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Giustizia è fatta. Speriamo anche per “Burgesi”

Apparentemente può sembrare che la “Terra dei fuochi” e la discarica “Burgesi non abbiano nulla in comune. Invece sono due questioni che vanno a braccetto, soprattutto alla luce della recentissima sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani, con cui l’Italia è stata condannata per la mancata prevenzione dei danni causati dallo smaltimento illegale di rifiuti in Campania, sebbene le autorità fossero a conoscenza dei rischi. 

Tutti i cittadini di Ugento, Gemini e di Acquarica – Presicce possono trarre le conclusioni che riterranno più opportune. Dettate esclusivamente dalla propria coscienza e dal proprio senso civico. Operando o meno parallelismi, oppure ritenendo che l’accostamento sia inopportuno e al di fuori della realtà. Nulla può obiettarsi sulla violazione del “diritto alla vita”. Solo chi è in cattiva fede e preferisce il puzzo del compromesso politico – elettorale, non riconosce un diritto così importante. Viviamo un momento storico in cui, ahinoi, ci sono politiche di diniego, nelle quali specifiche manifestazioni di danno sociale e ambientale vengono offuscate ed ignorate. 

Se in passato i giudici di Strasburgo si erano orientati al diritto alla vita privata e familiare, applicando criteri molto rigidi per il “diritto alla vita”, dacchè era richiesta una minaccia “reale e imminente per la vita”, con questa nuova sentenza si sono concentrati sul principio di precauzione. Motivo per cui il rischio per la vita derivante da un inquinamento (e nella Terra dei fuochi ed a Burgesi c’è un inquinamento!) “sufficientemente grave, reale e accertabile”, lo Stato italiano doveva (deve!) attivarsi per tutelare il “diritto alla vita”.
Sotto l’aspetto pratico, questa sentenza distingue i criteri procedurali tra i contenziosi climatici e quelli ambientali. 

Per la sua esecuzione (tutte le sentenze vanno eseguite!) la Corte ha avviato la “procedura pilota”. Uno strumento più prescrittivo del solito: entro due anni, il governo italiano dovrà attuare una strategia di decontaminazione efficace e completa, istituendo un meccanismo indipendente di monitoraggio nazionale e rendere tutte le informazioni disponibili su un’unica piattaforma pubblica. Oggi per fortuna non bisogna scomodarsi molto per farsi un’idea delle battaglie che vanno combattute. Quelle che si possono vincere bisogna lasciarle ad altri! 

A proposito di monitoraggio, sarebbe bello sapere a che punto è quello della discarica Burgesi. Interessante e utile sarebbe conoscere i risultati del “referto epidemiologico comunale”, avviato e finanziato nel 2020 dal Comune di Ugento. Domande poste non per fare polemiche sterili e pretestuose, ma per chiedere rispetto di quei diritti che sono riconosciuti a tutti i cittadini.

Il ricorso alla Corte era stato presentato da 41 cittadini italiani residenti nelle province di Caserta e Napoli e da cinque associazioni con sede nella Regione Campana per avere giustizia sui danni ambientali causati da gruppi criminali che per anni hanno scaricato, interrato e incenerito rifiuti. Un territorio martoriato quindi, che registra un aumento dei tassi di cancro e dell’inquinamento delle falde acquifere. Una situazione non molto diversa dalla nostra realtà. 

L’abbiamo scritto sul nostro giornale che sabato prossimo a Lecce, presso il campus Ecotekne dell’Università del Salento verrà presentato l’Atlante dei tumori 2024. Un’occasione per informarsi e per capire. Comprendere che per chiedere giustizia occorre realizzarla tutti i giorni, tra le proprie mura domestiche, come nel territorio in cui si vive. 

Emergenza idrica: il Presidente Emiliano sollecita il Governo per interventi strategici

La sete della Puglia oggi chiama a gran voce l’aiuto delle istituzioni. Il richiamo non è un lamento soprannaturale, ma il problema concreto e palpabile dell’emergenza idrica che sta affliggendo la regione, e che oggi vede l’intervento del Presidente della Regione, Michele Emiliano, il quale sollecita il Governo per delle misure strategiche risolutive.

