoccupati per le possibili conseguenze ambientali, non vedrà la presenza di alcuni consiglieri comunali, in particolare dei Consiglieri Comunali di opposizione Laura De Nuzzo (Lega), Fabiola Musarò (Uniti verso il Futuro) e Giulio Lisi (Forza Italia), che hanno espresso una dura critica nei confronti dell’amministrazione comunale.

In un comunicato congiunto, i tre Consiglieri hanno ribadito la loro ferma opposizione alla gestione regionale dei rifiuti, definendola “lacunosa nella programmazione e carente nella realizzazione degli impianti”. Tuttavia, secondo loro, la responsabilità della situazione attuale non sarebbe solo della Regione Puglia.

“Riteniamo che l’amministrazione comunale, e per essa l’assessore con delega all’ambiente, non abbia adeguatamente contrastato la delibera di giunta regionale che prevede il sopralzo della discarica Burgesi – dichiarano i Consiglieri – verosimilmente a causa di rapporti pregressi con il gestore della discarica, ancora tutti da definire in termini economici.”

L’accusa nei confronti dell’amministrazione comunale si fa ancora più diretta quando i Consiglieri di minoranza mettono in dubbio la posizione della maggioranza sulla questione.

“Non possiamo accettare – proseguono – che la fiaccolata organizzata dalle associazioni sia strumentalizzata dalla maggioranza per scaricare sulla sola Regione la responsabilità della decisione, quando invece sempre più ambigue risultano le posizioni dell’amministrazione. Prima di altri, attraverso i propri referenti politici di livello regionale, l’amministrazione avrebbe potuto e dovuto battersi almeno per la sospensione di quella delibera a tempo debito.”

I tre Consiglieri concludono il loro intervento prendendo le distanze da ogni tentativo di sfruttare la protesta per fini politici:

“Non intendiamo strumentalizzare un sacrosanto ed apprezzabile movimento popolare per finalità politiche, come invece sta facendo chi artatamente cerca di gettare fumo negli occhi per nascondere le proprie responsabilità ed un evidente imbarazzo politico.”

Il dibattito sull’ampliamento della discarica Burgesi si fa sempre più acceso e la comunità attende ora risposte concrete sia dalla Regione Puglia che dall’amministrazione comunale, chiamate a fare chiarezza sulle scelte adottate e sulle possibili alternative per la gestione dei rifiuti nel territorio, con il comitato che dovrebbe farsi carico innanzitutto delle responsabilità del passato, che hanno portato fino alla situazione odierna, proprio come rimarcato oggi dai consiglieri di minoranza.

Che fine farà la sabbia del porto di Torre San Giovanni?

Nel porto di Torre San Giovanni di Ugento stanno per iniziare le operazioni di rimozione della sabbia accumulata nei fondali, un intervento che avrebbe potuto rappresentare un’opportunità per il ripascimento delle spiagge erose della costa ionica. Tuttavia, la destinazione scelta per lo smaltimento della sabbia ha sollevato polemiche, evidenziando uno spreco di materiale prezioso che avrebbe potuto essere impiegato per la tutela del litorale.

Secondo l’ordinanza n. 27 del 21 marzo 2025 emessa dalla Capitaneria di Porto di Gallipoli, la ditta incaricata dei lavori, la “VENNA S.r.l.”, si occuperà del dragaggio dei fondali del porto, con il materiale che verrà trasportato e scaricato nelle acque antistanti la località Fontanelle, nel comune di Ugento. La decisione prevede l’immersione in mare della sabbia dragata tramite la draga “Riccione II”, anziché il suo utilizzo per interventi di ripascimento costiero.

Le coordinate fornite nell’ordinanza identificano chiaramente le aree interessate:

  • Area di dragaggio nel porto di Torre San Giovanni: 39° 53.163’ N – 018° 06.871’ E / 39° 53.205’ N – 018° 06.941’ E
  • Zona di immersione nelle acque antistanti Fontanelle: 39° 51.533’ N – 018° 09.451’ E / 39° 52.048’ N – 018° 08.294’ E

I punti di sversamento individuati coprono un’area vasta che va da Torre Mozza a Torre San Giovanni, con distanze dalla linea di costa comprese tra i 150 e i 200 metri. Tuttavia, ci si chiede se sarebbe stato più opportuno destinare la sabbia al ripascimento diretto delle dune e delle battigie, come avvenne nel precedente intervento di anni fa, con l’aggiunta anche dei piccoli moli che si vedono in foto, garantendo una protezione efficace contro l’erosione.

