Come preannunciato da questa testata in un post dello scorso 13 maggio, il servizio di trasporto estivo pubblico a Ugento è finalmente partito in fase sperimentale, ma questa notizia è stata accolta da controversie e preoccupazioni riguardanti l’affidamento diretto all’azienda Tundo SPA di Zollino, che gestirà fino a settembre questo servizio per conto del Comune di Ugento. Infatti, l’azienda risulta essere coinvolta in una vicenda giudiziaria che ha sollevato dubbi sulla sua affidabilità.
L’affidamento del servizio di trasporto estivo pubblico è costato circa 140 mila euro alle casse comunali, una somma non indifferente che richiede una gestione oculata e attenta. Tuttavia, l’azienda Tundo Vincenzo SPA di Zollino è attualmente in concordato preventivo in continuità, dopo essere stata coinvolta in una controversia riguardante un corposo risparmio di imposta ottenuto attraverso attività ed interventi migliorativi che, secondo l’accusa, non risultano da nessuna parte. La Procura ha richiesto il conto a Tundo Vincenzo SPA, emettendo un decreto di sequestro preventivo per un importo pari al profitto sospetto pari a 13 milioni di euro.
La situazione si è complicata ulteriormente poiché le testimonianze dei dipendenti dell’azienda hanno rivelato che non hanno mai partecipato al progetto di ricerca e sviluppo dichiarato da Tundo Vincenzo SPA, sollevando dubbi sulla veridicità delle attività dichiarate dall’azienda per ottenere il beneficio fiscale.
L’accusa della Procura è grave, poiché sostiene che l’amministratore unico pro tempore della società avrebbe ordito strategie societarie frodando l’Erario. Il coinvolgimento di altre tre persone, tra cui il presidente del collegio sindacale della società e due commercialisti, ha amplificato il sospetto di un disegno criminale perpetrato in concorso.
Ma non è tutto, sono numerosi i gruppi spuntati sui social di persone che condividono la loro esperienza con la ditta spa, costituendosi addirittura in gruppi pubblici che raccolgono le lamentele da parte di utenti e lavoratori di tutta Italia, come il gruppo Facebook “Lavoratori (e utilizzatori) di tutto il Tundo unitevi!” dove nella descrizione si può leggere:
La ditta Tundo è aggiudicataria di appalti in tutta Italia e in molti casi si presentano problemi per l’erogazione delle retribuzioni dei dipendenti o per la gestione dei servizi. Questo gruppo ha lo scopo di fungere da raccordo fra le varie realtà locali per dare una prospettiva di insieme della situazione
La descrizione del gruppo
È importante notare che la Tundo Vincenzo SPA ha già presentato un ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità. Questa situazione crea ulteriori incertezze riguardo alla stabilità finanziaria dell’azienda e alla sua capacità di fornire un servizio di trasporto pubblico affidabile e sostenibile a lungo termine.
Il servizio di trasporto pubblico estivo a Ugento dovrebbe poter contare su quattro mezzi, ma le preoccupazioni riguardo alla gestione finanziaria dell’azienda potrebbero incidere sulla qualità e l’affidabilità del servizio offerto. Inoltre, il costo del biglietto è di un euro, ma è necessario assicurarsi che i fondi raccolti vengano gestiti in modo trasparente e corretto, essendo i dipendenti Tundo responsabili della vendita.
Il Comune di Ugento dovrà monitorare attentamente l’andamento del servizio di trasporto estivo pubblico e garantire una rigorosa supervisione per accertare che i mezzi forniti da Tundo Vincenzo SPA siano adeguati e che i biglietti siano correttamente incassati e gestiti. È fondamentale che il Comune agisca nell’interesse della comunità, garantendo un servizio di trasporto efficiente e affidabile, nel rispetto delle normative e delle leggi vigenti.
Il lancio del servizio di trasporto estivo pubblico a Ugento è un passo importante per migliorare la mobilità della comunità locale e promuovere il turismo nella regione. Tuttavia, le preoccupazioni riguardanti l’affidamento dell’azienda Tundo Vincenzo SPA di Zollino sollevano interrogativi sulla sostenibilità e l’integrità del servizio offerto.
Il Comune deve agire con prudenza e trasparenza per garantire che il trasporto estivo pubblico sia gestito in modo corretto e affidabile, nell’interesse di tutti i cittadini di Ugento. Solo attraverso una gestione oculata e attenta si potrà sperare di ottenere un servizio di trasporto efficace e di successo per il bene della comunità.
Consolidato l’orientamento del Consiglio di Stato sulla possibilità di edificare nelle aree costiere.
