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Ugento su Geopop: il pesce scorpione nel nostro mare diventa un caso nazionale

Ugento finisce sotto i riflettori della divulgazione scientifica nazionale. Il noto portale Geopop, punto di riferimento in Italia per l’informazione scientifica e ambientale, ha dedicato un approfondimento al pesce scorpione (Pterois miles) nel Mediterraneo, citando anche le acque del Salento e il territorio di Ugento tra le aree interessate dagli avvistamenti.

Un riconoscimento importante che conferma come un fatto di cronaca locale possa assumere una rilevanza ben più ampia quando tocca temi cruciali come ambiente, biodiversità e sicurezza in mare.

Il pesce scorpione: una specie aliena che preoccupa gli scienziati

Il Pterois miles è una specie originaria del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano, giunta nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. Negli ultimi anni, complice il riscaldamento delle acque, la sua presenza si sta estendendo sempre più verso ovest, arrivando anche lungo le coste italiane.

Si tratta di una specie aliena invasiva, capace di alterare gli equilibri dell’ecosistema marino: è un predatore molto efficiente e può ridurre drasticamente le popolazioni di pesci autoctoni, mettendo in difficoltà la biodiversità locale.

I rischi per l’uomo

Come spiegato da Geopop, il pesce scorpione non è aggressivo, ma possiede spine velenose sulle pinne dorsali, anali e pelviche. Una puntura accidentale può provocare dolore intenso, gonfiore e infiammazione, rendendo necessaria assistenza medica.
Per questo motivo, l’invito di esperti e istituzioni è chiaro: non toccare l’animale e segnalare eventuali avvistamenti alle autorità competenti.

Ozanews lo aveva già raccontato

Va sottolineato come Ozanews avesse già riportato l’avvistamento del pesce scorpione nel mare di Ugento, dando tempestivamente notizia di un fenomeno che oggi trova spazio anche su una piattaforma scientifica di rilievo nazionale.

La citazione di Ugento su Geopop rappresenta dunque una conferma dell’attenzione e dell’accuratezza dell’informazione locale, capace di intercettare temi di grande attualità prima che diventino casi mediatici di ampia portata.

Dal locale al nazionale

La presenza del pesce scorpione nel nostro mare non è solo una curiosità, ma un segnale da non sottovalutare. Ugento, ancora una volta, si trova al centro di una storia che unisce territorio, ambiente e informazione, dimostrando quanto sia fondamentale il ruolo dei media locali nel raccontare e monitorare ciò che accade sotto la superficie del nostro mare.

Un fatto che parte dal Salento e arriva all’attenzione dell’Italia intera.

Quando il ministro Giuli voleva riportare lo Zeus nel “piccolo Louvre” di Ugento

Dieci anni fa Alessandro Giuli, allora firma de Il Foglio, oggi ministro della Cultura, scriveva un lungo e appassionato articolo dal titolo Zeus, ascoltami. Un atto d’amore verso Ugento e verso una delle statue più straordinarie dell’archeologia mediterranea: lo Zeus saettante, capolavoro messapico del VI secolo a.C., scoperto casualmente nel 1961 e da decenni sottratto alla sua città.

Giuli non si limitava a raccontare una storia affascinante. Denunciava una rimozione. Una statua invisibile, chiusa nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, negata persino in prestito al Museo Civico di Ugento, nonostante una struttura moderna, finanziata con milioni di euro pubblici e già allora capace – scriveva Giuli – di numeri sorprendenti.

I numeri di ieri: il “piccolo Louvre”

Nel 2015 Giuli citava dati ufficiali che oggi suonano quasi irreali:

  • 80 visitatori al giorno nei mesi estivi
  • 40 visitatori al giorno nei mesi invernali
  • picchi primaverili legati alle scuole

Numeri che, se proiettati su base annua, avrebbero significato decine di migliaia di ingressi. Per una città di 12 mila abitanti, il Museo Civico di Ugento veniva definito senza enfasi un “piccolo Louvre”.

