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Caso Burgesi: le reazioni di Laura De Nuzzo

La protesta contro la riapertura di Burgesi non è solo una questione ambientale, ma un simbolo della lotta per la dignità e il rispetto del territorio salentino. Nel comunicato stampa diffuso dall’Avv. Laura De Nuzzo, Consigliere Comunale della Lega di Ugento, si legge una ferma condanna verso le scelte della Regione Puglia, accusata di voler trasformare il Salento nella “pattumiera della Puglia”.

“La politica ha il dovere di proteggere i cittadini, non di condannarli”, si legge nel comunicato, che denuncia la mancanza di una posizione chiara e determinata da parte dell’amministrazione comunale di Ugento. La delusione nei confronti della giunta attuale è palpabile, soprattutto alla luce delle promesse fatte nel 2021 e delle battaglie politiche che oggi sembrano essere state dimenticate.

Uno degli aspetti più controversi della vicenda riguarda la posizione della Regione Puglia. Durante un’audizione in Commissione Ambiente, il direttore del Dipartimento Ambiente ha dichiarato che la Puglia non è in emergenza rifiuti. Questo solleva un interrogativo cruciale: se non c’è emergenza, perché si vuole riaprire Burgesi?

Secondo i manifestanti, la riapertura della discarica sarebbe motivata da meri calcoli economici, con l’obiettivo di ottenere fondi dal ristoro ambientale a scapito della salute dei cittadini. Inoltre, l’assenza dell’Assessore Triggiani all’audizione è stata interpretata come un segnale di disinteresse e di mancanza di trasparenza.

Dopo mesi di silenzio e di mancate risposte, arriva il colpo di scena: la Presidente del Consiglio Regionale della Puglia, Loredana Capone, ha inviato un’istanza formale al Presidente della Regione Michele Emiliano e all’Assessore Serena Triggiani, chiedendo il rinvio degli effetti della Delibera Regionale per permettere “un ulteriore confronto con le comunità locali”.

Il tempismo di questa richiesta ha sollevato sospetti tra i cittadini e gli attivisti, che leggono in questa mossa un tentativo di arginare la protesta in vista di possibili ripercussioni politiche. “Perché solo ora ci si accorge delle proteste?”, si chiedono i manifestanti, ritenendo che la richiesta di rinvio sia solo una strategia per guadagnare tempo e smorzare la mobilitazione.

Il messaggio dei cittadini di Ugento e del Salento è chiaro: non si accettano compromessi, non ci si accontenta di un semplice rinvio, si pretende l’annullamento definitivo della delibera. La mobilitazione continuerà con manifestazioni e azioni di protesta per impedire che la discarica Burgesi venga riaperta.

“Le barricate sono pronte”, affermano con determinazione gli oppositori del provvedimento. “Scenderemo in piazza con la forza della nostra voce, con il peso della nostra indignazione e con il coraggio di chi sa che questa è una battaglia di giustizia, di dignità, di sopravvivenza.”

Il comunicato originale:

COMUNICATO STAMPA

NO ALLA RIAPERTURA DELLA DISCARICA BURGESI: È IL MOMENTO DELLE BARRICATE!

Ugento, il Salento, la Puglia intera sono nuovamente sotto attacco. Ancora una volta, i cittadini vengono traditi da una politica miope e irresponsabile, che invece di difendere il territorio e la salute pubblica, sceglie di arrendersi agli interessi di pochi. 

Vogliono riaprire Burgesi, vogliono trasformare il nostro Salento nella pattumiera della Puglia! 

Questa battaglia non è solo una questione ambientale, è una questione di dignità, di rispetto per la nostra terra e per chi ci vive. La politica ha il dovere di proteggere i cittadini, non di condannarli, ma ieri, durante il Consiglio Comunale di Ugento, è andata in scena l’ennesima farsa: una maggioranza comunale incapace di imporsi, un’amministrazione che non ha mai avuto la forza di farsi rispettare e di alzare la testa.

Ricordiamo bene le promesse fatte ai cittadini dall’attuale giunta comunale nel 2021, le urla sui tavoli della Provincia, le dichiarazioni infuocate di chi oggi invece si defila e lascia che la Regione imponga le sue scelte. E che dire dell’audizione in Commissione Ambiente in Regione Puglia? Un altro spettacolo grottesco: la politica di maggioranza, che dovrebbe difendere Ugento e l’intero Salento, si è dimostrata completamente inadeguata e incompetente. L’unica persona che avrebbe dovuto parlare con decisione e determinazione a tutela del territorio – l’Assessore Triggiani – ha scelto di non presentarsi. Una fuga, un tradimento ai danni della nostra comunità!