Il Consiglio di Stato ha recentemente emesso tre sentenze (n. 6937/2023, n. 7065/2023, n. 7067/2023) che hanno confermato e chiarito l’inapplicabilità dei vincoli paesaggistici imposti dal PPTR per le aree costiere, urbanizzate e ricomprese nelle Zone B, da parte degli strumenti urbanistici locali. Questa decisione segna un importante punto di svolta riguardo alla possibilità di edificare in queste zone costiere.
Il verdetto del Consiglio di Stato è stato accolto con grande soddisfazione da sedici privati, assistiti dagli avvocati Alberto Grimaldi e Francesco Lezzi, i quali erano interessati dalle decisioni del TAR Lecce in primo grado. Inizialmente, il Tribunale Amministrativo Regionale aveva riconosciuto il carattere edificatorio di porzioni di territorio costiero facenti parte di consolidati tessuti urbani.
Tuttavia, sia il Ministero della Cultura che la Regione Puglia avevano presentato appelli chiedendo la riforma di tali decisioni, i quali sono stati successivamente rigettati dal Consiglio di Stato.
Le aree coinvolte in questa controversia si trovano nelle località balneari di Lido Marini (Ugento), Capilungo (Alliste) e Mancaversa (Taviano).
Con questa sentenza, il Consiglio di Stato ha rilasciato queste aree dalla morsa del piano paesaggistico, che le considerava inedificabili, e ha quindi dato il via libera agli interventi costruttivi. In particolare, i sedici privati coinvolti potranno procedere con la realizzazione di un complesso condominiale di venti appartamenti a Lido Marini e di singole abitazioni a Capilungo e Mancaversa.
L’implicazione di questa sentenza pratica potrebbe avere un impatto significativo sulle edilizie ancora in corso di istruttoria nelle aree costiere. Nonostante le decisioni del Consiglio di Stato abbiano chiarito la possibilità di considerare edificabili i territori costieri, rimane ancora da vedere come questo nuovo orientamento influenzerà i processi decisionali futuri e le pratiche di urbanizzazione in queste zone delicate.
È importante sottolineare che la questione della costruzione nelle aree costiere è un tema complesso e controverso. Molte località ambientaliste e difensori del paesaggio marittimo potrebbero vedere questa sentenza come una minaccia per l’ambiente e la bellezza naturale di queste. D’altra parte, ci sono anche argomentazioni a favore della pianificazione urbanistica e dello sviluppo delle zone costiere per fini turistici ed economici.
In conclusione, l’orientamento consolidato del Consiglio di Stato sulla possibilità di edificare nelle aree costiere segna un passo significativo verso una maggiore chiarezza giuridica riguardo a questa complessa questione. Tuttavia, sarà importante monitorare attentamente gli impatti degli sviluppi futuri e considerare attentamente gli ambientali e sociali di eventuali interventi edilizi in queste preziose zone costiere. L’equilibrio tra lo sviluppo urbano e la conservazione del patrimonio naturale dovrà essere gestito con cura per garantire un futuro sostenibile per queste meravigliose località balneari.
Nella località di Torre Mozza di Ugento, un’attività di controllo ha portato alla luce un’inquietante scoperta riguardante un autocarro carico di olio d’oliva privo di etichettatura.
L’operazione è stata condotta con successo dai finanzieri della Tenenza di Casarano, che hanno arrestato il camion e denunciato due individui, entrambi residenti a Cerignola, che stavano tentando di vendere 155 lattine contenenti ben 775 litri di olio d’oliva di provenienza sconosciuta.
Gli agenti delle forze dell’ordine sono stati allarmati dalla mancanza di indicazioni relative all’origine del prodotto e dalle modalità di trasporto sospette. Oltre a ciò, il tentativo di vendere un olio d’oliva non etichettato ha sollevato ulteriori dubbi sulla qualità e la tracciabilità del prodotto stesso.
Non volendo lasciare nulla al caso, i finanzieri hanno effettuato approfonditi controlli sulla provenienza delle 155 lattine di olio, avvalendosi della collaborazione dei funzionari del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL). Questa sinergia ha permesso di acquisire ulteriori informazioni fondamentali per capire la situazione e prendere misure adeguate.
Una volta ottenuti tutti i dati necessari, i finanzieri hanno deciso di procedere al sequestro amministrativo delle 155 lattine contenenti l’olio d’oliva non etichettato. L’olio è stato posto sotto custodia per evitare ulteriori rischi per i consumatori, poiché la sua provenienza e le sue caratteristiche non erano state chiaramente definite.