Quei numeri, se veri allora, pongono una domanda inevitabile oggi: che fine ha fatto quella capacità attrattiva?

I numeri di oggi: un crollo certificato

I dati attuali sulle entrate parlano chiaro e sono ufficiali:

  • Estate 2023
    Totale incassi: 7.727 €
    – 6.666 € da bonifico cooperativa
    – 1.061 € da POS
  • Estate 2024
    Totale incassi: 6.137 €
    – 4.397 € da bonifico cooperativa
    – 1.740 € da POS

Un calo netto, evidente, che certifica una realtà ormai lontanissima dalle affluenze descritte nel 2015. Se quei flussi esistessero ancora, le entrate sarebbero ben altre.

Il paradosso economico: da risorsa a costo

Il punto più grave della vicenda non è soltanto il crollo degli incassi del Museo Civico di Ugento. Quello, da solo, sarebbe già un campanello d’allarme. Il vero nodo politico e amministrativo è un altro, ed è molto più profondo: il totale ribaltamento del modello gestionale.

Per anni il museo è stato gestito attraverso un sistema che, pur tra limiti e criticità, seguiva una logica elementare di sostenibilità pubblica:
la gestione, per contratto, versava al Comune di Ugento una quota annua di 12.000 euro.
Il museo non era un peso per la collettività, ma una risorsa, anche simbolica, capace almeno di contribuire alle casse comunali.

Oggi il quadro è completamente capovolto.

Con l’affidamento alla Coop Imago di Lecce, il museo non solo non produce più un ritorno economico per il Comune, ma costa ai cittadini ugentini circa 150.000 euro l’anno. Una cifra enorme per un ente locale di dimensioni medio-piccole, soprattutto se rapportata ai risultati effettivi ottenuti.

Il saldo finale è impietoso:

  • meno servizi offerti al pubblico,
  • meno visitatori,
  • meno entrate certificate,
  • un costo pubblico moltiplicato di oltre dieci volte.

In altre parole, il Comune si è trovato a pagare molto di più per ottenere molto di meno. Un paradosso economico che difficilmente può essere giustificato in termini di efficienza, valorizzazione culturale o interesse generale.

Una vicenda seguita passo dopo passo (e quasi in solitudine)

C’è un altro elemento che merita di essere sottolineato con forza.
La nostra testata è stata l’unica, nel panorama locale, a seguire passo dopo passo l’intera vicenda, spiegandone pubblicamente ogni passaggio:

  • dalla vecchia gestione, già allora oggetto di discussioni e controversie,
  • alla fase di transizione,
  • fino all’attuale modello, che si è rivelato ancora più critico e ancor più controverso nei numeri e nei risultati.

Mentre il dibattito pubblico si spegneva o veniva ridotto a slogan, noi abbiamo ricostruito atti, contratti, costi, dati di affluenza e flussi economici, cercando di rendere comprensibile ai cittadini ciò che stava accadendo a un bene che è di tutti. Non per spirito polemico, ma per un principio elementare di trasparenza.

Perché un museo civico non è un dettaglio marginale: è un presidio culturale, identitario ed economico. E quando un presidio di questo tipo passa da generare entrate a produrre un disavanzo strutturale così rilevante, la comunità ha il diritto di sapere come, perché e con quali prospettive.

Una domanda che resta aperta

A oggi, la domanda resta senza risposta:
in che modo l’attuale gestione giustifica un costo annuo di 150.000 euro a fronte di entrate estive inferiori ai 7.000 euro e di un calo evidente dei visitatori?

È una domanda legittima, che non appartiene a una testata o a una parte politica, ma all’intera città di Ugento.
Ed è una domanda che diventa ancora più urgente se inserita nel contesto più ampio: l’assenza dello Zeus, la perdita di centralità del museo, il venir meno di quella funzione attrattiva che dieci anni fa veniva indicata come un modello virtuoso.

Noi continueremo a seguirla, come abbiamo fatto finora. Perché la cultura non è un costo da occultare, ma un investimento che deve essere spiegato, misurato e, soprattutto, difeso con i fatti.