Eppure, durante quell’audizione, il direttore del Dipartimento Ambiente della Regione ha dichiarato chiaramente che la Puglia non è in emergenza rifiuti. E allora perché si riapre Burgesi? Perché si insiste su un impianto che ha già superato del 50% la sua capacità iniziale? Forse perché qualcuno ha già fatto i conti e ha deciso che i soldi del ristoro ambientale valgono più della salute dei cittadini? Forse perché si gioca sulla pelle dei cittadini per salvare le amministrazioni amiche che non sanno come gestire i rifiuti?

E come se non bastasse il teatrino messo in scena fino a ieri, immediatamente dopo il Consiglio Comunale di Ugento, ecco che arriva puntuale l’ennesimo colpo di scena: un’istanza formale della Presidente del Consiglio Regionale della Puglia, Loredana Capone, indirizzata al Presidente della Regione Michele Emiliano e all’Assessore alle Politiche Ambientali Serena Triggiani. Un documento che, guarda caso, prende improvvisamente le distanze dalla decisione di riapertura imminente di Burgesi e chiede il rinvio degli effetti della Delibera Regionale, sostenendo la necessità di un “ulteriore confronto con le comunità locali”.

Strano tempismo, non è vero? Per mesi, la Regione ha ignorato le richieste dei sindaci, dei cittadini, delle associazioni ambientaliste. Per mesi, chi aveva il potere di fermare questa follia ha fatto finta di niente, lasciando che il piano di devastazione ambientale andasse avanti senza il minimo ostacolo. Nessuno ha mai avuto il coraggio di mettere nero su bianco una presa di posizione chiara, di opporsi fermamente a questo scempio.

E poi, all’improvviso, quando la protesta esplode e Ugento si prepara alla battaglia, Loredana Capone fiuta il pericolo, sente il vento cambiare e si affretta a prendere le distanze dalla decisione della sua stessa maggioranza in Regione.

Forse la paura di perdere consensi elettorali inizia a farsi sentire? Forse qualcuno ha capito che questa volta la gente non starà zitta e che non basteranno promesse vuote per calmare la rabbia? Perché il dubbio è legittimo: se davvero la Regione non è in emergenza rifiuti, se davvero ci sono dubbi sulla delibera, perché solo ora si chiede un rinvio? Perché solo adesso ci si accorge delle proteste? Perché, cara Presidente Capone, non ha mosso un dito quando si poteva davvero impedire questo disastro? Perché solo ora chiede di “approfondire”, quando il popolo è già sul piede di guerra?

Ma noi non ci facciamo prendere in giro! Non bastano le lettere di facciata, non ci accontentiamo di un rinvio tattico pensato solo per prendere tempo e far scemare la protesta! Vogliamo fatti concreti! Vogliamo che questa delibera venga cancellata, non solo sospesa per qualche mese! Vogliamo che Burgesi sia definitivamente esclusa dai piani della Regione per lo smaltimento dei rifiuti!

E soprattutto, vogliamo che i cittadini vengano rispettati! Questa terra non è più disposta ad aspettare, a subire, a essere trattata come il tappeto sotto cui nascondere i problemi della Regione.

Le barricate sono pronte. Scenderemo in piazza, ci opporremo con la forza della nostra voce, con il peso della nostra indignazione, con il coraggio di chi sa che questa è una battaglia di giustizia, di dignità, di sopravvivenza. Se pensano di seppellire Ugento sotto una montagna di rifiuti e silenzi, troveranno un muro di cittadini pronti a resistere. Non barattiamo la salute con elemosine, vogliamo che la nostra terra sia rispettata! E questa volta non arretreremo di un millimetro.

Perché la voce di un popolo che difende la propria casa non si spegne, la rabbia di chi ama la propria terra non si ignora e la volontà di chi lotta per il futuro non si piega!

SALENTO UNITO CONTRO LA RIAPERTURA DI BURGESI: QUESTA È LA NOSTRA LOTTA!