Ma il sequestro non è stata l’unica azione intrapresa. I responsabili di questo tentativo di commercializzazione di prodotti privi di etichettatura sono stati segnalati alle autorità competenti, che ora si occuperanno dell’indagine e delle eventuali conseguenze legali.
L’etichettatura dei prodotti alimentari è un aspetto fondamentale per la sicurezza dei consumatori e per garantire la qualità dei prodotti stessi. Essa fornisce informazioni cruciali sulla provenienza, sugli ingredienti utilizzati e sulle caratteristiche nutrizionali dell’olio d’oliva, o di qualsiasi altro prodotto alimentare, consentendo ai consumatori di effettuare scelte consapevoli e informate.
L’assenza di etichettatura non solo costituisce una violazione delle normative vigenti, ma solleva anche seri dubbi sulla provenienza del prodotto, i metodi di produzione impiegati e la sua genuinità. Senza queste informazioni essenziali, i consumatori sono esposti a potenziali rischi per la salute e potrebbero essere vittime di pratiche commerciali sleali.
Questo caso dimostra l’importanza della vigilanza da parte delle autorità competenti per garantire che tutti i prodotti alimentari immessi sul mercato rispettino le leggi e le norme in vigore. Solo attraverso il rispetto delle norme di etichettatura e tracciabilità è possibile garantire che i consumatori possano godere di prodotti alimentari sicuri, autentici e di qualità.
Le forze dell’ordine e le autorità preposte al controllo del mercato devono continuare a lavorare istantaneamente per proteggere i consumatori e preservare l’integrità del settore alimentare. Solo attraverso una stretta cooperazione tra le varie istituzioni sarà possibile contrastare efficacemente la diffusione di prodotti non conformi e salvaguardare la salute e il benessere dei consumatori.
In conclusione, questo episodio ci ricorda l’importanza di essere vigili nei confronti dei prodotti che acquistiamo e di sostenere l’attuazione di misure di controllo adeguate. La tracciabilità e la qualità dei prodotti alimentari sono aspetti che non possiamo trascurare, poiché sono alla base della nostra sicurezza e del nostro benessere.
Nella suggestiva cornice della sala conferenze del Museo di Ugento, si è svolta una serata carica di significato per la comunità agricola locale.
La Coldiretti di Ugento ha eletto il suo nuovo consiglio, evento che ha attirato l’attenzione di numerosi agricoltori e addetti del settore provenienti da tutta la regione. Davanti al direttore provinciale Aldo de Sario, al segretario di zona Antonio Cerfeda e alla partecipazione straordinaria del direttore regionale Pietro Piccioni, si è aperto un nuovo capitolo nella storia dell’associazione.
L’elezione del nuovo consiglio si è svolta in un’atmosfera carica di speranza e attesa. Durante l’assemblea, è stato il presidente uscente Lucio Paiano a prendere la parola. Con emozione e orgoglio, Paiano ha dichiarato:
Lascio la presidenza in buone mani e sarò a disposizione del nuovo presidente”.
Le sue parole hanno testimoniato il profondo senso di responsabilità e il desiderio di continuità nella guida dell’associazione, sottolineando l’importanza di un’azione sinergica per affrontare le sfide future.
Il presidente uscente, nel fare un bilancio dei suoi anni di presidenza, ha ricordato i periodi difficili vissuti dal settore agricolo di Ugento. Ha evidenziato l’incidenza devastante della xylella, un batterio che ha colpito gli ulivi della zona causando gravi danni all’olivicoltura locale. Inoltre, non ha mancato di sottolineare l’impatto della pandemia di COVID-19 che ha gravato sulle attività agricole e zootecniche. Nonostante le avversità, il presidente Paiano ha elogiato la resilienza e l’impegno costante dei membri della Coldiretti di Ugento nell’affrontare tali sfide.
La presenza del direttore regionale Pietro Piccioni ha aggiunto un ulteriore valore all’evento, testimoniando l’attenzione e il sostegno della Coldiretti regionale nei confronti dell’importante realtà locale di Ugento.
Dopo le commoventi parole del presidente uscente, è giunto il momento di conoscere il nome del nuovo presidente. Il presidente eletto è Matteo Congedi, una figura conosciuta e apprezzata nella comunità agricola locale per la sua esperienza e competenza nel settore. Congedi, nel suo discorso di accettazione, ha ringraziato i membri della Coldiretti di Ugento per la fiducia riposta in lui e ha promesso di impegnarsi al massimo per sostenere gli interessi e le necessità degli agricoltori locali.