Nel frattempo, Zeus è stato restaurato (ma non per Ugento)

C’è poi un elemento che rende ancora più fragile l’intero impianto delle vecchie giustificazioni: lo Zeus di Ugento è stato nel frattempo restaurato.

E non solo: oggi è esposto nella sala d’ingresso del Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA).

Dunque:

  • non è più “non movimentabile”,
  • non è più “troppo fragile per essere mostrato”,
  • non è più invisibile.

È visibile. Ma non a Ugento.

Ministro Giuli, oggi la parola torna a lei

Qui la storia si chiude in un cerchio che non può essere ignorato.
L’uomo che scriveva:

“Mi domando se esista una sola buona ragione per la quale la statua di Zeus debba rimanere nascosta e lontana da qui”

oggi è il ministro che può dare una risposta concreta a quella domanda.

Ugento oggi ha:

  • un museo che costa moltissimo ai cittadini,
  • numeri di affluenza drasticamente ridotti,
  • la sua statua simbolo restaurata ed esposta altrove.

Riportare Zeus a Ugento non sarebbe un favore a una città, ma un atto di coerenza culturale, di giustizia storica e anche di buon senso amministrativo. Sarebbe il primo vero investimento in grado di restituire centralità, attrattività e dignità a un museo che dieci anni fa veniva indicato come modello.

Klaohi Zis, scrivevano i Messapi: “Ascolta, Zeus”.
Oggi Ugento chiede una cosa ancora più semplice:
che chi allora aveva capito, oggi agisca.

Nuovo impianto rifiuti a Taurisano, via alla V.I.A.

È stato formalmente avviato l’iter di verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) per il progetto di realizzazione di un impianto di recupero e messa in riserva di rifiuti speciali inerti non pericolosi nel territorio di Taurisano, in località Marasculi, nel Basso Salento.

Il procedimento  riguarda una fase preliminare volta a stabilire se il progetto debba essere sottoposto a V.I.A. completa.

Il progetto: caratteristiche e finalità

Secondo la documentazione ufficiale depositata presso la Provincia di Lecce, l’impianto sorgerà su particelle catastali di proprietà del proponente (foglio 22, particelle 83 e 182), in un’area adiacente a una cava già autorizzata, attualmente in esercizio. La scelta localizzativa, come evidenziato nello Studio Preliminare Ambientale, risponde all’esigenza di limitare il consumo di nuovo suolo e di integrare l’attività di recupero rifiuti in un contesto già compromesso sotto il profilo estrattivo.

L’impianto sarà destinato alle operazioni di recupero R5 e messa in riserva R13 di rifiuti inerti derivanti prevalentemente da attività di costruzione e demolizione, finalizzate alla produzione di aggregati riciclati ai sensi del DM 127/2024 (end of waste).

Capacità e funzionamento

Il progetto prevede:

  • una potenzialità massima di recupero pari a 62.400 tonnellate/anno, con una media di 200 tonnellate/giorno;

  • una capacità di stoccaggio istantaneo dei rifiuti fino a 3.000 tonnellate;

  • la realizzazione di un piazzale impermeabilizzato di circa 4.500 mq, dotato di sistemi di raccolta e trattamento delle acque meteoriche;

  • operazioni di frantumazione, vagliatura e selezione granulometrica, con separazione delle frazioni estranee (metalli, plastiche, legno).

I rifiuti trattati rientrano esclusivamente nella categoria non pericolosa e includono, tra gli altri, cemento, mattoni, miscele bituminose, terre e rocce da scavo non contaminate e rifiuti misti da demolizione. È escluso il conferimento di materiali provenienti da siti contaminati.

Contesto ambientale e pianificazione

L’area di intervento ricade in zona E5 del PRG di Taurisano, destinata ad attività estrattive e di recupero ambientale, ed è inserita nell’ambito paesaggistico del “Salento delle Serre” secondo il PPTR regionale. Dalla documentazione emerge che:

  • non vi sono interferenze con SIC/ZPS o aree naturali protette;

  • non risultano vincoli idrogeologici o idraulici ostativi;

  • l’impianto non è classificabile come discarica, ma come infrastruttura per l’economia circolare.

