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Porto Cesareo, barile contro gli scogli

PORTO CESAREO – Scongiurato il pericolo di un disastro ambientale a Porto Cesareo. Un bidone pieno di olio e petrolio è andato ad infrangersi sugli scogli in località “Primo Ponte”, rompendosi e sversando in mare il suo contenuto. Altissimo il rischio di un danno gravissimo per il mare, subito arginato fortunatamente dall’intervento dell’Amministrazione Comunale, del personale della Capitaneria di Porto e dell’Area Marina Protetta. Una ditta specializzata, attraverso sistemi di lavaggio degli scogli e di aspirazione dei liquidi, è riuscita a recuperare la quasi totalità del materiale petrolifero, salvando l’habitat marino. Un rischio enorme, quello corso anche in previsione di condizioni meteo avverse in arrivo. Si è trattato di un intervento straordinario portato a termine in pochissimo tempo e con eccellenti risultati.

 L’intervento tempestivo ha permesso di minimizzare l’impatto negativo sull’ecosistema marino di Porto Cesareo, una delle aree più preziose del Salento.

 

La storia si ripete nel parco di Ugento: nuovo scempio pubblico

Una nuova, preoccupante segnalazione raggiunge la redazione di OzaNews riguardo il Parco Naturale Regionale “Litorale di Ugento”. A quattro anni di distanza dal sequestro operato dai Carabinieri Forestali nel 2020, la storia sembra ripetersi con inquietanti similitudini, in un territorio dove le notizie scomode sembrano dissolversi nel nulla, inghiottite dal silenzio mediatico.

Un nostro lettore denuncia una devastazione ambientale di proporzioni significative nell’area del bacino Ulmo. Il danno è evidente: una striscia di territorio larga circa tre metri è stata completamente divelta lungo l’intero sviluppo del bacino e del canale adiacente. L’intervento ha causato la distruzione di un habitat prioritario protetto dalla Direttiva europea 92/43/CEE, zona umida che ospitava specie vegetali caratteristiche di questi ambienti.

Particolarmente grave è la perdita di migliaia di esemplari di orchidee spontanee, tra cui l’Anacamptis palustris, specie protetta e inserita nella lista rossa nazionale. Un patrimonio naturalistico di inestimabile valore, cancellato in nome di presunti interventi di sistemazione dell’area.

La vicenda assume contorni ancora più foschi considerando la risposta del direttore del Parco, Giuseppe Scordella, che, informato dei fatti, non avrebbe potuto fare altro che alzare le spalle di fronte all’accaduto. Un gesto che simboleggia una preoccupante impotenza istituzionale di fronte a quello che appare come un vero e proprio attentato alla biodiversità.

Del precedente caso del 2020, quando un intervento di riqualificazione finanziato dalla Regione Puglia con 5 milioni di euro fu bloccato dai Carabinieri Forestali per difformità progettuali e utilizzo improprio di materiali inerti, si sono perse le tracce. Come tante altre vicende scottanti di questo territorio, anche quella è stata sepolta sotto una coltre di silenzio, in un contesto dove l’informazione giornalistica autentica e indipendente non ha mai trovato terreno fertile. Al suo posto, una narrazione edulcorata del territorio, fatta di comunicati stampa su sagre paesane e festival della pizzica, generosamente finanziata con denaro pubblico.

Oggi, come allora, ci troviamo di fronte a un paradosso: opere pubbliche che, invece di valorizzare e proteggere il territorio, finiscono per devastarlo. La domanda sorge spontanea: chi vigila realmente sulla tutela di questi preziosi ecosistemi? Come è possibile che, nonostante i precedenti e le normative di protezione ambientale, simili scempi possano ancora verificarsi?