Il consiglio Coldiretti di Ugento, sotto la guida di Matteo Congedi, sarà composto da membri esperti e dedicati. Tra i consiglieri figurano Lucio Paiano, il presidente uscente, che continuerà a offrire il suo prezioso contributo all’associazione, Antonio Mastria, Rocco D’Amato, Marco Pacella ed Lomida Damiani. Questo team di professionisti avrà la responsabilità di indirizzare le politiche agricole locali e di affrontare le sfide che il settore dovrà affrontare nei prossimi anni.
Nei prossimi giorni Il consiglio si riunirà per dare via ai nuovi progetti e per eleggere il vice presidente e i membri dell’associazione si mostrano fiduciosi nel fatto che la guida di Matteo Congedi possa garantire continuità e progresso per il settore agricolo di Ugento.
La comunità agricola, come ha dimostrato in passato, sarà sempre pronta a fronteggiare qualsiasi battaglia per il bene della propria terra e del proprio territorio. Con determinazione e collaborazione, il nuovo consiglio Coldiretti di Ugento sarà in grado di affrontare le sfide future e di portare avanti una tradizione di successo nel settore agricolo della regione.
Nei giorni scorsi il Tar di Lecce si è espresso in merito al “Regolamento sul noleggio delle attrezzature da spiaggia” approvato dal Consiglio comunale di Ugento del 5 aprile u.s. (sentenza n. 929/2023), regolamento che riguarda soprattutto le spiagge libere.
Preliminarmente è utile osservare che la possibilità di posizionare ombrelloni/lettini/sdraio, concessa ai soli titolari di concessionari di attività idrosciatore e chioschi bar, non anche quindi agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate, svolge una funzione pro – concorrenziale, migliorando, secondo i giudici leccesi, i servizi a favore dei bagnanti, ponendosi pertanto del tutto in linea con i principi costituzionali e comunitari a livello di tutela, promozione e valorizzazione della concorrenza.
Dinanzi ad un accertato fenomeno di “sistematica occupazione” abusiva da parte di alcuni operatori turistici di ampie aree di spiaggia libera lungo il litorale (fenomeno purtroppo esistente, non solo sul tratto ionico, ma anche su quello adriatico!), se vi è la necessità per la Pubblica amministrazione di procedere a sanzionare unicamente i soggetti responsabili, preservando quegli imprenditori che si sono dimostrati virtuosi, è facile comprendere l’impossibilità di garantire un servizio di vigilanza continuo h24 atto ad impedire abusi su aree destinate alla libera fruizione. Le diverse motivazioni inserite nel ricorso sono state rigettate dal Tribunale e dallo stesso nel merito puntualmente motivate.
In particolare, emerge un carattere quasi “sperimentale” del regolamento, perché evidentemente occorrerà attendere il termine dell’intera stagione balneare per comprendere se lo strumento abbia o meno fornito un utile contributo al fenomeno di forte disagio per gli utenti della spiaggia libera che decidono di non avvalersi dei servizi spiaggia resi dai titolari degli stabilimenti balneari, riscontrando, sempre secondo l’indirizzo dell’Amministrazione comunale, notevoli difficoltà ad individuare porzioni di spiaggia libera per installare autonomamente le proprie attrezzature balneari, per la presenza di svariate attrezzature, molto spesso posizionare addirittura prima del loro effettivo utilizzo, da parte sia di titolari di stabilimenti balneari, che di soggetti non autorizzati.
Ulteriori elementi che è necessario evidenziare e che ben altrettanto chiaramente vengono esplicitati in sentenza si riferiscono all’iscrizione in apposito registro di chi potrà noleggiare le attrezzature da spiaggia (per un massimo di 100 lettini e 200 ombrelloni). Per il TAR, la norma del codice della navigazione (art. 68) è applicabile anche a quelle attività che si svolgono sul demanio. Anche all’attività di noleggio di attrezzature da spiaggia.
L’iscrizione costituisce per il Comune di Ugento una valida fonte di esercizio del potere riconosciutogli dalla legge. Non è riconoscibile invece il vantato indennizzo a favore dei titolari di SCIA (Segnalazione certificata inizio attività) e/o di altre autorizzazioni (stabilimenti balneari) per il posizionamento di attrezzature balneari sulla spiaggia libera. Questo perché sono già in possesso di una concessione demaniale marittima che attribuisce una posizione legittimante per quel tratto di spiaggia oggetto di concessione. Ed infatti non sono stati riconosciuti pregiudizi sull’esercizio esclusivo della propria attività imprenditoriale all’interno della predetta spiaggia in concessione.