Questo rilancio è stato riportato direttamente dal sito della Regione Puglia, in un comunicato ufficiale che riporta minuziosamente le parole del Presidente. Da quello che trapela, l’emergenza idrica è diventata un tema primario nel dibattito pubblico regionale e nazionale, e per questo Emiliano si fa portatore di questa richiesta, per far luce sulla situazione critica in cui versa il territorio.

Ecco il testo della missiva del presidente Emiliano:

“L’intero Paese e la Puglia, in particolare, stanno attraversando un momento particolarmente critico nella disponibilità della risorsa idrica a fini civili, agricoli e industriali. Le particolari condizioni climatiche e meteorologiche degli ultimi mesi hanno aggravato, infatti, il problema strutturale dell’approvvigionamento idrico delle regioni del Sud. In questo contesto, è nota a tutti l’opportunità derivante dall’utilizzo delle risorse idriche dell’invaso del Liscione, le cui disponibilità eccedenti l’utilizzo attuale non sono utilizzate, ma finiscono inutilmente in mare. Appare imprescindibile definire, sotto la regia dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, un quadro complessivo delle disponibilità e degli utilizzi attuali e potenziali della risorsa idrica, partendo da un’analisi storica e da una valutazione parametrica degli utilizzi comuni. Al fine di utilizzare più razionalmente ed efficacemente le risorse dell’invaso, è necessaria la realizzazione di due determinanti opere di collegamento a valle dello stesso. La prima riguarda un percorso di circa 18 km verso sud, che consentirebbe di ampliare le aree molisane che possono beneficiare della disponibilità idrica dell’invaso. Un ulteriore collegamento di circa 5 km consentirebbe di convogliare le risorse idriche, eccedenti le esigenze del Molise, verso il nodo di Finocchito, incrementando così la disponibilità idrica dell’intera Capitanata. Il tutto, ovviamente, prevedendo adeguati ristori a favore della regione Molise.

Queste due opere, situate tra le due regioni, sancirebbero, ancora una volta, l’intelligente collaborazione interregionale per la gestione di una risorsa tanto preziosa quanto scarsa, evitando l’attuale spreco verso il mare.

Da tempo, la regione Puglia, in collaborazione con l’Acquedotto Pugliese e con il Consorzio per la bonifica della Capitanata, ha avviato attività di progettazione per la parte di propria competenza. È, dunque, auspicabile che questo intervento, di assoluta priorità strategica per due regioni del Sud, sia inserito dal Commissario Straordinario nel Piano idrico nazionale. In tal modo, si potrebbero soddisfare bisogni essenziali dei cittadini e delle imprese, rafforzando la resilienza del nostro sistema idrico. Alla luce dei confronti già da tempo avviati con il Commissario Straordinario, con l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e con le realtà territoriali locali, è fondamentale che sia convocata una Conferenza di servizi, nell’ambito della quale individuare strategie condivise da tutti gli attori coinvolti. La regione Puglia è disponibile a contribuire, anche in termini finanziari, alla realizzazione delle opere, nonché in termini di competenze progettuali. Confidando in un tempestivo accoglimento della proposta, mi auguro che la prossima settimana sia convocato un incontro istituzionale ai massimi livelli, al fine di definire, in modo stringente, strumenti, risorse e tempi necessari per la realizzazione di questo intervento tanto atteso sul territorio. Il successo dell’operazione rinnoverebbe lo spirito di una strategia condivisa, come avvenne con la istituzione dell’Acquedotto Pugliese, la cui visione lungimirante continua a portare benefici alle popolazioni interessate. La collaborazione tra Governo, regione Molise e regione Puglia può rappresentare un modello innovativo ed efficace di sinergia tra Soggetti istituzionali, nell’interesse esclusivo della tutela dei cittadini e delle imprese.”

Rimandiamo al sito della Regione Puglia per ulteriori approfondimenti sulla materia: https://www.regione.puglia.it/web/press-regione/-/emergenza-idrica-il-presidente-emiliano-sollecita-il-governo-per-interventi-strategici.

(Titolo SEO: ” in Puglia: il punto del Presidente Emiliano”)

(Descrizione SEO: “Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano sollecita interventi strategici per risolvere l’emergenza idrica. Approfondiamo la situazione nel Salento.”)