L’aspetto che dovrebbe essere al centro del dibattito è la scelta di scaricare la sabbia in mare invece di destinarla al ripascimento delle spiagge tra Torre San Giovanni e Torre Mozza, aree da tempo colpite da un’importante erosione costiera. Il materiale dragato, compatibile con la composizione della sabbia di queste zone, avrebbe potuto contribuire alla rigenerazione naturale del litorale, con benefici ambientali e turistici.

Nonostante l’opportunità evidente, la scelta di immersione a Fontanelle sembra basata su ragioni burocratiche e logistiche, senza una visione di lungo periodo per la tutela del territorio. Il tema del ripascimento costiero è di cruciale importanza per molte località balneari italiane, che stanno adottando strategie differenti per fronteggiare l’erosione.

Diversi comuni costieri hanno già adottato misure efficaci per contrastare l’erosione e preservare le proprie spiagge. In Emilia-Romagna, ad esempio, molte località turistiche hanno investito in progetti di ripascimento costiero con sabbia prelevata dal mare, spesso finanziati da fondi europei. Analogamente, in Toscana e in Veneto, si sono sviluppate tecniche che prevedono il dragaggio di sabbia dai fondali marini più profondi e il successivo trasporto sulle spiagge erose attraverso sistemi di pompaggio, anch’essi molto costosi.

Un esempio significativo vicino a noi è quello di Porto Cesareo. Qui, si è provato a impiegare una tecnica basata sull’uso di grandi draghe che prelevano sabbia da largo per poi pomparla direttamente sulla battigia. Questo metodo avrebbe dovuto consente di ridurre l’impatto ambientale e di favorire il ripristino naturale delle spiagge, senza disperdere inutilmente il materiale prelevato. Un progetto che però non ha portato i risultati sperati, con la faccenda che è addirittura finita in tribunale.

Gli interventi a Porto Cesareo

La domanda che emerge è: perché disperdere in mare una risorsa che potrebbe essere utilizzata per proteggere le spiagge?

Nel frattempo, il lavoro di dragaggio procederà tra il 24 marzo e il 22 aprile 2025, con la speranza che future operazioni possano essere meglio pianificate per massimizzare i benefici ambientali e turistici del territorio pugliese.

Ordinanza-n.-27-del-21-03-2025-Ripascimento-Md-Riccione-II-1

Ricerche a Taurisano: interviene l’esercito

Proseguono senza sosta le ricerche di Antonio Salvatore Preite, il 65enne scomparso nel pomeriggio di lunedì 17 marzo 2025. Dopo giorni di intensi sforzi da parte delle forze dell’ordine, della protezione civile e dei volontari, da domani anche l’esercito entrerà ufficialmente in campo per fornire supporto nelle operazioni di perlustrazione del territorio.

Questa decisione è emersa oggi durante un tavolo tecnico di aggiornamento in Prefettura, in cui si è discusso delle strategie per intensificare le ricerche. Nel corso della riunione, le autorità hanno ringraziato tutti coloro che si sono già mobilitati, sottolineando l’importanza di un ulteriore sforzo organizzativo.

Intanto, la comunità di Taurisano continua a dimostrare un forte senso di solidarietà. Nei giorni scorsi numerosi cittadini si sono riuniti per contribuire alle operazioni di ricerca nelle campagne circostanti. Il punto di ritrovo è stato individuato nei pressi di contrada Carcarone, lungo la strada provinciale che collega Taurisano a Miggiano, dove l’uomo sarebbe stato avvistato per l’ultima volta.

Le condizioni meteorologiche avverse degli ultimi giorni stanno aumentando la preoccupazione dei familiari, già provati da un’attesa angosciante. Le temperature rigide e l’allerta meteo con piogge e forti raffiche di vento rendono ancora più urgenti le operazioni di soccorso.

L’appello del sindaco Luigi Guidano ai proprietari di terreni e casolari abbandonati ha rafforzato ulteriormente la partecipazione attiva della popolazione. Si chiede, infatti, di ispezionare pozzi, cisterne e ruderi che potrebbero offrire riparo all’uomo scomparso.

