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Ugento: il declino demografico raggiunge una nuova soglia psicologica

Il comune di Ugento ha segnato un nuovo punto critico nella sua traiettoria demografica, scendendo sotto la soglia simbolica dei 12.000 abitanti. Con una popolazione residente che ha toccato quota 11.998, il declino della città prosegue inesorabile, un fenomeno che si è manifestato negli ultimi decenni e che ora solleva interrogativi sulle prospettive future del territorio.

Popolazione-residente-1

L’ultimo dato demografico, risalente al 1° gennaio 2024, ha confermato questa tendenza preoccupante, evidenziando come la riduzione della popolazione non sia solo legata al saldo naturale negativo (morti superiori alle nascite), ma anche alla diminuzione del numero di residenti stranieri, un indicatore importante dell’attrattiva del territorio.

Secondo i dati ufficiali, la popolazione residente al 1° gennaio 2023 ammontava a 12.007 persone, ma entro l’anno successivo si è ridotta, scendendo sotto la soglia dei 12.000. A questo trend si aggiunge la contrazione della presenza di residenti stranieri, che attualmente conta 299 persone, una leggera flessione rispetto agli anni precedenti, con lo stesso dato che nel 2009 vedeva ammontare i residenti stranieri a 329 unità.

La riduzione del numero di residenti stranieri è particolarmente significativa, poiché riflette un calo dell’attrattiva di Ugento come destinazione sia per migranti in cerca di lavoro sia per famiglie che un tempo sceglievano il comune salentino per stabilirsi. La comunità straniera, che include prevalentemente giovani e adulti in età lavorativa, ha sempre rappresentato una risorsa vitale per contrastare il calo demografico, ma oggi sembra non riuscire più a compensare il flusso migratorio in uscita.

Tra i fattori che potrebbero contribuire a questa tendenza ci sono le opportunità economiche limitate, con un mercato del lavoro che fatica a garantire stabilità, e la scarsa offerta di servizi per famiglie e giovani e la totale mancanza di case in affitto a prezzi calmierati. Questa situazione ha spinto molti, specialmente i più giovani, a cercare opportunità di studio e lavoro altrove, contribuendo così allo spopolamento. Ma non solo, sono tante, troppe, le neofamiglie che sono state costrette a spostarsi in paesi limitrofi e/o lontani chilometri a causa dei costi spropositati degli affitti a Ugento, dove un bilocale può arrivare a costare anche 500 euro al mese (in nero!)

L’Invecchiamento della Popolazione

Oltre alla diminuzione dei residenti, Ugento sta affrontando un altro problema strutturale: l’invecchiamento della popolazione. La distribuzione per età mostra una predominanza di persone anziane, con una crescente percentuale di over 65, che rappresentano una fetta considerevole della popolazione. Al contrario, le fasce più giovani, dai 0 ai 14 anni, sono sempre meno rappresentate, un segnale chiaro del declino delle nascite e della crescente emigrazione giovanile.

Statistiche-Sperimentali-Previsioni-comunali-della-popolazione-1

Cosa Riserva il Futuro?

La situazione demografica di Ugento pone interrogativi sul futuro del comune. Se il trend non sarà invertito, il rischio è quello di un progressivo svuotamento, che non solo impoverirebbe il tessuto sociale, ma potrebbe avere ripercussioni sull’economia locale, già duramente provata da anni di difficoltà e politiche pubbliche inesistenti.

Politiche di incentivo alla natalità, misure per attrarre nuovi residenti e una rivitalizzazione del mercato del lavoro locale saranno cruciali per contrastare questa tendenza. Solo attraverso un’azione concertata tra amministrazione locale, enti pubblici e privati si potrà tentare di frenare il declino e restituire a Ugento l’attrattiva che ha perso negli ultimi anni.

Il passaggio sotto la soglia psicologica dei 12.000 abitanti rappresenta un campanello d’allarme per Ugento. La combinazione di calo demografico, invecchiamento della popolazione e riduzione dei residenti stranieri richiede un’immediata attenzione da parte delle autorità locali, che dovranno adottare misure efficaci per invertire la rotta e garantire un futuro più prospero alla comunità.

Parabita: Franco Antonazzo Conquista la Scena

Parabita, 28 settembre 2024 – Una serata di grande boxe ha infiammato Parabita, che ha ospitato uno degli eventi più attesi dell’anno, con Franco Antonazzo come protagonista assoluto. Il giovane talento di Matino, già considerato una promessa della boxe pugliese, ha dimostrato ancora una volta di essere all’altezza delle aspettative, dominando il match clou dell’evento organizzato dall’ASD Terra d’Otranto, guidata dal presidente Davide Margarito, con la preziosa collaborazione di Totò Carafa, veterano nell’organizzazione di eventi pugilistici a livello internazionale.

