L’Associazione Cristiano Tricarico APS organizza venerdì 11 aprile 2025 una giornata speciale dedicata alla prevenzione delle dipendenze giovanili e dell’abuso di sostanze, tema sempre più delicato e urgente. Ospite d’eccezione sarà Giampietro Ghedini, fondatore dell’Associazione Ema PesciolinoRosso, nota figura nazionale per il suo costante impegno nella sensibilizzazione e prevenzione delle dipendenze tra i giovani.
La giornata sarà strutturata in due appuntamenti significativi:
Alle ore 10:00, presso l’auditorium della scuola secondaria di primo grado di Taviano, Ghedini incontrerà gli studenti. Il dialogo, diretto e coinvolgente, vedrà protagonista la testimonianza personale di Ghedini, che attraverso il racconto della propria esperienza trasmetterà ai ragazzi un forte messaggio educativo e motivazionale sulla pericolosità delle dipendenze.
L’appuntamento serale, aperto a tutta la cittadinanza, si terrà alle ore 19:00 presso il Centro Polivalente Sociale “Luigi e Roberto Fasano” (nei pressi del mercato ortofrutticolo). Questo evento è indirizzato in particolare a genitori, insegnanti, educatori e operatori sociali, offrendo loro strumenti e spunti di riflessione sulle fragilità giovanili e su come affrontarle con consapevolezza e attenzione.
L’iniziativa, fortemente voluta dall’Associazione Cristiano Tricarico APS, rappresenta un importante momento di confronto e sensibilizzazione comunitaria, finalizzato alla promozione del benessere delle nuove generazioni e alla costruzione di reti efficaci per contrastare i fenomeni di dipendenza.
Un appuntamento di grande valore sociale, in grado di lasciare un segno profondo nella comunità tavianese e nei giovani coinvolti.
Le ultime tre sconfitte con la Palmese, il Casarano e domenica scorsa con il Brindisi sembrano aver abbassato l’interruttore di quello spirito battagliero e di quell’entusiasmo che fino ad oggi hanno permesso di vivere momenti straordinari, unici, perché, occorre ricordarlo, l’Ugento non ha mai militato nel campionato di serie D. Tutto ciò che è di più, è sempre bene accetto. Ed è un vero miracolo calcistico quello che oggi stiamo vivendo nella nostra città. Forse bisognerebbe accontentarsi, quindi essere realisti ed intellettualmente onesti per quanto dirigenti, staff e calciatori hanno fatto fino ad oggi seppur in un contesto certamente non privo di difficoltà sotto ogni aspetto, economico, prim’ancora che tecnico – sportivo. Come ugentino e appassionato di calcio sento il dovere di dire semplicemente grazie ad ogni componente della squadra. Partendo da mister Oliva per arrivare ad ogni singolo calciatore e dirigente o addetto ai lavori. A costoro va riconosciuto il merito di un lavoro straordinario. Potrebbe sembrare quasi una nenia dell’antico Impero Romano, ma è una sorta di “chiamata alle armi” quella che voglio rivolgere a tutta Ugento. Ad ogni appassionato di calcio. Ad ogni tifoso giallorosso. Ad ognuno che senta nel proprio animo il fervore e l’orgoglio di essere parte di un’avventura bellissima. Una storia che si possa continuare a scrivere con l’inchiostro dell’appartenenza a questa nostra terra. Non solo sulle pagine sportive, ma soprattutto su quelle degli annali che giammai potranno essere cancellati. Anzi, saranno ricordati per sempre, affinché siano esempio e stimolo per andare avanti nel cammino della storia di Ugento, del suo territorio e dei suoi cittadini. Quella del mare che accarezza i nostri volti, orientati al futuro, ma con gli occhi attaccati al cordone ombelicale di un passato glorioso. Del sole, che riscalda la nostra pelle non solo ogni volta che chiudiamo gli occhi e guardiamo verso quel cielo azzurro ove spesso si diradano le nubi delle difficoltà di tutti i giorni, per