Con l’intervento dell’esercito, si auspica di poter coprire un’area ancora più vasta in tempi brevi, nella speranza di trovare quanto prima Antonio Salvatore Preite e riportarlo sano e salvo dai suoi cari.

Grisley e Teyou, gli opliti dell’Ugento Calcio

Nell’antica Grecia, la falange era una formazione di combattimento di fanteria pesante, i cui soldati erano armati di lance, scudi e spade. L’esempio più famoso ci è noto con la Battaglia delle Termopili, ispiratrice del film “300” con protagonista Gerard Butler. Secondo la tradizione 300 spartani guidati da Leonida assieme a diversi contingenti alleati riuscirono a tenere testa ad un esercito di migliaia di persiani prima di soccombere. Per via del ristretto spazio in cui erano posizionati, nelle Termopili gli opliti riuscirono a reggere con efficacia l’urto frontale dei soldati nemici e a spingerli via, uccidendone molti per calpestamento o per compressione.    

L’oplite era il cittadino – soldato delle città-Stato, armato di lancia e scudo. Se questo concetto lo trasmutiamo nel calcio, Grisley e Teyou sono senza dubbio due opliti fondamentali di quella falange calcistica che domenica prossima si sconterà con la ben più blasonata falange del Casarano Calcio.

Il nostro campo sportivo sarà teatro di una gara che in questi giorni di preparazione si sta disvelando fibrillante ed entusiasmante, motivo di grande attesa per gli amanti dello sport e del calcio in particolare. Dei nostri convicini casaranesi e degli ugentini e geminiani, che non si lasceranno sfuggire l’occasione di assistere ad un altro appuntamento con la storia. A contendersi la vittoria ci saranno da un lato gli opliti giallorossi che a fronte di ottime prestazioni delle ultime gare hanno le carte in regola per ottenere una salvezza che passo dopo passo stanno dimostrando di meritare sul campo, giocando sempre a viso aperto ed esprimendo un bel calcio. Dall’altro gli opliti rossoblù che con tutto il loro indiscutibile valore tecnico – economico, storico e sportivo intendono continuare a macinare risultati utili per la conquista del campionato nazionale di serie D. Ad oggi dominato con assoluta bravura e merito. Un campionato evidentemente un po’ stretto per una piazza di valore, tradizione e importanza come quella degli amici casaranesi. Le premesse per una grande manifestazione sportiva, di sana e conviviale rivalità ci sono tutte. Spetta ai veri protagonisti fare in modo che si tramutino in campo, garantendo lealtà, rispetto, fratellanza e corretto agonismo. 

La falange ugentina, con i sui opliti Grisley e Teyou, avrà di fronte una grande compagine calcistica. Certamente difficile ma allo stesso tempo stimolante da battere. 

Occorrerà che Samu e Frank oltre alla riconosciuta bravura e talento, mettano in campo tutto quanto sia necessario per controbattere colpo su colpo alle avanzate di Loiodice e compagni.  Gettare ancora una volta il cuore oltre l’ostacolo!

Si celebrerà una gara di grande livello agonistico. Ci sarà un campo di battaglia con 22 atleti che si fronteggeranno con anima e corpo su ogni pallone. Per conquistare ogni centimetro di terreno. Le due falangi non si daranno per vinte, pronte a rimanere impenetrabili all’avversario. Sostenuti dal loro pubblico, Grisley e Teyou saranno pronti ad aiutare, ad attaccare o a difendersi, costituendo insieme ai propri compagni di squadra quel muro di scudi necessario ad evitare che il pallone possa entrare nella porta giallorossa. Agiranno secondo una regia tattica e strategica, su cui mister Oliva appare molto concentrato e motivato, che sia in grado di metterli nelle condizioni di esprimersi al meglio, con tutte le potenzialità individuali e collettive. 

Indipendentemente da quello che sarà il risultato, l’augurio è che Ugento vs Casarano sia una partita di calcio improntata al senso di comunità, alla partecipazione e convivenza tra appassionati di calcio. Domenica tutti al campo! Tutti insieme per gridare “tutta Ugento vuole vincere!”. Tutti insieme per vedere Grisley e Teyou lottare con tutta la squadra, per regalare un’altra domenica di emozioni, passioni e piacere dello stare insieme. Per sentirsi popolo! Domenica è un appuntamento per cui si potrà dire: “Io c’ero a vedere Grisley e Teyou, gli opliti dell’Ugento Calcio”. 

