Lo spunto per riscrivere qualcosa sull’urgenza di “una ricostruzione culturale” della nostra comunità, che ha dimenticato o se ne ricorda solo in sporadiche occasioni di “essere popolo”, mi è venuto da un intervento su Facebook dell’amico Angelo Minenna, in cui intravedo alcune verità inoppugnabili e assolutamente condivisibili. Se in un suo discorso alla Camera dei deputati del 26 giugno 1920 Filippo Turati parlava di “Rifare l’Italia”, oggi più che mai occorre “Rifare Ugento”. In tutti i sensi.
Ritornando all’intervento di Minenna, alcune sue riflessioni meritano di essere riproposte e contestualizzate a livello locale con una riflessione “a braccio”.
Rispondendo ad alcuni commenti, egli parte dall’augurio per una maggior cura di Ugento. Un posto bello cui dedicare impegno e passione sociale. Sul ripetersi di “scempiaggini politiche”, costantemente riproposte ad ogni tornata elettorale degli ultimi 25 anni, conferma la sua indisponibilità a “fare politica”. Dissento in questo perché ritengo che “fare politica”, intesa come “la più alta forma di carità” possa manifestarsi anche e soprattutto attraverso scritti, riflessioni, critica libera (nel senso nobile!), libri e, perché no, attraverso la manifestazione del proprio pensiero. Non occorre quindi essere necessariamente “eletti”, avere cioè un mandato elettorale per “amministrare”. Occorre proprio quel “granché” minenniano su cui “discutere, confrontarsi, combattere, proporre o elaborare”, mettendo da parte spocchia, pressappochismo ed il classico “ci sinti tie e ci suntu iou”, divenuto oramai una sorta di nenia, insopportabile, conclamata negli atteggiamenti tutti tipicamente ugentini.
Nel suo post emerge inequivocabilmente ciò che da anni sostengo debba essere l’obiettivo di mandato di qualsiasi “maggioranza politica” (proposta politica): la risoluzione del problema culturale di questo nostro paese. Il più difficile in assoluto. Che giustamente non ha prevalente attinenza alla conoscenza di Dante, Petrarca o Boccaccio, ma sostanzialmente alla capacità di comprendere, mettendolo in atto ogni giorno, quanto sia fondamentale avere cura delle cose e di non farne o rifarne altre per tornaconti o cambiali elettorali. O, peggio ancora, lasciare che il proverbio dialettale degli “anziani” (si dice non fossero “acculturati”!) “ci fabbrica e sfabbrica nu perde mai tiempu!”. Ci sono molte esperienze locali che insegnano quanto si palesi utile per la collettività, ad esempio, organizzarsi per la cura dei beni comuni. Quelli che utilizziamo tutti e di cui forse non ci rendiamo neanche conto quanto siano importanti. Non si può sempre pretendere che siano gli altri a dover fare tutto. Perché non è e non può essere sempre tutto scontato. Non ci si può mettere le mani in tasca, girandosi dall’altra parte fischiettando e aspettando che arrivi il momento per dire: “hai vistu? Quisti nu su capaci cu fannu nenzi?Sannu posti cusì se conzine e cose loru!”. È inutile girarci intorno! Il problema è proprio questo: fatte i fatti toi, nu te mintire mmenzu! Però poi è afrodisiaco poter sproloquiare, criticare (in questo caso nel senso negativo del termine!), sputare sentenze soprattutto nascondendosi dietro alle famigerate tastiere del PC e dello smartphone. Le cose si sanno, ma per strada si tende a guardarsi con i soliti occhi ipocriti, un po’ per codardia, un po’ per timore, un po’ per folle distacco umano. Ci basti guardare le scene dello straordinario film “Malena” di Giuseppe Tornatore, interpretato da Monica Bellucci, con le fantastiche musiche di Morricone, per avere la conferma di quelli che sono usuali modi di essere, di pensare e di porsi. Perché purtroppo occorre riconoscere che negli ultimi anni noi ugentini ci siamo umanamente imbruttiti, tendiamo ad un menefreghismo e ad una superficialità che sono sociologicamente patologici. Si ha paura, timore di dire ciò che si pensa. C’è il rischio, costante e concreto di essere “etichettati”, direbbe un grande criminologo come Becker. O, peggio ancora, di perdere il lavoro estivo, un incarico, una consulenza, etc. Anch’io come l’amico Minenna non voglio nulla. Ho solo e sempre dato la mia disponibilità a prestare gratuitamente le mie competenze. Ed infine, alle ultime elezioni non ha vinto nessuno.
E chi ha vinto allora? Ha vinto l’inconsistenza culturale, l’incapacità di essere popolo. Ha vinto l’assenteismo. Fatto di coloro che hanno preferito andare al mare piuttosto che esprimere una preferenza perché sfiduciati da un sistema che li vede limitati “protagonisti”, giammai “uniti”, insensatamente “pronti al decollo” o inservibili “costruttori”. Ugento è stata grande e continuerà ad esserlo, basta convincersene, il che non è poco.
Nel mondo della pallavolo, ogni giocatore ha il suo ruolo cruciale, ma pochi sono tanto sottovalutati quanto il libero. Tuttavia, se c’è qualcuno che ha dimostrato l’importanza fondamentale di questo ruolo, è Max Colaci. Con la sua agilità senza pari, la precisione millimetrica e una determinazione incrollabile, Colaci ha dimostrato di essere non solo un libero eccezionale, ma un vero e proprio pilastro per ogni squadra in cui ha giocato.