La redazione di OzaNew continuerà a monitorare la situazione, dando voce a chi, come il nostro lettore, non resta indifferente di fronte alla progressiva distruzione di uno dei più importanti patrimoni naturalistici del Sud Italia. È tempo che le istituzioni preposte alla tutela ambientale assumano un ruolo più incisivo nella protezione di questi habitat unici e insostituibili, e che l’informazione torni ad essere uno strumento di verità e non di mera propaganda.

Chiusura temporanea dell’ufficio postale di Ugento

L’ufficio postale di Ugento chiuderà temporaneamente i battenti dal 13 gennaio al 25 febbraio 2025 per un importante intervento di ammodernamento. La chiusura rientra nell’ambito del progetto “POLIS” di Poste Italiane, un’iniziativa che mira a trasformare selezionati uffici postali in moderne “Case dei Servizi Digitali”.

Durante il periodo di chiusura, i cittadini potranno usufruire dei servizi postali presso l’ufficio di Taurisano, che osserverà i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 8:20 alle 19:05 e il sabato dalle 8:20 alle 12:35. Presso questa sede sarà possibile effettuare tutte le operazioni, incluso il ritiro della corrispondenza giacente.

Il progetto POLIS prevede l’attivazione di uno “Sportello Unico” che semplificherà l’accesso ai servizi della pubblica amministrazione, rendendo più efficiente e veloce l’erogazione dei servizi ai cittadini.

Secondo quanto comunicato dal Sindaco Salvatore Chiga, la riapertura dell’ufficio è prevista per il 21 febbraio 2025, salvo imprevisti che verranno tempestivamente comunicati alla cittadinanza.

Job day al Vivosa Apulia resort di Ugento

Il turismo, anima pulsante di territori come quello salentino, si conferma ancora una volta non solo motore economico, ma anche opportunità concreta per il mondo del lavoro. In questa prospettiva si inserisce il “Job Day”, un appuntamento imperdibile organizzato da Vivosa Apulia Resort, che si terrà il prossimo 25 gennaio 2025 negli accoglienti spazi della struttura situata in Vicinale Fontanelle, Ugento.

L’evento, dedicato a vuole avviare o consolidare una carriera nel settore alberghiero, rappresenta l’occasione per entrare in contatto diretto con una delle realtà più significative del panorama turistico locale.

La giornata si articolerà in due sessioni, una mattutina dalle 9:30 alle 12:30 e una pomeridiana dalle 15:00 alle 19:00, offrendo ampia flessibilità a chi desidera partecipare. Vivosa Apulia Resort, con la sua atmosfera raffinata e professionale, si trasformerà in un crocevia di incontri e opportunità, ponendosi come ponte tra aspiranti professionisti e un settore in costante evoluzione.

Chi: i protagonisti e le figure ricercate

Questo evento è rivolto a tutti coloro che ambiscono a un futuro nel settore turistico e alberghiero. Le posizioni aperte spaziano tra una vasta gamma di figure professionali, tra cui:

  • Cuoco, aiuto cuoco, cuoco demi-chef de partie;
  • Receptionist e addetto/a guest relation;
  • Barista/cassiere, cameriere/a di sala, barman/barlady;
  • Magazziniere, cameriera ai piani, portiere;
  • Bagnino/a e massaggiatore/massaggiatrice.

Questi ruoli offriranno l’opportunità di lavorare sia nel Vivosa Apulia Resort sia presso il Beach Camping Resort Riva di Ugento.

L’iniziativa, già collaudata negli anni precedenti, si è distinta per la capacità di snellire e velocizzare i processi di selezione. Grazie alla formula della partecipazione diretta, molti candidati hanno trovato una collocazione lavorativa in tempi rapidi, incontrando personalmente i referenti delle risorse umane.

“Diamo spazio alle nuove leve – ha dichiarato Damiano Reale, Amministratore Delegato del Vivosa Apulia Resort – con un focus specifico sulle professioni turistiche. Il nostro obiettivo è quello di facilitare l’incontro tra domanda e offerta, con una dinamica diretta per coinvolgere chi è in cerca di occupazione”.