lasciare spazio a nuovi orizzonti. Del vento, che soffia sui nostri aliti la forza e la consapevolezza di ciò che dovremmo riscoprire giorno per giorno con la forza dell’impegno quotidiano per far crescere la comunità, anche con la passione e l’impegno sportivo, secondo le capacità e possibilità di ognuno. E’ indispensabile e serve l’aiuto di tutti. È nei momenti più difficili che bisogna unirsi. Incrementare gli sforzi. Concentrare l’impegno nel sostenere chi ha sempre dimostrato attaccamento alla maglia giallorossa. Mister Oliva, il suo staff ed i calciatori meritano un ulteriore ed ancora più elevato supporto. Nelle prossime gare interne dobbiamo essere accanto ad ognuno di loro. Sostenerli. Combattere insieme su ogni pallone, su ogni centimetro di campo per non lasciare spazio e tempo all’avversario. Dovremmo essere al loro fianco per sussurrargli la nostra vicinanza ogniqualvolta sentiranno di non farcela e la fatica della battaglia peserà sulle loro gambe. Spingerli a rialzarsi e continuare a lottare. Si vince soprattutto con il cuore, con la forza dell’impegno, con il sacrificio, con il sudore e la capacità di non darsi mai per vinti. Ci aspettano altre quattro dure battaglie. Quattro finali che dobbiamo vincere per noi stessi. Per la nostra Ugento. Si possono vincere perché siamo nelle condizioni di poter battere squadre certamente più blasonate, tecnicamente superiori, ma non per questo imbattibili. L’abbiamo dimostrato in molte occasioni! Dobbiamo percorrere insieme quest’ultimo miglio. E dobbiamo farlo consci di chi siamo e dove vogliamo andare. Rimanere in serie D, con la nostra forza e il nostro cuore giallorosso. Vi dico che possiamo farcela. Dobbiamo farcela. Serve ora esserne consapevoli, disposti a gettare insieme alla squadra il cuore oltre l’ostacolo. Dare tutto ciò che è possibile dare, che non è poca cosa. Il cuore giallorosso ha sempre dimostrato di saper vincere contro tutto e contro tutti. Tifosi e appassionati giallorossi, ci manca veramente poco per scrivere ancora pagine inenarrabili di storia sportiva. È un qualcosa di cui andare fieri, molto fieri! Ve l’assicuro! Forza Ugento! Tutta Ugento vuole vincere! La squadra ha bisogno di tutta Ugento e noi abbiamo bisogno dei nostri ragazzi. Non molliamo! Forza vagnoni!
Una delle tradizioni più sentite e partecipate della Settimana Santa ugentina è pronta a rivivere nel cuore della città: Domenica13 aprile alle ore 20:00, Piazza San Vincenzo si trasformerà ancora una volta in un palcoscenico di fede, emozione e riflessione con la XVI edizione della “Via Crucis Vivente”, organizzata dall’Associazione Via Crucis Vivente Ugento, sotto la regia di Alberto D’Ambrosio e con la sceneggiatura di Daniele Rutigliano.
L’evento, ispirato alle sacre rappresentazioni della tradizione cristiana cattolica medievale, rievoca la Passione di Cristo con realismo e coinvolgimento emotivo, portando in scena non solo la narrazione evangelica, ma anche l’intensità spirituale di un’intera comunità che si stringe attorno al mistero pasquale. Ogni stazione della Via Crucis sarà animata da figuranti in costumi storici, effetti scenici suggestivi e un’ambientazione d’eccezione che renderà Piazza San Vincenzo una piccola Gerusalemme del Salento.
Una manifestazione corale e intergenerazionale, che vedrà anche la partecipazione dei ragazzi della Comunità Clara di Taviano, e che si arricchisce grazie al sostegno e alla collaborazione di numerosi enti: il Comune di Ugento, la Pro Loco Ugento e Marine, la Protezione Civile Ugento, e il patrocinio della Diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca. Partner dell’iniziativa è anche Beepost – Agenzia di comunicazione, in veste di social media partner ufficiale.