Sotto altro aspetto, i giudici hanno invalidato quanto palesato dalla società ricorrente nel ricorso relativamente alla critica delle ragioni in base alle quali il Comune di Ugento ha adottato il regolamento perché strettamente connesso a valutazioni di pura convenienza economica. Se sul piano giuridico si è quindi certamente dinanzi ad un interessante orientamento ed indirizzo del giudice amministrativo, occorrerà attendere comunque i futuri risvolti in quanto l’ultimo grado di giudizio potrà o meno celebrarsi presso il Consiglio di Stato qualora la società ricorrente propenda o meno per il ricorso all’ultimo grado di giudizio.
Una battaglia legale quindi non ancora chiusa, ma che per il momento registra un vantaggio dell’Amministrazione comunale.
Siamo pronti alla mobilitazione, al fianco di agricoltori e proprietari di terreni, per rispedire al mittente la pioggia di cartelle che continuano ad arrivare dai Consorzi di bonifica, a fronte di interventi mal o mai eseguiti. L’incuria e l’abbandono sono sotto gli occhi di tutti: terreni come giungle, infestati di erbacce, canali ostruiti e trascurati di cui non si distinguono più nemmeno gli argini, pozzi malandati.
Da vent’anni va avanti l’odissea gestionale del commissariamento dei Consorzi dissestati, che prosciugano i milioni erogati ogni anno dalla Regione per pagare le spese di personale (assunzioni, stabilizzazioni e consulenze), lasciando solo le briciole per l’attività ordinaria e straordinaria di cui c’è urgente bisogno. I debiti accumulati dai Consorzi commissariati hanno sforato i 250 milioni di euro, e si pretende di farli pagare ai proprietari dei terreni senza che siano state eseguite bonifiche ed interventi di manutenzione e pulizia dei canali, con il famigerato tributo 630, che non è dovuto – come hanno stabilito diverse sentenze – in assenza di un beneficio specifico diretto.
Nel consorzio salentino dell’Arneo, che comprende una superficie di oltre 250mila ettari tra le province di Lecce, Brindisi e Taranto, sono stati realizzati appena 27 interventi di bonifica negli ultimi tre anni. E parliamo di territori piagati dalla xylella, dove al danno di oliveti rasi al suolo si aggiunge la beffa dei tributi da pagare ai Consorzi. Le cartelle relative a questi terreni devono essere annullate, lo ribadiamo. Comprendiamo la rabbia, la delusione e la stanchezza degli agricoltori, che vivono questi tributi come un balzello ingiusto, perché sono costretti ad accollarsi le spese di opere di bonifica e manutenzione fantasma. E tutto questo mette a rischio anche la tenuta idrogeologica del territorio in caso di eventi estremi ormai sempre più frequenti.
A gennaio 2021 manifestammo insieme al territorio e alle istituzioni ad Ugento, per chiedere la sospensione dell’invio degli avvisi di pagamento, e chiamammo in audizione l’assessore Pentassuglia per sollecitare la revoca delle cartelle. Ci fu risposto che, senza il contributo degli agricoltori, non ci sarebbero le risorse necessarie per la manutenzione dei pozzi e per le opere di bonifica. Ma ogni anno i Consorzi ricevono milioni di euro dalla Regione, e nulla cambia. E, checché ne dica l’assessore Pentassuglia, non sarà la riforma (ancora sulla carta) con l’accentramento delle funzioni in un Consorzio unico a risolvere tutti i mali che impediscono a questi enti di funzionare, di programmare e realizzare piani di manutenzione del territorio agricolo e dei canali irrigui. Anzi, il Consorzio unico peggiorerà la situazione e accentuerà la distanza dai territori da servire, emarginandoli e penalizzandoli.
Intanto, noi non ci stiamo a dover pagare per interventi non eseguiti o realizzati solo in emergenza e a macchia di leopardo. Da qui le ragioni di una protesta che siamo pronti a portare avanti ad oltranza”
La nostra terra: bene comune, sinergia tra volontari e istituzioni, unico obiettivo salvare il territorio. Presicce-Acquarica diventa Plastic Free
Il Comune salentino firma il protocollo d’Intesa con la Onlus nazionale, continuando a credere nella tutela del proprio territorio, rafforzando così le azioni di sensibilizzazione della collettività per un modus vivendi realmente amico dell’ambiente
Mercoledì 14 giugno 2023 presso il Municipio di Presicce Acquarica è stato firmato il protocollo d’Intesa con Plastic Free Odv Onlus, associazione di volontariato con lo scopo di informare e sensibilizzare sulla pericolosità dell’inquinamento da plastica.
Si tratta di un importante traguardo raggiunto dai volontari del comune salentino, da anni fortemente attivi insieme alle istituzioni locali, nel combattere l’abbandono selvaggio dei rifiuti e nel promuovere fattivamente la pulizia dell’ambiente e del territorio.