Come partecipare: i passi da seguire

Partecipare è semplice ma richiede un piccolo passo di preparazione. Gli interessati dovranno inviare il proprio curriculum vitae all’indirizzo risorse.umane@vivosaresort.com entro e non oltre il 22 gennaio 2025.

Cutrofiano, cane salvato dai vigili del fuoco

CUTROFIANO –I Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Lecce hanno portato a termine con successo il salvataggio di un cane meticcio caduto in una cisterna nel comune di Cutrofiano. L’intervento è avvenuto nella giornata di oggi dopo la segnalazione del proprietario dell’animale.

Il cane, di taglia media, era precipitato accidentalmente all’interno di una cisterna profonda circa 8 metri, il cui fondo era parzialmente allagato. Sul posto sono intervenuti prontamente i Vigili del Fuoco insieme alla Polizia Locale di Cutrofiano.

Per effettuare il recupero in sicurezza, la squadra ha impiegato tecniche specialistiche SAF (Speleo Alpino Fluviale) e sistemi ATP (Accesso Temporaneo Protetto). Nonostante la situazione potenzialmente pericolosa, il cane è stato trovato in buone condizioni, rifugiatosi vicino a una delle pareti della cisterna.

L’operazione si è conclusa positivamente con il recupero dell’animale che, dopo i controlli di routine, è stato riconsegnato al legittimo proprietario in ottime condizioni di salute.

Questo intervento conferma ancora una volta l’importanza e la professionalità del corpo dei Vigili del Fuoco anche nelle operazioni di soccorso agli animali, che richiedono specifiche competenze tecniche e adeguate misure di sicurezza.

Ugento, trasferta cruciale ad Angri per allontanare lo spettro playout

L’ASD Ugento si prepara alla prima trasferta del 2025, che la vedrà impegnata domenica 12 gennaio alle 14:30 presso lo stadio “Pasquale Novi” di Angri, in un match che potrebbe segnare una svolta importante nella corsa salvezza del girone H di Serie D.

I giallorossi, reduci da una prestazione convincente ma sfortunata contro la Nocerina (2-1 il finale), cercheranno di capitalizzare quanto di buono mostrato nell’ultima uscita per strappare punti preziosi su un campo storicamente ostico. La squadra di mister Oliva ha dimostrato di poter tenere testa anche alle big del campionato, e ora è chiamata a trasformare le buone prestazioni in risultati concreti.

L’avversario di giornata sta attraversando un momento particolarmente delicato: l’U.S. Angri, sedicesimo in classifica con soli 13 punti, ha recentemente optato per un cambio in panchina, con l’esonero di Mario Di Nola e il ritorno di Marco Scorsini. I grigiorossi arrivano da una pesante sconfitta per 4-0 sul campo del Nardò, che ha evidenziato le difficoltà di una squadra alla ricerca della propria identità.

Per l’Ugento, attualmente quattordicesimo a quota 16 punti, la sfida rappresenta un’occasione ghiotta per allungare sulle inseguitrici e guardare con maggiore serenità al prosieguo del campionato. Una vittoria permetterebbe ai giallorossi di mettere un cuscinetto importante in ottica playout, scenario che permetterebbe di affrontare il girone di ritorno un piglio diverso. Tutti convocati nel gruppo di mister Oliva, con l’influenza che continua a mietere vittima nel gruppo e che mette a rischio ogni previsione sull’undici titolare di domenica prossima.

La direzione della gara è stata affidata al signor Akash Josè Maria Nuckchedy della sezione di Caltanissetta, coadiuvato dagli assistenti Massimiliano Cirillo di Roma 1 e Angelo Di Curzio di Civitavecchia.

Per i tifosi giallorossi che vorranno seguire la squadra in questa importante trasferta, la società ospitante ha messo a disposizione 100 biglietti nel settore ospiti al costo di 10 euro più diritti di prevendita.