Nata come espressione popolare di fede, la Via Crucis Vivente di Ugento ha saputo, negli anni, crescere e rinnovarsi, divenendo un appuntamento fisso per credenti e visitatori, ma anche uno strumento potente di catechesi visiva e di coesione sociale. Un’esperienza che parla al cuore di tutti, credenti e non, con il linguaggio universale del dolore, della speranza e della rinascita.
La cittadinanza è invitata a partecipare numerosa, in silenzio e raccoglimento, per vivere un momento di profonda spiritualità condivisa, in preparazione alla Pasqua.
Si è tenuto presso il Campo Fa.Co.Fly di Gemini, un importante Seminario sulla Sicurezza del Volo, organizzato dall’Associazione Fa.Co.Fly in collaborazione con l’Ufficio Sicurezza del Volo del 61° Stormo dell’Aeronautica Militare. L’iniziativa ha richiamato numerosi appassionati e operatori del settore aeronautico del territorio salentino e non solo.
A partire dalle ore 10:00, i partecipanti hanno potuto assistere a un’intensa sessione di interventi formativi e tecnici, guidati da figure di spicco dell’aviazione militare italiana. Tra i relatori:
Magg. pil. Giuliano Gagliardi, Capo dell’Ufficio Sicurezza Volo,
Ten. Col. Alfonso D’Argenio, Ufficiale S.V./ATM,
Magg. pil. François Pianta, Comandante del Centro Addestramento Equipaggi.
Il seminario è stato coordinato dall’avv. Arianna Stefano, l’obiettivo dell’incontro è stato quello di rafforzare la consapevolezza e la preparazione degli operatori del volo, attraverso un confronto diretto con esperti dell’Aeronautica Militare su temi cruciali come la prevenzione degli incidenti, la gestione del rischio e le procedure operative.
Al termine del seminario, i presenti hanno avuto l’opportunità di condividere momenti di convivialità con un pranzo organizzato in loco, su prenotazione, a ulteriore conferma del clima di collaborazione e comunità che da sempre contraddistingue la realtà di Fa.Co.Fly.
L’evento si inserisce in un più ampio percorso di formazione continua e aggiornamento rivolto a piloti, tecnici e appassionati, con l’intento di promuovere una cultura del volo sicura, consapevole e sempre più professionale.
Una giornata di sport indimenticabile, un’atmosfera elettrizzante e un record frantumato: mai prima d’ora così tante persone avevano riempito gli spalti del “Comunale” per un evento sportivo. Il derby tra Ugento e Casarano ha segnato un momento storico per la comunità giallorossa, con una cornice di pubblico straordinaria e un tifo acceso ma sempre corretto. Peccato per il risultato finale, che ha visto il Casarano imporsi per 3-2 al termine di una gara combattutissima.
Mister Mimmo Oliva ha ritrovato quasi tutti gli squalificati, eccezion fatta per Amabile, e ha schierato l’Ugento con un 4-3-1-2 determinato e aggressivo. La squadra ha messo in campo orgoglio e determinazione, dando tutto fino all’ultimo secondo. Il Casarano è partito forte, trovando il vantaggio al 16’ con Malcore, ma l’Ugento ha reagito immediatamente. Al 35’ Sanchez ha prima fallito un calcio di rigore, parato da Fernandes, ma è stato poi rapidissimo sulla respinta a insaccare di testa il gol dell’1-1.
Nella ripresa, il Casarano ha messo in campo Milicevic, mossa che si è rivelata decisiva. Al 10’ della ripresa Loiodice ha riportato in vantaggio gli ospiti su rigore, prima che proprio Milicevic firmasse il tris al 25’ con un colpo di testa letale. Sembrava finita, ma l’Ugento ha trovato ancora la forza di reagire: al 90’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Ancora ha riacceso la speranza con un guizzo da rapace d’area. Nel recupero i giallorossi hanno tentato il tutto per tutto, ma il Casarano ha saputo gestire il finale portando a casa tre punti pesanti.