L’atmosfera al Green Center di Parabita era elettrica, con centinaia di tifosi accorsi per sostenere i pugili locali. Tra questi, Franco Antonazzo ha catalizzato l’attenzione del pubblico, che lo ha supportato calorosamente. Il giovane pugile di Matino è sceso sul ring con determinazione, seguito all’angolo dal suo coach Giuseppe Carafa, che lo ha guidato con strategia e precisione. Franco ha affrontato un avversario della Pugilistica Quero, noto per la sua esperienza e un vantaggio fisico evidente, essendo più alto di un palmo rispetto al pugile di Matino.

La sfida era impegnativa, ma Antonazzo ha saputo mantenere la calma e seguire il piano di gioco impostato dal suo angolo. “Franco ha fatto tutto ciò che gli avevamo consigliato – ha dichiarato Giuseppe Carafa – nel primo round è stato guardingo, ha studiato l’avversario, e dal secondo ha iniziato ad attaccare con decisione. Sono molto soddisfatto di come ha gestito il match, soprattutto perché ha dimostrato grande maturità sul ring.”

Il secondo round ha visto Antonazzo prendere il controllo, con una serie di attacchi precisi che hanno messo in difficoltà l’avversario. “È stato bello vedere come Franco alternava momenti di tecnica raffinata a colpi più aggressivi, riuscendo a mantenere sempre la calma”, ha continuato Carafa. “La sua capacità di ascoltare i consigli e applicarli è stata la chiave della vittoria.”

Nel terzo round, Antonazzo ha confermato la sua superiorità, alternando fasi di attacco rapido a una difesa solida, senza lasciare spazio a recuperi da parte del suo avversario. Al termine del match, il verdetto è stato chiaro: una vittoria netta per Franco Antonazzo, accolto da un boato di gioia del pubblico di Parabita, orgoglioso di veder trionfare uno dei loro.

Tuttavia, la serata non è stata solo un’occasione per celebrare il talento emergente di Antonazzo. Anche altri pugili hanno avuto l’opportunità di mettersi in mostra. Tra i protagonisti, Valerio Fiore, peso massimo di Gallipoli, ha combattuto un match intenso contro un avversario calabrese di grande esperienza. Pur uscendo sconfitto, Fiore ha dimostrato grande coraggio e abilità. “Il match di Valerio è stato molto equilibrato – ha commentato Carafa – nonostante la sconfitta, ha combattuto con il cuore e ha mostrato importanti progressi.”

Giuseppe Carafa ha espresso grande soddisfazione per l’intera serata, non solo per la prestazione di Antonazzo, ma anche per il livello generale degli atleti. “Sono davvero contento del livello che ho visto – ha spiegato Carafa – molti dei ragazzi sono alle prime armi, ma stanno crescendo bene. Questo è il tipo di evento che permette loro di fare esperienza e migliorare.”

L’evento, organizzato dall’ASD Terra d’Otranto, ha confermato ancora una volta il ruolo di Parabita come uno dei centri nevralgici per la boxe nel sud Italia. Grazie alla guida del presidente Davide Margarito e all’esperienza di Totò Carafa, la serata ha rappresentato non solo una vetrina per atleti emergenti, ma anche un’occasione per consolidare la passione per la boxe tra i giovani pugliesi.

Il 28 settembre 2024, dunque, resterà una data importante per il pugilato locale. Franco Antonazzo ha conquistato la vittoria più importante della sua giovane carriera, ma la serata ha messo in luce anche il potenziale di altri pugili in crescita, come Valerio Fiore e molti altri. Grazie all’impegno di figure come Giuseppe Carafa, il futuro della boxe pugliese appare sempre più promettente.

Franco all’angolo con Giuseppe Carafa

Ugento Calcio: pareggio amaro contro il Costa d’Amalfi

Il calcio è fatto di emozioni, momenti indimenticabili e anche di amarezze. L’ultima giornata di campionato ha riservato una di queste ultime all’Ugento Calcio che, nonostante una prestazione di grande cuore, non è riuscito a portare a casa i tre punti contro il Costa d’Amalfi, squadra agguerrita e ostica.