Con una carriera che si snoda attraverso diversi decenni, Colaci ha continuato a essere un faro di consistenza e affidabilità, dimostrando che la sua età non ha alcun impatto sulla sua abilità di dominare il campo. La sua carriera ha spaziato da squadre di livello nazionale a internazionale, e in ogni istante ha dimostrato di essere un vero e proprio maestro nell’arte di difendere e di dare una struttura solida alla difesa della sua squadra.
Nata proprio a Ugento, la passione di Colaci per la pallavolo lo ha portato a lavorare instancabilmente per perfezionare il suo gioco. Il suo impegno e la sua dedizione si sono tradotti in un’abilità straordinaria nel leggere il gioco, prevedendo i movimenti degli avversari e anticipando ogni palla con una prontezza ineguagliabile. La sua capacità di difendere e di servire da collante per la squadra è stata fondamentale in molte delle sue vittorie più significative.
Oltre alle sue abilità tecniche, Colaci è noto per la sua mentalità da leader silenzioso, motivando i compagni di squadra e ispirandoli con il suo impegno e la sua dedizione senza fine. La sua presenza in campo è una costante fonte di fiducia per tutti coloro che giocano con lui, e la sua capacità di mantenere la calma anche sotto pressione è un elemento fondamentale per il successo delle sue squadre.
La sua influenza va ben oltre il campo di gioco. Colaci è un modello per i giovani aspiranti giocatori, dimostrando che con impegno e passione si possono raggiungere risultati straordinari. Il suo legame con la comunità di Ugento è rimasto saldo nel corso degli anni, e la sua storia è diventata una fonte di ispirazione per molti giovani che sognano di seguire le sue orme.
E proprio oggi, la sua ennesima impresa, la settima Supercoppa di lega con il Perugia, è una testimonianza vivente della sua grandezza. La vittoria di oggi ha sottolineato ancora una volta il valore inestimabile di Colaci come membro fondamentale di ogni squadra che rappresenta. La sua dedizione senza limiti e la sua abilità eccezionale sono un faro di ispirazione per tutti coloro che amano la pallavolo e un omaggio alla sua straordinaria carriera.
Max Colaci è più di un libero. È un pilastro, un leader e un’icona della pallavolo, la cui influenza e l’abilità senza pari hanno lasciato un segno indelebile nel mondo dello sport. La sua settima Supercoppa di lega è solo l’ultimo trofeo in una carriera che brilla di luce propria.
Nel cuore della comunità di Ugento, un acceso dibattito ha preso piede sulla gestione della pubblica illuminazione, suscitando polemiche e dibattiti che hanno portato l’attenzione su questioni fondamentali di gestione municipale e responsabilità civica. Una riflessione critica su questo controverso tema diventa essenziale per comprendere a fondo le conseguenze di una decisione che ha sollevato dubbi e preoccupazioni in tutta la città, anche e soprattutto dopo il video strappalacrime pubblicato mesi fa dal sindaco di Ugento.
Nel recente post del consigliere comunale di minoranza Tiziano Esposito, emergono chiaramente le conseguenze negative derivanti dalla riduzione della pubblica illuminazione nel territorio di Ugento, una misura adottata inizialmente con l’intento di risparmiare fondi comunali. Tuttavia, la realtà sembra dipingere un quadro più complesso e meno favorevole di quanto inizialmente previsto.
La pubblica illuminazione rappresenta una componente essenziale per la sicurezza e il benessere dei cittadini, soprattutto in un momento storico segnato da sfide come la pandemia da Covid-19. La diminuzione dell’illuminazione pubblica ha generato disagi palpabili e ha aumentato il senso di insicurezza tra i residenti e i turisti, creando un ambiente poco accogliente e persino pericoloso.
La richiesta del consigliere Esposito di trasparenza e chiarezza in merito ai costi e ai risparmi derivanti dalla riduzione dell’illuminazione pubblica è una richiesta legittima, che mette in luce l’importanza della responsabilità e dell’accountability da parte delle istituzioni locali. Tuttavia, le sfide incontrate nel tentativo di ottenere informazioni e trasparenza da parte degli uffici comunali sollevano interrogativi sul processo decisionale e sulla gestione delle richieste dei rappresentanti eletti.
L’analisi delle fatture e dei costi svela un risparmio inferiore a quanto annunciato inizialmente, mentre l’importo speso per l’attuazione della misura di spegnimento e riaccensione delle luci pubbliche solleva ulteriori domande sulle priorità finanziarie del Comune. I costi operativi sostenuti dalle ditte incaricate per l’esecuzione dell’ordinanza evidenziano la complessità della questione e l’importanza di valutare a fondo le implicazioni finanziarie di decisioni simili.
Inoltre, l’assenza di rimborso da parte dello Stato per il rincaro dell’energia, in base proprio a questi ostentati risparmi, non fa che amplificare i dubbi sulla reale convenienza di tale misura, lasciando intendere che i sacrifici imposti alla comunità potrebbero essere stati vani e inutili.