Resta tuttavia necessaria, in una fase successiva, la verifica di compatibilità paesaggistica, come previsto dalle Norme Tecniche del PPTR.

Partecipazione pubblica

Come previsto dalla procedura di screening VIA, il procedimento è aperto alle osservazioni da parte di cittadini, associazioni ed enti interessati. La fase attuale rappresenta un passaggio cruciale per valutare i potenziali impatti su aria, suolo, acque, rumore e paesaggio, in un territorio – quello del Basso Salento – particolarmente sensibile sotto il profilo ambientale e agricolo.

L’accesso alla documentazione tecnica completa consentirà alla comunità locale di esprimere valutazioni informate prima che l’amministrazione competente assuma le determinazioni finali sull’assoggettabilità del progetto a Valutazione di Impatto Ambientale.

Fonte: Provincia di Lecce

Festività natalizie in sicurezza: vertice in Prefettura a Lecce

Rafforzati i controlli sul territorio provinciale in vista delle prossime festività natalizie. Nella mattinata di ieri, presso la Prefettura di Lecce, si è svolta una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocata in linea con le direttive del Ministero dell’Interno per predisporre un’adeguata cornice di sicurezza durante il periodo delle festività.

Nel corso dell’incontro è stata disposta un’ulteriore intensificazione dei servizi interforze di controllo del territorio, nell’ambito del vigente Piano coordinato provinciale. Le attività di vigilanza saranno concentrate soprattutto nei luoghi a maggiore affluenza, sotto il profilo religioso, culturale, turistico e commerciale, e verranno rafforzate anche grazie all’impiego di contingenti di rinforzo dal 22 dicembre al 7 gennaio.

Particolare attenzione sarà rivolta alle aree interessate da eventi, manifestazioni e mercatini natalizi, dove è prevedibile la presenza di assembramenti. Tali spazi dovranno essere adeguatamente perimetrati con l’installazione di specifici dispositivi di safety, al fine di garantire la massima sicurezza per cittadini e visitatori.

Al termine della riunione, la Prefettura ha inoltre diramato una circolare a tutti i Sindaci della provincia, invitandoli a rafforzare le azioni di vigilanza da parte dei Comandi di Polizia Locale, in particolare per quanto riguarda la tutela della viabilità di competenza comunale.

Richiamata anche l’attenzione dei Primi Cittadini sulla necessità di adottare apposite regolamentazioni in merito all’uso di petardi, mortaretti e artifici pirotecnici, sensibilizzando la cittadinanza a un utilizzo responsabile e sicuro, a tutela della pubblica incolumità.

Infine, considerato il prevedibile aumento degli spostamenti e dei flussi turistici sia nel capoluogo che nei principali centri della provincia, è stata disposta un’intensificazione dei controlli lungo le arterie stradali statali e provinciali, con il coinvolgimento della Polizia Stradale e della Polizia Provinciale, nonché controlli mirati della Polfer presso la stazione ferroviaria di Lecce.

Protesta degli agricoltori a Bruxelles, la Puglia c’è: “Siamo bandiera dell’agricoltura”

Folta delegazione pugliese della CIA da tutte le province. Sicolo: “No all’economia di guerra, servono una PAC equa e redditività per le imprese agricole”

Anche la Puglia dell’agricoltura ha fatto sentire forte la propria voce a Bruxelles. Una folta delegazione di agricoltori pugliesi, provenienti da Bari, Bat, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto, ha preso parte alla manifestazione organizzata da CIA Agricoltori Italiani per protestare contro le politiche europee che rischiano di penalizzare gravemente il comparto primario.

Una mobilitazione pacifica ma determinata, per ribadire il ruolo centrale dell’agricoltura e dire no a una PAC post 2027 annunciata come “lacrime e sangue”, con risorse sempre più ridotte a favore di un’economia di guerra che gli agricoltori rifiutano con fermezza.