Autovelox: i calendari del mese di febbraio

 La Polizia della Provincia di Lecce si prepara ad intensificare i controlli di velocità per il mese di Febbraio attraverso l’uso di autovelox, telelaser e postazioni fisse. Il calendario dettagliato di queste operazioni è stato recentemente reso disponibile al pubblico.

 Le strade interessate, nei diversi giorni del mese, saranno supervisionate dalle 7:00 alle 19:00 e comprendono i tratti Galatina – Copertino (S.P. 18), Melendugno – Torre dell’Orso (S.P. 297), Casarano – Ugento (S.P. 72) e Lecce – Galatina (S.P. 362), tra le più trafficate della zona.

Il piano di prevenzione stila anche una programmazione per il telelaser: dalla S.P. 21 che collega Leverano a Porto Cesareo sino alla S.P. 367, denominata Mediana del Salento.

Un particolare occhio di riguardo sarà riservato alla S.P. 72 che unisce Ugento a Casarano, che, attraversata ogni giorno da centinaia di veicoli, necessita di un controllo costante a salvaguardia della sicurezza stradale.

Saranno 5 i giorno nel mese di febbraio in cui l’autovelox sarà attivo in questa tratta:

  • 3 febbraio dalle 7.00 alle 19.00

  • 7 febbraio dalle 7.00 alle 19.00

  • 11 febbraio dalle 7.00 alle 19.00

  • 15 febbraio dalle 7.00 alle 19.00

  • 19 febbraio dalle 7.00 alle 19.00

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calendario-pp-autovelox-e-telelaser-febbraio-2025

Emergenza nel Salento: Capo di Leuca senza ambulanza 118

Il Capo di Leuca si trova in una situazione di emergenza sanitaria dopo che l’unica ambulanza India della postazione 118 di Gagliano del Capo è andata fuori servizio per guasto meccanico. La criticità, emersa ieri, evidenzia una grave carenza organizzativa della ASL di Lecce, che non dispone di alcun mezzo sostitutivo per garantire la continuità del servizio di emergenza-urgenza.

Il personale della postazione – composto da infermiere, soccorritore e autista – è stato posto in ferie forzate fino a domani, lasciando scoperta un’area territoriale particolarmente vasta. La situazione ha già mostrato le sue prime conseguenze critiche nella mattinata odierna, quando un grave incidente stradale nei pressi dell’ospedale di Tricase ha richiesto l’intervento di un’ambulanza da Scorrano, con conseguenti ritardi nei soccorsi. L’episodio si è verificato mentre l’unità di Tricase era impegnata per un codice verde ad Alessano, territorio normalmente coperto dalla postazione di Gagliano.

La denuncia arriva da Paolo Pagliaro, che definisce “paradossale” l’assenza di un mezzo sostitutivo di emergenza nell’intera ASL per ben tre giorni. “È inconcepibile che un presidio salvavita possa rimanere sguarnito del mezzo di soccorso in una zona così vasta”, afferma Pagliaro, sottolineando come questa carenza comprometta significativamente la tempestività e l’efficacia del servizio 118.