Avv. Laura De Nuzzo, Consigliere Comunale Lega di Ugento

Caso Burgesi: la posizione di Loredana Capone

Dopo il consiglio straordinario tenutosi a Ugento sulla questione della discarica di Burgesi, arriva una presa di posizione ufficiale da parte della Presidente del Consiglio Regionale della Puglia, Loredana Capone. Con una lettera indirizzata al Presidente della Giunta Regionale, Michele Emiliano, e all’Assessora alle Politiche Ambientali, Serena Triggiani, la Capone ha chiesto un rinvio dell’efficacia della Delibera di Giunta Regionale (DGR) n. 130 dell’11 febbraio 2025.

La delibera prevede la sopraelevazione della discarica Soccorso Burgesi e la riattivazione della discarica di Corigliano d’Otranto. Una decisione che ha generato forti preoccupazioni tra i sindaci della provincia di Lecce e le associazioni ambientaliste, allarmati dalle possibili conseguenze sulla salute pubblica e sull’ambiente.

Nella sua missiva, la Capone evidenzia che, secondo le dichiarazioni ufficiali della Regione Puglia, non esiste al momento uno stato di emergenza nella gestione dei rifiuti tale da giustificare interventi straordinari. Inoltre, sottolinea che le modifiche al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGRU) dovrebbero essere oggetto di un approfondito confronto con le comunità territoriali coinvolte, anche alla luce dei dati dei monitoraggi ambientali già effettuati.

Nel frattempo, il Comune di Ugento ha annunciato la volontà di presentare un ricorso al TAR contro la delibera regionale. Una decisione che arriva dopo il consiglio comunale straordinario in cui il tema è stato al centro del dibattito. Tuttavia, sul fronte politico si registrano divergenze significative all’interno del Partito Democratico: mentre alcuni membri del PD di Presicce-Acquarica hanno espresso pubblicamente il loro dissenso, i rappresentanti PD di Ugento hanno scelto di non rilasciare dichiarazioni, nonostante le sollecitazioni ricevute nel corso dell’assemblea da parte dei consiglieri Tiziano Esposito e Laura De Nuzzo.

Questi ultimi hanno puntato il dito contro l’amministrazione comunale, accusandola di non essere in grado di farsi rispettare dagli esponenti regionali dello stesso schieramento politico, nonostante il sostegno ricevuto durante le campagne elettorali e le celebrazioni ufficiali.

La richiesta della Presidente Capone potrebbe aprire un nuovo scenario nel dibattito sulla gestione dei rifiuti in Salento. Se il Governo regionale accoglierà l’appello, si aprirebbe la possibilità di un confronto più ampio con amministrazioni locali e cittadini. Se invece la Regione procederà senza modifiche, il caso potrebbe presto arrivare sui banchi del Tribunale Amministrativo Regionale.

La comunità locale, intanto, resta in allerta, mentre il dibattito continua a infiammare il fronte politico. Resta da vedere se la Regione sarà disponibile ad un ripensamento o se prevarrà la linea della fermezza sulle decisioni già prese.

Intanto, la questione Burgesi sembra destinata a segnare ulteriormente gli equilibri politici locali e regionali nei prossimi mesi.

lettera di Loredana Capone su Burgesi

Il comunicato di Tiziano Esposito dopo l’audizione in regione

Il consigliere comunale di Ugento, Tiziano Esposito, che ha partecipato alla recente audizione in Commissione Ambiente della Regione Puglia, ha espresso la sua posizione con un comunicato pubblicato sui suoi canali social. Nel post racconta come durante l’incontro, una dichiarazione del direttore del Dipartimento Ambiente della Regione abbia attirato la sua attenzione:

“La Regione Puglia non si trova in uno stato di emergenza rifiuti”.

Una precisazione che contrasta con le recenti decisioni della Giunta Emiliano, che l’11 febbraio ha approvato un aggiornamento del Piano Rifiuti, prevedendo l’ampliamento di discariche già sature, come quella di Ugento. Esposito e altri amministratori locali si chiedono perché si sia scelto di procedere in questa direzione invece di attuare le misure previste nel Piano Rifiuti del 2021, che contemplavano la riapertura della discarica di Conversano e la costruzione di un nuovo impianto a Cerignola.

Secondo Esposito, la mancata attuazione di queste soluzioni ha portato la Regione a una scelta definita “inaccettabile”, ricorrendo ancora una volta a siti già compromessi, con conseguenze ambientali e sanitarie devastanti per le comunità locali. “Perché continuare a martoriare un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini di salute e ambiente?” si chiede il consigliere, evidenziando l’allarme lanciato dai sindaci di Ugento, Presicce Acquarica, Salve e Taurisano.