Plastic Free Odv Onlus rappresenta oggi la più importante e concreta associazione su questa tematica a livello nazionale. Impegnata direttamente sul campo attraverso diversi progetti quali appuntamenti di clean up, salvataggio delle tartarughe marine, sensibilizzazione nelle scuole e dei Comuni proponendo loro di aderire ad uno stile di vita Plastic Free.
In mattinata, il Sindaco Paolo Rizzo, l’assessore all’Ambiente, Alfredo Palese e i referenti Plastic Free Maria Elisa Scarcia, Marco Miccio e Antonio Damiani è stato siglato il protocollo d’intesa tra le parti, delineando i vari step previsti per il prossimo 2024.
Punto focale è creare una fattiva sinergia con le varie associazioni e aziende locali e non, già sensibili alla tutela ambientale.
L’amore verso l’ambiente è la spinta motivazionale del Comune di Presicce Acquarica
“Con la sottoscrizione del protocollo d’intesa lavoreremo insieme per creare una maggiore consapevolezza nella cittadinanza sull’importanza dell’Amore verso l’Ambiente, sull’importanza dell’Educazione Ambientale, sull’importanza di preservare l’Ambiente dall’abbandono di rifiuti, temi a cui l’Amministrazione Comunale si è dimostrata attenta e sensibile sin dal suo insediamento” così dichiara il sindaco del Comune di Presicce Acquarica Paolo Rizzo.
“Con questo atto formalizziamo la collaborazione e rafforziamo l’impegno che ci accomuna” continua l’Assessore all’Ambiente del Comune di Presicce Acquarica Alfredo Palese “ovvero quello di mettere in campo ancora e sempre più iniziative e azioni che possano aumentare un conferimento consapevole e corretto dei rifiuti (considerato che presenti sul territorio comunale due centri di raccolta), riducendo quindi la quantità di spazzatura che non può essere riciclata e soprattutto l’abbandono, considerato anche che, da dicembre 2021 ad oggi, insieme all’Associazione Cleanuppers ed oggi anche Plastic Free – ai quali volontari mi sento di dire mille e più volte Grazie – sono stati ripuliti quasi tutti gli spiazzi, le banchine e le periferie da tonnellate e tonnellate di rifiuti (centinaia e centinaia di metri cubi di rifiuti di tutti i generi), rifiuti rivenienti da abbandoni continui di anni e anni, per i quali le ditte autorizzate hanno poi provveduto al recupero e smaltimento in siti idonei”.
Un gruppo di amici e l’amore per il territorio: il via al progetto durante la pandemia
“I Cleanuppers sono un gruppo di volontari che ha scelto di vivere a pieno il proprio territorio che tuttavia era incredibilmente disseminato di rifiuti di ogni genere” così riferisce Antonio Damiani, referente Plastic Free e Fondatore del Gruppo Cleanuppers Presicce Acquarica “Eravamo stanchi di essere ostaggi dell’ inciviltà, volevamo porre rimedio a tutto questo… così siamo nati noi, un gruppo di amici che ha deciso di combattere gli incivili, ripulendo il proprio territorio e sensibilizzando la collettività ad allearsi per il bene comune”.
Continua ancora Antonio Damiani “Complice la pandemia, i Cleanuppers sono diventati presto virali, coinvolgendo tantissimi volontari che in soli tre anni hanno ripulito ogni sito individuato o segnalato dai cittadini stessi. Tre anni di azioni concrete che hanno riportato il territorio di Presicce-Acquarica a splendere di nuova luce. Finalmente ora possiamo goderci il nostro territorio, senza imbatterci in vere e proprie discariche a cielo aperto. Tutto questo è stato possibile grazie a semplici volontari e ad un’amministrazione attenta alla tematica ambientale. 136.000 euro la somma impiegata per lo smaltimento dei rifiuti recuperati dai nostri supereroi. Ma tantissimi altri rifiuti sono stati conferiti personalmente dai volontari nei due ecocentri. Perché i rifiuti vengono abbandonati dal singolo, ma diventano inevitabilmente di tutti”.