È evidente che l’intera vicenda richieda una riflessione approfondita e un’analisi dettagliata delle decisioni amministrative adottate. È fondamentale che le istituzioni locali agiscano in modo trasparente e responsabile, garantendo il benessere e la sicurezza della comunità e cercando soluzioni sostenibili ed efficaci. Solo attraverso una gestione responsabile e consapevole, basata su dati verificabili e processi decisionali trasparenti, si potrà costruire un ambiente più sicuro e accogliente per tutti i cittadini di Ugento.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE … CHI DIMENTICA E’ COMPLICE
Magari qualcuno sperava che tutto fosse finito nel dimenticatoio, ma trascorso un anno, da quando il Sindaco decise di ridurre la pubblica illuminazione sul territorio, oggi dobbiamo fare i conti (nel vero senso della parola) con una triste constatazione.
Inutile ricordare il disagio ed il forte senso di angoscia che molti cittadini e turisti si ritrovarono a dover subire, come se il recente periodo del Covid non fosse bastato.
Ma oggi voglio parlare di altro, perché sappiamo che noi Ugentini quando veniamo chiamati al senso del dovere e del sacrifico, in fondo, rispondiamo sempre presenti e così è stato. Ne sarà valsa la pena??
Allora oggi, proverò io a rispondervi a tale quesito, visto e considerato che dal mese di giugno ho chiesto e richiesto agli uffici tutta la documentazione necessaria che mostrasse sulla base di preventivi, determine e fatture, quanto realmente il “gioco” spegni e riaccendi fosse costato a noi cittadini.
Interrogazioni senza risposta, richiesta di incontri per trovare insieme possibili soluzioni del tutto ignorate, atti richiesti e mai ricevuti (chissà perché) nonostante i numerosi solleciti che poi mi hanno costretto a rivolgermi a S.E. il Prefetto per far valere il mio diritto di consigliere comunale.
Dalle fatture messe a confronto un risparmio c’è stato, ma anziché di circa 500.000, euro come annunciato dal sindaco alcuni mesi fa, è stato “solo” di 200.000 circa.
Ma secondo voi, le ditte incaricate per mettere in pratica l’ordinanza del Sindaco e quindi spegnere e riaccendere la pubblica illuminazione, hanno lavorato gratuitamente?
Ovviamente NO!!!
Parliamo di una spesa che si aggira intorno ai 150.000 e se a questi sommiamo anche i tanti risarcimenti danni riconosciuti ai cittadini dal comune per le cadute e sinistri causati dal buio, non sarei tanto sicuro che il sacrificio a cui è stata costretta un’intera comunità sia servito a qualcosa!
Se poi aggiungiamo che lo Stato riconosceva ai Comuni Italiani, per il rincaro dell’energia, dei contributi ed il Comune di Ugento non ha ricevuto nessun rimborso sulla base di questo “teorico” risparmio, allora l’intera imposizione subita dagli ugentini sa proprio di beffa!
Qualcuno avrebbe dovuto chiedere scusa ma anche in questo caso la colpa è stata totalmente riversata sugli uffici, chiamati poi a dover trovare le soluzioni.
Era doveroso fare “luce” su una vicenda che ha visto coinvolti tutti i cittadini di Ugento.
L’improvvisazione dei nostri Amministratori, ancora una volta, ha contribuito ad incupire ancora di più il nostro paese!
L’aria di Ugento è carica di eccitazione e anticipazione per la grande domenica di sport in arrivo. La città si prepara a vivere un’esperienza straordinaria, con eventi emozionanti che coinvolgeranno tutta la comunità sportiva locale. Domenica prossima, il 29 ottobre, Ugento sarà il fulcro di due eventi sportivi di rilievo, entrambi destinati a catturare l’attenzione di tifosi e appassionati di sport di ogni età.
Alle 18:00, presso il PalaOzan, il fervore raggiungerà l’apice in occasione dell’esordio nel campionato di Serie C maschile di pallavolo dei Falchi Ugento. I Falchi, sotto la guida del coach apprezzato e stimato, Maurizio De Giorgi, sono pronti a entrare in campo contro lo Squinzano in una partita che si preannuncia avvincente e combattuta. L’evento sarà particolarmente emozionante non solo per gli appassionati di pallavolo, ma anche per la comunità locale, in quanto segna il ritorno di Michele De Giorgi, allenatore dello Squinzano, a Ugento, una figura ben conosciuta e amata dagli appassionati di sport di lunga data. Non da meno è il legame familiare di Michele con l’allenatore della nazionale italiana di pallavolo, Fefe’ De Giorgi, che aggiunge un tocco speciale a questa partita dal sapore di reunion e rivalità sportiva.
Mentre il PalaOzan si prepara ad accogliere gli spettatori e i tifosi per questo atteso evento, altrove la tensione è altrettanto palpabile. Lo stadio cittadino sarà teatro dell’ottava giornata del campionato di Eccellenza di calcio, con la capolista Ugento Calcio che affronterà l’ardua sfida contro il Città di Otranto. Mister Mimmo Oliva, l’instancabile mentore della squadra, ha già messo in guardia i giocatori sull’importanza di mantenere alta l’attenzione e la concentrazione per non scivolare dal primo posto in classifica. La determinazione e lo spirito di squadra della Ugento Calcio saranno messi a dura prova, ma i tifosi non hanno dubbi sul fatto che i loro eroi daranno il massimo per portare a casa un altro successo importante.
Importante ricordare è che l’oraro delle partite è cambiato. Il prossimo fischio di inizio risuonerà infatti alla 14.30, anticipando di un’ora l’orario a cui ci eravamo abituati.