“Siamo pronti alla mobilitazione, al fianco di agricoltori e proprietari di terreni, per rispedire al mittente la pioggia di cartelle che continuano ad arrivare dai Consorzi di bonifica, a fronte di interventi mal o mai eseguiti. L’incuria e l’abbandono sono sotto gli occhi di tutti: terreni come giungle, infestati di erbacce, canali ostruiti e trascurati di cui non si distinguono più nemmeno gli argini, pozzi malandati. Da vent’anni va avanti l’odissea gestionale del commissariamento dei Consorzi dissestati, che prosciugano i milioni erogati ogni anno dalla Regione per pagare le spese di personale (assunzioni, stabilizzazioni e consulenze), lasciando solo le briciole per l’attività ordinaria e straordinaria di cui c’è urgente bisogno. I debiti accumulati dai Consorzi commissariati hanno sforato i 250 milioni di euro, e si pretende di farli pagare ai proprietari dei terreni senza che siano state eseguite bonifiche ed interventi di manutenzione e pulizia dei canali, con il famigerato tributo 630, che non è dovuto – come hanno stabilito diverse sentenze – in assenza di un beneficio specifico diretto. Nel consorzio salentino dell’Arneo, che comprende una superficie di oltre 250mila ettari tra le province di Lecce, Brindisi e Taranto, sono stati realizzati appena 27 interventi di bonifica negli ultimi tre anni. E parliamo di territori piagati dalla xylella, dove al danno di oliveti rasi al suolo si aggiunge la beffa dei tributi da pagare ai Consorzi. Le cartelle relative a questi terreni devono essere annullate, lo ribadiamo. Comprendiamo la rabbia, la delusione e la stanchezza degli agricoltori, che vivono questi tributi come un balzello ingiusto, perché sono costretti ad accollarsi le spese di opere di bonifica e manutenzione fantasma. E tutto questo mette a rischio anche la tenuta idrogeologica del territorio in caso di eventi estremi ormai sempre più frequenti. A gennaio 2021 manifestammo insieme al territorio e alle istituzioni ad Ugento, per chiedere la sospensione dell’invio degli avvisi di pagamento, e chiamammo in audizione l’assessore Pentassuglia per sollecitare la revoca delle cartelle. Ci fu risposto che, senza il contributo degli agricoltori, non ci sarebbero le risorse necessarie per la manutenzione dei pozzi e per le opere di bonifica. Ma ogni anno i Consorzi ricevono milioni di euro dalla Regione, e nulla cambia. E, checché ne dica l’assessore Pentassuglia, non sarà la riforma (ancora sulla carta) con l’accentramento delle funzioni in un Consorzio unico a risolvere tutti i mali che impediscono a questi enti di funzionare, di programmare e realizzare piani di manutenzione del territorio agricolo e dei canali irrigui. Anzi, il Consorzio unico peggiorerà la situazione e accentuerà la distanza dai territori da servire, emarginandoli e penalizzandoli. Intanto, noi non ci stiamo a dover pagare per interventi non eseguiti o realizzati solo in emergenza e a macchia di leopardo. Da qui le ragioni di una protesta che siamo pronti a portare avanti ad oltranza”

La vicenda solleva serie preoccupazioni sulla gestione dell’emergenza sanitaria nel territorio salentino. Secondo Pagliaro, l’azienda sanitaria deve assumersi la responsabilità di questo grave disservizio che mette a rischio la sicurezza dei cittadini, vittime di quella che viene definita una evidente inefficienza gestionale.

La situazione richiede un intervento immediato da parte delle autorità sanitarie per ripristinare un servizio essenziale per la popolazione del Capo di Leuca, garantendo la necessaria copertura del territorio con mezzi di soccorso efficienti e personale operativo.

Chieste le manette per 3 sindaci salentini

Una vera e propria bomba giudiziaria esplode nel Salento, confermando i sospetti di un “sistema” radicato che da anni gestisce appalti e risorse pubbliche. Il Giudice per le Indagini Preliminari di Lecce, Stefano Sala, ha notificato una richiesta di arresto preventivo per 25 persone, tra cui spiccano i nomi di tre primi cittadini: Ernesto Toma di Maglie, Antonio Rocco Cavallo di Ruffano e Salvatore Sales di Sanarica.

L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento della PM Maria Vallefuoco, ha portato alla luce un intricato sistema di corruzione che coinvolge amministratori pubblici, imprenditori e dipendenti di ditte appaltatrici. Le accuse sono pesantissime: corruzione, anche elettorale, falso, turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture e persino associazione a delinquere.

Al centro dell’indagine, gli appalti per la manutenzione del verde pubblico, gestiti dalla ditta dei fratelli Marco e Graziano Castrignanò. Secondo gli inquirenti, gli imprenditori avrebbero “ripagato” i favori ricevuti con prestazioni personali, come la ristrutturazione dell’abitazione del sindaco Toma e la fornitura gratuita di addobbi floreali per un matrimonio.

Questa inchiesta rappresenta solo la punta dell’iceberg di un sistema collaudato che pervade l’intero territorio salentino, e che non vede coinvolti solo privati e aziende fornitrici, ma anche associazioni del terzo settore e determinate frange politiche che continuano a contendersi bandi e finanziamenti regionali a suon di raccomandazioni e amichettismo becero. Un modus operandi che continuiamo a vedere espresso anche alla luce del sole di Ugento, dove analoghe logiche di distribuzione di risorse pubbliche, spesso assegnate direttamente agli amici interessati, fanno si di conservare il consenso elettorale e finanziare le future campagne elettorali. Questioni politiche e morali prima che giudiziarie, e che dimostrano come i partiti abbiano perso ogni tipo di funzione, compresa quella della selezione e dell’educazione di una classe dirigente che sia degna di questo nome.