Se il risultato lascia un po’ di amarezza, la prestazione dei ragazzi di Oliva merita solo applausi. L’atteggiamento mostrato in campo è stato encomiabile, e il sostegno dei tifosi ha dato una dimostrazione di grande civiltà e attaccamento alla maglia. La macchina organizzativa ha retto bene l’afflusso record di spettatori, confermando la crescita dell’ambiente calcistico ugentino.
Ora testa bassa e concentrazione massima sulla prossima sfida, un crocevia fondamentale per la corsa salvezza: domenica si va a Brindisi, in uno scontro diretto da affrontare con lo stesso spirito battagliero visto contro il Casarano. Forza Ugento, il campionato non è finito!
A Ugento, la storia sembra ripetersi inesorabilmente. A distanza di oltre quindici anni, il vescovo Vito Angiuli scrive alle istituzioni per richiamare l’attenzione su una problematica che affligge il territorio: la discarica di Burgesi. Se nel 2009 il suo predecessore Vito De Grisantis, sull’onda dell’indignazione provocata dell’omicidio di Peppino Basile, si rivolgeva ai cittadini e agli operatori dell’informazione con un accorato appello all’unità e alla responsabilità di amministratori e politici locali, oggi il tono sembra essersi fatto più istituzionale, quasi burocratico. Ma il cuore della questione resta lo stesso: l’immobilismo amministrativo che, nel tempo, ha lasciato irrisolti problemi ambientali e gestionali di primaria importanza.
Era il 20 marzo 2009 quando il vescovo di allora, con una lettera dettagliata e incisiva, metteva in guardia la cittadinanza e soprattutto gli amministratori di Ugento dal rischio di una deriva pericolosa. In quel testo, si sottolineava con fermezza la necessità di un’azione comune per evitare che la città fosse travolta da paure e strumentalizzazioni. Un chiaro richiamo al dovere morale e istituzionale, che spronava chi aveva potere decisionale a fare il proprio lavoro con coscienza e nell’interesse del bene comune.
Ed eccoci al 24 marzo 2025. Ancora una volta, il vescovo di Ugento scrive, ma questa volta lo fa con una missiva indirizzata direttamente al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e all’assessore all’Ambiente, Serena Triggiani. Il tema è inevitabilmente legato anche alla missiva del 2009 del suo predecessore: la discarica di Burgesi, oggetto di una recente delibera di sopraelevamento che ha generato l’ennesima ondata di proteste. Tuttavia, il tono della lettera odierna appare ben diverso da quello del 2009: non c’è più il monito forte e preciso rivolto agli amministratori locali, non si parla più di responsabilità politiche, ma ci si limita a chiedere un confronto, una spiegazione, un’opportunità di dibattito. Come se l’esito della questione fosse già stato scritto altrove, lontano dalla comunità ugentina.
L’elemento più surreale di questa vicenda sta nel ruolo giocato dall’amministrazione comunale. Dal 2009 ad oggi, alla guida di Ugento c’è sempre la stessa persona, sindaco di fatto da oltre quindici anni, principale attore politico in questo lungo periodo di immobilismo (e che continuerà ad esserlo per molti anni ancora). Lo stesso amministratore che, in questi giorni, ha preso parte alla fiaccolata “No Burgesi” per protestare contro la decisione di sopraelevare la discarica. Una decisione che, ironia della sorte, è anche sua responsabilità, fin da quando si è deciso di costruire un’altra discarica accanto alla bomba ecologica Monteco. Siamo di fronte a un caso di “opposizione a se stessi”? La domanda, in fondo, è retorica.