L’appuntamento è per domenica alle 14:30, quando l’Ugento scenderà in campo con la determinazione di chi sa che può essere una domenica decisiva per le sorti del proprio campionato.

B&B e sommerso nella provincia di Lecce: numeri allarmanti

Da Torre dell’Orso a Ugento, da Otranto a Gallipoli, il litorale salentino sta vivendo una trasformazione epocale. Non più solo località balneari, ma veri e propri resort a cielo aperto, dove il proliferare incontrollato di B&B e case vacanza sta ridisegnando il profilo sociale ed economico di intere comunità.

Il caso di Ugento è emblematico. Nella cittadina che conta circa 12.000 residenti, durante l’estate le presenze si moltiplicano esponenzialmente, con un boom di strutture ricettive che sfugge a ogni tentativo di censimento.

“In alta stagione è impossibile stabilire il numero esatto di B&B in attività”, confessa un operatore del settore che preferisce rimanere anonimo. “Accanto alle strutture regolari, spuntano come funghi appartamenti e villette che si trasformano in ricettività improvvisata, spesso pubblicizzata solo sui social o sul passaparola”.

Il fenomeno non risparmia nessuna località costiera. Da Torre San Giovanni a Torre Mozza, da Lido Marini a Marina di Ugento, interi quartieri si trasformano in “zone turistiche fantasma” per nove mesi l’anno, per poi esplodere in un caos abitativo durante la stagione estiva. Le conseguenze? Prezzi alle stelle per i pochi affitti residenziali disponibili e un’economia locale sempre più dipendente da tre mesi di stagione turistica.

Ma non è solo questione di numeri. La trasformazione investe anche il tessuto sociale delle comunità costiere. A Torre dell’Orso, storica località balneare a nord di Otranto, gli abitanti storici raccontano di un paese che “non si riconosce più”. Interi condomini vengono acquistati da società immobiliari per essere convertiti in residence turistici, mentre le attività commerciali tradizionali cedono il passo a servizi dedicati esclusivamente ai vacanzieri.

Le nuove normative introdotte dal primo gennaio 2024, che vietano il check-in automatico e impongono controlli più stringenti, sembrano aver sortito l’effetto contrario: “Molti proprietari hanno semplicemente smesso di dichiarare l’attività”, rivela un agente immobiliare. “Gli affitti in nero sono aumentati, mascherati da presunti prestiti gratuiti a ‘amici e parenti'”.

Il fenomeno ha assunto dimensioni tali da alterare persino il mercato immobiliare. A Castro, piccolo gioiello della costa adriatica, i prezzi delle case sono raddoppiati in cinque anni. “Chi compra non lo fa più per abitarci”, spiega un agente immobiliare locale, “ma per trasformare gli immobili in B&B o case vacanza. I residenti vengono sistematicamente esclusi dal mercato”.

L’impatto si ripercuote anche sui servizi essenziali. A Torre San Giovanni, il sistema di raccolta rifiuti va in tilt ogni estate, con un servizio calcolato e tarato sui numeri delle presenze ufficiali.

La soluzione? Gli operatori turistici regolari chiedono controlli più severi e sanzioni esemplari per chi opera nel sommerso. Ma c’è anche chi propone di ripensare completamente il modello di sviluppo turistico del Salento costiero. “Non possiamo basare l’economia solo sui tre mesi estivi”, è questo il mantra che ormai da oltre 10 anni risuona sempre più forte nelle riunioni di settore.

Intanto, mentre le istituzioni discutono e gli operatori si dividono, il fenomeno continua a crescere. L’estate 2025 si annuncia da record per le prenotazioni. Ma dietro i numeri in crescita si nasconde il rischio concreto di vedere le località costiere salentine trasformarsi in “non luoghi” turistici, dove l’identità locale sopravvive solo nelle cartoline per i turisti.

Una questione di cui si è occupato oggi anche il TGR Puglia

il servizio video del TGR

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