Caso Burgesi: le reazioni politiche dopo l’ultima commissione regionale

La recente audizione in Commissione Ambiente sulla questione della discarica di Burgesi ha suscitato dure reazioni da parte dei consiglieri regionali e non solo, che hanno espresso indignazione e opposizione al piano della Giunta Emiliano di riaprire il sito di Ugento. La decisione di ampliare la discarica, chiusa nel 2021 per saturazione, è stata giustificata come misura emergenziale per la gestione dei rifiuti in Puglia, ma ha incontrato un netto rifiuto da parte della politica locale e della comunità.

Pagliaro (FdI): “Un fallimento politico, l’assessora Triggiani si dimetta”

Paolo Pagliaro, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ha attaccato duramente la decisione della Giunta, definendola “un fallimento politico”. Durante l’audizione, ha ribadito che il Salento è già stato pesantemente penalizzato dalla gestione dei rifiuti e ha denunciato l’aumento delle patologie tumorali nell’area, attribuendolo anche alla presenza di discariche come quella di Burgesi. Pagliaro ha inoltre respinto l’offerta di riduzioni sulla TARI come compensazione, definendola “una presa in giro per cittadini che chiedono salute e sicurezza, non elemosine”. Infine, ha chiesto le dimissioni dell’assessora Triggiani e il ritiro immediato della delibera dell’11 febbraio.

Casili (M5S): “Il territorio ha già pagato un prezzo altissimo”

Anche Cristian Casili del Movimento 5 Stelle ha espresso totale contrarietà all’ampliamento della discarica, dichiarando che “la popolazione del basso Salento ha già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e sanitari”. Casili ha contestato il metodo con cui la Regione ha portato avanti il provvedimento, accusando la Giunta di ignorare il coinvolgimento delle comunità locali e di imporre una scelta inaccettabile per il territorio.

De Blasi (Lega): “Decisione insostenibile, la Regione ha fallito”

Gianni De Blasi, consigliere della Lega, ha ribadito che la riapertura della discarica di Burgesi è “una scelta scellerata” e che il Salento continua ad essere trattato come la pattumiera della Puglia. “Abbiamo già visto troppi disastri ambientali nella nostra terra. Questa discarica è satura da anni e non può essere ampliata ulteriormente. La Regione ha il dovere di trovare soluzioni alternative, non scaricare ancora il problema su di noi” ha dichiarato De Blasi, chiedendo alla Giunta di fare un passo indietro.

Capone (Pd): “Serve una riflessione più approfondita”

Loredana Capone, presidente del Consiglio Regionale, pur non schierandosi apertamente contro l’ampliamento, ha chiesto un approfondimento sulle implicazioni sanitarie e ambientali della decisione. Ha richiesto un rinvio dell’efficacia della delibera regionale, auspicando una maggiore concertazione con i territori coinvolti.

Esposito : “Una decisione ingiustificabile che penalizza ancora il Salento”

Tiziano Esposito ha espresso profonda amarezza per la scelta della Giunta, definendola “una punizione ingiustificata per un territorio già avvelenato”. Ha criticato duramente l’assessora Triggiani per aver ignorato le richieste di revisione della delibera e ha sottolineato come la Regione abbia fallito nella chiusura del ciclo dei rifiuti, costringendo ancora una volta il Salento a pagare il prezzo dell’incompetenza amministrativa. “Non possiamo accettare che il diritto alla salute venga barattato con uno sconto sulla TARI. I cittadini meritano rispetto e soluzioni sostenibili” ha dichiarato Esposito.

Fiaccolata confermata: la mobilitazione continua

Il Comitato No Burgesi ha confermato ufficialmente la fiaccolata di protesta per il 27 marzo. L’evento avrà inizio alle 18:30 dalla zona Lidl di Ugento e si concluderà in piazza San Vincenzo, dove si terranno interventi e momenti di riflessione. L’iniziativa, patrocinata dai Comuni di Ugento, Presicce-Acquarica, Salve e Taurisano, vedrà la partecipazione di cittadini, rappresentanti istituzionali e del vescovo della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, Mons. Vito Angiuli.

Il Comitato ha sottolineato che la manifestazione non è solo un atto di protesta, ma anche un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di una bonifica definitiva del sito. La discarica di Burgesi, infatti, rappresenta una minaccia per l’ambiente e per la salute pubblica, e la comunità locale è determinata a opporsi a ogni tentativo di riapertura.