La domenica di sport a Ugento rappresenta un’opportunità unica per la comunità locale di riunirsi e condividere l’entusiasmo per l’atletica e la competizione. Questo evento eccezionale sarà una celebrazione della passione e della dedizione degli atleti e degli appassionati di sport, che si uniranno per sostenere le loro squadre locali e per godersi una giornata all’insegna del divertimento, della sfida e dell’emozione.
Non c’è dubbio che la prossima domenica a Ugento rimarrà impressa nella memoria di tutti coloro che parteciperanno a questo straordinario momento di sport e di aggregazione. La città è pronta a essere avvolta dalla magia dello sport, mentre i tifosi si preparano a sostenere con tutto il cuore i loro atleti preferiti. Con la promessa di emozioni forti e di gioco avvincente, Ugento si prepara a vivere una domenica di sport indimenticabile.
Il panorama calcistico della Puglia è pronto ad accogliere l’entusiasmo il terzo turno della Coppa Italia di Eccellenza. Con sette squadre in gioco, la competizione si profila come una delle più accattivanti e discusse dell’anno. Tuttavia, ci sono diverse particolarità e modalità di svolgimento che rendono questo terzo turno unico e affascinante.
Per ragioni geografiche, il torneo sarà caratterizzato da un intrigante triangolare tra Foggia Incedit, Molfetta Calcio e Unione Calcio Bisceglie. La decisione di organizzare un triangolare rappresenta un’innovativa soluzione per gestire la sfida tra queste squadre di spicco, considerando la loro vicinanza geografica e la necessità di ridurre gli spostamenti. Un formato che promette di offrire un’esperienza calcistica avvincente e accessibile ai tifosi locali.
La squadra che conquisterà la vetta del mini-girone sarà ammessa direttamente in finale. Con un’occasione così ambita a portata di mano, l’agonismo e la determinazione delle squadre coinvolte sicuramente raggiungeranno livelli altissimi, rendendo ogni partita di questo triangolare un momento cruciale per il destino della Coppa Italia di Eccellenza Puglia.
Allo stesso tempo, altre quattro squadre, Arboris Belli, SSD Massafra, Ugento Calcio e UG Manduria, si sfideranno in emozionanti incontri ad eliminazione diretta, con gare di andata e ritorno. Questo formato classico, che ha resistito alla prova del tempo nel mondo del calcio, aggiunge un elemento di suspense e incertezza al torneo. Le squadre coinvolte dovranno dimostrare la propria forza in due sfide a tutto campo, con l’obiettivo di guadagnare il diritto di avanzare nel torneo e competere per la prestigiosa Coppa Italia di Eccellenza Puglia. Ci saranno poi le finali nazionali. La vincente delle finali nazionali avrà accesso diretto alla serie D. Negli anni sono state molte squadre pugliesi a vincere il titolo nazionale a dimostrazione della elevata qualità del calcio pugliese.
Le attese per le gare di andata, programmate per il 2 novembre, sono alte. I tifosi e gli appassionati di calcio aspettano con trepidazione le sfide che vedranno Foggia Incedit contrapporsi a Molfetta Calcio, Arboris Belli sfidare SSD Massafra e Ugento Calcio incrociare i guantoni con UG Manduria. In queste partite, la strategia, la determinazione e la abilità tattica saranno messe alla prova, mentre i giocatori cercheranno di dimostrare la loro superiorità sul campo e conquistare un posto nelle fasi successive del torneo.
Il terzo turno della Coppa Italia di Eccellenza Puglia si prospetta come un evento imperdibile nel calendario sportivo della regione. Con una combinazione unica di formati di competizione e la partecipazione di squadre di alto livello, i tifosi possono aspettarsi un coinvolgimento appassionato e un’azione emozionante che farà battere i loro cuori più velocemente. L’emozione del calcio è viva e vegeta nella Puglia, e questo terzo turno è destinato a essere una testimonianza di ciò.
La divertente impresa di due salentini, Gianni Gianfreda e Diego Fersini che accerchieranno l’Adriatico. Dall’Albania attraverso i Balcani per rientrare a Santa Maria di Leuca, oltre 2400 km in sella, tanto divertimento e tanta vivacità
Diego Fersini e Gianni Gianfreda si sono incontrati un po’ per caso, uniti dalla passione per la mountain bike: appassionati di bici, vogliono sfidare se stessi e fare un viaggio alternativo per questo ottobre-novembre 2023. Da Lecce in treno verso Bari, traghettare sino a Durazzo per iniziare a girare tutto l’Adriatico pedalando.
Dall’Albania, passando per il Montenegro e la Bosnia Erzegovina, attraversando le meravigliose coste della Croazia giungeranno alle porte dell’Italia orientale toccando città come Trieste, Venezia, Rimini, Pesaro, Ancona, Pescara, Manfredonia, Trani, Barletta, Bari, Brindisi, Lecce, Gallipoli fino a giungere nella loro terra natia, Santa Maria di Leuca.
Li incontriamo in questa intervista per saperne di più.
Com’è nata l’idea di questo biketrip Sciamudeddai
“E’ stata una mia idea e ho coinvolto subito Diego” così ci racconta Gianni “Amo sfidare me stesso e toccare con mano quanto, la forza della mente e della volontà, possono portarci verso traguardi impensabili. L’idea di questo viaggio risale a luglio, volevo partire solo e così…su due piedi ed una bici, nel giro di dieci giorni”, sorride Gianni: “Meno male che è intervenuta prontamente mia moglie Sandra – come farei senza di lei, la mia componente razionale – che mi ha tassativamente vietato di partire!! A parte gli scherzi, Sandra è sempre stata determinante nella mia esistenza ed anche in questo caso, è stata lei a prospettarmi un’impresa più strutturata a cui dedicare il giusto tempo necessario sia per l’organizzazione logistica-materiale ma anche mentale e fisica. E ho pensato fosse giusto così…e poi è arrivato Diego”.