L’Ugento, guidato con maestria da mister Mimmo Oliva, ha mostrato fin da subito grinta e determinazione, sfiorando il gol del vantaggio a più riprese. Tuttavia, nonostante il continuo dominio, non ha saputo concretizzare le numerose occasioni, lasciando così, al termine dei novanta minuti, un amaro sapore di pareggio.

La gara, giocata ad alti ritmi, ha visto entrambe le squadre lottare su ogni pallone e cercare con insistenza la via del gol. Alla fine però, tra palleggi, contropiedi incisivi e stop salva-risultati, il punteggio è rimasto fermo sull’1-1.

È un periodo di lieve flessione per l’Ugento Calcio che, pur mantenendo un buon ritmo di gioco, non riesce a concretizzare quanto costruito durante le partite. Una situazione con cui il mister dovrà fare i conti e cercare soluzioni adatte per tornare alla vittoria.

Nel girone H della Serie D, il campionato si fa sempre più combattuto dopo il pareggio in casa del Casarano che riesce a fermare la capolista Palmese sul tre pari. Ogni partita è una battaglia e l’Ugento Calcio è pronto a giocarsi le proprie carte per mantenere questa categoria, che sta dimostrando di meritare.

Non perdiamo di vista l’Ugento Calcio e continuiamo a seguire tutte le sue partite e le sue evoluzioni su Ozanews.it! Condividi questo articolo con tutti gli appassionati di calcio e rimani aggiornato sulle ultime notizie sportive!

(Ugento Calcio)

(“Una giornata amara per l’Ugento Calcio che si ferma sul pareggio contro il Costa d’Amalfi.”)

Quarta puntata di Officine Giallorosse: Gianluca Pierri ospita Mimmo Oliva e Mario Borracino

Nella quarta puntata di Officine Giallorosse, lo spazio settimanale condotto da Gianluca Pierri su Ozanews.it, l’ospite d’eccezione è stato Mimmo Oliva, allenatore dell’Ugento Calcio. A rendere l’episodio ancora più ricco è stata la partecipazione in collegamento di Mario Borracino, giornalista di Telesveva e volto noto di Super Mario Sport, la trasmissione di punta sul calcio pugliese.

Durante la trasmissione, Oliva ha ripercorso il suo lungo e fruttuoso rapporto con la squadra, riflettendo sui successi passati e sugli obiettivi futuri. Nel corso della conversazione, ha sottolineato il legame profondo che lo unisce alla città di Ugento, dove si trova ormai da sette anni. “Mi sento ugentino,” ha affermato il tecnico, esprimendo la sua gratitudine verso la comunità locale e i tifosi. Ha poi ricordato i numerosi successi ottenuti, tra cui la vittoria del campionato di Prima Categoria e la promozione all’Eccellenza

In collegamento, Mario Borracino ha offerto un prezioso contributo all’analisi del calcio pugliese, arricchendo la discussione con le sue esperienze da giornalista sportivo. La sua partecipazione ha aggiunto una prospettiva esterna alle vicende dell’Ugento, ponendo domande puntuali a Oliva e condividendo riflessioni sul campionato di Serie D, che resta uno dei temi centrali per il calcio pugliese.

Oliva ha inoltre messo in risalto l’importanza dell’unità all’interno del gruppo, spiegando che i traguardi raggiunti non sono merito di un singolo, ma del lavoro collettivo: “Abbiamo vinto tutti insieme, società, tifosi, staff.” Nonostante le difficoltà affrontate nelle ultime stagioni, si è detto fiducioso del percorso intrapreso, sottolineando che la squadra è in crescita e sta acquisendo esperienza anche nei momenti difficili.

Durante la puntata, il mister ha riflettuto sulle sfide attuali nel campionato di Serie D, un contesto impegnativo dove “si vive di episodi” e dove ogni errore può essere decisivo. Ha ribadito la necessità di lavorare sodo e mantenere la concentrazione:

“Questa squadra esce più forte dalle difficoltà”

Infine, Oliva ha lanciato un appello ai tifosi, ringraziandoli per il loro costante supporto e incoraggiandoli a restare vicini alla squadra:

“C’è solo da ringraziarli, speriamo di tornare presto a festeggiare tutti insieme”.

Franco Antonazzo torna sul ring: grande attesa per il match a Parabita

Sabato 28 settembre 2024, il Green Sport Center di Parabita sarà il teatro di un entusiasmante evento pugilistico, organizzato dall’ASD Boxe Terra d’Otranto. Questa volta, il presidente Davide Margarito porta l’azione fuori da Ugento, accendendo i riflettori su una nuova arena sportiva che ospiterà 12 pugili salentini pronti a incrociare i guantoni contro avversari provenienti da Calabria, Campania e Abruzzo.