La Commissione Ambiente si è chiusa con un muro contro muro tra la Giunta e l’opposizione, mentre i cittadini di Ugento e dei comuni limitrofi continuano la loro mobilitazione. La fiaccolata del 27 marzo sarà un momento cruciale per esprimere il dissenso collettivo contro l’ampliamento della discarica. La palla ora passa nuovamente al presidente Emiliano: ascolterà il grido del Salento o tirerà dritto sulla sua decisione?

Un’altra opera pubblica abbandonata ad Ugento

Nel 2019, l’ex sindaco di Ugento, Massimo Lecci, annunciava con grande enfasi che la pineta comunale si candidava a diventare un “Bosco Didattico”. Un progetto ambizioso, finanziato con fondi europei nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 (Misura 8.5), e che avrebbe dovuto accrescere la resilienza e il pregio ambientale degli ecosistemi forestali del territorio. A distanza di anni, il risultato appare desolante: un’opera pubblica abbandonata a sé stessa, simbolo di una gestione discutibile delle risorse pubbliche.

Dalla determina n. 275 del 22 aprile 2022, emerge che il progetto per la realizzazione del Bosco Didattico ha comportato un investimento complessivo di 125.429,51 euro, di cui oltre 120.000 finanziati dalla Regione Puglia e circa 4.700 euro cofinanziati dal Comune di Ugento, ma ciò che resta oggi di quell’intervento è ben lontano dalle aspettative: strutture inutilizzate, materiali esposti all’incuria e all’azione dei vandali.

Uno dei simboli più evidenti di questa gestione è la tenda installata nei pressi dell’ingresso della pineta comunale, mai entrata in funzione e ormai preda delle intemperie e del degrado. Una struttura che avrebbe potuto rappresentare un punto di accoglienza o un’aula all’aperto per le attività didattiche, ma che è rimasta semplicemente un involucro vuoto. Intorno alla tenda, l’area giochi versa in condizioni di completo abbandono: la manutenzione non è mai stata effettuata, e i giochi sono ormai preda delle intemperie e della salsedine che li stanno lentamente intaccando. Le staccionate, ormai marce, lasciano esposti pericolosi chiodi arrugginiti, un pericolo evidente che di didattico ha davvero poco.

Questo caso non è isolato. A Ugento sono numerosi gli esempi di opere pubbliche realizzate e mai realmente sfruttate: la velostazione, il campo da padel, i campetti da calcio. Infrastrutture che sembrano più il frutto di un’opportunità di spesa di fondi pubblici piuttosto che di un reale piano di valorizzazione e utilizzo per la comunità.

Al già lungo elenco di opere pubbliche inutilizzate si aggiunge il caso delle piste ciclabili, costate oltre 600mila euro agli ugentini e che da mesi scatenano enormi polemiche per la loro gestione e realizzazione discutibile. Un’opera che, invece di rappresentare un passo avanti per la mobilità sostenibile, si è trasformata in un ulteriore motivo di malcontento tra i cittadini.

Non si può dimenticare il percorso per ipovedenti, un’opera che ha fatto discutere per il suo record di durata: appena due giorni. Questo progetto, tanto discusso anche da questa testata, è il simbolo di un’amministrazione che non riesce a garantire una gestione efficace delle risorse e dei lavori pubblici.

Infine, tra gli esempi più eclatanti dello spreco di denaro pubblico, spicca il Palazzetto dello Sport di Torre San Giovanni, un enorme scempio urbanistico che sembra eretto come un mausoleo all’incompetenza. Da vent’anni questa struttura rappresenta la sintesi di un sistema che ha portato avanti Ugento senza una reale visione di sviluppo sostenibile e a beneficio della comunità.

Il caso del Bosco Didattico e delle altre opere incompiute solleva interrogativi legittimi sull’effettiva pianificazione degli investimenti pubblici. Perché realizzare opere se non si ha la volontà o la capacità di metterle a sistema? È questa la gestione che i cittadini meritano? La trasparenza e l’efficienza dovrebbero essere alla base di ogni progetto finanziato con risorse pubbliche, eppure a Ugento continuano a emergere esempi di fondi spesi senza una visione a lungo termine.

L’auspicio è che le autorità competenti possano intervenire per evitare che queste opere restino monumenti allo spreco, ridando alla comunità il valore che merita.

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