“Si, è stato Gianni a coinvolgermi!” sorride compiaciuto Diego Fersini “il giro dell’Adriatico me l’ha proposto Gianni, così per caso. Una sera, mi trovavo a Presicce e ricevo una telefonata. Dall’altro capo della linea, mi si presenta un certo Gianni Gianfreda e mi dice “Diego, guarda, dobbiamo fare un viaggio incredibile, pazzesco, che resterà nella storia”. Ero un po’ spaesato, insieme a lui c’era anche sua moglie, Sandra, la proposta è stata di entrambi “Vuoi venire con me, voglio fare il tour dell’Adriatico, partiamo dall’Albania, faremo tutti i Balcani per poi rientrare in Italia e tornare giù a Leuca, in bici”. Non ho pensato due volte a dire sì” continua ancora Diego “Ho scoperto che con la bicicletta riesco ad unire la passione per questo sport con quella per i viaggi, che mi hanno trasmesso sin da piccolo i miei genitori, camperisti all’avventura da sempre. Viaggiare on the road credo che sia realmente l’unico modo per vivere un viaggio a 360 gradi: ti “abbandoni” all’esperienza che vivi, può succedere di tutto, ed è proprio questo vivere “hic et nunc” che mi entusiasma. Che sia in bicicletta a piedi, non importa, è bellissimo viaggiare in questo modo. Ecco perchè la proposta di Gianni l’ho trovata fantastica e ho accettato immediatamente! Per fare questo genere di avventure ci vuole quel pizzico di sana follia e questo invito non potevo lasciarmelo sfuggire, che potevo fare? Non avevo mica alternative” continua compiaciuto Diego.
Come mai proprio questo giro dell’Adriatico
“L’idea è stata mia” racconta Gianni. “Inizialmente non sapevo esattamente dove andare ma sapevo che volevo fare un viaggio in bici. Il giro d’Italia mi sembrava abbastanza scontato, il giro della Sicilia non mi convinceva del tutto, a sensazione mi dava “poco”, così ho iniziato a pensare a qualcosa da circumnavigare. Non avendo trovato terre, mi sono detto “Vediamo un po’ se riusciamo a “circummareggiare” il mare, volevo chiudere un cerchio! Ed ecco che è nato il giro dell’Adriatico!”.
Diego, per te è la seconda esperienza, dopo la prima del 2022… ti va di raccontarcela?
“Assolutamente si!” inizia a raccontare Diego. “Lo scorso anno feci Milano – Leuca in bicicletta, nel 2018 la Via degli Dei, poi una parte della Via Francigena; ho già girato in lungo ed in largo tutta la Puglia…insomma in bici mi sono mosso un bel po’. In particolare nel 2022 ho vissuto una delle mie più belle e indimenticabili esperienze, unica direi: è stato un viaggio in solitaria, all’avventura più totale, non me ne fregava di niente e di nessuno! Partendo da Milano, ho attraversato l’Italia, fino a Leuca. Ho pedalato e goduto il viaggio. Sapevo che giornalmente dovevo fare i miei 100 km: la mattina pedalavo e nel pomeriggio visitavo i vari luoghi nei quali arrivavo. Ho conosciuto posti magnifici ma soprattutto tante persone: ciclisti appassionati come me ma anche tanta gente che ha voluto far sentire la sua vicinanza. Non sono mancate le disavventure: mi sono perso, alcuni cani mi hanno inseguito, niente che non avessi già messo in conto! Prima di partire il timore c’è, il pericolo è sempre dietro l’angolo ma la carica e l’energia che questa esperienza dà … bhè mi fa proprio consigliare a chiunque questo genere di viaggio!”.
Gianni, la sfida è ardua e a livello fisico c’è un impegno… non indifferente.
“E’ vero, non è un’attività semplice da gestire” conferma Gianni che nella vita è dottore in scienze motorie, chiropratica, fisioterapista, osteopata, posturologo “innanzitutto ci auguriamo di non trovare condizioni metereologiche avverse, anzi ci auguriamo che il meteo sia a noi favorevole! Tutto il nostro corpo sarà messo a dura prova fisica. Le principali criticità, dal punto di vista fisico, con cui dovremo fare i conti, sono innanzitutto la postura e la compressione della sella. E’ infatti importantissimo scegliere una buona sella e valutare, insieme al biomeccanico, la corretta postura e configurazione, perchè la muscolatura perineale, se sottoposta costantemente a carico, va in ischemia”. Continua “un altro aspetto di cui tenere conto è la posizione della guida in bicicletta perché non è una posizione fisiologica. Proprio per questo abbiamo scartato la gravel che produrrebbe una iperestensione del collo provocando un’attivazione eccessiva della muscolatura cervicale preferendo piuttosto una bici con una posizione più comoda e rilassata che permette anche di guardarci attorno, godendoci il paesaggio che scopriremo lungo il nostro percorso. Percorreremo molti km e nelle lunghe distanze, anche una piccola alterazione posturale viene amplificata nel tempo. Le articolazioni che vengono sollecitate sono ginocchia e anche, maggiormente le prime. Molti ciclisti infatti soffrono di iperpressione rotulea dovuta ad una posizione della sella scorretta. Le cartilagini potrebbero infiammarsi a lungo termine. Nei lunghi viaggi, come il nostro, è bene portare con sé un integratore di cartilagine e dei chiavini per spostare la sella in funzione di quelli che sono i vari sintomi che dovessero eventualmente emergere. 8-9 ore di pedalate al giorno, sono un esercizio che sottopone i muscoli ad un impegno notevole: dal punto di vista del carico e della durata, non ci sono grosse problematiche a patto di mantenere una bassa intensità e velocità di esecuzione del gesto e del carico. Occorre costantemente rispettare il proprio corpo, la propria fisiologia e non superare le dosi di carico giornaliere. Solo così il viaggio diventa benefico anche per il corpo oltre che per la mente”.