Protagonista della serata sarà il giovanissimo Franco Antonazzo, già noto alle cronache sportive locali e nazionali. Nonostante i suoi soli 15 anni (li compirà a ottobre), Franco vanta un palmarès di 18 match e una partecipazione ai Campionati Italiani. Pupillo del maestro Totó Carafa, il giovane talento si allena oggi con il pluricampione professionista Giuseppe Carafa nella seconda sede della Boxe Terra d’Otranto, situata a Casarano presso la palestra Movin.

“Questo match, insieme agli altri che ho già disputato – l’ultimo all’inizio del mese a Castellaneta, dove ho vinto contro un avversario molto forte – mi servirà per prepararmi al meglio ai prossimi Campionati Italiani”, ha dichiarato Franco Antonazzo con la determinazione di un giovane campione.

L’evento promette di essere un successo, con una grande affluenza prevista per questa prima serata di boxe a Parabita, una città nota per la sua straordinaria architettura storica, che si appresta ora ad accogliere anche lo spettacolo del pugilato. L’attesa è palpabile, e il pubblico salentino è pronto a sostenere i suoi atleti con entusiasmo.

Una serata di sport, passione e pugni che metterà in evidenza la crescente vitalità della boxe nel Salento e l’impegno dell’ASD Boxe Terra d’Otranto nel promuovere giovani talenti come Franco Antonazzo, vero orgoglio del territorio.

Brutta battuta d’arresto per l’Ugento Calcio: 0-1 col Nardò

Nel campionato di Serie D Girone H, l’Ugento Calcio ha subito una dura sconfitta per 1-0 contro il Nardò. Lo stadio Heffort Parabita, campo neutro, ha ospitato la competizione che ha visto prevalere i granata grazie alla rete decisiva di Correnti al 40’. Nonostante una buona prestazione, la mancanza di concretezza offensiva continua a tormentare l’Ugento.

L’Ugento ha affrontato la partita con un modulo 4-3-3. Mimmo Oliva, allenatore della squadra, ha provato a invertire le sorti del match con alcune sostituzioni durante la gara, ma non sono bastate per ribaltare il risultato.

Il Nardò, guidato da Fabio De Sanzo, ha scelto un 4-4-2 e ha dimostrato grande solidità difensiva, mantenendo il controllo della gara dopo il vantaggio. Oltre al gol al 40′, i granata hanno sfiorato il raddoppio in più occasioni, ma sono stati fermati dalle ottime parate di Di Donato, il migliore in campo per l’Ugento, autore di interventi decisivi nel primo tempo.

Con questa sconfitta, l’Ugento Calcio rimane bloccato a un punto, condividendo la parte bassa della classifica con il Fasano, anch’esso uscito sconfitto nell’ultimo turno. Per la prossima giornata, l’Ugento sarà impegnato in trasferta contro il Costa D’Amalfi, attualmente fanalino di coda del Girone con 0 punti.

Parlando della classifica, il Casarano ha ottenuto una vittoria importante in trasferta contro il Martina, imponendosi per 2-1. Questo successo proietta la squadra al quarto posto con 7 punti, mantenendo la corsa aperta per le prime posizioni, dove Virtus Francavilla e Palmese guidano a punteggio pieno con 9 punti.

Il Girone H si dimostra estremamente equilibrato, con distanze minime tra le prime quattro posizioni e ogni partita che potrebbe rivelarsi decisiva per la corsa alla promozione. I tifosi dell’Ugento Calcio sono chiamati a sostenere la squadra in un momento delicato della stagione.

Una squadra, una città, un cuore

“Sociologo è colui che va alla partita di calcio per guardare gli spettatori”. Così Gesualdo Bufalino, famoso aforista, sintetizza ciò di cui si occupa un sociologo, che osserva ciò che gli succede attorno.

In questi giorni l’ASD Ugento Calcio si è fatta promotrice di diversi appelli con il lancio della campagna abbonamenti. Un “atto d’amore” utile e necessario! Non è riduttivo evidenziare quanto sia importante avvicinarsi ai ragazzi di mister Oliva, premiato come miglior allenatore nella scorsa stagione agonistica. Per rispetto e correttezza, non avendone le competenze, non mi permetto di esprimere alcun giudizio tecnico sul suo operato. Mi sento più a mio agio cogliere ciò che sul piano sociologico è certamente più rilevante e meritorio di attenzione: mister Oliva identifica una forza attrattiva, ed è quindi risorsa sociale preziosa, unita ad una capacità di coinvolgimento di una comunità intera molto significativa.