Sia il sindaco Toma che il sindaco Cavallo hanno rilasciato dichiarazioni in cui professano la loro innocenza. Gli interrogatori, previsti per il 4 febbraio secondo la nuova modifica del codice, rappresenteranno un momento cruciale per fare chiarezza su questa vicenda che sta scuotendo le fondamenta del potere locale.

Questa indagine potrebbe rappresentare solo l’inizio di un effetto domino destinato a rivelare l’estensione reale di un sistema che ha trasformato la gestione della cosa pubblica in un meccanismo di potere e controllo del territorio attraverso la distribuzione strategica di risorse pubbliche. Questo almeno è quello che possiamo sperare.

Questi intanto i comunicati dei sindaci coinvolti:

“Tengo a chiarire sin da subito -commenta in una nota- la mia completa estraneità rispetto alle accuse. Nella mia carriera politica ho sempre operato in maniera trasparente, per il bene della collettività. Mai ho tradito la fiducia della mia comunità, né tanto meno ho utilizzato la mia posizione per tornaconto personale o per favorire terzi”. “Confido -conclude- che la giustizia, nell’offrirmi la possibilità di chiarire ogni equivoco, mi permetterà di far luce su questo e di dimostrare la mia innocenza. Al contempo, vigilerò affinché il peso di questa indagine non ricada sul bene di Ruffano e della sua comunità. Qualora questo dovesse succedere, sarò pronto a fare un passo indietro rimettendo la mia carica”.

Antonio Cavallo

“I miei avvocati chiederanno a breve i documenti in modo da poterne capire di più. Sono sereno, affronterò con determinazione l’interrogatorio, forte della mia innocenza. Non ho nulla da rimproverarmi e non ho mai piegato la mia funzione di sindaco a interessi personali”

Ernesto Toma,

OLEOTURISMO, UNA NUOVA OPPORTUNITÀ PER CONOSCERE E DEGUSTARE LA PUGLIA

Da giovedì 30 gennaio EVOLIO a Bari con Pugliapromozione mette insieme la filiera del turismo dell’olio

In un mondo dove la scoperta e l’apprezzamento del patrimonio culinario sembrano avere un ruolo sempre più fondamentale, la Puglia offre un nuovo modo di conoscere, amare e valorizzare il territorio: l’Oleoturismo. Secondo quanto riportato dal sito ufficiale della Regione Puglia, si tratta di un modo originale e innovativo di viaggiare alla scoperta di sapori, saperi, tradizioni che si intrecciano con la storia, la cultura, l’arte e gli scenari naturali di un territorio unico.

L’oleoturismo è una tipologia di turismo enogastronomico che porta i visitatori alla scoperta dell’olivicoltura e della produzione di olio extravergine d’oliva, vero e proprio emblema del Salento, seppur in un momento di crisi legata alla xylella.

La Puglia, seconda solo alla Spagna tra le principali produttrici di olio d’oliva nel mondo, offre un’opportunità per conoscere e degustare una delle eccellenze della gastronomia locale: l’olio extravergine d’oliva. Qui, passeggiare tra gli oliveti secolari, le storiche frantoiane e le aziende produttrici di olio non è solo un viaggio gustativo, ma diventa un’immersione nel cuore della tradizione e della cultura pugliese.

“L’apertura della fiera Evolio Expo a Bari è un’occasione imperdibile per celebrare il legame indissolubile tra la Puglia e il nostro olio extravergine d’oliva, un vero e proprio ambasciatore della nostra meravigliosa terra nel mondo – ha detto Gianfranco Lopane, assessore al Turismo della Regione Puglia – . Il turismo enogastronomico, in continua crescita, rappresenta una risorsa fondamentale per lo sviluppo sostenibile e per la valorizzazione dei nostri prodotti tipici. Con eventi come questo, rafforziamo il nostro impegno, nella sinergia tra assessorati della Regione Puglia e accanto alle nostre imprese, nel promuovere una Puglia autentica e innovativa, con l’obiettivo di costruire una destinazione sempre più internazionale e attrattiva”.