Diego, a livello tecnico, che attrezzature state portando con voi?
“Sicuramente la prima valutazione da fare, in un viaggio in bici on the road è ovviamente fare la giusta scelta della bici!” afferma Diego, che nella vita di professione è Tecnico qualificato in meccanica ciclistica, titolare di una ciclofficina nel Capo di Leuca “individuare la taglia giusta della bici, la sella giusta, le manopole comode, un ottimo fondello … tutti gli accessori vengono dopo. E’ la comodità, per tante ore (e giorni, senza interruzione), la bussola che deve guidare nella scelta del corretto equipaggio, oltre che fisico-mentale anche materiale. Andando più nello specifico, a livello di attrezzatura, porteremo solo lo stretto necessario: non possiamo appesantirci, incontreremo molte salite e dobbiamo mantenere un esercizio costante. Non abbiamo delle e-bike e quindi è tutto sulle nostre gambe e sulle nostre forze fisiche. Abbiamo installato sulle nostre bici due borse posteriori e due anteriori, un porta cellulare, un porta gps, le luci, una piccola borsella sulla canna del telaio per metterci delle barrette da mangiare in velocità e un powerbank. Come abbigliamento, porteremo con noi l’intimo, un giubbino, un paio di scarpe, due jeans, due golfini. Poi un kit di emergenza per la bici ed un altro per la nostra salute per noi (se ne occuperà Gianni), porteremo vari pezzi di ricambio, abbigliamento tecnico come due maglie interne, un pantaloncino estivo ed un tre quarti felpato per gli ambienti più freddi che incontreremo. Per fronteggiare la pioggia, ci siamo muniti di k-way e copri borse”.
Il viaggio è affascinante e non vi sono dubbi. I costi non sono indifferenti, come affronterete pernotti, pranzi, cene, intemperie, ecc?
Prende la parola Gianni “Parto dall’ultimo punto: le intemperie per noi sono un’opportunità, per testare la nostra resistenza fisica e capire anche se abbiamo fatto le scelte giuste in termini di attrezzature, abbigliamento ecc, un modo per imparare sempre qualcosa di più e migliorarci. In merito ai costi, abbiamo avuto grossi sponsor che ci stanno supportando economicamente e stanno credendo in noi, non vogliamo deluderli. Ringraziamo innanzitutto il nostro main sponsor Cuore di Mamma by Martinucci Food Service, Caffè Raone di Presicce, BiosCenter di Acquarica, Ciclofficina Fersini di Gagliano del Capo, le nostre associazioni di riferimento, TerraRussa ASD e ASD MTB Alessano. Un grande e immenso grazie anche a Sacred Lines Tattoo di Mattia Verdecchia di Gagliano del Capo, Pepe Gomme di Acquarica, Anna e Claudio Parrucchieri di Leuca, Farmacia di Leuca della Dott.ssa Quintina Di Seclì, Bar Del Porto di Leuca, Scogliera del Gabbiano di Gagliano del Capo, Due Zeta Infissi in PVC di Acquarica, Ristorante Petra di Francesco Grecuccio di Castrignano del Capo e dulcis in fundo, Carlo Ricchiuto di Promedia di Acquarica, ideatore del nostro logo. Ringraziamo anche i nostri rispettivi Comuni di residenza: il Sindaco di Castrignano del Capo Sig. Francesco Petracca insieme all’assessore allo Sport Roberto Calabrese e di Presicce-Acquarica Avv. Paolo Rizzo insieme all’Assessore allo Sport Natacha Pizzolante, non hanno esitato a patrocinare il nostro biketravel Sciamudeddai e siamo davvero onorati di far parte di queste comunità locali, fatte di persone autentiche e calorose. Tutti i nostri amici e concittadini stanno dimostrando, giorno dopo giorno il loro supporto, non mancano giornalmente video di persone che da qualsiasi parte del mondo, intenti nelle più disparate attività di tutti i giorni, decidono di filmarsi dicendo “sciamudeddai”.. tutto questo è bellissimo, ha un valore immenso in questa epoca in cui la tecnologia e l’intelligenza artificiale tendono a far perdere quella vicinanza tutta umana. Trovate tutti i loro video nelle nostre storie in evidenza “Community” su Instagram”.
“Ritornando alla domanda iniziale, in merito ai pernotti, eh .. ci pensa Diego e il suo iphone!” sorride Gianni e così continua Diego “Si, ogni giorno organizzeremo i nostri pernottamenti, lo faremo di volta in volta. Al momento non abbiamo nulla di prenotato… è o no un viaggio on the road?!” se la ride Diego che continua “prevediamo di organizzarci così: ogni giorno, individueremo un posto dove dormire a circa 30-40 km da dove ci troviamo intorno alle ore 16 del pomeriggio, in modo tale da avere una tappa ben definita da raggiungere ed in cui trascorrere la notte”.