«Siamo arrivati in tanti, da tutte le province di una regione che è bandiera dell’agricoltura più vera – ha dichiarato Gennaro Sicolo, presidente regionale e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani –. Migliaia di aziende agricole fanno sacrifici enormi, producono alimenti salubri, rispettano regole rigidissime, affrontano una burocrazia pesante e costi di produzione assurdi e in continuo aumento, senza che venga riconosciuto un prezzo che copra nemmeno le spese sostenute».

Nel mirino della protesta anche gli accordi commerciali con i Paesi extraeuropei. «Continueremo a opporci – ha aggiunto Sicolo – a qualsiasi accordo che non garantisca la piena reciprocità di regole e standard. Non è accettabile che i produttori italiani subiscano una concorrenza sleale da chi produce abbattendo i costi e creando squilibri sul mercato».

Un messaggio chiaro è stato rivolto anche alle istituzioni europee e alla presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen. «L’Europa deve cambiare direzione – ha sottolineato Sicolo – perché impoverire il comparto primario significa svendere la nostra principale ricchezza. È un colpo alla sicurezza e alla sovranità alimentare, inflitto sulla pelle degli agricoltori e a discapito della salute dei cittadini europei».

“No ai carri armati, sì allo sviluppo”, è lo slogan che ha accompagnato la mobilitazione: sviluppo garantito da un comparto agricolo forte, centrale e redditizio, capace di tutelare lavoratori, imprese, ambiente e sostenibilità.

Da Bruxelles, la Puglia lancia dunque un appello deciso: senza un’agricoltura sostenuta e rispettata, non c’è futuro per l’Europa.

“Le Città dei Presepi: nel Salento 7 comuni in festa”

“Le città dei presepi”, IV edizione: la rete presepiale del Salento in 7 Comuni

“Le città dei presepi”, IV edizione: la rete presepiale del Salento in 7 Comuni

Salento – È stata presentata presso la sede della Provincia di Lecce, a Palazzo Adorno, la quarta edizione dell’iniziativa “Le Città dei Presepi”. Si tratta di un progetto che mette in rete i Presepi viventi dei comuni del Basso Salento e si svolge durante le festività natalizie, coinvolgendo sette comunità in questa tradizione radicata nel territorio.

Alla presentazione hanno partecipato il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino, i sindaci di alcuni dei comuni coinvolti e altri rappresentanti istituzionali e culturali. In particolare, sono intervenuti il sindaco di Tuglie Silvia Romano, l’assessore alla Cultura di Casarano Emanuele Leggittimo e l’ideatore della rete Claudio Casciaro. Per Matino, ha preso parola l’assessore Lucetta Barone; per Sanarica, il sindaco Salvatore Sales; a Santa Maria di Leuca il presidente della Pro Loco Vincenzo Corina; per Corsano, l’assessore alla Cultura Luciana Biasco; e per Torre Paduli, i rappresentanti dell’Associazione Anziani “Ettore Pasanisi”, Aldo Vergaro e Mario Vergaro.

Il presidente Tarantino ha sottolineato come il progetto “Le Città dei Presepi” possa rappresentare un elemento di valorizzazione del patrimonio culturale e tradizionale del Salento, inserendosi tra le attività della futura Destination Management Organization (Dmo) – Salento, organizzazione avviata in collaborazione con la Camera di commercio di Lecce e Regione Puglia.

“La rete presepiale è un progetto da valorizzare e da inserire tra le attività della costituenda Dmo – Salento, per promuovere un’offerta turistica che mette in risalto le identità delle comunità del Basso Salento”, ha dichiarato Tarantino. Egli ha inoltre evidenziato come l’iniziativa favorisca il rapporto tra le amministrazioni comunali e la Regione, creando opportunità di promozione e conoscenza delle tradizioni locali.