Avendo la possibilità di osservarlo per più tempo ed in più situazioni, la teoria sociologica consente di disvelare sue funzioni che vanno al di là di ogni visione o strategia di giuoco, su cui, ripeto, non ho sufficiente background per esprimermi. La pacatezza, il senso dello sport e del lavoro giornaliero con Ruiz e compagni, e, del resto, con tutto lo staff tecnico e dirigenziale, ne disegnano un ruolo apparentemente primeggiante, ma sostanzialmente paritario e realistico che funge da collante per la comunità ugentina.

Ne è prova la forza di interiorizzare un’identità calcistica, di appartenenza e di passione sportiva che è eccezionale motrice per i tanti ragazzi che ogni domenica cantano i colori giallorossi e gli appassionati che seguono l’Ugento dagli spalti. Anche questo significa fare lavoro di squadra. Pensare come squadra. Agire come squadra. Comportarsi come squadra. Con uno stile che è allo stesso tempo nuovo e rivoluzionario, caratterizzando una città che vive il sogno di una sfida storica e affascinante.

C’è un altro elemento del mister che mi colpisce, che attiene al suo modo di stare in panchina, con la sua comunicazione verbale (espressioni sempre composte ed autorevoli!) e non verbale (segue la gara con una mano al mento e gli occhi che coprono l’intero spazio, seguendo in piedi ogni fase, muovendosi con passo felpato all’interno dell’area tecnica!). Vi è poi la sostanza delle dichiarazioni post – gara: quasi sempre si accomunano per lo stesso modo di invitare tutti a “tenere i piedi per terra”, infondendo serenità, coraggio, motivazione nel lavoro e nel sacrificio giornaliero, senza tralasciare l’indiretto sprone a supportare la squadra che con fermezza sostiene regalerà “belle soddisfazioni” (accadeva anche nella scorsa stagione sportiva).  

Arrigo Sacchi sostiene che il calcio è prima di tutto uno spettacolo e che la gente va allo stadio per vivere emozioni. Se ci pensiamo bene, ci sono emozioni diverse tra una vittoria con merito od una sconfitta immeritata ed una vittoria senza merito. Anche in piccoli contesti che non sono le massime serie si possono vivere grandi emozioni. Nonostante le legittime difficoltà dei contesti, nelle tre uscite ufficiali i nostri ragazzi non hanno sfigurato e nessuno può sostenere che non abbiano regalato emozioni. Nel susseguirsi dei fatti sociali, con i “significati” che ognuno di noi attribuisce al contesto in cui è immerso, il ruolo di un allenatore di calcio riesce a fungere da fattore aggregante, quasi di riscatto sociale, non solo della squadra che allena, con la quale molto condivide, soprattutto sul piano interazionale e psico – cognitivo, ma anche di una comunità di tifosi, di un’intera città che s’identifica con la squadra. I calciatori vivono la stessa quotidianità: vanno in palestra, portano i figli all’asilo, frequentano bar, fanno la spesa, passeggiano, etc. 

Se il premio di miglior allenatore dell’anno felicita un successo calcistico straordinario, certamente personale, rafforza quell’onda lunga sociale che spinge quel surf in cui gli ugentini vogliono trovarsi ogni “maledetta domenica”. Ha ringraziato giocatori, tifosi e società. Mister Oliva l’ha attribuito alla nostra terra

“piena di talenti, ma senza le giuste infrastrutture e opportunità, diventa difficile esprimere tutto il potenziale. Il nostro successo dimostra che anche i piccoli club possono fare grandi cose, ma è fondamentale un sostegno concreto da parte delle istituzioni”.

Abbiamo la prova del consolidamento della consapevolezza che il fenomeno sportivo è un fatto sociale totale e straordinario sensore del mutamento sociale. Non scindibile da quella del proprio ruolo di tecnico che sa innestarsi, con umiltà e passione, alla realtà sociale che lo circonda, fungendo da collante all’interno di un contesto in cui ci deve essere una città, una squadra, un cuore. Il cammino è molto lungo. Il primo passo è abbonarsi. Un atto d’amore prima di tutto verso sé stessi e poi verso la squadra e la nostra Ugento.

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