Gianni aggiunge “per i pasti, stimiamo un consumo di 6000 kcal a testa al giorno, quindi se consideriamo che il fabbisogno energetico di un uomo adulto sedentario generalmente non supera le 2000 kcal al giorno, provate ad immaginare quale sarà il nostro “problema” più grosso on the road…il tempo necessario per ingerire che sarà a volte sottratto alle pedalate”.
I social vi aiuteranno a mettervi in contatto non solo con chi già vi conosce e sa delle vostre avventure ma soprattutto vi connetterà anche con gente del luogo: ma siete così social nella vostra vita di tutti i giorni?
Gianni passa la palla a Diego, sorridendo “Sì, lo ammetto, sono molto “social” nella mia vita, sia per lavoro che nella mia vita privata. Diverse considerazioni mi portano a condividere, aspetti della mia esistenza sui nuovi canali di comunicazione che diventano un modo come un altro per intrecciare storie e relazioni con persone, anche distanti, appassionati come me di bici e viaggi on the road, in particolare cicloturismo. Me ne sono reso conto proprio l’anno scorso, nel mio viaggio da Milano a Leuca: molti followers hanno seguito con costanza i diario-racconti che postavo quotidianamente, a fine giornata, scrivendo quello che avevo vissuto e postando foto di quello che avevo visto. Ho sentito tutto il supporto e il calore umano di gente che magari mai incontrerò dal vivo ma che mi ha trasmesso (e lo fanno tutt’ora perché mi stanno seguendo anche oggi in sciamudeddai) semplicemente seguendomi su facebook. C’è anche tanto divertimento e leggerezza in questo approccio social e sono nate amicizie proprio grazie al mondo digitale. Con Gianni ci siamo infatti subito trovati in accordo su questo: nonostante lui non sia molto social, comprende totalmente la potenza dei social, in grado di trasmettere quell’energia di cui abbiamo bisogno per intraprendere il viaggio e che sicuramente sarà ancora più importante durante l’impresa stessa. Per questo abbiamo deciso di attuare una strategia comunicativa che prevedesse facebook ma anche instagram e whatsapp, per rendere l’esperienza più inclusiva possibile. Non trattiamo solo contenuti per appassionati di bicicletta ma per tutti. Facebook, sulla mia pagina Diego Fersini, vedrà, ogni giorno, il diario-racconto, un testo soggettivo in cui racconterò quello che ci è accaduto giorno dopo giorno con tanto di foto e considerazioni personali. Abbiamo appositamente attivato Instagram @Sciamudeddai per il progetto, e in questo un dovero grazie va a Sandra Cappilli (moglie di Gianni) e Maria Elisa Scarcia (per tutti Lisa, nostra amica) che hanno messo su tutto quello che potete vedere: Sandra è determinante in tutte le scelte strategiche di “marketing”, è lei l’ideatrice del nome “sciamudeddai” così come della scelta dei colori e dello stile da dare al progetto. Lisa è il nostro braccio operativo, è lei che prende, pubblica, organizza i contenuti, la vedi con excel e trello a tirar fuori schemi e task… noi cerchiamo di starle dietro e anche per scrivere questo articolo… è stato arduo! Insieme a loro stiamo riuscendo a trasmettere tutto di noi e di questo viaggio. Infine, abbiamo anche deciso di attivare Whatsapp, una sorta di canale per aggiornamenti “minuto per minuto”, un gruppo in cui scriveremo solo noi, i nostri followers saranno al nostro fianco in sella, seppur a distanza. E’ un gruppo che al momento non vede contenuti in quanto stiamo raccogliendo le varie adesioni, chiunque infatti può seguirci anche da lì cliccando su questo https://chat.whatsapp.com/EKhRzC0hZsk99AKcPj7fWQ . La nostra idea è quella di condividere lì su whatsapp, minuto per minuto, foto, video, posizioni, perché vogliamo che questo viaggio veda, seppur in modo virtuale, più partecipazione possibile. Non nascondiamo che è anche una risposta alla necessità di rendere il tutto più sicuro per noi stessi” conclude Diego.
Due esperti “meccanici”, uno di ciclomeccanica e l’altro del corpo umano… un match decisamente molto interessante. Cosa volete trasmettere ai vostri followers?
“Lo faccio perchè amo viaggiare, soprattutto in bici on the road” esordisce Diego, emozionato e felice “ho piacere a condividere questa esperienza così bella con tutte quelle persone che seppur virtualmente vogliono essere al nostro fianco, garantisco tanto divertimento!!”
“Voglio trasmettere una sfaccettatura del mio carattere” continua Gianni col suo piglio da coach-motivazionale “Ragazzi se vi va di fare qualcosa, fatela!”.
Dunque, non resta che rimanere sintonizzati sui canali social
Ugento, una cittadina che affronta attualmente una serie di sfide nel suo sistema viario e nei servizi essenziali, è stata oggetto di una dura critica da parte del Segretario cittadino della Lega, Fulvio Viva.
In un acceso post sui social media, Viva ha espresso la sua preoccupazione per una serie di questioni chiave che stanno minando la qualità della vita nella comunità. La congestione del traffico, le complicazioni legate alla nuova infrastruttura per le biciclette e la mancanza di risposte alle richieste della comunità sono solo alcuni dei problemi evidenziati dal suo appassionato appello.