La lettera del vescovo Angiuli, dunque, non è solo la conferma che la Chiesa continua ad avere un ruolo di sentinella morale sul territorio, ma è anche la prova provata che in quindici anni nulla è cambiato. Ugento si trova ancora a fronteggiare gli stessi problemi, con le stesse facce al comando, e con gli stessi metodi inefficaci. Se nel 2009 l’appello episcopale si rivolgeva direttamente agli amministratori locali, oggi questi sembrano addirittura scomparsi dalla narrazione, come se non avessero alcuna responsabilità.
Ma il dato di fatto è inconfutabile: chi ha governato Ugento negli ultimi tre lustri non ha saputo (o voluto) risolvere il nodo Burgesi.
E mentre la politica locale continua a girare a vuoto, la città resta ostaggio delle stesse emergenze di sempre, che continueranno ad esserci indipendentemente dalla decisione regionale su questi ultimi 190mila metri cubi di immondizia. Con la differenza che, oggi, anche la voce del vescovo sembra essersi fatta più flebile, quasi rassegnata al destino di un territorio condannato a ripetere all’infinito i propri errori.
Quindi, come mai fatto prima d’ora, vorrei fare mie le parole del compianto vescovo De Grisantis, figura che nonostante il mio ateismo percepivo come amica e veramente vicina alle esigenze degli ultimi, e che già 16 anni fa ci aveva visto molto lungo, capendo e prevedendo quello che in questi giorno sta risuccedendo a Ugento:
In merito, inoltre, ad una proposta emersa in questi giorni, mi permetto di esprimere la mia personale opinione, essendo al di sopra delle parti: in questo momento, ciò di cui meno ha bisogno Ugento è una campagna elettorale, che al di là delle rette intenzioni, non farebbe altro che accentuare le divisioni, le contrapposizioni, la faziosità, lo scontro, a tutto svantaggio del bene della città.
Il 28 marzo segna il ritorno sulle scene di Alessio Vida con il suo sesto album di inediti, “Artriste (Tutti i colori del buio)”. L’artista ugentino presenta un concept album profondo e suggestivo, in cui l’arte, in particolare la pittura, e la solitudine diventano i temi portanti del disco.
L’album, composto da dieci tracce, è stato interamente prodotto da Salvatore Angelè, in arte Js. Il talento visivo di Malepasso, pittore di Lecce emergente nella scena underground, ha dato forma all’artwork, contribuendo all’identità visiva del progetto.
Un viaggio tra arte e introspezione
“Artriste” è un’esperienza musicale che trascina l’ascoltatore su una montagna russa di emozioni. La narrazione sonora si muove tra momenti di ascesa e caduta, senza mai concedere una via d’uscita chiara, restituendo un senso di smarrimento e di esplorazione emotiva.
Vida racconta di essere stato ispirato dalla solitudine vissuta in un nuovo appartamento, dall’impressionismo di Monet, dalla letteratura di Murakami (Norwegian Wood) e Yanagihara (Una vita come tante), dai film di Spielberg e Tarantino, e dalla determinazione del pugile Giuseppe Carafa. “Sono l’Al Pacino di Carlito’s Way, così profondo così spietato”, afferma l’artista, lasciando intendere quanto questo album rappresenti per lui una dichiarazione di stile e una sfida artistica.
Nel disco trovano spazio anche importanti featuring, tra cui Carlo Adamo e Dario Ancona degli Avvocati Divorzisti (con quest’ultimo che ha suonato anche basso e chitarra in due brani), Uchieman e Marea Chiara, quest’ultima alla sua prima esperienza discografica.
Disponibile sia in formato digitale che fisico, “Artriste (Tutti i colori del buio)” è destinato a lasciare il segno nella scena musicale underground e oltre, con la sua miscela di introspezione e ricerca artistica. Un’opera che celebra la solitudine e i colori del buio, facendo riecheggiare con forza il messaggio di Alessio Vida: “Nessuno scrive meglio di me”.