La discarica di Ugento, secondo Esposito, ha già accolto circa il 50% in più dei volumi di rifiuti previsti, su un terreno carsico fragile dal punto di vista idrogeologico, con gravi conseguenze sanitarie per la popolazione locale. La scelta della Regione di sopraelevare ulteriormente la discarica è dunque fortemente contestata. “Non ci sono ragioni né tecniche né economiche per giustificare questa decisione”, sottolinea Esposito, ribadendo la ferma opposizione alla misura.

Un’altra questione evidenziata è l’assenza dell’assessora regionale all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio, che per la seconda volta non ha partecipato all’audizione, evitando di fornire risposte sulle scelte politiche della Giunta. “Prima o poi dovranno darle queste risposte”, afferma Esposito, suggerendo che le decisioni assunte potrebbero essere influenzate da dinamiche elettorali, con le regionali all’orizzonte.

L’opposizione del territorio resta ferma: “Continueremo a batterci contro decisioni che minacciano il benessere e il futuro delle nostre comunità, prese senza un reale confronto con chi rappresenta questi territori”, conclude Esposito. La battaglia per la gestione dei rifiuti in Puglia è tutt’altro che conclusa, e il tema rischia di diventare un nodo cruciale della prossima tornata elettorale.

Lecci ed Esposito in audizione nella V commissione regionale

Si è tenuta ieri una seduta straordinaria della V Commissione consiliare della Regione Puglia, convocata su richiesta dei consiglieri regionali Paolo Pagliaro e Cristian Casili, per discutere della controversa questione dell’apertura della discarica di Ugento.

A rappresentare la città di Ugento erano presenti il vice sindaco Massimo Lecci e il consigliere comunale Tiziano Esposito, affiancati dai sindaci dei comuni limitrofi Taurisano, Presicce-Acquarica e Salve, tutti uniti nella volontà di tutelare il territorio.

La seduta si è concentrata sull’analisi del programma già approvato nel 2021 dalla Regione Puglia in tema di gestione dei rifiuti, alla luce della delibera di giunta dello scorso gennaio che ha sancito la riattivazione della discarica di Ugento. Il dirigente regionale intervenuto ha chiarito che non esiste attualmente una crisi ambientale legata ai rifiuti in Puglia, ma che l’apertura della discarica di Ugento risulta inevitabile a causa del ritardo nell’attuazione del piano regionale già approvato.

Una posizione ribadita con forza anche dal vice sindaco Massimo Lecci, che ha espresso apertamente il proprio dissenso verso la decisione regionale di bloccare l’apertura della discarica di Corigliano d’Otranto, sostenendo che tale scelta ha avuto come diretta conseguenza l’attuale pressione sul territorio di Ugento. Tra Lecci e il consigliere regionale Pagliaro si è registrato un acceso confronto, con quest’ultimo che invece ha sottolineato la necessità di impedire qualsiasi apertura di nuove discariche sul territorio salentino, per proteggere ulteriormente la salute ambientale e pubblica della regione.

Intervenuto con dati alla mano, il consigliere comunale di Ugento, Tiziano Esposito, ha ricordato il pesante tributo pagato dalla sua città nel corso degli anni, evidenziando la natura fragile e particolarmente sensibile del terreno sul quale sorge la discarica. Esposito ha sottolineato come Ugento abbia già accolto una quantità di rifiuti doppia rispetto a quella inizialmente programmata, dovendo inoltre subire l’arrivo di rifiuti provenienti da ambiti territoriali diversi rispetto al proprio bacino.

La seduta si è conclusa ribadendo l’urgenza di trovare soluzioni condivise per alleggerire il peso ambientale e sociale imposto alla città di Ugento e ai comuni circostanti, nonostante la decisione della giunta regionale sembra essere confermata.

Xylella fastidiosa nel settore vitivinicolo: emergenza e strategie di intervento

La diffusione della Xylella fastidiosa continua a rappresentare una grave minaccia per il settore agricolo salentino. Dopo aver colpito in maniera devastante gli ulivi, ora la preoccupazione cresce anche nel comparto vitivinicolo. La presenza di ceppi del batterio che attaccano la vite è stata confermata nei giorni scorsi, generando un allarme che ha spinto il presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva, a convocare un incontro urgente dell’Unità Operativa per lo Sviluppo (UOS).

Il prossimo martedì 11 marzo, alle ore 11, presso la sala consiliare di Palazzo dei Celestini a Lecce, si terrà una riunione per affrontare la situazione e delineare strategie di contrasto alla diffusione della Xylella nel settore vitivinicolo.