Il cuore della sua argomentazione si basa sulla mancanza di azione da parte delle autorità locali, nonostante le richieste costruttive presentate per migliorare la situazione. In particolare, le seguenti questioni sono state poste sotto i riflettori da Viva e dalla sua squadra:
La chiusura protratta della strada principale, Via Barco, che funge da arteria vitale per l’ingresso e l’uscita dalla città, ha causato disagi significativi per i residenti e i pendolari. Questa situazione ha costretto i cittadini ad affrontare deviazioni improvvise e ad affrontare un caos costante nel traffico locale.
Inoltre, l’introduzione di piste ciclabili e i conseguenti divieti di accesso in molte aree, in particolare intorno a Piazza Italia, ha portato a una situazione simile a un labirinto, con veicoli che si muovono contro le direzioni consentite e senza una presenza adeguata di agenti di polizia locale per far rispettare le nuove regole stradali.
Le aree circostanti le scuole elementari e medie sono diventate punti critici per il flusso del traffico, in particolare durante gli orari di entrata e uscita, a causa delle piste ciclabili che hanno ridotto lo spazio disponibile per i parcheggi, causando ingorghi e disagi per i residenti e i genitori.
Oltre alle questioni legate alla viabilità, Viva ha anche sollevato problemi importanti relativi al miglioramento del decoro urbano nelle zone di Ugento, Gemini e nelle Marine. In particolare, ha sottolineato la necessità di interventi mirati per migliorare le strutture sanitarie e gli uffici postali, incluso l’apertura dell’ufficio postale di Ugento anche nel pomeriggio e la creazione di presidi postali nelle Marine circostanti.
Tuttavia, nonostante queste richieste costruttive e ben documentate, il Segretario cittadino ha sottolineato l’assenza di una risposta adeguata da parte delle istituzioni locali. Le richieste di collaborazione e azione sono state accolte con silenzio e inerzia, lasciando i cittadini e la comunità a chiedersi se le loro preoccupazioni e richieste saranno mai prese sul serio.
Ciò solleva una questione fondamentale: come possono le istituzioni locali soddisfare le esigenze e le richieste legittime dei cittadini? È necessario instaurare un dialogo più costruttivo tra il governo locale e i suoi cittadini, in modo che le preoccupazioni possano essere affrontate in modo tempestivo ed efficace.
Inoltre, è cruciale per le autorità locali sviluppare strategie sostenibili per affrontare le sfide della viabilità e migliorare i servizi essenziali. Questo richiede un piano ben strutturato che tenga conto delle esigenze della comunità, includendo un’analisi approfondita delle priorità e una chiara allocazione delle risorse per garantire l’efficacia delle azioni intraprese.
È essenziale inoltre coinvolgere la comunità in questo processo decisionale, garantendo che le voci dei cittadini vengano ascoltate e prese in considerazione. Solo attraverso un’impegno collaborativo e una comunicazione trasparente sarà possibile superare le sfide attuali e creare una città più vivibile e funzionale per tutti i suoi abitanti.
Il post di Fulvio Viva ha messo in luce una serie di gravi problemi che affliggono la città di Ugento. Tuttavia, va sottolineato che questo è solo l’inizio di un processo che richiede un impegno congiunto da parte delle istituzioni e dei cittadini per trovare soluzioni durature. Solo attraverso un dialogo aperto e una collaborazione costruttiva sarà possibile realizzare un cambiamento significativo e migliorare la qualità della vita per tutti coloro che chiamano Ugento casa.
VIABILITÀ LABIRINTO E SERVIZI ESSENZIALI AD UGENTO
NESSUNO era riuscito nell’impresa di complicare le condizioni del traffico cittadino di Ugento:
Via Barco, strada centrale e punto nevralgico in entrata ed in uscita del Paese chiusa da mesi e mesi;
Zona di Piazza italia che , grazie alle piste ciclabili e conseguenti divieti di accesso ovunque, è diventata peggio di un labirinto in cui i veicoli sfrecciano contromano, senza neanche l’ombra di un agente di polizia locale che aiuti a fare rispettare la nuova segnaletica;
Zona scuole elementari e scuole medie che, sempre grazie alle piste ciclabili, creano veri e propri ingorghi per il flusso veicolare in orario di entrata e uscita dalle scuole senza necessaria capienza per i parcheggi.
La richiesta di collaborazione che viene richiesta e tanto decantata nei post o nelle parole dai nostri governanti cittadini non trova applicazione nei fatti.
La conferma sono Il SILENZIO E LA NON RISPOSTA alle nostre richieste PROPOSITIVE PROTOCOLLATE.
Badate bene: PROPOSITIVE E NON DISTRUTTIVE:
Richieste di andare tutti insieme in Provincia a sollecitare la richiesta di messa in sicurezza della strada provinciale Ugento Casarano;
Richieste innumerevoli per il miglioramento del decoro urbano ad Ugento, Gemini e Marine;
Solleciti per il miglioramento dei servizi essenziali (in particolare delle strutture sanitarie nelle nostre marine e degli uffici postali, con riferimento alla richiesta di apertura dell’ufficio postale di Ugento anche nel pomeriggio e nell’ istituzione di presidi postali nelle marine).
Riusciremo mai ad avere una risposta nei fatti per migliorare il nostro paese e del nostro territorio