“Inizialmente mi sono unito a questo gruppo spinto dalla curiosità e dalla voglia di fare qualcosa per la terra in cui viviamo, nella quale devono crescere i nostri figli” così interviene Marco Miccio, Referente locale Plastic Free e attivista di prima linea del gruppo Cleanuppers Presicce Acquarica “L’attività dei Cleanuppers era già stata avviata da Antonio e per me è stato subito facile capire a cosa ci trovavamo davanti: non solo cigli delle strade sporche ma tonnellate di rifiuti abbandonati in posti impensabili, materiali tossici che si deteriorano con il tempo, andando ad inquinare le falde acquifere che direttamente e indirettamente alimentano i cibi che ingeriamo. Un disastro ambientale a cui andava posto subito rimedio. Bisognava trovare una cura. Trovare una sintonia con Antonio e un piccolo gruppo di amici, in questo ideale da raggiungere, è stata cosa facile, vista anche l’affiatamento e lo spirito di allegria in ogni evento organizzato”.
Continua ancora Marco Miccio, spiegando cosa è stato ottenuto e raggiunto, fattivamente, con l’azione dei Cleanuppers Presicce Acquarica “Nei tre anni di attività del gruppo, abbiamo coinvolto molte decine di partecipanti, ognuno dei quali ha dato il proprio piccolo o grande contributo. Non abbiamo mai mollato, neanche nei momenti di difficoltà o sconforto, quando tutto sembrava remare contro. Abbiamo continuato a tenere duro, creando una forza d’impatto devastante, raccogliendo tonnellate di rifiuti che non solo affidavamo al Comune per il recupero, ma che spesso portavamo personalmente ai centri di raccolta. Sono state molte anche le partecipazioni in altri Comuni limitrofi, in cui sono nati poi gruppi Plastic Free, che hanno continuato l’attività nel loro territorio”. Ed ancora, Marco Miccio riferisce “Uno degli eventi più importanti è stato sicuramente quello in cui abbiamo coinvolto decine di associazioni e gruppi di paesi limitrofi (Specchia, Taurisano, Alessano, Casarano, Tricase, ecc) nella pulizia dell’area di Masseria Tonda e Burgesi: un parco naturale bellissimo, che grazie al nostro intervento è tornato ad essere quasi incontaminato”.
Perchè Plastic Free Odv Onlus?
“Siamo nati come gruppo Clean Up, spontaneo e libero da vincoli giuridici e formali. Avevamo bisogno però di un ente superiore che ci tutelasse, che garantisse una copertura assicurativa ai partecipanti agli eventi che organizzavamo, che interagisse con le amministrazioni nei ritardi della raccolta dei rifiuti” spiega Marco Miccio “La Onlus Plastic Free rispondeva a questa esigenza ed è per questo che nel 2022 abbiamo aderito come referenti locali”.
Plastic Free incontra i Cleanuppers Presicce Acquarica: entusiasmo e sinergia per il bene del territorio salentino
“Quando Antonio ha scelto di sposare il progetto di Plastic Free ho accolto subito il suo invito a presentare la nostra realtà a tutta la comunità e da subito mi ha colpito l’entusiasmo e la voglia di cambiare le cose da parte di tutti” così interviene Luigi Schifano, Referente Regionale Plastic Free Odv Onlus “Questo protocollo d’intesa ne è la conferma, creare sinergie con le istituzioni ci aiuterà a rendere più efficace e più efficiente la nostra missione, il nostro desiderio di avere un ambiente libero dai rifiuti ed una popolazione più attenta”.
In che cosa Plastic Free si differenzia dalle altre organizzazioni no profit sulla tutela dell’ambiente?
Luigi Schifano spiega il progetto “Plastic Free è unione, di persone, di sogni, di speranze. Il nostro lavoro è partito proprio dai clean-up, perché per rendersi conto della gravità dello stato in cui versa il nostro ambiente non c’è niente di meglio che toccare con mano il disastro che ci circonda ed è un primissimo atto di sensibilizzazione, lo facciamo cercando di collaborare attivamente con le amministrazioni, con altre associazioni, con chiunque abbia a cuore la salvaguardia della natura, questa è una battaglia culturale, una battaglia di tutti.
La differenza principale con altre organizzazioni è proprio l’unione, siamo membri di una grande famiglia e con il contributo di ognuno degli oltre 1000 referenti che abbiamo in tutta Italia proteggiamo colei che è la nostra Madre: la Terra!”
Cosa accade oggi con il Protocollo d’Intesa Plastic Free – Comune di Presicce Acquarica?
“Il protocollo d’intesa servirà a portare avanti il progetto intrapreso ma soprattutto a conservare il risultato raggiunto. Dalla prossima stagione continueremo nella sensibilizzazione della comunità con azioni programmate di concerto con altre realtà associative del territorio, ma sopratutto con le scolaresche alle quali proporremo il programma Plastic Free Kids, grazie all’ aiuto delle nuove referenti Maria Elisa Scarcia, Francesca De Tursi e Veronica Sancesario” continua ancora Antonio Damiani “Siamo certi che così facendo, la partecipazione sarà maggiore e più sentita, ringraziando ancora una volta l’amministrazione comunale di Presicce Acquarica per il coraggioso e costante supporto, così come le aziende private del territorio per aver donato materiale e attrezzatura utili alle nostre attività”.