“Il nostro territorio continua da anni a fronteggiare una delle sfide fitosanitarie più dure d’Europa”, ha dichiarato Minerva. “Abbiamo voglia di occuparci dei problemi che affliggono l’agricoltura, nonostante la riforma abbia tentato di levarci le competenze specifiche.”

La diffusione della Xylella nelle viti rappresenta un problema serio per l’economia del Salento, che si regge in parte sulla produzione vinicola. La possibilità che il batterio possa compromettere anche questa coltura chiave ha spinto la Provincia a farsi promotrice di un confronto istituzionale e tecnico per individuare misure concrete.

Durante l’incontro, oltre all’analisi della situazione emergenziale, verrà illustrato anche lo stato di avanzamento del Progetto Pilota SaL.E., finanziato nell’ambito dei Patti Territoriali. Questo progetto mira a promuovere pratiche agricole innovative e sostenibili per mitigare l’impatto della Xylella e prevenire ulteriori danni alle coltivazioni. L’attenzione sarà rivolta non solo alla vite, ma anche alla sperimentazione di nuove tecniche per la resilienza delle colture colpite.

La convocazione della UOS rappresenta un passo cruciale per affrontare l’emergenza con un approccio coordinato tra istituzioni e operatori del settore. Il presidente Minerva auspica che dall’incontro possano emergere proposte concrete da portare all’attenzione delle autorità regionali e nazionali, affinché la Xylella non comprometta ulteriormente il patrimonio agricolo del Salento.

L’attenzione resta alta, mentre agricoltori e produttori vitivinicoli attendono risposte chiare e tempestive per proteggere le loro attività da un nemico invisibile ma devastante.

Pagliaro smentisce Lecci: “IL SALENTO HA GIÀ PAGATO TROPPO”

Il Salento torna al centro della discussione sulla gestione dei rifiuti in Puglia. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro, ha ribadito con fermezza la sua opposizione all’ampliamento della discarica di Burgesi a Ugento e all’attivazione dell’impianto di Corigliano d’Otranto, mai entrato in funzione a causa dei potenziali rischi ambientali.

La presa di posizione arriva dopo l’audizione in Commissione Ambiente, richiesta dallo stesso Pagliaro, per fare chiarezza sulla delibera dell’11 febbraio scorso con cui la Giunta Emiliano ha aggiornato il Piano Rifiuti, prevedendo l’aumento delle volumetrie di tre impianti già saturi, tra cui due nel Salento.

Pagliaro ha espresso la propria indignazione per la continua penalizzazione del Salento nella gestione dell’emergenza rifiuti. “Se la Puglia non è in emergenza rifiuti – come ha dichiarato oggi in audizione il direttore del dipartimento Ambiente della Regione – perché c’è bisogno di ampliare discariche già sature come Burgesi o di mettere in funzione l’impianto di Corigliano, realizzato sopra una falda acquifera che disseta l’80% del Salento?”, ha dichiarato il consigliere.

Pagliaro ha poi puntato il dito contro la Giunta Emiliano, responsabile – a suo dire – della situazione attuale:

“Dopo aver scelto di continuare a conferire i rifiuti indifferenziati nelle discariche private, con costi sempre più alti per i cittadini pugliesi, ora decide di aumentare i volumi di impianti già saturi per far posto ai rifiuti della discarica di Autigno, ormai al collasso”.

Durante l’audizione, il consigliere ha dato voce alla protesta dei sindaci e dei rappresentanti dei territori di Ugento, Presicce Acquarica, Salve e Taurisano, che hanno manifestato il loro rifiuto a ulteriori sacrifici ambientali. “Siamo stanchi di essere considerati la pattumiera di Puglia – ha affermato Pagliaro – e non accetteremo che la nostra salute venga messa in secondo piano per ragioni di emergenza”.

Particolarmente forte la critica nei confronti della proposta della Giunta regionale di una riduzione della Tari per compensare l’ampliamento della discarica di Ugento. “Non c’è prezzo che valga quanto la salute – ha dichiarato Pagliaro – questa proposta è un’offesa, non un incentivo”.