Tra le manifestazioni principali di questa IV edizione, si segnalano diversi eventi nei Comuni coinvolti. A Casarano, il Presepe vivente nel borgo antico e nei frantoi ipogei si terrà il 25 e il 26 dicembre e il 1 e 6 gennaio, con spettacoli di luci tra le 17 e le 20.30. Corsano partecipa per la prima volta, con circa 50 presepi realizzati con materiali insoliti, tra cui cavi elettrici e legumi, nelle giornate del 21, 23, 25, 27, 28, 29 dicembre e nei giorni 1, 2 e 6 gennaio, sempre alle 17.

Matino presenta un presepe che si sviluppa lungo un percorso urbano di circa un chilometro, attraversando vicoli e corti storiche, nelle date del 26 e 28 dicembre e del 4 e 6 gennaio, dalle 18 alle 21. Sanarica invece, all’interno di una caratteristica dolina, ospita oltre 100 figuranti nei giorni del 25, 26, 28 dicembre, 1, 4 e 6 gennaio, con orario 17.30-20. Santa Maria di Leuca, infine, ospita un presepe stellato nel contesto della cascata monumentale, inaugurato il 20 dicembre e visitabile anche il 25, 28 dicembre e 1 e 6 gennaio, dalle 16 in poi.

Tuglie propone un presepe ispirato a San Francesco d’Assisi, con una cerimonia prevista per il 26, 28 dicembre e il 4 gennaio, dalle 17.30 alle 20.30. Torre Paduli si distingue con un presepe vivente nel palazzo settecentesco, il 25, 26, 28 dicembre e i primi giorni di gennaio, con attenzione alla civiltà contadina. Durante tutto il periodo, si svolgerà il percorso della “lampada della pace”, che passerà di presepe in presepe nelle tappe del 25 dicembre a Santa Maria di Leuca, 26 a Casarano, 28 a Matino, 1 gennaio a Torre Paduli, 2 a Corsano, 4 a Tuglie e 6 a Sanarica.

Ricercato dal 2022, ugentino arrestato in Spagna per gravi abusi su minore: decisivo il lavoro dei Carabinieri

Si è conclusa con l’arresto in Spagna la lunga attività di ricerca condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce nei confronti di un uomo di 69 anni, residente a Ugento, irreperibile da oltre due anni e destinatario di un ordine di carcerazione definitivo.

Il provvedimento era stato emesso il 22 aprile 2022 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Lecce, in relazione a gravi reati di violenza sessuale aggravata e continuata ai danni di una persona minorenne, commessi nel territorio di Ugento nell’anno 2008. Per tali fatti, l’uomo dovrà espiare una pena complessiva di 4 anni e 2 mesi di reclusione.

Dopo l’accertata irreperibilità, risalente all’aprile 2022, i Carabinieri della Stazione di Ugento hanno avviato e mantenuto una costante attività informativa e investigativa, seguendo gli sviluppi del procedimento e alimentando il circuito di cooperazione internazionale. Un lavoro meticoloso che ha permesso di localizzare il ricercato all’estero, dove risultava gravato da Mandato di Arresto Europeo.

La svolta è arrivata lo scorso 10 dicembre, quando l’uomo è stato arrestato a Tenerife, in Spagna, grazie alla collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri e le competenti Autorità di polizia estere. L’arresto è stato eseguito ai fini della consegna alle Autorità italiane, in esecuzione del provvedimento restrittivo emesso dall’Autorità Giudiziaria.

L’operazione conferma il ruolo centrale dell’Arma dei Carabinieri nella ricerca dei latitanti e nell’esecuzione dei provvedimenti giudiziari, valorizzando la presenza capillare sul territorio e la capacità di operare con efficacia anche nell’ambito della cooperazione internazionale.

Il risultato conseguito testimonia l’impegno quotidiano dei Carabinieri nel garantire l’affermazione della legalità e nel contrastare ogni tentativo di sottrarsi alla giustizia, assicurando continuità d’azione e concreta vicinanza ai cittadini.

Si precisa che i procedimenti si trovano nella fase preliminare e che eventuali responsabilità dovranno essere accertate in sede giudiziaria, nel pieno rispetto del principio del contraddittorio tra le parti.

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