Così, il turista diventa protagonista di un viaggio emozionale e sensoriale, in cui il contatto con la natura e le persone che vivono quotidianamente nel rispetto di antiche tradizioni diventa un momento di insostituibile apprendimento e condivisione.

La Puglia, con i suoi oliveti ancestrali e le sue tradizioni culinarie radicate, diventa pertanto un esempio lampante di come patrimonio gastronomico e rispetto per la natura si fondano insieme, per creare un’esperienza turistica di valore, in grado di attrarre ogni anno migliaia di visitatori.

“Per la Puglia l’enogastronomia è molto più di un giacimento culturale, visto che da tre anni è stato individuato come uno dei cinque Prodotti Turistici che possono spingere a visitare la nostra regione tutto l’anno. Evolio, a Bari, rappresenta un altro tassello verso la consapevolezza da parte dei turisti e della ristorazione del valore identitario nonché salutistico e gustativo dell’olio extra vergine di oliva pugliese – ha detto Luca Scandale, direttore generale di Pugliapromozione -. Noi stiamo investendo già da anni sulle potenzialità dell’enogastronomia, anche per il turismo oltre che per lo sviluppo economico dell’agroalimentare. A supporto di tutto ciò ci sono i dati del più recente Rapporto Turismo Enogastronomico Italiano, voluto da Roberta Garibaldi che in Evolio sarà ospite di un talk sull’oleoturismo. Al secondo posto dopo il vino (38,1% delle preferenze) nell’immaginario collettivo nazionale delle icone enogastronomiche del Belpaese c’è l’olioextravergine di oliva (24%), ben prima di pizza (22%) e pasta (15%)”.

 

Atlante dei Tumori 2024: Ugento e l’impatto ambientale della discarica di Burgesi

L’Unità Operativa ‘Registro Tumori’ ASL Lecce, in collaborazione con il Coordinamento del Registro Tumori Puglia presso l’AReSS Puglia presentaziono dell’Atlante dei Tumori 2024, un documento che analizza l’incidenza, la prevalenza e la sopravvivenza dei tumori nei 96 Comuni della provincia di Lecce, con particolare attenzione al periodo pandemico 2015-2020.

La presentazione si svolgerà presso il Centro Congresso di Ecotekne dell’Università del Salento, il prossimo 1° febbraio alle ore 9:00

L’obiettivo è quello di fornire una mappatura epidemiologica dettagliata delle patologie oncologiche nel territorio leccese, con particolare attenzione alle aree a maggior rischio.

Il nuovo Atlante dei Tumori 2024 si prepara quindi a gettare nuova luce sulla situazione oncologica della provincia di Lecce, con particolare rilevanza per comuni come Ugento, dove l’impatto ambientale ha lasciato un segno profondo sulla salute pubblica.

“Le mappe del rischio di tumore a livello comunale rappresentano una novità rispetto ai report del passato,” ha dichiarato la Dott.ssa Anna Melcarne, Dirigente Registro Tumori ASL Lecce, sottolineando l’importanza di questo strumento per le attività di prevenzione territoriale.

Il Direttore generale di ASL Lecce, Stefano Rossi, ha evidenziato come questa mappatura epidemiologica permetterà di “identificare le aree a maggior rischio e di costruire e supportare adeguate politiche sanitarie territoriali.”

Di particolare interesse saranno i dati riguardanti Ugento e la frazione di Gemini, zone che da anni subiscono le conseguenze dell’inquinamento ambientale. Al centro dell’attenzione resta la discarica Monteco di Burgesi, un impianto che si eleva per 12 metri dal livello del suolo, la cui ultima sopraelevazione risale al periodo in cui Massimo Lecci ricopriva la carica di assessore all’ambiente del comune di Ugento. Non è un caso che l’impatto ambientale di questa struttura è stata confermata anche da sentenze giudiziarie che ne hanno riconosciuto gli effetti negativi sul territorio.

L’Atlante, che arriva a tre anni di distanza dall’ultimo report del 2021, si propone come uno strumento fondamentale per comprendere l’evoluzione delle patologie oncologiche nel territorio e pianificare interventi mirati di prevenzione e tutela della salute pubblica. I dati, che coprono il periodo dal 2015 al 2020, includeranno anche un’analisi dell’impatto della pandemia sulle patologie tumorali nel territorio leccese.

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