La posizione espressa da Pagliaro appare diametralmente opposta a quella sostenuta in Consiglio comunale dal “sindaco” di Ugento, Massimo Lecci, che governa il comune con un’amministrazione retta proprio da Fratelli d’Italia. Questo contrasto solleva interrogativi sulla coerenza della linea politica del partito, che ora è chiamato ufficialmente a prendere una decisione chiara e comprensibile, che vada oltre le sterili dichiarazioni di rito espresse dal neo coordinatore cittadino Graziano Greco.

Infatti, risulta singolare leggere le dichiarazioni del consigliere regionale Pagliaro contro l’ampliamento della discarica, mentre dall’amministrazione comunale di Ugento – di cui fanno parte due assessori dello stesso suo partito – si registra un silenzio assordante, culminato in un attacco frontale a Corigliano d’Otranto ed il suo sindaco. Tale incongruenza evidenzia una mancanza di coerenza tra i diversi livelli istituzionali di Fratelli d’Italia, che ora dovranno chiarire la propria posizione sul futuro della discarica di Burgesi.

Di fronte a quella che definisce “l’ennesima ingiustizia ai danni del Salento”, Pagliaro ha annunciato la disponibilità a una mobilitazione congiunta con cittadini e amministratori locali. “Siamo pronti alle barricate – ha affermato – e chiediamo un confronto diretto con il presidente Emiliano e l’assessora Triggiani in una nuova audizione che abbiamo richiesto con urgenza”.

Il dibattito sulla gestione dei rifiuti in Puglia, dunque, si accende nuovamente, con il Salento che si oppone compatto all’ipotesi di nuovi conferimenti di rifiuti nelle proprie discariche. La battaglia per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica è aperta, e nei prossimi giorni si attendono sviluppi sulla richiesta di un confronto diretto tra Regione e territori interessati.

Il paesaggio necessario: a Lecce un evento per tutelare e riqualificare il territorio salentino

Dal 13 al 16 marzo 2025, la Sezione Sud Salento di Italia Nostra organizza un ciclo di incontri e mostre per sensibilizzare sul valore del paesaggio e sulla sua salvaguardia.

Lecce si prepara ad accogliere “Il Paesaggio Necessario”, un’iniziativa promossa da Italia Nostra – Sezione Sud Salento in occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio 2025. L’evento, che si terrà dal 13 al 16 marzo presso il Chiostro del 500 e il Convitto Palmieri, mira a promuovere la tutela e la riqualificazione del territorio salentino, attraverso un programma ricco di convegni, mostre e dibattiti con esperti del settore.

Un programma per il futuro del paesaggio salentino

L’iniziativa si apre giovedì 13 marzo alle ore 10.00 con l’inaugurazione delle mostre De R.E. (Il paesaggio reso visibile), Il paesaggio salentino visto dagli studenti e Il paesaggio salentino nella fotografia storica. Alla cerimonia interverranno Marcello Seclì, presidente di Italia Nostra – Sud Salento, e Giaconi Zizza, componente del Consiglio Direttivo dell’associazione. Seguirà un convegno sul Ruolo delle Istituzioni per il risanamento del paesaggio, che vedrà la partecipazione di rappresentanti della Soprintendenza, della Regione Puglia e di studiosi del territorio.

Venerdì 14 marzo alle ore 17.30 si terrà l’incontro Il Piano Paesaggistico Territoriale della Puglia: a dieci anni dalla sua approvazione, con l’intervento di autorevoli relatori tra cui Anna di Donfrancesco del Politecnico di Bari e Francesca Riccio della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

Sabato 15 marzo alle ore 9.30 sarà invece dedicato al convegno Quale futuro per il nostro paesaggio?, un approfondimento sugli scenari e le azioni per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio paesaggistico pugliese. Tra i partecipanti, Fabio Lazzari della Facoltà di Architettura di Firenze, Fabio Tarantino dell’Università del Salento e il giornalista Ennio Ciriolo.

Il valore della memoria e della riqualificazione

A supporto del programma, un’esposizione fotografica documenterà lo stato attuale di alcuni siti simbolo del degrado paesaggistico nel Salento, tra cui gli opifici abbandonati dell’ex Ittica di Ugento, la Chiesa di San Salvatore a Sannicola e la struttura balneare in degrado a Gallipoli.

L’evento si concluderà domenica 16 marzo con un Flash Mob per sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità di una tutela attiva e partecipata del paesaggio.

Con il patrocinio di enti istituzionali e in collaborazione con l’Università del Salento, l’iniziativa rappresenta un’occasione preziosa per riflettere sul futuro del territorio e sulle azioni da intraprendere per la sua riqualificazione.

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