Progetti futuri: le nuove azioni di Cleanuppers Presicce Acquarica e l’avvio del progetto Plastic Free Kids Presicce Acquarica
“Indubbiamente, ora che il grosso del lavoro è fatto, sarà necessario intervenire sulle fasce d’età più sensibili, quelle dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso una serie di incontri che organizzeremo nelle scuole e con i gruppi scout. Poi la sottoscrizione del protocollo d’intesa porterà ad una nuova e fattiva collaborazione con il Comune, al fine di pubblicizzare e rendere evidente che questo territorio ha preso un impegno serio ed importante: rendere Presicce-Acquarica un territorio libero da plastiche e rifiuti di qualsiasi genere. Può sembrare utopia, ma quello che abbiamo fatto in tre anni ha qualcosa che va oltre ogni aspettativa” così spiega Marco Miccio, Referente Locale Plastic Free e attivista di prima linea dei Cleanuppers Presicce Acquarica.
Antonio Damiani, Referente Locale Plastic Free e fondatore Cleanuppers Presicce Acquarica aggiunge “il progetto è grande ed è diventato necessario per noi chiedere l’aiuto di nuove risorse, per garantire il raggiungimento degli obiettivi e lo standard di qualità che ci siamo imposti. Maria Elisa Scarcia, Francesca De Tursi e Veronica Sancesario hanno accolto con entusiasmo il progetto in quanto a vario titolo sono attive nella comunità dei più piccoli: tre amiche, mamme ed una anche nonna con 40 anni di docenza nelle scuole sono oggi a nostro supporto, allargando così l’impegno attivo sull’intera comunità di Presicce Acquarica”.
“Ringrazio innanzitutto Antonio e Marco per avermi coinvolta in questo magnifico progetto insieme a mia madre Francesca De Tursi e alla mia amica Veronica Sancesario” così esordisce Maria Elisa Scarcia, nuova Referente Locale Plastic Free, portavoce del gruppo “Plastic Free Kids” “la nostra è una piccola comunità con un forte senso di civiltà e di rispetto verso l’ambiente, vivendo a stretto contatto con la natura magnifica che ci circonda. Antonio e Marco, insieme a tutti i volontari del gruppo Cleanuppers Presicce Acquarica, hanno posto le basi in questi anni per questo importante traguardo. Grazie anche al supporto della Onlus Plastic Free e dei referenti scolastici, ci impegneremo a ricreare momenti di sensibilizzazione direttamente nelle scuole, a stretto contatto coi futuri cittadini di domani, affinchè possa essere assunto da tutti, in modo naturale, un modus vivendi quotidiano nel rispetto dell’ambiente che ci circonda, ognuno come parte integrante dell’insieme ” bene comune “. Le nuove generazioni sentono molto forte questo concetto di appartenenza, sono consapevoli della sofferenza del nostro pianeta, ne parlano, lo leggono lo disegnano. Per loro è pressante il bisogno di poter operare fattivamente per la tutela del loro futuro che è direttamente correlato con la salute del pianeta, intanto attivandosi per una incisiva riduzione della plastica nella vita di tutti i giorni”.
L’importanza della comunicazione intergenerazionale per informare e coinvolgere
“La sensibilità verso la tutela ambientale e la riduzione dell’uso della plastica nelle nostre esistenze, coinvolge tutti, grandi e piccoli. Questo comporta che non sarà possibile utilizzare un unico canale comunicativo: ci impegneremo anche a mettere in atto varie modalità comunicative per assicurarci che tutta la collettività presiccese ed acquaricese possa essere realmente coinvolta nelle nostre azioni” così spiega Maria Elisa Scarcia.
“Utilizzeremo sicuramente i social network come Facebook e Instagram, le agorà del nuovo millennio, così come whatsapp e il web. Per noi è fondamentale far conoscere che ci siamo e che il nostro intento è coinvolgere, avere l’aiuto di tutti, anche con un semplice like, propagando così l’informazione secondo le nuove logiche comunicative. L’importante è infatti far arrivare il messaggio di tutela ambientale a tutti, utilizzando qualsiasi mezzo. Coinvolgeremo anche la comunità più anziana individuando sistemi e supporti più sostenibili possibile” continua ancora Maria Elisa “quindi quale migliore occasione come questa per chiedere ai nostri lettori di seguirci su